1,721,196 research outputs found
Il lupo e rischi di bracconaggio
L'articolo tratta in modo critico e ragionato l'azione intrapresa sul piano amministrativo nazionale dal Ministero per l'Ambiente per la tutela del lupo e si sofferma in particolare sulle misure che ne prevedono la possibilità di abbattimento selettivo
Lupo e ungulati selvatici: rapporti predatore-preda in un'area mediterranea
Negli ultimi decenni il lupo Canis lupus ha ricolonizzato gran parte del suo areale originario in Italia. Considerando il ruolo ecologico di questo predatore apicale, nonché il relativo potenziale conflitto con attività antropiche come p.es. la pastorizia, la valutazione dei rapporti che esso instaura con le prede selvatiche ha significative implicazioni sia dal punto di vista ecologico, sia dal punto di vista gestionale. L’obiettivo del mio lavoro di tesi è stato quello di indagare le relazioni tra il lupo e le sue principali prede selvatiche (daino Dama dama, il capriolo Capreolus capreolus e il cinghiale Sus scrofa) in un'area mediterranea recentemente ricolonizzata dal predatore, il Parco Regionale della Maremma (GR). Tra ottobre 2019 e marzo 2020 ho analizzato la dieta del lupo, tramite la valutazione del contenuto di campioni fecali raccolti sul campo (N=386), e i rapporti spazio-temporali tra predatore e preda, indagati mediante fototrappolaggio. L’alimentazione del lupo si è basata essenzialmente su prede selvatiche, in particolar modo cinghiale e daino, con frequenze assolute pari a 43.1% e 27.7% rispettivamente, seguiti da meso-mammiferi (9.9%) e capriolo (6.5%). Il bestiame (vitelli) è stato particolarmente utilizzato durante il mio periodo di studio (FA: 18.6%) rispetto ai 3 anni precedenti (in cui aveva mostrato frequenze inferiori al 2%), ma sempre con minor frequenza rispetto alle prede selvatiche. Rispetto a studi precedenti (2016-2018), i risultati hanno indicato un decremento dell'utilizzo del daino (che rappresentava la principale preda del lupo) e un incremento dell'uso del cinghiale. L’analisi dei filmati ottenuti tramite il fototrappolaggio (lupo: N = 435; daino: N = 1435; cinghiale: N = 1416; capriolo: N = 63) ha evidenziato ritmi di attività locomotoria prevalentemente notturni per lupo e cinghiale, con un elevato coefficiente di sovrapposizione interspecifica (∆₄=0.90). Livelli di sovrapposizione inferiori sono stati rilevati tra lupo e daino (∆₄=0.53), il quale ha presentato ritmi di attività prevalentemente diurni, e tra lupo e capriolo (∆₄=0.47). Inoltre, il confronto con studi precedenti svolti nella stessa area ha evidenziato uno slittamento dei ritmi di attività del daino, da notturni a diurni, probabilmente legato alla forte pressione predatoria esercitata dal lupo; come conseguenza di ciò il lupo potrebbe aver spostato il proprio interesse verso una preda più facilmente reperibile, come il cinghiale. I risultati pertanto suggeriscono l’attuazione di strategie comportamentali basate sull’evitamento temporale del predatore da parte del daino. Tali strategie non sembrano essere presenti nel cinghiale, e ciò potrebbe spiegare l’aumento di questo ungulato nella dieta del lupo. Questo studio conferma la natura dinamica dei rapporti ecologici e comportamentali tra predatore e prede. Futuri approfondimenti saranno necessari per valutare le risposte comportamentali e numeriche di lupo e ungulati nel lungo termine
Per una nuova cultura della valutazione e dell'impatto delle pubblicazioni
Il saggio discute il tema complesso del research assessment (valutazione della ricerca) all’interno del panorama della produzione e pubblicazione scientifica del design, presentando il contesto di vincoli e una disamina più approfondita del concetto di valutazione, illustrando le tendenze in atto e proponendo un processo di cambiamento nell’ambito del quale il tema della valutazione delle pubblicazioni deve essere affrontato in uno scenario di knowledge leadership e prospettiva pluriversa.The essay discusses the complex topic of research assessment within the landscape of academic production and design publication. It outlines the constraints and conducts a thorough examination of the concept of assessment, highlighting current trends. The essay proposes a transformative process wherein the topic of publication assessment is to be addressed within a scenario of knowledge leadership and a multiverse perspective
Changing Academic Structures and Liberating Research. An Interview with Sascha Friesike
In this interview Sascha Friesike presents his vision about changing academic structures. Friesike questions the fanatical fixation on “excellence” and promotes more freedom of research and greater plurality in academic careers. Furthermore, he hopes for a research landscape in which “impact” is understood as ideas that really matter and not as the perpetuation of perverse metrics. He argues that researchers should be supported in prioritizing the sharing of their content and trained to seek impact in the long term
Policies and Infrastructures for Innovation and Impact in Open Science. An interview with Paolo Manghi
In this interview Paolo Manghi discusses how policymaking, e-infrastructures and funding mechanisms are trying to bring into everyday routine the difficult shift of mindset towards Open Science: a scenario of publishing service systems that supports communities with methodologies to produce concrete, testable and reusable scientific results
Decolonizing design for cultural heritage and museums within a systemic change framework: discussing the participatory paradigm
In today’s world, despite awareness of the need for systemic change and calls for a pluriverse, with a post-human or – better – more-than-human and planet-centric perspective (Forlano, 2017; Escobar, 2018; Tironi et al., 2024), design still often acts as a structure of authority and power. It operates as an exogenous entity on complex systems, somehow disregarding the value of endogenous processes. In the Cultural heritage domain (hereafter CH), already the subject of a profound discussion and transformation (Borowieki, Forbes and Fresa, 2016) and at the crossroads of the twin transition (JPI Cultural Heritage and JPI Climate, 2022), and therefore regardedas an ecosystem with great cultural complexity (Dameri and Demar-tini, 2020), the inconsistency of this pretentious design approach emerges clearly. The CH system is the one that magnifies the tremendous urgency of decolonizing its processes (Tolia-Kelly and Raymond, 2020) possi-bly with a design approach (Tunstall, 2023; Tironi et al., 2024) to really address a pluriverse development. In any case, few heritage studies fully succeed in truly decolonizing (Brulon Soares, Chagas, Mellado González and Weil, 2022), while others still refer to a post-colonial perspective that merely «enables new voices» (Turunen, 2020). This study therefore proposes a critical discussion of participatory design (PD) processes in CH based on literature review, in order to evaluate and assess the effectiveness and impact of such practices.The essay starts with a brief problematization of the concepts of participation in design and in CH, and the concept of decolonizing design. Next it moves into discussion of the selected research articles within mainstream design journals, the methodology used for selec-tion and analysis, and then the results
Io, il lupo e le vacanze con Pepé
[Dal sito dell'editore]
Tornano i nostri protagonisti di Io il lupo e i biscotti al cioccolato, stavolta in viaggio per le vacanze con il nonno.
La grazie dei disegni di Delphine Perret non si smentisce, facendo di questo lupo un simpatico amico che tutti noi vorremmo avere
Formare comunità, in-formare territori Designing connected places: "fare scuola" di design per il territorio
Vent'anni dopo
Salvatore Lupo e l'insegnamento della Storia contemporanea presso l' Università di Palerm
Supportare la biodiversita culturale della conoscenza, ricerca e pubblicazione in design
L'ecosistema globale della conoscenza del design è influenzato da narrazioni egemoniche ed etnocentriche. Il sistema della pubblicazione scientifica riflette disparità geografiche nel campo del design, favorendo una rappresentazione eurocentrica/nordica a discapito dei "margini" e delle "periferie" emergenti. Il percorso di ricerca in corso parte da una collaborazione interuniversitaria formalizzatasi in un gruppo di ricerca nazionale all’interno della SID - Società italiana del design. Tale gruppo propone modelli di leadership più inclusivi per le pubblicazioni di design, promuovendo una visione pluriversa e multipolare della geopolitica della conoscenza. Il focus è sulla biodiversità delle "culture" del design e su nuove modalità interdisciplinari di pubblicazione, superando rigidità tra scienze dure e morbide. L'obiettivo è incentivare scambi di conoscenza tra attori del sistema, riconsiderare i paradigmi dell'impatto e dell'eccellenza delle pubblicazioni e immaginare nuovi flussi di lavoro e fruizione della produzione scientifica. Gli impatti attesi riguardano l'inclusione sociale, la dimensione culturale e lo sviluppo di linee guida per modelli editoriali innovativi
- …
