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Une lettre de M. Alfred Fabre-Luce
Fabre-Luce Alfred. Une lettre de M. Alfred Fabre-Luce. In: Revue française de science politique, 12ᵉ année, n°2, 1962. pp. 480-481
Becoming beauty : the implications of the writings of Luce Irigaray for feminist art practices
This thesis aims to identify aspects of Luce Irigaray's work which are of significance for feminist discourses of art, including art practices and critical analyses of art works by women. Her writings have been analyzed and employed in academic fields, such as Literature, Philosophy, and Theology, but rarely to date from
within art history, criticism or theory. This thesis establishes the wide-ranging implications of her work for these disciplines.
The thesis is in two parts. Part 1 outlines Luce Irigaray's analyses of phallocentrism's representational structures, and her arguments for developing representational structures appropriate for women. It aims to outline Luce Irigaray's philosophy of sexual difference in so far as it impacts upon the production of meaning in the realm of
the visual, and visual aesthetics. The first two chapters focus upon mimetic practices, including mimesis, masquerade and hysteria. They identify the maintenance mimesis in phallocentrism, and the productive mimesis which develops structures of resistance. Chapters 3 and 4 attend to Luce Irigaray's analyses of the visual, including phallocentric structures of sight and visible representation. The possibility of a syntax in the Symbolic appropriate to women is explored. Building upon this, Part 2 engages moments of contemporary art practice by women with further aspects of Luce Irigaray's thinking. Her concept of morphology is explored in relation to work by Laura
Godfrey-Isaacs, Jenny Saville, Bridget Reilly and Rachel Whiteread, in order to establish possible mediative function of art works. Luce Irigaray's understandings of gesture are read in conjunction with work by Louise Bourgeois. Finally, Luce Irigaray's arguments about
women's genealogies, and concepts of the divine, the universal, and the transcendental appropriate to women, are tested against the representation, `woman', in Irish visual culture, and moments of resistance in works by Irish artists
Rita Duffy, Louise Walsh, Pauline Cummins, and Fran Hegarty.
The thesis concludes that, through careful attention to the
structures and use of terminology developed by her, it is possible to identify areas where Luce Irigaray's work can be productively juxtaposed with and interrogated by current feminist theories of art in order to develop those practices, increase the legibility of art works by women, and provide spaces of discourse in which artists can work in the future
Grande luce e contesti
Saggi e serie di schede su alcuni progetti a grande luce nella storia dell'architettura.
Il libro raccoglie saggi scritti all'interno del dottorato da M. Furnari, M. Petrangeli, N. Valentin e R. Vannucci
Città e luce. Rappresentazione e progetto
Francesca Zanella, Città e luce. Rappresentazione e progetto, in Città e luce. Fenomenologia del paesaggio illuminato, a cura di Francesca Zanella
Il saggio introduce il volume Città e luce esito di una ricerca che ha avuto inizio con un seminario organizzato nel 2008 nell’ambito del Festival dell’architettura e che ha portato alla realizzazione di una mostra nel 2009. In questo progetto sono stati coinvolti ricercatori di differenti discipline (Geografia, Estetica, Letterature comparate) che hanno affiancato l’indagine di storici dell’arte del Dipartimento di Beni Culturali e dello Spettacolo dell’Università di Parma
Nel saggio la prospettiva di indagine scelta è quella del rapporto tra progettazione architettonica ed urbana e immaginario, partendo dagli sguardi dei primi decenni del XX secolo (Le Corbusier, Mendelsohn...) per giungere agli anni Novanta: Guardare/raccontare/progettare il paesaggio urbano illuminato, su questo rapporto, dove il piano dell’osservatore distratto si distingue da quello di chi osserva per conoscere e, quindi, per trasformare il paesaggio, e che si serve di ‘modi di guardare’ il paesaggio per comprenderlo e modificarlo, si è basata quindi l’analisi in cui si è enucleato il ruolo della luce nella condizione urbana contemporanea.
Partendo dall’analisi di Sedlmayr (La luce nelle sue manifestazioni artistiche, Palermo Aesthetica 1989) sul rapporto tra opera d’arte, architettura e luce, la storia del rapporto tra luce, architettura e città non può prescindere da alcuni momenti in cui la luce è consapevolmente materia del progetto. Nella città industriale, la cui storia è associata al progressivo superamento della fiamma della candela e alla esplosione della luce bianca della lampada ad arco, la luce è fonte di shock (Benjamin) e quale strumento inconsapevole contribuisce alla conoscenza delle nuove strutture che trasformano il paesaggio e diventa una delle metafore della modernità. Al percorso dell’inconsapevole interazione si affianca, in alcuni casi incrociandosi, il percorso del progetto della luce, che dagli anni ’20 del Novecento ad oggi ha alimentato il dibattito architettonico. Quindi progetto/non progetto, razionale/irrazionale, naturale/artificiale: la nostra lettura si è basata sulla verifica di queste dicotomie e sul confronto con le contraddittorie istanze del dibattito contemporaneo che ci ha condotti ad individuare suggerimenti, interpretazioni, ricerche artistiche, progetti architettonici, piani urbani, ma anche ‘sguardi’ sul paesaggio illuminato, o interpretazioni del ruolo della luce nella città contemporanea (post-industriale, post-moderna, spettacolare)
Lettre relative à la découverte par M. Léopold Delisle d'une brique émaillée dans l'abbaye de Hambie
Luce Siméon. Lettre relative à la découverte par M. Léopold Delisle d'une brique émaillée dans l'abbaye de Hambie. In: Comptes rendus des séances de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 34ᵉ année, N. 5, 1890. pp. 374-375
La moltiplicazione infinita della luce e la sua funzione nel De luce di Roberto Grossatesta
Lo studio sviluppa alcune osservazioni sul tema dell’origine dell’universo attraverso l’espansione luminosa che è la nozione cardine del trattato De luce di Roberto Grossatesta (m. 1253). In particolare verte sulla nozione di moltiplicazione infinita, la quale secondo Grossatesta è l’“atto” auto-generativo e auto-espansivo della luce, che, unendosi alla materia prima, consente il passaggio da ciò che è incorporeo al corpo. Il filosofo inglese utilizza il principio di moltiplicazione infinita applicandolo alle nozioni di forma (forma), luce (lux), luminosità (lumen) e “adimensionale” (simplex), quest’ultimo termine, in particolare, permette di definire il corpo come quantità dimensionata (quantum finitum), risultante dell’unione della luce/forma con la materia. Lo studio, inoltre, richiama in sintesi come il pensiero cristiano sviluppò il principio di creazione ex-nihilo e concettualizzò l’idea di corpo fisico
L'architettura della grande luce
Il rapporto tra architettura e grande luce strutturale viene indagato secondo quattro chiavi di lettura: grande luce e costruzione, grande luce e nuove funzioni, grande luce e immagine, grande luce e contesti. Nota introduttiva di Tommaso Giura Longo, presentazione di Paola Coppola Pignatelli
Memo re: Henry Luce
Memo from James M. North, assistant to Amon Carter, to Amon Carter with details about the hat sizes of various people in the party with Henry Luce visiting Fort Worth.H.R. Luce Hat 7 3/4 Shoe 8 men Brants Mayor Hat - 7 1/2 HR Luce III " 7 1/4 Holland McCombs " 6 7/8 Vernon Taylor - wouldn't give size - says he has too good a hat Coming by plane from HO arrive airport 5:30 pm JM
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