1,720,960 research outputs found
Fashion Design Networking. Il modello decentrato della Moda
La richiesta degli utenti di consumare merci che gratificano se- condo Lipovetsky è il volano del nuovo paradigma del ‘capitali- smo artista’ come propulsore per l’estetizzazione del mondo. Il processo di creazione nella produzione delle merci nasce in am- bienti da cui ha origine la dinamica relazionale in termini di Design networking. L’impatto sociale e culturale del prodotto-merce al centro di un sistema relazionale promosso dalle ICT coinvolge e introduce nuovi modelli produttivi. Il sistema della Moda agisce nei nuovi processi di creazione del valore mirando alla realizza- zione di esperienze continuamente aggiornabili. Il modello da perseguire parte dal bisogno di condividere aspettative e desideri (wants) e corrisponde ad un sistema di relazioni che si traduce in un modello decentrato di produzione del valore. La personaliz- zazione diventa impegno sociale, si diffonde nei contesti di vita, necessita per svilupparsi di condizioni locali ‘profittevoli’; si indi- viduano le capabilities, rese opportunità per trasformarsi in fun- ctionings (Sen 2003) e, grazie ai “fattori di conversione” (Robeyns 2003), dispiegano il loro valore attraverso la “filiera cognitiva” (Rullani 2004) in network multifunzionali
Sul metodo. Un’indagine laboratoriale tra design e biologia
Il saggio illustra alcune delle metodologie del design making, attraverso un’indagine laboratoriale che usa, come strumenti della ricerca,
le attrezzature e i materiali affini al settore scientifico della biologia. Al confine tra programma e imprevisto, metodologia e libera
sperimentazione, il design non si preoccupa solo di realizzare oggetti finiti e industrializzabili, ma esplora mondi, inventando pratiche
di progettazione condivisa e nuove manipolazioni della materia. Il paradigma produttivo si trasforma da una vecchia concezione
di prodotto industriale verso un nuovo orizzonte di manifattura vivente. Le possibilità offerte dalle più recenti tecnologie di lavorare
con organismi in grado di evolversi secondo una propria natura, insieme a una serie di sperimentazioni pilota nel campo
della biologia sintetica e della medicina rigenerativa, conducono a nuove frontiere finora considerate inesplorabili.
In questa direzione, la ricerca ha esplorato le nuove pratiche della DIY Biology strettamente connesse al settore della microbiologia
e dell’ingegneria delle macchine, in relazione alla loro possibile applicazione nei processi di stampa 3D. L’esito della ricerca ha
condotto all’elaborazione di protocolli produttivi al confine tra tecniche di 3Dprinting e bioprinting, attraverso l’adozione di organismi
viventi come funghi, muschi, cellulosa microbica
Design e territorio: un rapporto in evoluzione
Parlare del rapporto tra design e territorio significa ripercorrere una storia relativamente recente, in cui assistiamo ad un ampliamento e arricchimento degli approcci e degli obiettivi, in linea con l’evoluzione socioeconomica e dei bisogni degli utenti.
Il concetto stesso di territorio, di per sé già complesso e dinamico, assume connotazioni diverse in rapporto a fenomeni congiunturali e a spinte culturali opposte, tra vecchi e rinnovati globalismie localismi. Oggi il territorio è riconosciuto come un valore e un attore economico significativo nei mercati competitivi riguardanti non solo il settore turistico, ma anche il settore culturale e imprenditoriale in generale. Senza dimenticare il ruolo di habitat, ovvero di sistema sociale, ambientale e culturale in sintonia con le necessità di chi lo abita e in equilibrio rispetto alle istanze di sostenibilità economica e ambientale e di qualità della vita.
Il design, nella sua ampia fenomenologia dal prodotto alle strategie, ha sempre avuto un rapporto dialogico con il territorio. Proveremo a ricostruire un quadro aggiornato di cosa significhi oggi parlare di design per il territorio attraverso il racconto delle attività del network di ricerca D4T Design for Territories del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano
Design per un mondo migliore, con eudaimonia.
World Design Organization (WDO)TM già International Council of
Societies of Industrial Design (ICSID) alla 29a Assemblea Generale
di Gwangju, Corea del Sud 2015, nel ‘Code of Professional Ethics’
afferma che «i designer devono riconoscere il loro contributo
al benessere sociale, individuale e materiale del grande pubblico,
in particolare riguardo la salute e la sicurezza; [...] sostenere e
considerare attentamente i bisogni di tutti i potenziali utenti finali;
[...] pensare all’intera catena di valore, dalla produzione alla
vendita e all’uso del prodotto».
Il Progetto di Ricerca Applicata LANDesign ha conformato un
metodo/strumento/prodotto su misura, affinché il Design possa
conferire felicità e benessere, eudaimonìa come nel suo scopo e
fondamento etico. Il metodo LANDesign ha strutturato la filiera
virtuosa [Università + Scuola + Famiglie + Enti + Aziende] per la
formazione di designers capaci di «riconoscere che gli ambienti,
gli oggetti e i servizi realizzati al termine di un processo di progettazione
riflettono e aiutano a definire l’identità culturale»
Roofing History. A Protective Shelter for the Middle Bronze Age K-5 Residency Between Project and Construction
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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