1,152 research outputs found

    Driver psycho-physical alteration recognition system

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    Ai nostri giorni gli incidenti stradali dovuti alla stanchezza del guidatore sono sempre più frequenti a causa dell’aumento della popolazione e quindi dei veicoli circolanti. Noi, con la nostra ricerca, vogliamo dare un contributo affinché diminuiscano gli incidenti stradali. L’obiettivo del sistema per il rilevamento dell’alterazione psico-fisica del guidatore (Driver Psycho- Physical Alteration Recognition System) è monitorare i cambiamenti, dovuti alla fatica, dell'abilità del guidatore di reagire ad un evento inatteso. Al tal fine è stato sviluppato e realizzato uno strumento capace di registrare le informazioni provenienti da sensori istallati all’interno del veicolo (come quelli usati per il rilevamento dei giri del motore, della velocità, della premuta del pedale del freno e dello stop, e delle vibrazioni) e dai sensori posti sul corpo del guidatore (come quelli usati per il rilevamento del movimento delle palpebre e per lo stato di vigilanza del guidatore). Per rilevare le vibrazioni sono stati usati accelerometri di tipo MEMS, calibrati usando sia il metodo tradizionale, basato su uno strumento agitatore (shaker) e uno accelerometro tarato di riferimento, sia tramite un metodo proprio basato su un pendolo sviluppato appositamente. Inoltre è stato sviluppato, prestando particolarmente cura all’aspetto della sicurezza dell’occhio, un sensore ad infrarossi per il rilevamento del movimento delle palpebre. L’intero sistema, dopo essere stato realizzato, è stato testato fornendo i primi dati sul suo funzionamento. Lo strumento presentato in questo lavoro vuol essere il precursore di una linea di ricerca volta a trovare un modello matematico del comportamento del guidatore

    Effectiveness in Prosthetic Adaptation and Users’ Satisfaction: Comparison Between Different Technologies

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    The effectiveness of a hearing aid (HA) is commonly assessed by a questionnaire that provide information on the benefits/disadvantages of the use of the HA in real life situations. This work wants to analyze if acoustic benefit and satisfaction levels depend by an HA equipped with different technologies (Basic technology HA, Medium technology HA, Premium technology HA trough the International Outcome Inventory for Hearing Aids (IOI-HA) questionnaire administered to 60 patients and the Hearing Handicap Inventory (HHI) questionnaire administered to 14 patients. The results show that regardless of technology, persistent problems remain such as perception in noisy environments. A further effort is required by the technicians in the evaluation of the patient as a whole, from the identification of the HA that ergonomically better suits the needs of each patient until the adaptation in complex environments, for the minimization of the perception of disability

    Angelo Di Castro. Tra le pieghe del Moderno

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    Questo studio si concentra sulla figura di Angelo Di Castro, architetto ebreo romano tra i più prolifici nella Capitale, particolarmente attivo nell’ambito dell’edilizia residenziale e per uffici in un arco temporale di circa 50 anni a cavallo del secondo conflitto mondiale, ma anche figura pienamente inserita nel sistema dei grandi concorsi dell’epoca fascista e successivamente nell’opera di ricostruzione attuata dai soggetti pubblici. La dissertazione, partendo dal presupposto che il percorso evolutivo dell’architettura postbellica in Italia non sia ancora esaurito, e che, come sostiene Portoghesi, il carattere ideologico dell'architettura moderna, intesa come compimento di un processo rettilineo e coerente, vada confutato, tenterà di mettere in luce le ragioni di un nuovo apprendistato sul modo di organizzare il progetto di architettura, attraverso un’analisi incentrata sulle qualità dell’azione professionale di Di Castro, quale epigono di quello che è stato definito un "professionismo colto", in grado di dar forma nella metà del secolo scorso a brani di città che, smentendo i giudizi negativi di certa parte della critica, hanno saputo meglio di altri determinare un modello virtuoso e sostenibile di insediamento urbano. Tra le pieghe del Moderno, in quella schiera di ottimi professionisti che, scrivendo poco ma costruendo molto, hanno messo alla prova le speculazioni teorico-pratiche dei Maestri attraverso un metodo veracemente sperimentale, riteniamo si possano rinvenire alcune delle ragioni di un auspicato rinnovamento del nostro mestiere, oggi quantomai urgente. La tesi afferma dunque il valore dell'ordinariness, intesa come buona pratica per una qualità diffusa dell'architettura, in grado di custodire nelle pieghe del suo farsi delle prerogative uniche, anti-ideologiche, adeguate al luogo e alla storia a cui appartiene e senza per questo scadere nella retorica o nel revisionismo. Un'architettura che afferma piuttosto le proprie peculiarità attraverso una paziente ricerca sui propri fundamentals, in contrapposizione alle tendenze che vedono l'architettura come un fenomeno globalizzante e à la page, dove l'estro dell'archistar sembra essere l'unica soluzione possibile al vuoto semantico che la città contemporanea offre alla società civile. La metodologia di indagine prende ampi spunti dall’approccio che gli architetti operanti adottano nell’interpretare l’opera di altri architetti, dissezionando e indagando con diversi gradi di approfondimento la grammatica espressiva, i processi logici e grafici da un lato, e le condizioni esterne e le ragioni costruttive dall’altro, che conducono infine all’opera realizzata o al sogno rimasto nel cassetto. Si arriva così, stilando una sommatoria in grado di restituire più della semplice addizione dei suoi fattori, a definire correttamente il profilo di un architetto e del milieu culturale di appartenenza. Tale approccio alle tecniche di architettura, secondo la definizione data da Giulio Carlo Argan, è riscontrabile in numerosi testi di carattere teorico-critico: si vedano a tal proposito le analisi di Francesco Cellini sull’opera di Ridolfi e Frankl, di Francesco Garofalo e Luca Veresani su Adalberto Libera, di Peter Eisenman su Giuseppe Terragni, di Marco Porta su Ignazio Gardella, eccetera. Da un lato dunque la tesi mira a restituire la completezza di una figura finora degnata di scarsa considerazione (a suo nome figurano ad oggi solamente due brevissime antologie e alcune tesi di Laurea) ma che, pur non figurando nel novero dei massimi architetti italiani del XX secolo, è tuttavia emblematica di un fare architettura legato alla causa concreta della costruzione e per questo, citando nuovamente Quaroni, tra i «più idonei, fra i non molti possibili, a chiarire questo "dialogo", fra idee e loro grafia, fra gusto grafico e sua applicazione alle diverse "occasioni" che costituiscono la vita d’ognuno di noi»; dall’altro, di inserire il prodotto in un quadro teorico e concettuale più ampio, entro il quale attivare confronti e segnalare specificità, nel tentativo di evidenziare delle linee di continuità genealogica tra il cosiddetto “stile Di Castro” e le tendenze romane pregresse, coeve e successive all’opera dell’autore. Lo studio si articola in 6 sezioni, il cui corpo centrale è costituito da un excursus storico-critico della vicenda di Di Castro inserita nel più ampio contesto romano dell'epoca, da un'analisi delle modalità progettuali e delle tecniche inventive adoperate dall'autore nella composizione delle sue architetture, da una serie di testimonianze che aiutano a inquadrare i temi della ricerca e da una selezione ragionata di 10 opere ritenute maggiormente significative dell'opera dicastriana. Tali riflessioni sono precedute da una introduzione dedicata ad inquadrare i motivi della scelta, gli obiettivi prefissati dallo studio e le metodologie applicate, e seguite da una sezione conclusiva contenente un regesto completo delle opere realizzate e dei progetti rimasti sulla carta, una breve biografia, uno schema riassuntivo della sua genealogia professionale e una bibliografia ragionata

    Ergonomics and acoustics in music education

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    In music education, teachers and students often complain about acoustical discomfort. The facilities dedicated to study and musical training play an important role in risk assessment and have to respect standards on architectural acoustics. In particular, bad sound insulation of the classrooms, sound level emitted by musical and/or vocal instruments, high level of background noise and an unsuitable reverberation time, can compromise learning and performances and could cause pathologies (especially to auditory system and vocal apparatus) due to excessive noise levels and acoustical discomfort. The work aims to estimate the potential risk for music teachers and students in an Italian conservatory, identifying critical issues by collecting objective and subjective information. Measurement campaigns, medical evaluations, questionnaires have been performed to identify critical issues related to ergonomic discomfort. 129 workers were examined. The measurement campaign has detected that insulation values and reverberation times were often not adequate for the purpose of the classrooms. Moreover, the social survey has pointed out a high discomfort both among teachers and students The analysis of the singers’ voices in relation to the posture has allowed to identify possible solutions to remedy the pathologies related to the relationship between vocal effort and postur

    N/A

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    Justicia comunitaria en el desplazamiento forzado: un campo jurídico emergente fue editado por Unijus, Instituto Unidad de Investigaciones Jurídico-Sociales Gerardo Molina, de la Facultad de Derecho, Ciencias Políticas y Sociales de la Universidad Nacional de Colombia. El texto de las páginas interiores fue compuesto en caracteres de las familias tipográficas Gotham, Sentinel y Minion Pro. Se usó papel book cream de 60 gramos y en la carátula papel propalcote de 240 gramos. El tiraje de esta edición fue de 300 ejemplares. El libro se terminó de imprimir en Bogotá en los talleres de Xpress Estudio Gráfico y Digital S.A. en el año 2016.El desplazamiento forzado interno es una tragedia humanitaria que en Colombia genera miles de víctimas, situación que hace del país uno de los mayores expulsores en el mundo. Es ante este flagelo no superado que el libro La Justicia comunitaria en el desplazamiento forzado un campo jurídico emergente se preocupa por analizar las problemáticas del fenómeno desde el ángulo de la gestión de conflictos y las repercusiones sociales de estos. El profesor Fabio Saúl Castro-Herrera se apoya en un prolongado trabajo de campo, producto de dos experiencias con víctimas del desplazamiento forzado en el Caribe colombiano, en las que analiza las potencialidades y restricciones de la administración de justicia comunitaria. Para tal fin, orienta el análisis desde la trasformación cultural en el manejo y gestión del conflicto a partir de la posible generación de un campo jurídico emergente. En la experiencia, se construyen relatos desde las personas que hacen parte de la conciliación en equidad en las que se valoran condiciones y sensibilidades para la adaptación, el cambio de representación y el manejo autónomo de sus contradicciones. El libro muestra unas rutas posibles para dar respuesta a problemáticas complejas en las que la justicia comunitaria se puede convertir una alternativa de acceso a la justicia y de construcción de comunidades.OtraJusticia restaurativaJusticia y construcción de pazJusticia en equidadJusticia propi

    La colonizzazione dell’immaginario nell’ecosistema social. Un’analisi intersezionale della rappresentazione delle differenze estetico-culturali nelle politiche di marketing dei brand

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    Già negli anni Settanta, alcune attiviste come Assata Shakur affrontano la questione dell’imposizione dei modelli Culturali ed estetici bianchi e il rischio che questi siano acquisiti acriticamente dalle nuove generazioni della comunità afroamericana. Oggi, lo spazio dei social network sembra consentire maggiore libertà nella rappresentazione del Sé e nella scelta dei contenuti da seguire, permettendo modalità di autorappresentazione e processi di empowerment. Tuttavia, nella dimensione virtuale della Rete, sembrano replicarsi le asimmetrie sociali, di classe, di razza, di dis/abilità e di genere che caratterizzano l’onlife. Assumendo una prospettiva intersezionale, gli autori e le autrici del presente contributo propongono i primi esiti di una ricerca esplorativa finalizzata a indagare il grado di inclusività di aziende che operano in Rete e la loro effettiva capacità di offrire, nell’ambito delle campagne pubblicitarie, una rappresentazione del multiforme spettro identitario. Nello specifico della ricerca sono analizzati come casi di studio i profili Instagram di brand molto noti nel campo della cosmesi, del make-up e del fashion.As early as the 1970s, activists such as Assata Shakur addressed the issue of the imposition of white cultural and aesthetic models and the risk of these being uncritically acquired by the new generations of the African American community. Today, the space of social networks seems to allow greater freedom in the representation of the self and in the choice of contents to follow, enabling modes of self-representation and processes of empowerment. However, in the virtual dimension of the Web, the social, class, race, dis/ability and gender asymmetries that characterise onlife seem to be replicated. Assuming an intersectional perspective, the authors of this contribution propose the first results of an exploratory research aimed at investigating the degree of inclusiveness of companies operating on the Net and their effective capacity to offer, within the advertising campaigns, a representation of the multiform identity spectrum. Specifically, the Instagram profiles of well-known brands in the fields of cosmetics, make-up and fashion are analysed as case studies

    A Cena Fantasma: um olhar sobre a experiência da música popular massiva da Amazônia

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    This dissertation analyzes the musical scene of the city of Belém, Pará State, Amazon, Brazil, using the concept from Will Straw (1991). From this starting point the study make a sensitive and discursive approach of this scene, based on the phenomenology of Alfred Schutz (2012) and Michel Maffesoli (2001), considering its intersubjective spectrum between the actors of this phenomenon, its mediators and a "national" audience. Based on authors Jacques Derrida (1994), Fabio Castro (2011 ), Frédéric Martel ( 2012), Renato Ortiz (2006) and Marcel Mauss (2004 ) it analyzes the presence of a nativist phantasmagory that interferes on the sociability and the total economy of territorialized dynamic scene, with reflects on their media projection. Taking also based on the experience of the author and analyses of samples, products and materiality generated at this scene have studied on the period from the late 1960s until the 2000s. Introductorily discusses the phenomenology as a research methodology in the Amazon.CAPES - Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível SuperiorEste trabalho analisa a cena musical da cidade de Belém, estado do Pará, Amazônia, Brasil, a partir do conceito de Will Straw (1991). Desse ponto de partida, o estudo faz uma abordagem sensível e discursiva da cena, com base na fenomenologia de Alfred Schutz (2012) e Michel Maffesoli (2001), considerando seu espectro intersubjetivo entre os atores deste fenômeno, seus mediadores e uma audiência ―nacional‖. Tomando como base autores como Jacques Derrida (1994), Fabio Castro (2011), Frédéric Martel (2012), Renato Ortiz (2006) e Marcel Mauss (2004) analisa-se a presença de uma fantasmaticidade ―nativista‖ que interfere na sociabilidade e na economia total da dinâmica territorializada da cena, com reflexos em sua projeção midiática. Tomando também como base a experiência vivida do autor, e análises de amostras, são estudados produtos e materialidades gerados nesta cena durante o período que compreende o final dos anos 1960 até os anos 2000. Introdutoriamente, discute-se a fenomenologia como metodologia de pesquisa na Amazônia

    El mito de la otredad: lo domesticado y lo salvaje

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    Se propone un parque que busca ser un punto de transición en la ciudad a nivel espacial y social. Espacialmente, busca hacer una transición desde la dureza de la ciudad construida hasta lo salvaje del bosque y el agua que fluye. Esto se refleja en la materialidad, composición y la propuesta de vegetación del parque, además de componer caminos que inviten a adentrarse al proyecto hasta lo más natural. A nivel social busca ser un punto de reunión para todas las personas dentro de Barrancabermeja. De este modo, se sitúa entre la primera entrada de Ecopetrol, reconfigura el muelle y lo integra al parque, al norte remata con la ciénaga y con la plaza principal que acompaña la alcaldía. Y, finalmente, al este se encuentra una fila de edificios de vivienda que integra el proyecto a la ciudad. Adicionalmente, ofrece equipamiento y vivienda que invite a las personas a habitar la zona. Se podría decir que el proyecto mezcla los conceptos que se concebían como opuestos en la época para configurar el espacio. En este sentido, el proyecto busca remendar los hechos de la historia, invitando a dejar de lado las divisiones y dejar de ver ciertos grupos como “otros”, y más bien, crea un “nosotros” en el territorio.Pregrad

    Debt maturity and firm performance : a panel study of Indian companies

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    Economic policy makers traditionally hold the view that, because of imperfections in capital markets, a shortage of long-term finance acts as a barrier to industrial performance and growth. Long term finance is thought to allow firms to invest in more productive technologies, even when they do not produce immediate payoffs, without fear of premature liquidation. As a result, special state-supported term-lending institutions have been established, especially in developing countries. But some believe that short-term finance may offer better incentives because it allows suppliers of finance to monitor and control firms more effectively, thus improving the firms'performance. The authors empirically investigate the determinants and consequences of the term structure of debt. Using a rich panel of data on privately owned companies in India, they also examine the influence of debt maturity structures on those firm's performance, especially on productivity. The results are not conclusive, but seem to support conventional beliefs about the importance of long term finance to firm performance. Heavy leveraging, however, has a strong negative impact on productivity. They base their econometric evidence on estimates of a maturity equation and of a production function augmented by financial variables. The data on which these results are based have been generated by a financial system in which there is little competition, in which state-owned financial institutions are not guided by the profit motive and have no control over interest rates, so one cannot say whether short term finance would have been more beneficial in a less regulated system. Moreover, by the end of the 1980s, the capital base of India's government-owned financial institutions had been severely eroded and they carried a heavy burden of nonperforming assets. This means that the benefits of long term finance must be weighed against the costs.Banks&Banking Reform,Financial Intermediation,Economic Theory&Research,Municipal Financial Management,Environmental Economics&Policies
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