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Didattiche attive, tecnologie digitali e peer instruction all’Università
Questo contributo è una sintesi del lavoro realizzato da: Costantino Marmo, Sebastiano Moruzzi, Cristiana Natali, Yahis Martari e Luca Ferrari (Università di Bologna). La peer instruction è una tecnica di insegnamento interattiva resa popolare da E. Mazur alla fine degli anni ’90. L’approccio della peer instruction ribalta completamente le dinamiche all’interno dell’aula. Il “ribaltamento” della didattica
avviene attraverso: una ristrutturazione dell’organizzazione della lezione che viene incentrata su domande e non su una lezione esclusivamente frontale; una ridefinizione del ruolo degli studenti in classe che interagiscono fra di loro e non più solo con il docente
Il Building Information Modeling BIM per la documentazione, rappresentazione e il trasferimento tecnologico dell’intervento sul patrimonio costruito esistente
La filiera delle costruzioni sta affrontando una profonda trasformazione come conseguenza della necessità di ripensare da un lato la propria competitività dall’altro l’effettiva sostenibilità, lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, dei processi di progettazione, produzione e gestione del costruito, soprattutto esistente. La diffusione e la crescente accessibilità di tecnologie ICT integrate, quali gli strumenti Building Information Modeling, consentono oggi di supportare lo sviluppo di livelli di industrializzazione crescente della filiera, permettendo anche di recuperare l’esistente. Il nuovo Codice degli Appalti, il decreto BIM e la norma UNI 11337 rappresentano una parte del quadro normativo, in continua evoluzione, che consente già la possibilità di un’effettiva collaborazione tra pubblico e privato per il raggiungimento degli standard minimi già adottati.
La presente opera affronta tali tematiche con riferimento al più complesso progetto dell’intervento sul costruito, trattando: l’integrazione dei dati da rilievo integrato al modello BIM del progetto; la gestione dei processi e delle procedure per
lo scambio delle informazioni relative al progetto; la redazione e l’implementazione del BIM Execution Plan del progetto; l’assistenza alla definizione degli output di progetto specifici di ciascun gruppo di lavoro; la gestione dell’integrazione delle informazioni prodotte dai gruppi di lavoro ai quali sono affidate specifiche task del progetto (architettoniche, strutturali, impiantistiche); la gestione dell’interoperabilità del dato al fine di assicurare l’affidabilità e la coerenza dei flussi
informativi relativi al progetto. Il testo nasce da esperienze di didattica e ricerca sviluppate nell’ambito delle attività della Rete Alta Tecnologia della regione Emilia-Romagna e non solo. Tra i percorsi avviati congiuntamente si inseriscono inoltre gli esiti didattici del Master di II livello eBIM: Existing Building Information Modeling per la gestione dell’intervento sul costruito esistente sviluppato da: Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura, Centro DIAPReM e Laboratorio TekneHub, Prof. Marcello Balzani (Direttore del master) e Arch. Fabiana Raco (membro del Comitato Scientifico e Consiglio Didattico); Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, Prof. Alessandro Capra (membro del Comitato Scientifico e Consiglio Didattico); Università di Parma, Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Prof. Paolo Giandebiaggi (Co-direttore prima edizione) e Prof.ssa Chiara Vernizzi (Co-direttore seconda edizione); Harpaceas the BIM expert, Ing. Luca Ferrari (membro del Comitato Scientifico); In2it, dott. Mario Caputi (membro del Comitato Scientifico e Consiglio Didattico)
Handicap e tecnologie: quale connubio? L’esperienza del corso di Tecnologie per la riduzione dell’handicap.
L’articolo espone le caratteristiche e le tematiche affrontate nel corso di Tecnologie per la riduzione dell’handicap (Trh), presenta l’ambiente virtuale utilizzato a supporto della didattica e, infine, riporta la valutazione sommativa del corso
Modelli didattici per l'inclusione: alcuni risultati dal progetto “Learning for all"
A fronte di una rapida diffusione in campo didattico delle TIC, risulta ormai evidente che a una maggiore quantità di tecnologie integrate nell’ambiente scuola/classe non corrisponde un miglioramento qualitativo né nei processi di insegnamento e apprendimento, né nei processi di innovazione didattica. A partire da alcuni risultati parziali del progetto FIRB Learning For ALL, l’articolo propone una serie di meta-modelli progettuali in cui le TIC, se adeguatamente governate, possono contribuire nella promozione di processi didattici di natura inclusiva
Lattices of paths: representation theory and valuations
We study some distributive lattices arising in the combinatorics of
lattice paths. In particular, for the Dyck, Motzkin and Schr ̈oder
lattices we describe the spectrum and we determine explicitly the
Euler characteristic in terms of natural parameters of lattice paths
Lifelong Learning and Digital Learning Environments: Prospects for the Future?
This chapter, through the experience of the European BIOAPI-OER project, summarizes the debate on MOOCs and the situation with Open Educational Resources (OERs), raising these very topical issues that are the subject of significant research and implementation in education. On the other hand, by focusing on the more operational side of the design and development of content, we wished to lay out the potential (and current) design guidelines to support the construction of interactive online learning environments based on gamification and digital storytelling
Mooc Pedagogy
In line with the actions and recommendations drafted in the framework of European Union policies - starting from the eEurope initiative , the 2000 Lisbon Strategy and the dissemination of strategic plans such as i2000 or action plans such as eLearning - the European Commission in particular is working to incentivise the use of multimedia and Internet technologies also in the “strategic” sector of education, training and youth..
What teachers think about inclusion. Data from a large-scale explorative survey
Inclusion is high on the agenda of school systems around the world. But what does “inclusion” mean? Do teachers really know what it is? Do they know what strategies to use in order to achieve it? This paper investigates some of the “myths” about this issue, highlighting that teachers are often in contradictory in what they state and what they actually do. Group-work is a typical inclusive strategy, yet often times disguises the weaker contributions of lower performing students while giving the impression that “everyone is taking part.” Peer-to-peer learning may be useful for the lower performing students but may also not add much to the best ones. Using the results from a survey of 258 respondents, including all teachers on the job, from all school grades, this paper provides useful findings in this regard. Additional considerations come from the authors’ experience with a three-year long national project about educational experiences and inclusion, called Learning4All - www.learningforall.it. This involved more than 250 teachers being interviewed in detail. The paper presents what teachers think and say about inclusion, what they do in the class and what they get, in terms of benefits, from the students
Insegnare in carcere : riflessioni per una formazione mirata ai docenti
La scuola in carcere costituisce un’opportunità di crescita umana e professionale, presentando caratteristi-
che di intervento educativo peculiari. Ai docenti che vi lavorano non è richiesta alcuna formazione specifica,
sebbene l’approfondimento del contesto e dei processi in atto al suo interno agevolerebbero la lettura di
una complessità che richiederebbe l’opportuno adattamento delle pratiche didattiche. In questo articolo gli
autori presentano un’esperienza di formazione finalizzata a questo scopo, strutturata secondo il modello dei
Massive Open Online Courses (MOOC). Vengono considerate le fasi della pianificazione e dello sviluppo del
corso, nonché le percezioni raccolte dagli studenti e dalle studentesse, al termine del percorso formativo.
Tali feedback sono stati analizzati, per strutturare una riflessione che contribuisca a delineare i contenuti
necessari a una formazione specifica per la professione docente svolta in contesto di privazione della libertà.School in prison is an opportunity for human and professional growth. Teachers working there are not requi-
red to have any specific training, although in-depth study of the context and processes at work within it would
facilitate the reading of a complexity that would require the appropriate adaptation of teaching practices.
The authors present a continuous training course structured as a Massive Open Online Course (MOOC). The
paper illustrates the characteristic of the didactical proposals and the participant’s perception of the quality
of the course. Quanti-qualitative data are analysed, in order to structure a reflection that would help outline
the content needed for specific training for the teaching profession in prison
- …
