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Enrico Redenti, Pagine sparse sull’avvocatura. A cura e con annotazioni critiche di Alessia Legnani Annichini
Si tratta di annotazioni critiche agli scritti di Enrico Redenti dedicati alla professione forenzse. Molteplici i temi trattati: dall'iscrizione all'albo alla presidenza del Consiglio dell'Ordine forense di Bologna, fino alle dimissioni respinre; dalla nascita del "Bollettino del Consiglio dell'Ordine Forense di Bologna", fortemente voluto dal Maestro, alla sua attenzione per la deontologia; dalla partecipazione ai congressi forensi fino ai problemi dell'amministrazione della giustizia, per concludere con il ricordo di amici e collegh
Luigi Legnani\u27s Missing Opus 9
The guitar composer Luigi Legnani (1790–1877) published some 250 works with opus number, most of them for solo guitar. His catalog, however, contains many gaps. This article explores the particular circumstances of the discovery of Legnani\u27s opus 9, focusing on Legnani’s possible contact with the French guitarist Luigi [Louis] Sagrini (1809–74)
Tra Comune e Mercanzia: la giurisdizione fallimentare bolognese tra Basso Medioevo e prima Età Moderna
Il saggio ricostruisce la disciplina fallimentare bolognese tra la fine del XIV e il XVI secolo, indagando sia gli Statuti della Mercanzia sia le provvisioni comunali. Dalla ricerca si evince come fine ultimo della procedura concursuale - ripercorsa nelle sue tappe principali - sia la garanzia dei creditori
[Girolamo Legnani (c.1805), funerary sculpture]
From Berresford: Girolamo Legnani (c.1805), Giuseppe Tadolini and Petronio Ricci, Cimitero della Certosa, Bologna.Painted tomb.Title from Berresford
Schede qualitative.
In relazione a numerose specie di pesci, molluschi e crostacei, vengono presentate, in singole schede, le principali connotazioni sensoriali del prodotto extra-fresco, nonché informazioni nutrizionali, per la gran parte desunte dalla letteratura internazionale, circa i contenuti in macro- e micronutrienti di cui quegli alimenti ittici possono essere fonte elettiva
Al mercato della storia: il mestiere di storico tra scienza e consumo
In queste pagine i lettori troveranno una coerente riflessione (svolta da Massimo Legnani nell'arco di un quindicennio) sul mestiere di storico, sulle condizioni istituzionali e materiali che - in presenza di un sempre più importante ruolo dell'industria culturale - ne hanno profondamente trasformato la funzione, e sui condizionamenti cui esso è sottoposto non soltanto dall'interno dell'accademia ma anche dall'esterno, dal mondo della politica e dell'editoria. I contributi raccolti in questo volume attraversano e legano in un unico filo di ragionamento le questioni dell'organizzazione della ricerca, dell'uso pubblico della storia, dello sviluppo in Italia di una "industria" e di un "mercato" della storia, delle relazioni tra discorso storico e romanzo, del dibattito storiografico. Tra i temi centrali della riflessione critica di Legnani vi sono l'analisi dei modi di produzione e consumo della storia, l'attenzione intransigente alle regole deontologiche del mestiere e il dibattito sul revisionismo, visto nel contesto di una degenerazione dei rapporti tra storia e politica, fino all'«assorbimento ornamentale del giudizio storico nel circuito politico» - epitaffio icastico posto a conclusione di una parabola che l'autore ha saputo analizzare e descrivere meglio di qualsiasi altro intellettuale della sua generazione
Premessa
Il diritto romano e la complessa tradizione del diritto comune dal primo derivata costituiscono ancora oggi la principale fonte nell’esperienza giuridica sammarinese. Nella prima parte del presente volume si illustrano e discutono le peculiari caratteristiche di tale ordinamento. Nella seconda si approfondisce il tema in altri sistemi, codificati e non, ponendo il focus, in particolare, sul ruolo che il diritto romano e comune riveste ancora nelle decisioni delle corti dove si trova impiegato ora come fonte del diritto ora come strumento ermeneutico delle norme e dei principi vigenti nell’ordinamento.Roman Law and the multifaceted tradition of ius commune, which derived from the former, still constitute the principal sources of Law in the Republic of San Marino. The first part of the volume describes and discusses the peculiar characteristics of this legal system. The second part of the volume explores the same topic in other codified and non-codified legal systems, focusing on the role played in Courts' decisions by Roman Law and ius commune: both traditions are indeed employed as sources of Law and as hermeneutic standards for interpreting norms and principles of the respective legal systems
Argomentare secundum ius commune: alcuni esempi sammarinesi
Il saggio illustra alcune applicazioni pratiche del diritto romano e del diritto comune nella giurisprudenza della Repubblica di San Marino, a riprova della validità e dell’efficacia ancora oggi di quel modello di convivenza e di co-vigenza di fonti che ha connotato l’Europa continentale tra Basso Medioevo ed Età Moderna.The essay illustrates
some practical applications of Roman law and ius commune in the jurisprudence
of the Republic of San Marino, proving the validity and effectiveness even
today of that model of coexistence and co-vigence of sources that characterized
continental Europe between the late middle ages and the modern age
Le stagioni del Dipartimento di Scienze giuridiche, luogo di studio e di ricerca scientifica per i giuristi
Il saggio ricostruisce la Storia dell'odierno Dipartimento di Scienze Giuridiche a partire dalla sua nascita come Seminario giuridico nel 1911. In particolare se ne ripercorrono le trasformazioni istituzionali ed organizzative avvenute nel XX secolo, fino alla trasformazione in forma dipartimentale (2000); la nascita e lo sviluppo della Biblioteca giuridica; le endemiche criticità dell'Istituto-Biblioteca, vale a dire la mancanza di spazi e di personale
Una nuova cultura dell'acqua. Opportunità per il governo del territorio
Da anni, nella comunità scientifica internazionale, si assiste a un acceso dibattito relativo ai temi della pianificazione e gestione delle risorse idriche che, anche in conseguenza dei ricorrenti eventi atmosferici e climatici, ha progressivamente coinvolto le istituzioni e la società in generale. In Europa, la Direttiva quadro in materia di acque ha sicuramente costituito un momento di coagulo di tale dibattito. In questo quadro culturale un centinaio di esperti europei ha raccolto l’invito della Fondaciòn Nueva Cultura de Acqua e del suo presidente Pedro Arrojo Agudo, professore all’Università di Saragozza e premio Goldman per l’Ambiente nel 2003, per contribuire alla stesura di una Dichiarazione europea per una nuova cultura dell’acqua. La Dichiarazione (European Declaration for a New Water Culture), con il patrocinio del Ministro dell’Ambiente spagnolo, è stata ufficialmente siglata il 18 febbraio 2005 in Madrid.
La Dichiarazione propone molti argomenti di riflessione a chi si occupa di pianificazione territoriale e urbanistica: l’attenzione alla specificità delle scale territoriali; la descrizione delle organizzazioni sociali che del proprio ambiente si devono prendere cura; la sperimentazione di opportune forme di coordinamento tra le politiche pubbliche concorrenti con diverse competenze tematiche e territoriali. Molteplici sono anche le direzioni di sviluppo affidate agli strumenti di governo, a volte antitetiche e di difficile conciliazione.
I processi di piano costituiscono comunque irrinunciabili opportunità per stabilire forme di raccordo tra politiche di indirizzo, obiettivi condivisi, strategie prioritarie, azioni territoriali, scenari futuri.
I contributi qui presentati hanno l’obiettivo di inquadrare gli esiti della Dichiarazione rispetto alle più generali istanze proposte dal governo delle città e dei territori.
Pedro Arrojo Agudo introduce i principi che hanno ispirato la Dichiarazione: costruzione sociale e culturale del concetto di sostenibilità, aspetti etici ed economici nei processi di gestione dell’acqua, rilevanza degli apporti scientifici interdisciplinari e delle forme partecipative nei processi decisionali.
José Esteban Castro, coordinatore del Comitato esecutivo della rete di EUWATER, approfondisce i requisiti che devono possedere efficaci processi di governance, nei quali le comunità locali esercitano i propri diritti di rappresentanza nella selezione delle migliori opzioni di sviluppo.
A Federica Legnani e Michele Zazzi il compito di presentare alcune note di approfondimento utili a precisare, nel caso italiano, l’esigenza di un contributo specifico del planner al tema del governo dell’acqua, intesa nella sua duplice veste di risorsa e di ecosistema territoriale.
Federica Legnani rilegge le esperienze dei piani stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico e dei piani regionali di tutela delle acque, indagando i rapporti che hanno cercato con la pianificazione territoriale e urbanistica, in considerazione del principio, enunciato anche nella Dichiarazione, della necessità di superare approcci settoriali.
Michele Zazzi introduce l’ipotesi che il tema della governance applicata ai bacini idrografici possa diventare la chiave interpretativa per motivare la rilevanza di un punto di vista territoriale nel consesso di saperi pluri-disciplinari che hanno contribuito alla Dichiarazione. Tra le innovazioni rilevanti, seppur controverse, si riconoscono l’applicazione di forme di concertazione e negoziazione ai processi di decisione che interessano politiche e azioni territoriali nei bacini locali
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