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    Technology-mediated control in gig work : analysis of a crowdwork and food delivery platform

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    author: Lucia Maria BachlMasterarbeit University of Innsbruck 202

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    author: Lucia Maria BachlMasterarbeit University of Innsbruck 202

    Nota preliminare

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    L’avventura nel mare è l’avventura della Vita nel respiro dell’esistenza che è dato vivere ad ogni creatura nell’universo accogliente e sconfinato. La lettura chaceliana è spunto di meditazione e di metamorfosi interiore: eco, appunto, di un’esistenza non contemporanea a noi, ma che ci premette di osservare al meglio l’attualità dei nostri cammini esistenziali

    "Anime che cantano". María Zambrano e Cristina Campo

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    Gli impervi percorsi di due donne del Novecento, María Zambrano.e Cristina Campo, si sono intrecciati cosicché, nel leggere le loro opere, sembra di respirare la stessa atmosfera rarefatta, eppure concretamente agganciata alla durezza del reale. Il loro "grido melodioso" Il tono alto di questo “grido melodioso” apre nuove finestre sul mondo, al punto che esse, incuranti dei pericoli connessi soprattutto alle persecuzioni e ai sospetti del potere politico e di quello spirituale, hanno preteso di raggiungere con il loro canto le sordità interiori degli uomini.La Zambrano vive con drammaticità la questione etico-religiosa della "España envertebrada" e la Campo, che maturerà soprattutto nel segno del suo incontro con la scrittura di Simone Weil e con l’amicizia della filosofa spagnola, vive artisticamente nel periodo in cui la cultura è rivolta verso le tensioni politiche e la poesia verso quei fronti che guardano, da una parte, all’impegno sociale e, dall’altra, agli sperimentalismi e alle neoavanguardie: sono entrambe ugualmente turbate da preoccupazioni sociali e da tensioni mistico-religiose

    Parte Prima: Rosa Chacel lettrice di Ortega y Gasset

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    La lettura chaceliana è spunto di meditazione e di metamorfosi interiore: eco, appunto, di un’esistenza non contemporanea a noi, ma che ci premette di osservare al meglio l’attualità dei nostri cammini attraverso “la retina” dei suoi occhi e la fantasia delle sue rievocazioni: stille di riflessioni che incoraggiano il viaggio di ogni singola esistenza nel mare della Vita. Senza dubbio, si può dire che l’opera complessiva di Rosa Chacel ha conosciuto una diffusione frammentaria nel suo lento, instancabile ed encomiabile procedere scrittorio, ma gli interessi recenti in Italia sul suo percorso letterario stanno offrendo l’opportunità di riscoprire una figura femminile di grande caparbietà caratteriale (segnata da uno spiccato potere introspettivo) mai disgiunta dall’elevata capacità d’osservazione della realtà. Proprio verso ogni tipologia di esperienza fenomenologica della quotidianità ella rivolge il suo sguardo rammemorante “capace di carpire una realtà invisibile agli occhi degli altri”8 nel continuum sincronico e diacronico del (suo) tempo vissuto. Certo, sarà proprio questo suo rievocare costantemente i caldi ricordi del passato, tuffandosi contemporaneamente nelle acque fredde del presente, ad offrire a noi lettori l’opportunità odierna di vascolarizzare meglio il flusso esperienziale umano in ogni sua particolarità, per rendere più lieve e agevole il lungo e tortuoso cammino della vita

    "Ciò che è in me di Maria Zambrano"

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    Parole profumate, velate di enfasi liriche, rivelatrici di passioni intellettuali che servono anche a introdurre alcune scelte sulle quali si incentra la stesura di questo “archivio” zambraniano: la relazione tra la scoperta della vocazione filosofica e il profondo cambiamento storico, tra la vita e l’opera, tra pensiero e poesia, tra metafisica e mistica, ove il fare filosofia nel divenire dell’esistenza “esplora nella tenebra del tempo”. Alcuni dei saggi qui raccolti sono apparsi in volumi o riviste anche estere e si ripropongono all'attenzione del lettore, appassionato al pensiero zambraniano, con alcune sostanziali modifiche e/o aggiunte, senza però intaccarne la struttura originaria e, ove possibile, aggiornandone la bibliografia

    "Filosofia come plancton nella narrativa di Rosa Chacel"

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    La sintesi di questo nostro cammino, appena intrapreso in Italia, desidera avvicinarsi alla lettura chaceliana con la stessa tensione gioiosa verso la scoperta di un tesoro nascosto. Dopo un panorama biografico sulla scrittrice vallisoletana, l’intento di questo lavoro, dunque, è di bagnarsi nella linfa filosofica che scorre tra le righe di alcuni suoi saggi scelti, dedicati al suo mentore per eccellenza, Ortega y Gasset, anche per poter meglio intendere gli stimoli culturali presenti duranti gli anni difficili del primo Novecento spagnolo. Un percorso, questo, arricchito nella sezione finale del libro (“Frammenti”) da alcune testimonianze importanti di figure presenti nella vita della scrittrice: il figlio Carlos Pérez Chacel, che ha accolto con grande entusiasmo il nostro invito a trascorrere alcune ore in “compagnia” della presenza materna (aleggiante nello sguardo di Carlos, nell’album di famiglia, nei ritratti e nelle pitture del marito, nella vastità dei libri che colorano le pareti di casa,...), e l’amica Clara Janés, la cui testimonianza è qui documentata dalla Dottoressa María Carmen Expósito Montes nella sua tesi di dottorato "Escritura autorreferencial" en Rosa Chace

    "Vola alta parola, cresci in profondità. Madeleine Delbrêl e María Zambrano"

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    Questa riflessione “ad alta voce” ha qui l’intento di rievocare una spiccata personalità femminile, quella di Madeleine Delbrêl (1904-1964), che potrebbe significare molto per la nostra attuale epoca inquieta ed arricchire, così, le nostre esistenze e i nostri studi di genere. Il dialogo, che si desidera aprire in questa sede, affiancato dal nostro sguardo verso l'orizzonte di pensiero zambraniano, muove sia da nuove strategie femminili da raccontare sia dalla curiosità intellettuale di rivolgersi in particolare alle due donne, Madeleine e María, e alla loro vita concreta e spirituale

    "La tensione metafisica in María Zambrano"

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    Parole profumate, velate di enfasi liriche, rivelatrici di passioni intellettuali che servono anche a introdurre alcune scelte sulle quali si incentra la stesura della tensione metafisica zambraniana: la relazione tra la scoperta della vocazione filosofica e il profondo cambiamento storico, tra la vita e l’opera, tra pensiero e poesia, tra metafisica e mistica, ove il fare filosofia nel divenire dell’esistenza “esplora nella tenebra del tempo”

    "La persona si fa libera dopo aver scelto d'esser libera"

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    Solitamente, quando si cerca di dare una definizione al termine “libertà”, ci si limita a rispondere affermativamente a queste domande, evocando l’immagine di colui che decide in autonomia, perché garantito dal diritto della libertà costituzionale, e perciò libero di pensare, dire, fare tutto ciò che desidera. Ma si è veramente liberi di perseguire le proprie concezioni del bene, del vero, del bello? Di sicuro la questione della libertà nella filosofia contemporanea resta una “croce”2, come la definisce lapidariamente Massimo Cacciari, e resta un tema “tanto proclamato, ma alla fine sempre in gestazione faticosa”3, come scrive Gianfranco Ravasi. Ecco perché l’intento di questo breve contributo a Mounier desidera offrire soltanto lievi sfumature a partire dal suo pensiero sui quesiti umani appena esposti, tanto antichi quanto sempre ricorrenti e mai definibili in un unicum terminologico condivisibile da tutti
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