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    Il Castagno in Sicilia: una storia antica e poco nota

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    Diversi studi compiuti negli ultimi anni hanno messo in luce una lunga quanto sottovalutata tradizione nell’uso del legno in generale e di quello di castagno in particolare, in Sicilia e sue isole satelliti (Sala et al., 2020). Altre indagini hanno inoltre confermato le ottime qualità tecnologiche del legno di castagno siciliano (Cruciata et al., 2018; La Mantia et al., 2006a; Maggiore et al., 2006). Meno noto ma altrettanto interessante è l’uso prolungato delle castagne nell’alimentazione; i frutti venivano infatti consumati prevalentemente, ma non esclusivamente, nelle zone montane dell’isola. Insufficientemente esplorate appaiono tuttora anche la ricchezza genetica, così come il ruolo del castagno nella biodiversità degli ecosistemi e paesaggi agroforestali dell’isola. Il contesto commerciale nazionale ed internazionale, i processi di abbandono delle aree montane e gli attacchi dei patogeni che hanno colpito il castagno hanno portato nel corso degli ultimi decenni ad una drastica riduzione delle superfici occupate dai castagneti su gran parte del territorio siciliano (La Mantia et al., 1999). Senza adeguate misure di valorizzazione, sperimentazione e interventi economici mirati l’insieme di queste congiunture sfavorevoli, spesso sinergiche, rischiano di provocare la scomparsa definitiva di componenti preziose di questo patrimonio culturale, colturale e genetico (Cutino et al., 2006 a e b; La Mantia et al., 2006 b). In questo contesto, vengono presentate alcune proposte d’intervento che traggono spunto da un quadro sintetico delle conoscenze disponibili sulla storia naturale del castagno in Sicilia

    Epigrafi cristiane in greco in Italia e a Roma. Stato dell’arte, prospettive di edizione e riflessioni

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    Stato dell'arte, situazione attuale e prospettive per la edizione delle epigrafi greche di committenza cristiana in Italia e a Roma nell'ambito del corpus delle Inscriptiones Graecae, XIV, dell'Accademia delle Scienze di Berlino-Brandenburg

    Giovanni Battista de Rossi e le iscrizioni cristiane di Ostia (una storia di stima e amicizia)

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    Nell'articolo si approfondisce il rapporto intercorso tra Giovanni Battista de Rossi e gli autori del Corpus Inscriptionum Latinarum, in particolare per ciò che riguarda l’edizione delle iscrizioni cristiane di Ostia, contributo ampiamente riconosciuto dal Dessau e sottolineato nella Praefatio del CIL XIV. Il de Rossi visionò personalmente le epigrafi e tempestivamente si impegnò nella compilazione delle schede preparatorie soprattutto con utili supplementi. Nell'articolo sono pubblicate le schede inedite preparatorie del CIL con gli appunti e le osservazioni del de Rossi. Quella con gli amici berolinenses fu una storia di reciproca stima e di lunga amicizia che certamente fu alla base e rese possibile la realizzazione di un grande progetto scientifico

    Stereotactic body radiation therapy for adrenal gland metastases: outcome and predictive factors from a multicenter analysis

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    Adrenal metastases occur in 15–35% of oncological patients. Surgery is the first treatment option. Stereotactic body radiotherapy (SBRT) has been largely explored in oligometastatic patients unfit for surgery, representing an effective and non-invasive local treatment. The results of a multi-institutional experience of SBRT on adrenal metastases in the oligorecurrent or oligoprogressive setting are herein reported. We collected data of adrenal gland metastases treated with SBRT in three Italian centers from 2010 to 2020. End-points of the present study were: Overall survival (OS), Local control of treated metastases (LC), Progression free survival (PFS), and toxicity. 149 adrenal gland metastases were treated with SBRT in 142 patients. The most common primary tumor was lung cancer (58.4%), followed by kidney cancer (9.4%). Median lesion’s volume was 28.5 cm3 (2.5–323.4). The median SBRT dose was 40 Gy (10–60). Median follow-up was 14.4 months. One- and two-year OS were 72.3% and 53.5%. At univariate analysis performance status correlated with survival (HR 1.57, p = 0.006). One- and two-year LC were 85.4% and 79.2%, with lung primary tumor (HR 0.33, p = 0.021) and BED10 (HR 0.97, p = 0.036) significant independent factors. One- and two-year PFS were 37.7% and 24.8%. Median time to polymetastatic disease was 11.3 months. Grade 1 and 2 toxicity occurred in 21 (14.7%) and 3 (2.1%) patients. The results from this large multi-center study confirm the efficacy and safety of SBRT in the management of adrenal gland metastases, as a valid alternative to other more invasive local approaches
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