5,767 research outputs found

    Accuracy quantification by the FFT method in Faro L-20 test - pre-test calculations

    No full text
    The Fast Fourier Transform Based Method (FFTBM) was developed at University of Pisa to achieve a quantitative evaluation of the accuracy of thermal-hydraulic system code calculations. International cooperation was established to transfer the method with various Institutions all over the world. In the case documented in this report one scientists from University of Pisa (Mario Leonardi) has been invited at the European Commission (EC) Joint Research Center (JRC) of Ispra (Varese, Italy) to implement and to apply the method. The present document has been issued by JSI and describes the application of the method to the severe accident (corium interaction with water) FARO L-20 carried out in the framework of EC EURATOM researches

    Contro la funzionalizzazione della contrattazione collettiva. Riflessioni sul pensiero di Mario Rusciano

    No full text
    L'autore riflette sul pensiero di Mario Rusciano in punto di funzionalizzazione della contrattazione collettiva.The author reflects on the thought of Mario Rusciano in relation to the subject of the functionalisation of collective bargaining

    L’apport des républiques italiennes et l’achèvement de la Révolution

    No full text
    Mario Leonardi, The Initiation of the Italian Republics and the Conclusion of the Revolution. During the revolutionary “Trienno”, several Italian patriots believed that the Italian revolution would be able to contribute to the conclusion of the European revolution commenced in 1789. In their estimation, the reports between the French and Italian Republics appeared to prefigure a new international order. What form would this new order assume ? A federalist Europe ? An Europe of republics ? An European Republic ?Mario Leonardi, Apporto delle repubbliche italiane ed il completamento della Rivoluzione. Durante il triennio rivoluzionario, parecchi patrioti italiani pensarono che la rivoluzione italiana avrebbe potuto contribuire all’ultimazione della rivoluzione europea, iniziata nel 1789. 1 rapporti tra la Repubblica francese e quella italiana avrebbero dovuto, secondo questi patrioti, prefigurare un nuovo ordine internazionale : federalismo europeo o Europa delle repubbliche o Repubblica europea ?Pendant le «Triennio» révolutionnaire, plusieurs patriotes italiens pensèrent que la révolution italienne aurait pu contribuer à l’achèvement de la révolution européenne commencée en 1789. Les rapports entre la République française et la république italienne devaient à leurs yeux préfigurer un nouvel ordre international : fédéralisme européen ou Europe des républiques ou république européenne ?Leonardi Mario. L’apport des républiques italiennes et l’achèvement de la Révolution. In: Annales historiques de la Révolution française, n°296, 1994. pp. 297-305

    Un colloque sur l’Italie jacobine et napoléonienne

    No full text
    Leonardi Mario. Un colloque sur l’Italie jacobine et napoléonienne . In: Annales historiques de la Révolution française, n°217, 1974. pp. 443-445

    Démocrates et masses populaires à Bologne (1796-1802)

    No full text
    Leonardi Mario. Démocrates et masses populaires à Bologne (1796-1802) . In: Annales historiques de la Révolution française, n°230, 1977. L’Italie Jacobine et napoléonienne. pp. 528-539

    Jean-René Suratteau, « Le Directoire a-t-il eu une politique italienne ? (En hommage à Jacques Godechot) », Critica storica, 1990 (2)

    No full text
    Leonardi Mario. Jean-René Suratteau, « Le Directoire a-t-il eu une politique italienne ? (En hommage à Jacques Godechot) », Critica storica, 1990 (2). In: Annales historiques de la Révolution française, n°286, 1991. pp. 571-572

    MICHELANGELO ANTIFASCISTA A BARI (1964-1965). Il ‘non finito’ di Adriano Prandi e il critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti nel IV centenario della scomparsa del Buonarroti

    No full text
    Il 1964 fu un anno davvero particolare per la città di Bari che, sin dall’inizio del decen- nio, già stava inseguendo il velleitario riconoscimento del titolo di ‘Milano del Sud’. Questo accadeva sia in ragione delle novità introdotte, tra spazi pubblici e privati, da pro- gettisti affascinati dagli Stati Uniti come Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, sia per via del sostegno istituzionale di un politico come Aldo Moro, all’esordio del suo manda- to da presidente del Consiglio, iniziato con il suo I Governo nel dicembre del 1963. Nel mese di aprile del ’64, poi, proprio a Bari si andò a commemorare un evento significativo come quello del ventennale del congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che, nel 1944, si era aperto al Teatro Piccinni con una prolusione di Benedetto Croce. Inoltre, da novembre, nel giovane Ateneo istituito solo sessant’anni prima (quando fu intitolato a Benito Mussolini per celebrarne l’ascesa), si aprì il ciclo di conferenze curato da Adria- no Prandi, a discendere dalle celebrazioni nazionali focalizzate su un mito senza tempo come Buonarroti. È in questa specifica circostanza che Prandi invitò Carlo Ludovico Ragghianti a parlare del suo critofilm intitolato Michelangiolo, appena proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra l’esordio di Aldo Moro come primo ministro (1963) e la sua tragica fine per mano delle Brigate Rosse (1978), si gioca dunque la parte forse più interessante dell’esperienza di Prandi, giunto a Bari all’indomani della nascita della Repubblica, che si ritrovò al centro di una davvero fittissima rete di relazioni, dai Laterza (1943), a Mario Sansone (1948), sino a Luciano Canfora (1978), in grado di saldarne l’attività non solo ai circoli intellettuali del capoluogo pugliese ma, soprattutto, alla di- mensione ‘larga’ dell’Italia del dopoguerra. Quelle appena riportate, sono solo alcune delle coordinate su cui è stato costruito questo libro/catalogo che raccoglie i contenuti di una mostra di ricerca sviluppata nell’ambito del progetto CHANGES e in partnership con la Fondazione ‘Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti - ETS’. Al- lestita nella restaurata Biblioteca di Storia dell’Arte, l’esposizione Michelangelo antifa- scista a Bari (1964-1965), R e VR, è un prodotto che vive tanto nello spazio ‘analogico’ di questo volume cartaceo, che raccoglie gli inediti contributi degli studiosi coinvolti, da Andrea Leonardi, a Fabio Mangone, a Elisa Bonacini, sino a Lorenzo Mattei, a Raffaella Cassano e a Tommaso Casini, quanto in quello ‘virtuale’ del World Wide Web

    Armando Saitta (1919-1991)

    No full text
    Suratteau J.-R., Leonardi Mario. Armando Saitta (1919-1991). In: Annales historiques de la Révolution française, n°286, 1991. pp. 567-569

    Quelques aspects de la vie économique italienne à l'époque napoléonienne

    No full text
    Villani Pasquale, Leonardi Mario. Quelques aspects de la vie économique italienne à l'époque napoléonienne . In: Annales historiques de la Révolution française, n°230, 1977. L’Italie Jacobine et napoléonienne. pp. 587-617

    Il Museo che non c'è. Arte, collezionismo, gusto antiquario nel Palazzo degli Studi di Bari (1875-1928)

    No full text
    The volume accompanies the exhibition Il Museo che non c’è. Arte, collezionismo, gusto antiquario nel Palazzo degli Studi di Bari (1875-1928) (The Museum that is not there anymore. Art, collecting, antiquarian taste in the Palazzo degli Studi in Bari), held in the Hall of Frescoes in the Palazzo Ateneo, where originally was the old Provincial Museum. The initiative is presented as a tribute dedicated to a choral and strongly identifying moment in the history of the city of Bari and Puglia, a region fully inserted in the geography of the artistic and antique routes opened by grand tourists since the eighteenth century. Specifically, the study aims to focus on the formation of an institution which, perceived as a container of an exclusively archaeological nature, actually played an important role for the protection and enhancement of the historical-artistic heritage within the wide post-unitary period, helping to pave the way for an ante - litteram notion of 'cultural heritage'. The Provincial Museum has therefore proved to be a reference both for the 'rediscovery' of the Middle Ages, and the collecting and ‘Connoisseurship’ guidelines of the Modern Age. In fact, his creation was due both to the enlightened work of his first director, Maximilian Mayer, and to members of important middle-class families in the South of Italy such as the Jattas. The research was supported by a systematic documentary survey that turns the Museum, located in the Palazzo degli Studi in Bari, designed by the Neapolitan Giovanni Castelli and decorated by the Bolognese Rinaldo Casanova, in a composite artistic and archaeologic site, capable of attracting the attention of a large audience of scholars. Among these, mittleuropean culture leading figures such as Martin Wackernagel, a pupil of Heinrich Wölfflin and a medieval expert like Arthur Haseloff; connoisseurs of the complex 'Venetian-Adriatic' figurative issues (from Vivarinis to Tintoretto) such as Gustavo Frizzoni and Mario Salmi, who wrote about this topic in the pages of magazines such as 'L’Arte' and the 'Il Bollettino d’Arte'; and also scholars and experts of the international antiquarian market such as Bernard Berenson, a real 'pilgrim of Puglia', and his friend and patron, the American Edward Perry Worren.Il volume accompagna la mostra Il Museo che non c’è. Arte, collezionismo, gusto antiquario nel Palazzo degli Studi di Bari (1875-1928), allestita nel Salone degli Affreschi dell’attuale Palazzo Ateneo (28 febbraio-24 aprile 2020), in origine sede dell’antico Museo Provinciale. L’iniziativa è centrata sul momento formativo di un’Istituzione che, indagata ‘dentro’, ‘intorno’ e ‘fuori’ a un contenitore divenuto dal 1928 di matrice esclusivamente archeologica, in realtà ha giocato in origine un ruolo di rilievo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico meridionale, nell’ambito del largo e spesso difficile quadro nazionale postunitario. Il Museo Provinciale di Bari si è dimostrato così un punto di riferimento sia per quanto concerne la ‘riscoperta’ del Medioevo, sia per quanto attiene le direttrici del collezionismo e della connoisseurship di Età Moderna. Ponendo sempre al centro dell’attenzione il manufatto artistico, la ricerca è stata supportata da una sistematica ricognizione documentaria che restituisce il museo barese quale snodo capace di attrarre un’ampia platea di studiosi. Tra questi, si contano personalità di formazione e cultura mitteleuropea come Martin Wackernagel, allievo di Heinrich Wölfflin e in Puglia al seguito di un esperto medievista come Arthur Haseloff; conoscitori delle complesse problematiche figurative ‘veneto-adriatiche’ (dai Vivarini a Tintoretto) come Gustavo Frizzoni e Mario Salmi; sino a comprendere studiosi ed esperti frequentatori del mercato antiquario internazionale come Bernard Berenson, ‘pellegrino di Puglia’ ante litteram, nonché il suo amico e mecenate statunitense Edward Perry Worren
    corecore