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    Fénelon e l’Italia: le traduzioni delle Avventure di Telemaco (secoli XVIII-XIX)

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    Nel Telemaco, Fénelon anticipa alcuni temi che sarebbero stati posti al centro della riflessione politica del “Settecento riformatore”: il ruolo e le “virtù” del sovrano, la critica alla “monarchia universale”, la necessità di un nuovo ordine internazionale. Non minore importanza ha la ricerca compiuta da Fénelon di nuovi paradigmi che coniugassero un diverso modello di organizzazione dell’economia con un rinnovato archetipo della sovranità e del potere. Nell’articolo si affrontano alcuni dei nodi della riflessione dell’Arcivescovo di Cabrai, con particolare attenzione all’influenza che il suo pensiero ha avuto negli Stati italiani dall’inizio del Settecento fino all’Unità d’Italia. A tal riguardo è stato condotto un censimento delle edizioni italiane del Telemaco, degli editori e delle città in cui l’opera è stata stampata e dei traduttori. Nella seconda parte dell’articolo si presenta una bibliografia completa delle traduzioni del Telemaco in lingua italiana

    La Scuola di Scienze corporative di Pisa e la formazione della classe dirigente fascista

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    Il contributo – costruito sulla base dell’elenco completo degli iscritti alla Scuola di Scienze corporative dell’Università di Pisa (istituita nel 1928), del corso di Scienze politico-corporative attivato nel 1932 presso la Facoltà di Giurisprudenza e del Collegio “Mussolini” – analizza sia l’evoluzione degli ordinamenti scientifico-didattici della Scuola, sia la composizione degli iscritti e dei diplomati, osservando il loro percorso professionale durante il periodo fascista e negli anni successivi, in particolar modo per quanto concerne al loro partecipazione alle istituzioni politiche del regime e dell’Italia repubblicana. Le attività della Scuola di Scienze corporative, almeno fino al 1935, furono esplicitamente finalizzate alla elaborazione teorica del corporativismo fascista. A tal riguardo, è stato preso in esame, in particolare, il contributo dato dai docenti di discipline economiche (Ugo Spirito, Filippo Carli, Federico Pacces) alla definizione dello statuto teorico del corporativismo. L’istituzione creata da Giuseppe Bottai giunse all’apice del suo sviluppo alla metà degli anni ’30, periodo durante il quale si registra il numero più elevato di iscritti e di diplomati; negli anni successivi, con la direzione del giurista Widar Cesarini Sforza, si provvide a una riorganizzazione degli ordinamenti e alla ridefinizione degli indirizzi scientifici (con una sottrazione di centralità agli insegnamenti economici). Nella seconda metà del decennio ha inizio una fase di declino della Scuola e di sistematica riduzione degli iscritti; in misura analoga, si riduce progressivamente l’attenzione verso le teorie corporative, salvo una ripresa effimera nei primi anni Quaranta, quando la direzione della Scuola fu assunta da Carlo Alberto Biggini

    Traffici commerciali, sicurezza marittima, guerra di corsa. Il Mediterraneo e l’Ordine di Santo Stefano

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    Il volume affronta alcuni aspetti dei multiformi processi che hanno condizionato l’evoluzione degli scambi commerciali nell’area mediterranea fra il XVI ed il XIX secolo. Un tratto comune a numerosi interventi è rappresentato dalla sicurezza della navigazione, intesa in un’accezione molto ampia, a lungo minacciata dalle scorrerie dei corsari turchi, barbareschi e cristiani o dalle guerre scatenate dagli Stati europei per il controllo del Mediterraneo. Un ulteriore tema è costituito dalle vicende relative al commercio e alla difesa delle isole, in considerazione della rilevanza che, in varie epoche, rivestirono le Isole Baleari, la Corsica, la Sardegna e Malta per la loro posizione strategico-militare, ma anche in quanto scali obbligati per i bastimenti mercantili. Sotto quest’ultimo profilo, il ruolo svolto da alcune grandi e piccole città portuali – come Livorno, Genova, Palma di Maiorca, Bastia – ha costituito una tematica trasversale che ha permesso di osservare più da vicino le trasformazioni intervenute nella composizione merceologica dei traffici e i mutamenti delle rotte commerciali. Contributi di: A. Addobbati, M. Cini, G. Doneddu, M. Gemignani, G. Ghezzi, D. Manetti, S. Mercieca, L. Piccinno, P. Quercia

    Una questione di "primario comunale interesse": il trasferimento delle saline volterrane alla Regìa Imperiale dei Sali e Tabacchi negli anni napoleonici

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    In seguito all’inclusione della Toscana nell’Impero francese, la città di Volterra dovette cedere la proprietà delle Saline alla Regìa Imperiale del sale e tabacco. In questo modo il comune di Volterra perse una fondamentale risorsa per le finanze comunali, e vennero altresì colpiti i precari equilibri su cui si reggeva l’economia locale, dai quali dipendevano le fortune dei ceti possidenti. Le entrate garantire dalle Saline, infatti, avevano consentito fino a quel momento ai ceti fondiari residenti nel comune di evitare il pagamento delle imposte, poiché la Tassa di Redenzione, introdotta negli anni del regno di Pietro Leopoldo, poteva essere saldata all’Erario con i proventi delle Comunità, e solo nel caso in cui tale gettito non fosse stato sufficiente era richiesta la solidarietà dei contribuenti privati. In tal modo i possidenti volterrani avevano evitato di pagare l’imposta, fidando sulle entrate acquisite dalla città con la vendita del sale. L’espropriazione delle Saline da parte della autorità napoleoniche e l’introduzione di nuove imposte dirette (su tutte l’imposta fondiaria) ed indirette innescarono un processo di impoverimento del ceto fondiario volterrano, aprendo una fase di depressione dell’economia locale dalla quale la città non si sarebbe più ripresa

    Antico Regime e finanza pubblica: gli Stati italiani preunitari

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    Il binomio Stato-finanza pubblica ha rappresentato a lungo uno snodo fondamentale per la ricerca storico-economica. Negli ultimi decenni, il ruolo svolto dallo Stato in campo finanziario è stato al centro di numerose ricerche che hanno analizzato i molteplici nessi fra l’azione delle istituzioni pubbliche e una pluralità di fenomeni economici, a partire dall’influenza esercitata sulle dinamiche produttive e finanziarie nazionali. Un ambito di particolare rilevanza storiografica, in varia misura affrontato anche nei contributi raccolti nel presente volume, concerne il grado di efficienza complessiva storicamente raggiunto dalle varie tipologie di organizzazione amministrativa e finanziaria dello Stato. Va sottolineato, infatti, che la finanza pubblica ha correlazioni dirette e indirette con questioni come la circolazione monetaria, l’andamento dei tassi di interesse, la formazione del risparmio e l’articolazione del mercato finanziario. Il problema dei riflessi che le strutture politico-istituzionali degli Stati pre-unitari – sia al livello delle strutture centrali, sia delle amministrazioni locali e dei singoli corpi burocratico-economici – hanno avuto sulla sfera economica, è spesso stato affrontato appurando in quale misura esse hanno promosso incentivi verso la crescita e la maggior efficienza del sistema attraverso una equilibrata distribuzione del carico fiscale, un’efficace azione tributaria, la promozione dell’integrazione dei mercati, ecc. In tale prospettiva, un indicatore particolarmente significativo che è stato posto al centro della riflessione degli autori che hanno collaborato al volume è l’andamento del debito pubblico in alcuni Stati italiani preunitari e la congruità delle politiche poste in atto per consentirne l’ammortamento. Al volume hanno collaborato Alessandro Breccia, Marco Cini, Giuseppe De Luca, Giuseppe Doneddu, Giulio Fenicia, Antoine-Marie Graziani, Daniela Manetti, Donatella Strangio

    Luciano della Mea, Raniero Panzieri e il neocapitalismo

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    Nel contributo si esamina la riflessione teorica di Luciano Della Mea intorno alle teorie sul “neocapitalismo” elaborate e discusse nei primi anni ’60 dalla rivista “Quaderni rossi”. In particolare, l’analisi fa perno sul dialogo/confronto intercorso fra il principale teorico del “neocapitalismo”, Raniero Panzieri, e il citato Luciano Della Mea, un intellettuale militante nel Psi - ascrivibile alla corrente del “morandismo” - che di Panzieri fu assiduo collaboratore e interlocutore privilegiato. Oggetto del confronto fra i due intellettuali, i quali contrapposero alle principali teorie istituzionaliste una rinnovata lettura del marxismo, furono le principali trasformazioni sperimentate dall’economia internazionale, così come da quella italiana, partendo da una critica alla politica di “programmazione economica” elaborata all’inizio degli anni ’60 e presentata come strategia imposta all’Italia per estendere la “pianificazione capitalista” e le politiche di regolazione dei processi di produzione, interpretandola dunque alla stregua di un meccanismo diretto a sostenere lo sviluppo capitalistico senza alterarne l’orientamento

    Per Vittorio Cini collezionista: il rapporto con Bernard Berenson

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    Indagine sul rapporto tra il collezionista Vittorio Cini e il grande storico e critico dell'arte Bernard Berenso

    Unusual coordinating behavior by three non-steroidal anti-inflammatory drugs from the oxicam family towards copper(II). Synthesis, X-ray structure for copper(II)-isoxicam, -meloxicam and -cinnoxicam-derivative complexes, and cytotoxic activity for a copper(II)-piroxicam complex

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    Cytotoxic tests recently performed at National Cancer Institute, NCI (USA), on [Cu(HPIR)2(DMF)2], 1, (H2PIR = piroxicam, 4-hydroxy-2-methyl-N-pyridin-2-yl-2H-1,2-benzothiazine-3-carboxamide 1,1-dioxide) a widely used non-steroidal anti-inflammatory drug, NSAID [see R. Cini, G. Giorgi, A. Cinquantini, C. Rossi, M. Sabat, Inorg. Chem. 29 (1990) 5197–5200, for synthesis and structural characterization, DMF = dimethylformamide] (NSC #624662) by using a panel of ca. 50 human cancer cells, showed growth inhibition factor GI50 values as low as 20 ?M against several cancer lines, with an average value 54.4 ?M. The activity of 1 is larger against ovarian cancer cells, non-small lung cancer cells, melanoma cancer cells, and central nervous system cancer cells. The widely used anticancer drug carboplatin (cis-diammine(1,1-cyclobutanedicarboxylato)platinum(II)) (NSC #241240) has average GI50 value of 102 ?M. The reactions of copper(II)–acetate with other NSAIDs from the oxicam family were tested and crystalline complexes were obtained and characterized. Isoxicam (H2ISO = 4-hydroxy-2-methyl-N-(5-methylisoxazol-3-yl)-2H-1,2-benzothiazine-3-carboxamide 1,1-dioxide) produced [Cu(HISO)2] · 0.5DMF, 2 · 0.5DMF (DMF = dimethylfomamide). The coordination arrangement is square-planar and the HISO? anions behave as ambi-dentate chelators via O(amide),N(isoxazole) and O(enolate),O(amide) donors. Meloxicam (H2MEL = 4-hydroxy-2-methyl-N-(5-methyl-1,3-thiazol-2-yl)-2H-1,2-benzothiazine-3-carboxamide 1,1-dioxide) produced [Cu(HMEL)2(DMF)] · 0.25H2O, 3 · 0.25H2O. The coordination arrangement is square-pyramidal, the equatorial donors being O(amide),N(thiazole) from two HMEL? anions and the apical donor being O(DMF). Unexpectedly, cinnoxicam (HCIN = 2-methyl-1,1-dioxido-3-[(pyridin-2-ylamino)carbonyl]-2H-1,2-benzothiazin-4-yl-(3-phenylacrylate)) produced [Cu(MBT)2(PPA)2] (MBT = 3-(methoxycarbonyl)-2-methyl-2H-1,2-benzothiazin-4-olate 1,1-dioxide, PPA = 3-phenyl-N-pyridin-2-ylacrylamide)

    Banks and Capitalists in Florence in the Decades after Unification

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    The paper examines some aspects of the Tuscan banking system, emphasising the duality between the private banking system and the issuing banks. It considers both the different methods of managing credit and investments, and the transformation of the banking sector which emerged in the aftermath of unification of Italy and the transfer of the capital to Florence. Marco Cini uses as a case study the Banca Nazionale Toscana, established shortly after unification (1857). He examines, on the one hand, the relationships with the important Tuscan landowners and the Florentine financial system, which came to be associated with forms of speculation, especially in the construction field, when the capital was moved to Florence. On the other hand, he explores the theme of monetary emission and relationships with the issuing banks and the new state power. Simone Fagioli examines the activities of two private banks, Banco Fenzi and Banco Schmitz & Turri, using previously unpublished archive material. During the early years of unification, the management of these banks was still closely intertwined with the local political system. Fagioli analyses both what could be termed their "pure" banking activities and the areas and models of investment in industrial sectors (metallurgy, textiles and mining)
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