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«A riveder la china». Dante nei fumetti (e vignette) italiani dal XIX al XXI secolo
Questo volume riunisce il mondo dei dantisti e quello di fumettisti e illustratori che hanno tratto ispirazione da Dante. Una prima sezione ripercorre e analizza la presenza dell’Alighieri nei fumetti italiani dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, dal rapporto con l’archetipo Gustave Doré alle più recenti realizzazioni per il web, attraverso importanti snodi della storia della nona arte in Italia – Guido Martina, Milo Manara, Benito Jacovitti, Marcello, Astrid – fino ai più famosi protagonisti di questi albi, come Topolino, Geppo, Cattivik e tanti altri. La seconda sezione ospita una galleria di opere inedite e alterna scritti di importanti esponenti del mondo del fumetto a contributi di artisti contemporanei che hanno prestato a Dante la loro immaginazione creativa
Luca Zenobi, Borders and the Politics of Space in Late Medieval Italy. Milan, Venice and their Territories, Oxford, Oxford University Press, 2023, pp. 267.
Recensione a Luca Zenobi, Borders and the Politics of Space in Late Medieval Italy. Milan, Venice and their Territories, Oxford, Oxford University Press, 2023, pp. 267., in «Archivio storico lombardo», CL (2024), pp. 215-218.Review: Luca Zenobi, Borders and the Politics of Space in Late Medieval Italy. Milan, Venice and their Territories, Oxford, Oxford University Press, 2023, pp. 267., in «Archivio storico lombardo», CL (2024), pp. 215-218
Il pesce spada e la leonessa: celebrazione di Venezia nelle Epistole VI e XV di Albertino Mussato
"Talento m'è preso di ricontare l'insegnamenti dei phylosophi". Osservazioni sulla prosa dottrinale a Firenze nell'età di Dante
La consolazione della retorica: "dolcezza di sermone" e "parlare di sé" in Dante
L’articolo in primo luogo si propone di analizzare la funzione cruciale della Consolatio
philosophiae come modello retorico alla base dell’opzione del prosimetro, che Dante
inaugura con la Vita nuova, e ripete un decennio piú tardi con l’incompiuto Convivio; in
secondo luogo aspira a evidenziare come, di fronte alla conclamata riluttanza degli auto-
ri della letteratura medievale ad esporre nel testo la propria identità, Dante escogiti per
parlare di sé strategie retoriche che rinviano ancora all’archetipo intellettuale della Con-
solatio. Infine, questa riconsiderazione del paradigma retorico dantesco suggerisce di
prendere in esame da una specola interdiscorsiva il contributo di alcune potenziali fonti
riconducibili a quel contesto intellettuale fiorentino, che negli ultimi decenni del XIII
secolo aveva trasposto in volgare la lezione retorica e filosofica di Boezio.The article firstly aims to analyze the crucial function of Boethius’ ‘Consolatio philosophiae’ as a
rhetorical model at the basis of the option of the prosimetrum, which Dante inaugurates in the ‘Vita
nuova’, reiterating it a decade later in the incomplete ‘Convivio’; secondly it aspires to highlight how,
in the face of an objective reluctance of the author to expose himself in medieval literature, Dante im-
plements rhetorical strategies that once again go back to the intellectual archetype of the ‘Consolatio’.
Finally, this reconsideration of Dante’s rethorical background suggests to contemplate the contribution
of some potential sources within the interdiscursive perimeter of that Florentine intellectual context,
which in the last decades of the thirteenth century had transposed into the vernacular the rhetorical and
philosophical lesson of Boethius
Dante lettore di volgarizzamenti? Un inquadramento della questione e prime ipotesi di lavoro
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