1,721,119 research outputs found

    I papavera di Verg. Aen. 9. 436, Omero, Stesicoro e Ovidio (con una nota a Servio)

    No full text
    Per la morte di Eurialo (Aen. 9, 433-437), Virgilio, oltre a vari e noti precedenti, rielabora in modo sapiente e originale una similitudine rara, ma già omerica (cf. Il. 8, 300-308). Lo studio propone l'analisi del passo virgiliani in stretto rapporto non solo con il passo omerico (alla cui interpretazione riconduce Serv. in Aen. 9, 435, cui si dedica l'ultima parte della breve indagine), ma anche con Stes. fr. S 15 col. II, 14-17 Davies, e Ap. Rh. 3, 1396-1403, senza trascurare poi la 'sintesi' ovidiana dei modelli in Met. 10, 190-195

    Studi sulla Gerioneide di Stesicoro,Quaderni del Dipartimento di Scienze dell'Antichità, n° 35,Università degli Studi di Salerno

    No full text
    Il volume propone l'analisi e la discussione dei frammenti più interessanti del POxy 2617, identificati nella Gerioneide di Stesicoro, opera a noi nota da notizie antiche e da pochi frammenti di tradizione indiretta. A quarant'anni dalla pubblicazione del papiro, ad opera di Edgar Lobel nel 1967, i resti del poemetto non hanno ancora trovato un commento che confronti e discuta i contributi della critica fino ad oggi. La constatazione assume maggiore rilievo se ricordiamo che il papiro, insieme a quanto già noto e ad altri reperti apparsi nel volgere relativo di pochi anni, ha dato inizio ad uno sforzo di revisione, si potrebbe dire 'di sistema', delle caratteristiche della produzione stesicorea: impegno dal quale, singolarmente, è rimasta esclusa proprio una più ampia ed accurata trattazione del poemetto. Esso, si può ben dire, è stato il vero motivo della nascita di un composto, ma vivace dibattito critico (ora sopito da qualche tempo), che ha identificato alcuni punti (relativamente) certi, pur senza aver raggiunto risultati definitivi. La ricerca svolta presenta dunque il commento esegetico-testuale ad un congruo numero di frammenti del poemetto, attraverso un riesame che trae spunto dalle edizioni critiche più recenti, senza trascurare gli apporti dell'esegesi sulla tradizione indiretta a partire dal '600, e senza sottrarre alla giusta considerazione una serie di studi che hanno offerto riflessioni di rilievo sull'argomento. I risultati dell'indagine sono esposti sottolineando i debiti che una ricerca di questo tipo deve onorare: i contributi di Lobel, Barrett, Page, West, Gentili, Haslam, De Martino, Davies – per citare solo alcuni nomi – hanno svelato nei versi del poemetto caratteristiche assai interessanti. Particolare attenzione è dedicata al contenuto (certo, verisimile e ricostruibile) dei frammenti, ed alla forma in cui esso è, o si presenta, 'leggibile', in un prospettiva che evidenzia alcuni aspetti dell'opera senza ovviamente celare le difficoltà oggettive ed i limiti imposti dal metodo d'indagine. Una sintesi delle osservazioni proposte è poi accostata ad alcune opinioni della critica, in una generale ri-considerazione sulla natura del poemetto e di alcuni suoi aspetti peculiari. I risultati conseguiti sembrano infatti motivare ulteriormente i dubbi di chi si è chiesto se, stanti le nostre attuali conoscenze, possediamo qualcosa di affine alla Gerioneide nel novero della poesia corale, genere di cui tradizionalmente Stesicoro è stato, o è ancora considerato, esponente di rilievo. L'assegnazione dei resti del poemetto al genere della citarodia lirica è un dato con cui misurarsi, insieme agli indizi di coralità che sembrano reperibili in alcuni frammenti superstiti di altre opere: si dovrà allora richiamare, per un poeta, la possibilità di cantare in luoghi e occasioni diversi, per un pubblico diverso e con modalità (e finalità) diverse. Con la necessaria cautela, questo sembrerebbe il quadro in cui meglio si colloca la produzione stesicorea, e in tale direzione l'indagine condotta sulla Gerioneide può forse essere, pur non esaustiva, un utile contributo al complessivo riesame della poesia dell'Imerese

    Il vocabolo bibliophoros in un'epistola di Isidoro

    No full text
    Nell'Ep. 127 di Isidoro di Pelusio si può conservare il testo tràdito bibliophoros, diversamente da quanto suggerisce Migne, grazie alla strutturazione in climax ed al confronto con l'Ep. 234 dello stesso Isidoro. Nei due casi, il valore del termine sarà quello di 'accumulatore di libri'

    Soph. fr. 582 R. (e Theodect. fr. 10, 2 Sn.-Kann.): una nota testuale

    No full text
    In Soph. fr. 582 Radt, appartenente al perduto dramma Tereo, alcuni studiosi, e lo stesso editore, rifiutano la lezione tràdita selas a favore dell'emendamento di Bothe selas. Tuttavia, grazie ad alcune osservazioni, come i ricorrenti nessi tra Helios e selas, in particolare nei tragici (cf. ad es. Aesch. Sept. 390-391; Soph. El. 17-18; Eur. El. 866 e Tr. 860), e l'accostamento tra il frammento sofocleo, Eur. Phoen. 3 e Theodect. fr. 10, 2 Sn.-Kann., la lezione tràdita risulta pienamente legittima, e può pertanto essere conservata

    Osservazioni su alcuni frammenti della Gerioneide di Stesicoro

    No full text
    Analisi e discussione sulla possibile unione dei frr. S 15 coll. I-II e S 21 Davies della Gerioneide di Stesicoro; esegesi, proposte d'interpretazione e d'integrazione exempli gratia

    Imerio e le λύσεις ὀνομάτων nel giudizio di Fozio

    No full text
    By revisiting some related passages, as well as through a careful (but not exhaustive) examination of the Himerian prose, this paper aims to define a figura, the λύσις ὀνομάτων, which Photius in his Bibliotheca identifies as quite frequent in Himerius's Orations
    corecore