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Stefano D. T orre, Massimiliano Bocciarelli, Laura Daglio, Raffaella Neri (Eds) Buildings for Education. A Multidisciplinary Overview of The Design of School Buildings, Springer, Cham 2020, pp. 327
Review. Stefano D. Torre, Massimiliano Bocciarelli, Laura Daglio, Raffaella Neri (Eds) Buildings for Education. A Multidisciplinary Overview of The Design of School Buildings, Springer, Cham 2020, pp. 327
Percorsi di sperimentazione tecnologica e tipologica per l'edilizia residenziale pubblica
Architettura e Tecnologia per l’abitare raccoglie gli esiti di un grande lavoro collettivo di ricerca e sperimentazione progettuale che ha coinvolto giovani architetti studiosi e ricercatori nella sfida della riqualificazione del patrimonio ERP. L'esperienza, svolta da novembre 2019 a febbraio 2020 nell'ambito delle attività della Società Scientifica di Tecnologia dell'Architettura, è stata organizzata da un gruppo di lavoro coordinato da Eliana Cangelli, e costituito da Laura Daglio, Federica Ottone, Donatella Radogna, Eugenio Arbizzani, Adolfo F. L. Baratta.
Il capitolo "Percorsi di sperimentazione tecnologica e tipologica per l'edilizia residenziale pubblica" approfondisce la stretta interrelazione tra tecnologie costruttive e tipologie edilizie analizzando criticamente gli esiti dei grandi interventi di costruzione dell'edilizia residenziale pubblica nel periodo '70-'90
Tor Bella Monaca ieri oggi domani,
Architettura e Tecnologia per l’abitare raccoglie gli esiti di un grande lavoro collettivo di ricerca e sperimentazione progettuale che ha coinvolto giovani architetti studiosi e ricercatori nella sfida della riqualificazione del patrimonio ERP. L'esperienza, svolta da novembre 2019 a febbraio 2020 nell'ambito delle attività della Società Scientifica di Tecnologia dell'Architettura, è stata organizzata da un gruppo di lavoro coordinato da Eliana Cangelli, e costituito da Laura Daglio, Federica Ottone, Donatella Radogna, Eugenio Arbizzani, Adolfo F. L. Baratta. Il capitolo "Tor Bella Monaca ieri oggi domani" fornisce un quadro storico critico del quartiere IACP di Tor Bella Monaca in Roma evidenziandone i caratteri architettonici, tecnologici e tipologici e individuando obiettivi progettuali per il suo recupero
Reti della conoscenza
Declinare il tema del progetto resiliente nell’ambito delle Reti della conoscenza significa anzitutto chiedersi come siano oggi strutturate tali Reti, quali siano le loro vocazioni e i loro limiti, e comprendere se esse siano uno strumento per operare ai fini della resilienza o, viceversa, un ostacolo per la trasmissione dei saperi e delle culture fondanti il progetto resiliente. I contributi di questa sezione sono stati sviluppati attraverso un lavoro condiviso, con l’auspicio di offrire una chiave di lettura condivisibile o, almeno, utile a dipanare il tema delle Reti della conoscenza nell’ambito del progetto resiliente: ciò è stato fatto interrogandosi nel merito degli strumenti che sono in nostro possesso per osservare e comprendere il cambiamento (Boni e Caruso, 2018) e per l’innalzamento della qualità del costruito, facendo leva sul coinvolgimento dei portatori d’interesse (Paoloni e Roversi, 2018)
Nuovi approcci per la gestione dei beni comuni in ambito urbano
L’interesse crescente dei cittadini verso forme di governance partecipata per la gestione dei cosiddetti “beni comuni” (Mattei, 2011), si è concretizzato recentemente in esperienze di partecipazione attiva delle comunità. Le azioni portate avanti da cittadini, spesso organizzati in associazioni, testimoniano un nuovo impulso necessario ad attivare una reale inversione di tendenza rispetto al loro ruolo di attori passivi nei processi decisionali (Bollier, 2015). Tali pratiche stimolano uno spirito di solidarietà volto a incoraggiare la crescita di una cittadinanza attiva, responsabile e di supporto nella gestione partecipata dei beni comuni (Ostrom, 2009), alimentando nella comunità un senso di appartenenza al luogo, una nuova coscienza, una responsabilità nei confronti dei beni comuni urbani
La dimensione del progetto in contesti territoriali critici. Il modello progettuale di un CSCom a Toumbouba, Mali
Il contributo comunica gli esiti di una ricerca che ha come scenario lo studio degli aspetti tipologici e tecnologici per la mitigazione dell’emergenza socio-sanitaria in contesti altamente critici come quello dell’Africa subsahariana. La ricerca, sostenuta da Gente d’Africa Onlus e svolta nei Dipartimenti di Architettura delle Università degli Studi Roma Tre e di Firenze (responsabile scientifico prof. Adolfo F. L. Baratta), da un gruppo costituito da Fabrizio Finucci, Antonio Magarò, Laura Calcagnini e altri, ha avuto l’obiettivo generale di governare lo sviluppo di un programma progettuale per un Centro Sanitario Comunitario (CSCom) a Toumbouba, in Mali. In presenza di riferimenti normativi ed esperienziali limitati e in mancanza di un modello progettuale efficiente l’approccio cognitivo al progetto ha preso avvio da un percorso esplorativo teso alla conoscenza delle risorse, delle condizioni e delle tradizioni locali. La peculiarità della tipologia e del territorio ha reso necessaria la definizione delle soglie esigenziali e qualitative minime e quelle di utilità dei rapporti spaziali e distributivo-funzionali di un impianto tipologico “minimo” per un CSCom. L’intero processo decisionale è stato governato attraverso il confronto continuativo tra la prassi locale e le scienze di riferimento in materia tecnico-costruttiva recuperando una capacità cognitiva finalizzata alla progettazione dei sistemi tecnologici e alla risoluzione dei requisiti minimi igienico-sanitari
The architecture in the Resilience Framework for an improvement of the performance requirements
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