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    Contribution to thermal and acoustic characterization of corn cob for bio-based building insulation applications

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    The introduction of the sustainability principle in building design is driving more and more the research towards the development of thermal and acoustic building insulating materials using natura or recycledbased materials and reducing as small as possible energy consumptions during the processes. In this context, among the mostly investigated materials, the corn cob plays an important role although its applications for insulation purposes are not yet fully developed. Moreover, the corn cob is often investigated as an aggregate of composite materials, therefore its own thermal characteristics are scarcely investigated. The goal of the paper is to provide a comprehensive contribution to the knowledge of this natural material, from a multidisciplinary point of view, by experimentally assessing at both micro and macro scales, specific heat, thermal conductance, thermal conductivity, and sound reduction index. Results show the specific heat can vary from 1.4 to 1.9 J/gK, according to the given temperature and the investigated corn cob layers, while density is around 200 kg/m(3) and the conductivity, according to the investigated configurations, ranges from 0.14 to 0.26 W/mK. This work suggests a strategy to adopt for the evaluation of natural materials for building construction applications

    Application of LCA methodology in the assessment of a pyrolysis process for tyres recycling

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    According to recent estimations, the total yearly amount of end-of-life tyres (ELTs) arising in Europe exceeds 3 million tons; more than 95% are managed through mechanical and thermal treatments because ELTs represent a useful resource both of materials and energy. For this purpose, the goal of the present work is the assessment of the environmental impacts of a novel pyrolysis process and the comparison with alternative ELTs valorisation or disposal scenarios. Life Cycle Analysis (LCA) methodology has been applied to determine the most critical stages of the process under study, assessing the environmental benefits arising from the recovery of material and energy and the impacts, compared to the technologies already on the market, taking into account treatment processes, materials recovery and disposal of wastewater/residues. The chosen functional unit (FU) is 1 ton of ELTs treated by the plant. The different scenarios investigated have been analyzed through ReCiPe impact assessment method. Considering the pre-treatment, the pyrolysis process results in a lower environmental impact compared to the others, with the 1/3, 1/10 and 1/20 of energy consumption compared to the alternatives considered. The analysis of pyrolysis process showed that the avoided impact due to the recovery of carbon black, steel, oil and syngas exceeds the impact generated by the process, related to the energy consumption and to the emissions into the atmosphere. Compared to other energy-recovery scenarios, a greater advantage results from the pyrolysis process, mostly due to the recovery of valuable materials. Then, comparing it to other material recovery scenarios, a variable influence is given by the different options of recovery, considering which materials could actually be replaced and the commercial value of the materials that is replaced

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Ideazione e sviluppo di innovative finte pelli ecosostenibili ad alte prestazioni e competitività per il settore degli interni auto

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    Il presente programma di ricerca industriale nasce per creare la possibilità di offrire al mercato automobilistico nuove “finte pelli” per l’interno auto in materiale polimerico e con caratteristiche tecniche ed estetiche notevolmente migliori di quelle attualmente presenti sul mercato. Il settore automotive, infatti, chiede oggi di sostituire completamente l’utilizzo della pelle per utilizzare sempre più mono-materiali che ne favoriscono lo smaltimento finale ed al tempo stesso diminuiscano le emissioni in atmosfera legate al ciclo completo della pelle. Legato all’andamento del mercato attuale, inoltre, tra le richieste legate ai nuovi materiali non va esclusa l’importanza di avere un costo unitario sempre più contenuto. Attualmente lo stato dell’arte è definito dalle correnti specifiche dei maggiori produttori auto mondiali. Vulcaflex è impegnata oggi a consolidare la posizione di co-leader su molti prodotti ed applicazioni auto e sviluppare il mercato americano, con obiettivi di una ambiziosa internazionalizzazione nel lungo termine. Obiettivi fondanti sulle proprie capacità di: ‐ soddisfare ed anticipare le richieste dei clienti con la migliore e più competitiva soluzione tecnicocommerciale; ‐ puntare fortemente e trasferire il know-how dell’Italian style dei propri prodotti; ‐ assistere e supportare i clienti nelle decisioni tecniche e stilistiche. Per queste ragioni e per proseguire la propria propensione all’innovazione, l’azienda ha intenzione di avviare una ricerca mirata alla ideazione ed allo sviluppo di materiali che favoriscano i seguenti aspetti: 1. incremento dell’utilizzo di materie prime provenienti da fonti rinnovabili e riciclate; 2. ottimizzazione dei processi produttivi per la riduzione delle emissioni e degli scarti di lavorazione; 3. sviluppo di un manufatto finale completamente riciclabile; 4. esenzione da allergeni e sostanze pericolose oltre le minime richieste normative; 5. sensibile riduzione delle emissioni e degli odori all’interno dell’auto per renderne più piacevole e sicura la permanenza al loro interno; 6. incremento della resistenza alla macchiatura con la garanzia di una maggiore pulibilità; 7. ottimizzazione delle superfici del manufatto finale con l’obiettivo di renderle più piacevoli al tatto e molto simili alla pelle; 8. eliminazione delle fonti di rumore dovute alle frizioni dei vari componenti; 9. formulazione del materiale tale da garantire maggiore sicurezza sotto l’aspetto della resistenza alla fiamma e/o allo sviluppo di gas tossici in caso di incendio. In sostanza l’obiettivo principale del programma di ricerca industriale e sviluppo sperimentale è quello di industrializzazione e realizzare in fase prototipale finte pelli in materiale polimerico per il settore degli interni auto, ecosostenibili e con caratteristiche tecniche sensibilmente migliori rispetto allo stato attuale del mercato come indicato brevemente in precedenza. Tutto ciò utilizzando, come principali tecnologie di trasformazione, la spalmatura su carta e la calandratura. L’automobile rappresenta oggi il mezzo di locomozione più comune per il trasporto: la si usa per lavoro, studio, impegni famigliari, tempo libero, vacanze, ecc. La permanenza all’interno del veicolo rappresenta, quindi, una parte rilevante del nostro tempo. Questo implica che la sensibilità del costruttore e del singolo fornitore degli interni dell’auto deve garantire sempre più elevate condizioni di sicurezza ma anche di comodità e piacere. Tutto ciò tradotto con riferimento ai materiali di rivestimento significa: - minimizzare le emissioni nocive legate all’utilizzo di plastificanti o solventi, riducendo la componente VOC (volatile organic compounds);- sviluppare un materiale autoestinguente eliminando la presenza di triossido di antimonio come additivo antifiamma e la presenza di solventi residui; - garantire una superficie flessibile, resistente alla macchiatura e facilmente pulibile; - migliorare la sensazione tattile degli interni per simulare l’effetto della pelle; - ridurre la rumorosità legata alla frizione fra i componenti plastici, nell’ottica di un mercato sempre più diretto verso la produzione di autoveicoli con alimentazione elettrica o ibrida; - garantire il rispetto dei capitolati automobilistici mondiali per quanto riguarda le caratteristiche tecniche. Nella fase iniziale il principale problema da affrontare sarà la ricerca di nuove materie prime ottenute da fonti rinnovabili e riciclate. Indispensabile sarà in quest’ottica la collaborazione sia con particolari fornitori individuati per lo sviluppo dei nuovi materiali avvalendosi della esperienza di Vulcaflex sia e soprattutto con il Centro Interdipartimentale per la Ricerca Industriale dell’Università di Bologna che opera nei settori della Meccanica Avanzata e dei Materiali – in breve CIRI MAM – struttura creata dall’Università di Bologna nell’ambito del progetto Tecnopoli, sviluppato dalla Regione Emilia Romagna, con un ampio spettro di competenze che vanno dall’automazione alla meccanica delle macchine, dalle tecnologie produttive ai materiali, alla tossicologia. Competenze che risultano essenziali in tutto l’ambito del progetto. Il requisito fondamentale da valutare nell’ambito del progetto per i materiali oggetto del programma, oltre alle caratteristiche già citate, sarà l’idoneità ad essere processati con le relative tecnologie di trasformazione ovvero spalmatura, calandratura, stampa e goffratura. Sarà necessaria una fase prettamente di laboratorio per la verifica delle caratteristiche chimico-fisiche dei formulati ideati e studiati in collaborazione con i partners del progetto, che dovranno soddisfare le specifiche e le proprietà individuate in collaborazione con il CIRI MAM. Seguirà una fase prototipale attraverso un impianto pilota. Tale fase risulterà estremamente importante per testare ed avere un feedback immediato e diretto dell’efficacia dei nuovi formulati su scala semi-industriale. I materiali prodotti dovranno essere validati da potenziali clienti del settore automotive (casa costruttrici) che avranno il compito di: - realizzare pezzi finiti; - valutarne la lavorabilità sulle linee di produzione specifiche; - analizzare le caratteristiche chimico/fisiche del pezzo confezionato; - verificare il rispetto delle specifiche tecniche del prodotto finito (rispetto alla sola foglia da prodotta). È previsto un adeguamento della tecnologia aziendale di trasformazione con un sistema eco-sostenibile. La riduzione di emissioni, infatti, si inquadra nel progetto non solo nell’ottica della materia prima singola, ma anche nel rispetto dell’ambiente attraverso il recupero del residuo di lavorazione con relativo distillatore ed il riciclo dello scarto di lavorazione. In questo contesto, si potrà ottenere un significativo aumento della sicurezza sul lavoro anche in ambito aziendale, obbiettivo sempre voluto e perseguito costantemente nel tempo dalla Società. Per riduzione il VOC infatti, oltre ad utilizzare materie prime meno tossiche in cui il contenuto di solvente o ftalati dovrà essere ridotto, bisognerà lavorare sull’efficienza del processo di asciugatura migliorando la resa dei forni ed altre parti del processo per l’industrializzazione. I risultati attesi sono, dunque, sono: 1. ottenimento di una finta pelle in materiale polimerico con caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche paragonabili ed ulteriormente migliorate rispetto agli standard attuali, ottenute dalla lavorazione di materie prime, in parte importante, da fonti rinnovabili e riciclate; 2. impatto ambientale sensibilmente contenuto rispetto ai materiali attualmente lavorati sia per i processi produttivi Vulcaflex che quelli dei costruttori di autovetture; 3. sviluppo ed utilizzo di materiali esenti da metalli pesanti e con basso contenuto di VOC; 4. trasformazione con produttività compatibile con le aspettative economiche; 5. ampliamento della gamma dei prodotti e maggior possibilità di penetrazione sul mercato mondiale (americano in particolare); 6. incremento dei volumi di vendita con relativo aumento della competitività; 7. incremento del know-how aziendale con particolare riferimento ai materiali provenienti da fonti rinnovabili ed a pelli sintetiche più sicure, con prestazioni paragonabili alle pelli e con basso contenuto di VOC; 8. incremento della capacità produttiva e del potenziale tecnico e di ricerca attraverso l’inserimento di nuovo personale grazie ai risultati del progetto di ricerca

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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