1,721,028 research outputs found
Nuclear scintigraphic assessment of the metacarpophalangeal and metatarsophalangeal joints of 74 horses with fetlock region pain
Ruolo della risonanza magnetica nella diagnosi di patologie correlate ad edema osseo nel cavallo = Use of magnetic resonance imaging for evaluation of bone pathology related to bone marrow edema in the horse
Introduzione. Nella pratica ippiatrica è ormai comprovata l’utilità della Risonanza Magnetica (RM) come strumento diagnostico in grado di fornire utili informazioni per la diagnosi di zoppia non acquisibili con altre tecniche diagnostiche1. Grazie a specifiche sequenze la RM permette di diagnosticare patologie a carico della spongiosa ossea non osservabili ne con un comune esame radiografico ne con un esame TC2. Il “bone marrow edema” (BME) deriva da microfratture della trabecole della spongiosa, che determinano stravasi siero ematici. Generalmente si tratta di lesioni “da impatto”, “da avulsione” oppure da processi cronici degenerativi che possono esitare in necrosi avascolare intraossea. Tale alterazione è stata descritta in RM come “Bone contusion”, “Bone Bruise” o ancora come “Bone Marrow Syndrome” a testimonianza del fatto che in realtà tale patologia non abbia ancora trovato una precisa connotazione clinica ed eziopatogenetica. Lo scopo del lavoro è descrivere l’aspetto RM dell’edema osseo a livello dell’estremità distale dell’arto equino, valutare la distribuzione delle lesioni ossee nel segmento in esame e catalogarle in base all’evento patogenetico scatenante. Materiali e metodi. Tutti gli esami a tomografia computerizzata eseguiti presso il dipartimento di Radiologia dell’Università di Milano nel periodo compreso tra ottobre 2006 ed agosto 2008 sono stati rivalutati. Sono stati inclusi nello studio gli animali che, in base alla visita clinica, presetavano una zoppia localizzata alla regione del piede e o del nodello mentre sono stati esclusi i soggetti con alterazioni radiografiche sufficienti ad emettere una diagnosi di zoppia così come gli arti in cui è stato eseguito solo uno studio parziale. Tutte le immagini sono state ottenute grazie ad un sistema a basso campo 0.2 T (Vet-MR) ed una bobina ricevente del tipo dual phase array, con l’animale posto in anestesia generale. Risultati. Sono stati inclusi nello studio 34 cavalli di età compresa tra i 2 e i 15 anni, adibiti a varie discipline; di questi 21 soggetti presentavano una zoppia mono o bilaterale localizzata al piede mentre in 10 era localizzata all’articolazione metacarpo/metatarso-falangea. I rimanenti tre animali presentavano una zoppia complessa riferibile ad entrambi i distretti dello stesso arto. Alterazioni di segnale nelle sequenze con soppressione lipidica riferibili a BME sono state riscontrate nel 59% dei distretti anatomici indagati. Lesioni riconducibili a traumatismi ripetuti da impatto sono state evidenziate in otto nodelli equamente distribuite tra i condili mediale e laterale. Lo stesso tipo di lesione è stato osservato in due casi a livello di seconda falange, un caso a livello di processi palmari della terza falange e otto a livello di osso navicolare. Sono state osservate inoltre lesioni ossee derivanti da fenomeni avulsivi da parte di legamenti in particolare a livello di inserzione prossimale e distale del legamento impari del navicolare (otto casi) e inserzione dei legamenti collaterali dell’articolazione interfalangea distale (due casi). Discussione. A differenza da quanto già riportato in letteratura3, nella nostra casistica reperti riconducibili a BME a carico del nodello sono stati abbastanza numerosi essendo stati rilevati nel 53,8% dei casi. Bisogna tuttavia sottolineare che i soli reperti RM suggestivi di BME non permettono di differenziare tale alterazione, di per sé autolimitante, da una ben più grave necrosi ossea. Di fatto tali lesioni costituiscono i due “estremi” di una patologia riconosciuta in medicina umana come “Bone Marrow Edema Syndrome”. Una corretta diagnosi e l’emissione di una prognosi attendibile in tal senso necessita di ulteriori approfondimenti diagnostici4 (Scintigrafia ossea) o di un esame RM di controllo. Conclusioni. L’edema contusivo intraosseo è una patologia riconosciuta da un periodo di tempo relativamente limitato, soprattutto in medicina veterinaria. La RM è la tecnica diagnostica più sensibile e l’impiego di sequenze a soppressione lipidica come la STIR, (3) e quelle pesate in T1 e T2 (4) consentono di diagnosticarla agevolmente. Ulteriori studi sono necessari per accertare la presenza di lesioni cartilaginee in corrispondenza delle lesioni ossee rilevate a carico del distretto sub condrale
Trattamento di una frattura metatarsale in un bovino adulto mediante gesso transcorticale con chiodi a filettatura positiva
Articolazione metacarpofalangea equina: studio comparativo tra anatomia sezionale e imaging di risonanza magnetica a basso campo = Equine metacarpophalangeal joint: comparative study on sectional anatomy and low-field magnetic resonance imaging
Introduzione. Da circa un decennio ormai anche nella pratica ippiatrica la Risonanza Magnetica (RM) si è sempre più diffusa come tecnica di imaging di secondo livello nella diagnosi di zoppia. Purtroppo, al contrario di quanto accade in campo medico umano, in bibliografia veterinaria esi- stono pochi studi comparativi tra anatomia macroscopica ed immagini RM, soprattutto per quanto concerne la specie equina1. Lo scopo di questo lavoro è quello di offrire al clinico uno strumento comparativo che permetta il raffronto tra sezioni anatomiche e tomografiche dell’articolazione me- tacarpofalangea ottenute attraverso l’impiego di un magnete a basso campo (0,2 Tesla)†.
Materiali e metodi. Sono state utilizzate le porzioni distali di dieci arti anteriori di cavalli schele- tricamente maturi prelevate in sede di macellazione. In seguito all’esame radiografico sono state se- lezionate tre articolazioni metacarpo-falangee valutate esenti da alterazioni macroscopiche. Quindi, in ciascuna articolazione sono stati iniettati 20 cc di resina epossidica§ e, trascorso il periodo ne- cessario alla catalisi della stessa, ogni arto è stato sottoposto ad indagine RM acquisendo scansioni condotte secondo il piano sagittale, dorsale e traverso. Ogni arto è stato quindi sezionato tramite se- ga a nastro lungo il piano predefinito con l’intento di ottenere sezioni anatomiche corrispondenti al- le immagini ottenute dalle scansioni a RM.
Risultati. La comparazione tra sezioni anatomiche e immagini RM ha permesso di correlare tutte le strutture teno-desmiche e le basi ossee con una discreta accuratezza. L’utilizzo intrarticolare di resine ha reso più precisa la definizione dei margini capsulari nonché la visualizzazione dei rappor- ti tra le strutture adiacenti.
Discussione. I risultati del presente studio avrebbero senz’altro beneficiato dell’utilizzo di macro- tomi dedicati per l’ottenimento delle sezioni anatomiche in relazione a quelle ottenute dai relativi piani di scansione. Un ulteriore miglioramento nell’identificazione delle strutture vascolari tramite l’iniezione intravasale di resine colorate sarebbe parimenti auspicabile. Nonostante queste limita- zioni è stato comunque possibile raggiungere un buon risultato in termini comparativi tra le sezio- ni anatomiche e quelle RM.
Conclusione. L’atlante anatomico vuole essere d’ausilio nell’interpretazione delle immagini di Ri- sonanza Magnetica sia per lo studente che per il veterinario che si interessi di diagnostica per imma- gini di secondo livello. La conoscenza dettagliata dell’anatomia normale della regione in ciascuna se- zione risulta infatti di notevole interesse per la precisa interpretazione delle strutture patologiche con particolare riferimento a quelle che interessano strutture teno-desmiche. Il tipo di progetto inoltre può essere applicato ad altre regioni anatomiche che risultano ancora relativamente poco studiate. Ulte- riori studi in questo senso sono necessari per affinare le tecniche di taglio ed inclusione. Bibliografia. 1. SJ Dyson and R Murray (2007). Clin Tech Equine Pract 6, 62-77
Magnetic resonance diagnosis of subchondral bone trauma in the equine tarsus
Introduction/Purpose:
Subchondral bone damage has been diagnosed using Magnetic Resonance (MR) in the equine distal limb as areas of reduced signal intensity in T1 weighted sequences and increased signal intensity in STIR sequences1. A recent study showed no correlation between degree of lameness and radiographic changes in the tarsus2. The purpose of the present study is to describe MR findings in horses with acute onset of severe lameness localized in the tarsal region.
Materials and Methods:
Horses were selected for inclusion that had acute onset of severe lameness localized to the hock by local analgesia and the results of radiographic and ultrasonographic examination did not conclusively explain the degree of lameness. MR images were acquired by use of a 0.2T imaging system, with the horse under general anesthesia; 3D T1 gradient echo, T2 fast spin echo and STIR sequences were acquired on sagittal, dorsal and transverse planes.
Results:
We included 3 horses (used for show jumping, age range 6–12 years) showing 3/5 unilateral pelvic limb lameness localized to the hock. Radiographic examination showed enthesiophyte formation on the dorsal aspect of the central and third tarsal bones and dorso-proximal aspect of the third metatarsal bone in case 1; case 2 showed mild degenerative joint disease of the distal intertarsal joint and no radiographic changes were observed in case 3. MR images showed marked irregular thickening of the subchondral bone plate and abnormalities of the adjacent spongiosa of the third and central tarsal bones in all cases. Increased signal on STIR sequences involved the dorso-medial aspect (Case 2 and 3) or axial portion (case 1) of the third and central tarsal bones. In addition, case 3 showed a linear area of hyperintense signal in each sequence on the dorso-medial aspect of the central tarsal bone, interpreted as an incomplete slab fracture. Therapeutic plan included distal intertarsal joint medication (case 1) and extracorporeal shockwaves (case 2). Case 1 and 2 were rested for 1 and 8 months respectively before return to the previous competition level. Case 3 is still in the rehabilitation process.
Discussion/Conclusion:
Increase signal intensity in STIR sequence could be related to different pathologic situation such as hemorrhage, edema, bone necrosis or fibrosis1. In the present report, horses showed acute onset of lameness suggestive of bone trauma, microfracture of the subchondral bone and fluid accumulation within the bone as the more likely cause of the abnormal signal observed. Subchondral bone trauma can involve the small tarsal bones and MR is crucial for lesion identification and therapeutic plan when radiographic and/or ultrasonographic findings are equivocal
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Scintigraphic assessment of the metacarpophalangeal and metatarsophalangeal joints of horses with joint pain
Our aims were to evaluate the pattern of radiopharmaceutical uptake in horses with lameness related to the metacarpophalangeal and/or metatarsophalangeal joint and compare the results with similar information from sound horses. It was hypothesized that there would be a difference in radiopharmaceutical uptake between the lame and contralateral limb in unilaterally lame horses and that there would be a difference between lame and sound horses. Nuclear scintigraphic images of 43 horses with forelimb lameness and 30 horses with hindlimb lameness were evaluated. In all horses lameness was improved by intraarticular analgesia of the joint, or by perineural analgesia of the palmar/plantar (at the junction of the proximal 3/4 and the distal 1/4 of the metacarpal/metatarsal regions) and palmar/plantar metacarpal/metatarsal nerves. All images were assessed subjectively and a quantitative image analysis was performed by drawing a vertical line profile through the center of each joint in the lateral images and using region of interest analysis in both lateral and dorsal/plantar images. Ratios of radiopharmaceutical uptake were compared for each region between lame and contralateral limbs in unilaterally lame horses and between lame and control horses. There was a significant difference in the ratio of radiopharmaceutical uptake in the proximal aspect of the proximal phalanx between lame and nonlame forelimbs in unilaterally lame horses and in both lame and contralateral limbs of lame horses compared with control horses for the regions of the distal aspect of the third metacarpal/metatarsal bone and the proximal sesamoid bones. However, the profile analysis was of limited clinical value
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