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La Collezione Guidi nel Museo Archeologico di Grosseto. La necropoli di Colle Baroncio e la prima età del Ferro a Vetulonia
Fra il 1886 e il 1913 il Comune di Grosseto acquisì per il Museo Civico gli oggetti archeologici che i fratelli Antonio e Angelo Guidi di Vetulonia stavano scavando in una loro proprietà a O della città antica: Colle Baroncio.
La collezione è rimasta a lungo inedita e solo oggi, grazie allo studio accurato di Lionello F. Morandi, può essere pubblicata integralmente. Si tratta senza dubbio di un nuovo importante contributo su Vetulonia, sempre troppo poco nota
Lionello Venturi e l'arte del secondo dopoguerra
La giornata di studi dedicata a "Lionello Venturi e l’arte del secondo dopoguerra" (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) di Sapienza Università di Roma) si propone di fare luce sulle attività di Lionello Venturi dal ritorno in Italia, nel 1945, sino alla scomparsa, nel 1961. Venturi, uno dei pochissimi professori universitari a rifiutare l’iscrizione al partito fascista, dal 1931 si rifugiò prima a Parigi, poi a New York, città nelle quali proseguì il suo lavoro da studioso e critico, avviato già dal secondo decennio del Novecento. Riapprodato in Italia sceglie come sede universitaria la Sapienza e torna a essere una delle figure dominanti della storia dell’arte italiana come docente, storico, critico e organizzatore di cultura. In questa fase meno indagata della sua vita, Venturi si impone come protagonista attivo delle vicende dell’arte del secondo dopoguerra, artefice, assieme ad altri, del ripensamento storiografico allora in corso della tradizione italiana del “moderno”.
Il convegno presenta il rapporto di Venturi con l’arte contemporanea, esaminando le relazioni intrattenute con colleghi, artisti, musei e collezionisti in Italia e all’estero; la sua attività da docente, storico dell’arte e critico militante; l’appoggio dato alle iniziative della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; la partecipazione a organismi internazionali quali il CIHA, l’AICA e La Biennale di Venezia.
Per l’occasione è stato presentato il lavoro svolto sull’Archivio Lionello Venturi, conservato presso il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo - SARAS di Sapienza Università di Roma, incentrato sulla valorizzazione dei fondi tramite la creazione di un sito web e la migrazione dell’inventario su un database online
Lionello Venturi towards Il gusto dei primitivi
reservedIn questa tesi si propongono alcune riflessioni in merito ad un possibile percorso intrapreso da Lionello Venturi verso la stesura de Il gusto dei primitivi (Bologna 1926).
L’elaborato si orienta su tre direttrici principali: il panorama mentale di Lionello Venturi all’altezza del 1926, segue la critica alla critica d’arte – in cui si propone un percorso diacronico degli scritti venturiani sul tema della critica – e infine si conclude con alcune riflessioni relative a Il gusto dei primitivi. Questa struttura non deve apparire come una serie di tre tappe ben definite, ma può essere visualizzata in termini schematici come un triangolo equilatero che ha come vertici i tre nuclei sopra citati, in quanto ciascuno di questi ha dialogato tanto nella fase di ricerca, quanto nella stesura.
Le fonti principali consultate consistono in una selezione tra gli scritti (articoli, saggi, libri) di Lionello Venturi precedenti al 1926 in merito alla critica d’arte.
La prima fase della ricerca è consistita nella lettura del Gusto per identificare alcune tematiche ricorrenti. È stata poi effettuata una selezione preliminare di alcuni scritti di possibile interesse, alla quale è seguita la fase di recupero della bibliografia tramite biblioteche e archivi online. Alla luce di una prima lettura del materiale è stato possibile operare un’ulteriore selezione. Delineati gli argomenti significativi attraverso una lettura sistematica, è seguita la stesura di una bozza per la struttura dell’elaborato. L’intera ricerca è stata supportata da saggi relativi a Lionello Venturi.
In conclusione sono emerse numerose tematiche che, dalla prima produzione venturiana, sono confluite nel Gusto, confermando le prime ipotesi formulate e delineando ulteriori punti di contatto
Storia e Arte nelle prime lezioni torinesi di Lionello Venturi.
Analisi storico-filologica dei contenuti relativi alle prime lezioni universitarie tenute da Lionello Venturi nell'Università di Torino tra il 1918 e il 1921. Contenuti rivelatisi imprescindibili prodromi al metodo critico poi utilizzato sia nel noto Il gusto dei primitivi del 1926, sia della Storia della critica d'arte del 1936.Lionello Venturi's notes from his 1918-1921 academic lectures at the University of Turin. An interesting document of how his methodological speculation developed
Lionello Fiumi's «Pòlline». A linguistic and stylistic analysis
reserved«Pòlline» (1914) è l'opera d'esordio di Lionello Fiumi, poeta veronese. Con la sua pubblicazione, egli si inserì in un contesto d'avanguardia, intorno alle riviste «La Diana» e «Poesia ed Arte», venendo in contatto con alcuni dei nomi più importanti dell'epoca (Govoni, Ungaretti, Montale, Quasimodo tra gli altri). Questo elaborato si prefigge di ricostruire questa prima parabola fiumiana, a partire dalla bibliografia. Si propone poi di discutere i temi principali dell'opera, ponendoli in relazione alle scelte linguistico-stilistiche, con particolare attenzione a possibili tracce espressionistiche e a resti della lingua poetica italiana ormai morente. Studia infine gli aspetti metrici dell'opera e il verso libero fiumiano, annunciato programmaticamente nella prefazione, «Appello neoliberista».«Pòlline» (1914) is the debut work of the Veronese poet Lionello Fiumi. With its pubblication, Fiumi managed to enter the avant-garde scene, working with journals «La Diana» and «Poesia ed arte», coming into contact with some of the most important poets of the time (Govoni, Ungaretti, Montale, Quasimodo and more). This paper aims to reconstruct this phase of Fiumi's career, starting from the published literature. It then intends to discuss the main themes of the work, seeking links with the linguistic and stylistic execution, with particular attention to expressionistic traces and remains of the dying italian poetical language. Eventually, it studies the metrical aspects of the work and Fiumi's free verse, programmatically announced in the preface, «Appello neoliberista»
A francofilia da crítica de Lionello Venturi
Propõe-se nesta comunicação analisarmos Il gusto dei primitivi, de Lionello Venturi (1926). Neste livro o autor defende que a escrita da história da arte se consolida na batalha entre dois pilares principais: a teoria e a prática artística. Nesta dualidade, o primitivismo venturiano corresponderia a uma qualidade formal espontânea abatida pelos ideias clássicos e pela cientifização do conhecimento artístico. Primitivismo esse que remonta à classificação evolutiva vasariana para denunciar os erros da crítica moderna, valendo-se de uma sensibilidade paradigmática que remonta ao Impressionismo francês. Objetiva-se portanto, analisar o caráter francófilo da crítica venturiana que indica a extensão antifascista do pensamento do autor, bem como, o seu projeto de “desfetichizar” a história da arte ocidental, destituindo a “italianidade” das obras dos grandes mestres do Renascimento.
I propose in this paper to analyze Il gusto dei primitivi , written by Lionello Venturi (1926). In this book the author affirms that the history of art deals with a battle between two main pillars: the art theory and its practice. In this duality, the Venturian primitivism corresponds to a formal quality slaughtered by the classical ideals and by the scientific tendency of the artistic knowledge. This primitivism is a battle against the progressive classification of Giorgio Vasari’s theory by proposing a new paradigmatic sensibility related to the French Impressionism. I intend, therefore, to analyze the Francophile of the Venturian critic that is related to his antifascism thinking and is related also to his project of “un-fetishizing” the Western history of art by dismissing the “Italian spirit” of the great masters of the Renaissance
High resolution climate projection of storm surge at the Venetian coast
Climate change impact on storm surge regime is of great importance for the safety and maintenance of Venice. In this study a future storm surge scenario is evaluated using new high resolution sea level pressure and wind data recently produced by EC-Earth, an Earth System Model based on the operational seasonal forecast system of the European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF). The study considers an ensemble of six 5 yr long simulations of the rcp45 scenario at 0.25° resolution and compares the 2094–2098 to the 2004–2008 period. EC-Earth sea level pressure and surface wind fields are used as input for a shallow water hydrodynamic model (HYPSE) which computes sea level and barotropic currents in the Adriatic Sea. Results show that a high resolution climate model is needed for producing realistic values of storm surge statistics and confirm previous studies in that they show little sensitivity of storm surge levels to climate change. However, some climate change signals are detected, such as increased persistence of high pressure conditions, an increased frequency of windless hour, and a decreased number of moderate windstorms
Metodologie e tecniche per il miglioramento della sicurezza strutturale dei campanili di Venezia
La natura problematica dei sedimenti recenti che costituiscono gli strati di terreno più superficiale del sottosuolo lagunare, con riferimento soprattutto alle caratteristiche di compressibilità particolarmente pronunciate, è ben nota fin dai tempi antichi ed è
arrivata fino ai giorni nostri con connotazioni a volte addirittura leggendarie.
I tecnici veneziani si sono dovuti ben presto confrontare con terreni che mal sopportavano i carichi trasmessi da sovrastrutture di complessità ed importanza crescente ed hanno pertanto fatto ricorso a soluzioni costruttive la cui ingegnosità ed efficacia è senz’altro testimoniata dalla stessa presenza e conservazione di tali opere nel contesto veneziano moderno.
Per quanto riguarda la realizzazione delle fondazioni per gli edifici monumentali ed in genere per le murature affacciate sui canali, è ormai risaputo che l’usuale tecnica costruttiva veneziana prevedeva l’infissione per battitura di un gran numero di pali in legno. Non già secondo la concezione delle moderne palificate che intendono trasmettere i carichi trasmessi per attrito lungo il fusto laterale, ma piuttosto con l’evidente finalità di compattare il terreno molle superficiale e di realizzare quindi un effettivo quanto fondamentale approfondimento del piano di posa delle fondazioni stesse, senza dover ricorrere ad operazioni di scavo sotto il livello di falda piuttosto delicate con i mezzi dell’epoca
Coupled atmosphere ocean climate model simulations in the Mediterranean region: effect of a high-resolution marine model on cyclones and precipitation
In this study we investigate the importance of an eddy-permitting Mediterranean Sea circulation model on the simulation of atmospheric cyclones and precipitation in a climate model. This is done by analyzing results of two fully coupled GCM (general circulation models) simulations, differing only for the presence/absence of an interactive marine module, at very high-resolution (~ 1/16°), for the simulation of the 3-D circulation of the Mediterranean Sea. Cyclones are tracked by applying an objective Lagrangian algorithm to the MSLP (mean sea level pressure) field. On annual basis, we find a statistically significant difference in vast cyclogenesis regions (northern Adriatic, Sirte Gulf, Aegean Sea and southern Turkey) and in lifetime, giving evidence of the effect of both land–sea contrast and surface heat flux intensity and spatial distribution on cyclone characteristics. Moreover, annual mean convective precipitation changes significantly in the two model climatologies as a consequence of differences in both air–sea interaction strength and frequency of cyclogenesis in the two analyzed simulations
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