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Sopravvivenza di immagini: Roberto Longhi e gli scrittori
Il saggio indaga lo stretto rapporto tra Roberto Longhi e gli scrittori che si sono formati alla sua scuola durante l'insegnamento bolognese: sorpattutto Bassani, Pasolini, Testori
Antinomie guerresche di fine Seicento
L’articolo indaga l’approccio di Abraham a Sancta Clara al tema della guerra e alla figura del
soldato tramite l’analisi delle antinomie di pensiero che sottendono talune scelte lessicali e
sintattiche ricorrenti in particolare nella predica Soldaten-Glory (1676) e nel trattato Auff, auff
ihr Christen! (1683). La lingua diventa espressione della sostanziale ambivalenza del mondo
attraverso interminabili serie di antitesi e antonimi, nonché frequenti ossimori, in cui si riflette
l’eterna lotta tra bene e male.This article investigates Abraham a Sancta Clara’s approach to war and soldiers through the
analysis of the antinomies of thought underlying some of his lexical and syntactical choices,
in particular in the sermon Soldaten-Glory (1676) and in the treatise Auff, auff ihr Christen!
(1683). Language is for Abraham a Sancta Clara an expression of the fundamental ambivalence
of the world by means of never-ending series of antitheses and antonyms, as well as frequent
oxymora, which reflect the eternal struggle between good and evil
La stultitia in versi. Il Centifolium Stultorum di Abraham a Sancta Clara
Il “figlio dimenticato della letteratura tedesca”: così Elisabetta Longhi definisce il predicatore agostiniano Abraham a Sancta Clara, del quale cura in questa edizione la traduzione di parte di un’opera ancora troppo poco conosciuta, il Centifolium Stultorum.
Utilizzando tutte le possibilità offerte dalla lingua del suo tempo – l’opera risale al 1707, appena due anni prima della morte del suo autore –, Abraham a Sancta Clara riesce a far ridere i suoi lettori di loro stessi: abile poeta, attraverso la descrizione dei “pazzi” (c’è il pazzo della donna, quello degli orologi, quello disperato e quello miscredente) descrive tutta l’umanità con la leggerezza di chi ha la consapevolezza di saper osservare i propri simili e, attraverso l’uso sapiente della parola, di portarli alla riflessione.
Un autore da scoprire, quindi, che offre un ritratto di una società che sembra avere molte caratteristiche comuni a quella contemporanea. La fresca e abile traduzione della curatrice del volume permette di superare l’ostilità del tedesco settecentesco, qui riportato, per godere di una piacevole ed edificante lettura
Franz Werfel fra utopia e distopia scientifica in Stern der Ungeborenen
Nel regno utopico del futuro, a centomila anni di distanza da noi, Franz Werfel proietta
le aspirazioni del suo tempo, non da ultimo quelle tecnico-scientifiche, dimostrando però
quanto il progresso meccanicisticamente inteso si tramuti in un regresso, tanto sul piano
conoscitivo quanto in un’ottica esistenziale e socio-politica. Solo così si spiega il ritorno a
concezioni cosmologiche che sembravano ormai ampiamente superate, presentate ora come
il non plus ultra di una civiltà così avanzata da risultare inerme di fronte all’avanzata dei più
primordiali istinti di distruzione e autodistruzione. Non stupisce dunque che la positivistica
fede in questa scienza vecchia e al contempo nuova debba cedere il passo, sul finire del romanzo,
a un vago misticismo panreligioso, in una sintesi sempre auspicata ma mai realizzata,
e in fondo irrealizzabile, tra spirito, anima e materia.Franz Werfel projects contemporary aspirations as well as technical-scientific dreams into
a utopian society of the future, a hundred thousand years away from us, thus proving how
easily mechanistic progress can turn into regression at a political and cultural level, as well as
for one’s personal life and happiness. A good example is the return to cosmological conceptions
which seemed to be already widely outdated and are now presented, instead, as the
greatest achievements of the future civilization. However, in spite of its advancements, this
highly civilized society is totally defenceless against the resurgence of primordial instincts
of destruction and self-destruction. Thus, it is no surprise that, by the end of the novel,
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APPENDICE
the positivistic faith in such an old yet also new science is replaced by a vague pan-religious
mysticism, combining mind, soul and matter in a desirable yet never achieved union, just as
it is impossible to realize it in real life
Percorsi di mistica laica fra Ottocento e Novecento. Balzac, Baudelaire, Benjamin
La vita nelle metropoli che vanno nascendo, la decadenza data dai vizi, ma anche il fascino che essi esercitano sull’uomo moderno sono al centro delle opere di Balzac, Baudelaire e Benjamin, che osservano da diverse prospettive una realtà in rapido mutamento, quasi in una ricerca consapevolmente vana di una redenzione fisica e spirituale.
L’irresistibile attrazione di Balzac verso questo mondo lo porta all’utilizzo dei mezzi che apparentemente consentono di analizzarlo e di viverlo in pienezza, come il caffè, nonostante gli effetti negativi sull’organismo. Per Baudelaire l’unico strumento salvifico è invece l’arte, cui egli affida la propria esistenza impossibilitata a risalire l’abisso: la desolazione delle Fleurs du mal è specchio della vita quotidiana in cui alla mancanza del divino si può supplire solamente con l’uso di droghe. Nella Berliner Kindheit Benjamin bambino si muove invece in una città dominata dagli adulti che ai suoi occhi appaiono distorti, quasi esseri mitologici.
L’infanzia come purezza sembra rappresentare, per lo scrittore che si professa ateo, la necessità di avere comunque un’escatologia che faccia vivere sulle macerie della storia
Progetto WebQuest: alla scoperta della Germania
L’articolo mostra come un WebQuest possa essere utilizzato per integrare i contenuti curriculari attraverso materiali didattici approntati dall’insegnante e messi in rete. Ci si soffermerà in particolare sulla versatilità d’uso di questo strumento tecnologico e sul valore che può assumere nella scoperta del Paese del quale si studia la lingua, nella fattispecie la Germania, promuovendo al contempo la curiosità, l’autonomia e l’autostima dei discenti
Recensione a: Abraham a Sancta Clara, Reimb dich, oder Ich Liß dich. Vom Verfasser zusammengestellte Anthologie seiner frühen Predigten und Traktate (Bibliotheca suevica 23), herausgegeben und kommentiert von Inga Pohlmann, Edition Isele, Konstanz, 2007
I sermoni di Abraham a Sancta Clara su san Leopoldo. Un'analisi retorica.
braham a Sancta Clara (1644-1709) fu predicatore di corte a Vienna e in tale veste pronunciò i sermoni che sono oggetto del presente studio, nei quali il culto di san Leopoldo diventa un’occasione per parlare delle sorti della casa regnante, facendo leva sull’omonimia fra l’imperatore Leopoldo e il santo medievale, additato come modello da imitare per superare le difficoltà del presente.
La fine analisi condotta sui testi mette dunque in luce il connubio strettissimo che intercorre fra retorica agiografica e discorso politico, entrambi alimentati dalla mitografia preesistente, dal gusto barocco e dai cliché dell’oratoria del tempo, nonché dai personali stilemi dell’autore, in un fittissimo gioco di rimandi inter- e intratestuali. A suon di immagini reboanti, ambivalenti allegorie e infinite ripetizioni, emerge dal tessuto delle parole la grande epopea moderna dell’impero austriaco agli albori del suo splendore, presentato come il naturale erede del popolo eletto
Una fame da toro. Riflessioni sull'ingordigia nella cultura austriaca
L’esperienza del cibo e del suo eccesso è un tema che ha incontrato l’interesse di personalità provenienti da ambiti molto diversi, ciascuna caratterizzata da un motivo dominante nell’espressione del proprio biasimo. Si sceglieranno casi esemplari attinti da uno spazio temporale di più di tre secoli, dal tardo Seicento ai giorni nostri, e attraverso tale excursus si traccerà l’evoluzione del pensiero austriaco su quest’argomento, visto nei suoi risvolti religiosi, morali, psicologici, medici, sociali e anche comico-goliardici. Dall’anatema scagliato contro il peccato di gola nell’omiletica barocca si approderà al concetto di bulimia come malattia da curare.The topic of food excess and its experience has been of interest for personalities from very different backgrounds, each of them driven by a predominant reason for expressing a strong censure. Exemplary cases will be taken from a considerable lapse of time, going from the seventeenth century to the present day, and such excursus shall be a means to trace the evolution of the Austrian idea of greediness, seen in its religious, moral, psychological, medical, social and even comic implications. Starting from the anathema thrown by the Baroque preacher Abraham a Sancta Clara against the sin of gluttony, we will eventually deal with the concept of bulimia as an illness to be treated and cured.La nourriture et son excès sont un thème qui a suscité l'intérêt de nombreuses personnalités qui proviennent de très différents milieux, chacune caractérisée par un motif prédominant dans l’expression du propre blâme. On choisira des cas exemplaires pris d’un espace temporel qui va du dix-septième siècle jusqu’à nos jours, et à travers tel excursus on tracera l’évolution de la pensée autrichienne sur cet argument, vu dans ses aspects religieux, moraux, psychologiques, médicaux et même comique-goliardiques. A partir de l’anathème lancé contre le péché de gourmandise dans l’homilétique baroque, on aboutira au concept de boulimie comme maladie à soigner
La classe virtuale di lingue: sfide e criticità della moderazione condivisa
Il presente contributo verte su un’esperienza formativa condotta in ambito universitario per
lo sviluppo di abilità linguistiche avanzate con l’ausilio del sistema di videoconferenza Adobe
Connect. Le stanze virtuali sono diventate il luogo di incontro di classi di diversa nazionalità,
animate dall’intento di apprendere in tandem prendendo parte a una lezione comune impostata
su una didattica informale di tipo cooperativo.
Dal momento che gli atenei coinvolti (Parma, Magonza e Francoforte sul Meno) hanno condiviso
non solo studenti, ma anzitutto docenti, si partirà dalla prospettiva di questi ultimi per
valutare quale impatto abbia avuto tale co-docenza sulla loro professionalità, in particolare
sulle rispettive competenze sociali. Ci si soffermerà, oltre che sui vantaggi evidenziatisi nei due
anni accademici di sperimentazione (2014-15 e 2015-16), anche sulle problematiche emerse e
sui modi in cui sono state via via affrontate, in maniera tale che affiori un quadro abbastanza
dettagliato delle sfide alle quali va incontro chi sceglie di introdurre quest’innovazione nella
propria pratica di insegnamento.
Nella discussione su come sviluppare efficaci strategie di moderazione di tali incontri transnazionali,
il focus sarà sempre rivolto sul ruolo assunto dalla tecnologia a supporto della didattica
e dunque sulle differenze e/o affinità tra co-teaching in presenza e a distanza
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