2,384 research outputs found
Carla Lonzi. Scritti sull’arte
Il volume ricostruisce l'intero cammino di Carla Lonzi nella critica e nella storia dell'arte. Vengono qui riuniti per la prima volta saggi e conversazioni usciti in quotidiani, periodici e riviste specializzate; presentazioni di mostre pubblicate in cataloghi oramai introvabili; testi di conferenze, contributi in volume, scritti divenuti di fatto inaccessibili per la difficile reperibilità delle fonti
Alejandro C. Del Conte: Memories of a dreamer
Libro-catálogo de la exposición "Alejandro C. Del Conte: Memorias de un soñador" llevada a cabo en la galería ArtexArte Fundación Alfonso y Luz Castillo (agosto-septiembre de 2021) sobre el fotógrafo, escritor, editor, periodista, publicista, cineasta y empresario Alejandro C. Del Conte, figura destacada de la fotografía y del cine argentinos de las priméras décadas del siglo XX. Edición bilingüe en español e inglés.Fil: Navarrete, José Antonio. Centro de Investigación Fotográfico Histórico Argentino; ArgentinaFil: Cuarterolo, Andrea Laura. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas; Argentina. Universidad de Buenos Aires. Facultad de Filosofía y Letras. Instituto de Historia del Arte Argentino y Latinoamericano; ArgentinaFil: Jelicié, Emiliano. Universidad de Las Artes.; EcuadorFil: Srur, Alfredo. Centro de Investigación Fotográfico Histórico Argentino; Argentin
Mindscapes: Laura Riding's poetry and poetics /
Tese (doutorado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão.Esta tese propõe uma leitura revisionista da poesia contemporânea através do exame do caso de um dos mais esquecidos escritores norte-americanos do século XX: Laura (Riding) Jackson (1901-1991). O objetivo é demonstrar que Riding não apenas possuía uma poética definida e singular, mas que ela permanece uma das instâncias mais extremas e paradoxais do modernismo anglo-americano, a ponto de Riding abandonar a escrita da poesia em 1938. Recorrendo a conceitos de "formação do cânone" bem como às noções de "discurso" e "função do autor", em Foucault, investigo a construção do cânone da poesia moderna anglo-americana, recuperando o contexto e as circunstâncias da ocultação de Riding. Enquanto cubro os "discursos" poéticos em circulação na primeira metade do século XX-o "imagismo" de Pound, a "dissociação da sensibilidade", "impersonalidade" e "tradição" de Eliot, a "unidade orgância" e "ambigüidade" da Nova Crítica-ofereço um panorama crítico de modernismos alternativos sendo articulados à época. Minha intenção é demonstrar que os poemas de Riding são expressões vigorosas de um escritor para quem "a mente pensando se torna a força ativa do poema", para usar a apta formulação de Charles Bernstein. Entre minhas descobertas sobre as várias e complexas razões que levaram à não-canonização de Riding estão a hegemonia da Nova Crítica, o exílio voluntário de Riding da cena literária (onde são feitas ou desfeitas as reputações), sua recusa em ser antologiada, bem como em ser explicada em termos críticos que não os dela. Todos esses fatores, mais a "dificuldade" de sua poesia, contribuíram para fazer de Riding "a maior poeta esquecida da poesia norte-americana", como escreveu Kenneth Rexroth. Ajudado pelos insights de dois importantes críticos de poesia norte-americana, Charles Bernstein e Marjorie Perloff, defendo que a "poesia da mente" de Riding-onde o que está em jogo é que o que pensamos ser a nossa realidade-representa uma mudança radical no paradigma da poética modernista: de uma poesia centrada na imagem para uma poesia centrada na linguagem. Focalizando a experiência consciente e o tempo duracional do pensamento presente em seus poemas, concluo que as "pensagens" de Riding têm o objetivo preciso de constatar um fato universal: enquanto seres humanos e pensantes, estamos numa condição permanente chamada linguagem
Opere del conte Algarotti.
Includes index in vol. 7.Added t.p. in vol. 1, engraved by Giuseppe Patrini. Engraved portrait medallion of the author on t.p. in vol. 1, small woodcut title-vignettes on title pages in vol. 2-10.Mode of access: Internet
Artiste italiane e immagini in movimento. Identità, sguardi, sperimentazioni
Il volume si propone come contributo alla storicizzazione e alla lettura critica delle artiste italiane in relazione al cinema sperimentale e alle arti elettroniche, dalla seconda metà degli anni Sessanta a oggi, con particolare attenzione ai temi dello sguardo femminile inteso come antiegemonico e sovversivo, del ruolo delle donne negli apparati produttivi, della specificità dell’autorialità femminile. I saggi – dedicati a Daniela Bertol, Giosetta Fioroni, Ida Gerosa, Laura Grisi, Federica Marangoni, Martina Melilli, Marisa Merz – e le interviste a Pia Epremian De Silvestris e Rosa Foschi si concentrano su casi studio particolarmente significativi per riflettere attorno ai temi dell’autobiografia, dell’autorappresentazione, delle genealogie e, per attrazione o distanza, della dimensione simbolica femminile nonché della politicità, in un’angolatura – quest’ultima che problematizza la militanza
C. Denizot, O. Spevak (eds.), Pragmatic Approaches to Latin and Greek (Studies in Language Companion Series – SLCS 190), John Benjamins Publishing Company, Amsterdam-Philadelphia 2017, pp. XVI + 309
Pragmatic Approaches to Latin and Antient Greek è il volume 190 della
collana “Studies in Language Companion Series (SLCS)”, edito da
Camille Denizot e Olga Spevak, e pubblicato dalla John Benjamins
Publishing Company nel 2017. I capitoli presenti in questa miscellanea
sono nati in seno agli interventi proposti dai diversi autori durante il
workshop “Pragmatics and Classical Languages”, organizzato a Leida
in occasione del 48th Annual Meeting of the Societas Linguistica Europaea
(2-5 settembre 2015). Come spiegano le editrici nella loro prefazione,
lo scopo di questo lavoro è dimostrare l’importanza dell’approccio
pragmatico nello studio del latino e del greco antico, stimolando
al contempo una maggiore interazione e una più vivida discussione tra
latinisti e grecisti che lavorano su fenomeni di natura simile
Analisi ed interpretazione dei dati in The World Atlas of Language Structures Online
Il World Atlas of Language Structures Online (WALS) fornisce 160 mappe geografche che mostrano la distribuzione di 192 tratti tipologico-strutturali presenti nelle lingue del mondo, ed è articolato in 144 capitoli scritti da 55 autori diversi. Il WALS è stato pubblicato nel 2005 in forma cartacea dall’Oxford University Press, edito da Martin Haspelmath, Matthew S. Dryer, David Gil e Bernard Comrie. La prima versione online è stata pubblicata nel 2008 dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology. Un database così ampio, arricchito dagli interventi di studiosi autorevoli, ha fornito un contributo fondamentale alla ricerca linguistica del nuovo secolo, soprattutto nell’ambito della linguistica tipologica e della tipologia areale, agevolando lo studio dei ‘tipi’ linguistici e delle correlazioni tra i ‘tipi’ in lingue anche molto distanti nello spazio e non imparentate geneticamente. Lo scopo di questo lavoro è proporre un’analisi critica del WALS sulla base di un’attenta interpretazione dei dati registrati nelle mappe geografiche. Più specificamente, si dimostrerà che l’utilizzo di un atlante digitale, pur semplificando il lavoro di ricerca e di comparazione interlinguistica, può al contempo ‘restringere’ i campi di analisi che si intendono indagare, procedendo secondo un principio di discretizzazione delle informazioni digitalizzate. Alcuni casi interessanti si rintracciano nei capitoli dedicati alla ‘codifica dell’evidenzialità’ (de Haan 2013a; 2013b) e alla codifica della ‘possibilità epistemica’ (van der Auwera & Ammann 2013): il WALS definisce entrambe le categorie linguistiche come ‘categorie verbali’ marcate grammaticalmente, escludendo dalle rappresentazioni cartografiche la registrazione di dati relativi alla codifica lessicale dell’evidenzialità, in specifici contesti pragmatico-discorsivi, e la codifica della certezza e dell’incertezza epistemica. La spiegazione di simili ‘mancanze descrittive’ non deve essere rintracciata nell’imprecisione del corpus elettronico, ma nel meccanismo di registrazione dei dati adottato da un atlante linguistico che operi su scala mondiale: la scelta dei tratti tipologici da digitalizzare, dettata dal tasso di diffusione dei tratti stessi, e le rigide valutazioni statistiche, in grado di rilevare la predominante presenza o l’assoluta assenza dei tratti nelle lingue parlate del mondo, non tengono sempre in considerazione le specificità strutturali delle singole lingue, né la variabilità linguistica in sincronia, né eventuali fenomeni di mutamento linguistico in diacronia
Characterization of phychoactive plant pollen: a new tool in forensic investigations
Palynology, based on the micromorphological characterization of pollen and spores, can be a valid ally for
the resolution of forensic cases. Since its first application in 1959 for a murder in Austria, this discipline has
been applied to cases of illegal smuggling involving drugs, weapons, medicines, and money (1). Also in
Italy, several examples of palynology applied to kidnapping and homicide crime solving have been reported.
In particular, a close connection was found between forensic palynology and aerobiology, as a reference tool
for establishing the season when unknown death occurred (2-4).The use of palynology is also useful to trace
possible pollen contamination of drugs: e.g. in a seizure of a batch of drugs in New York in 1991 (5). It is
also possible to solve cases of murder, rape, theft, and food fraud (6). Pollen can adhere firmly to any surface
and resist decomposition, while its morphology can be a distinctive feature for the identification of plant
species and habitats (1,4,6). The present study concerns the pollen of 12 species of psychoactive plants
belonging to 9 families, including illegal drug plants (e.g. Erythroxylum coca; Lophophora williamsii), and
plants used as legal alternatives to drugs (e.g. Leonotis leonurus; Brugmansia suaveolens), some of which
are currently marketed on internet. Given the lack of literature in this study, we started to compile a
palynological atlas of psychoactive plants, aimed at providing support in the forensic field. These data can
been useful to trace the origin of illegal drugs, and to identify the most likely route of drug shipping (2). The
selected pollen grains was sampled from herbarium specimens, the Reference Pollen Collection (Palinoteca),
or prepared as fresh samples collected from the Botanical Garden of Genoa University and the Hanbury
Botanical Garden of Ventimiglia. Unacetolyzed pollen was prepared in glycerin jelly containing basic
fuchsin dye. The analysis was carried out on 40 pollen grains for each species at the magnification of
40x.The diagnostic features of pollen grains studied were: length of polar axis (P) and equatorial axis (E),
pollen shape (P/E ratio), number and type of apertures, exine thickness and sculpture. For the two species
belonging to Convolvulaceae (Ipomoea violacea and Argyreia nervosa), also spine length, interspinal
distance, pore diameter, exine and nexine thickness, have been considered. Observations were carried out by
using light and scanning electron microscopy. In some cases, the analyses showed slight morphological
differences compared to literature data, probably due to a different number of measurements, while in other
cases new morphological features were recorded. A web repository is being created to make morphometric
data and pictures of psychoactive plant pollen available, thus providing a useful tool for forensic
investigations
Pragmatic aspects of grammaticalization: scilicet in Early Latin comedy
This study aims to describe the grammaticalization path of scilicet in the Latin comedy of Plautus and Terence. Adopting the theoretical framework of the Functional Discourse Grammar (Hengeveld & Mackenzie 2008), the analysis of the occurrences of scilicet in the Early Latin comedy allows us to identify four different readings of the same lexical item: (i) as a main verb of the sentence meaning ‘it is obvious’, which governs both past and future infinitival clauses; (ii) as a focalizer meaning ‘certainly’, which singles out and highlights a specific constituent of the sentence; (iii) as an epistemic modal adverb meaning ‘certainly’, which encodes the speaker’s commitment to the truth of the propositional content (‘subjectification’); (iv) at the discourse level, as both an illocutionary modifier, which reinforces the directive force of the sentence, and a discourse marker meaning ‘yes, of course’, which encodes the speaker’s affirmative answer to previous directives or questions of the addressee (‘intersubjectification’). In the latter case scilicet acquires a pragmatic-textual value that guarantees the fluidity and cohesion of the discourse act. The distribution of the different functions of scilicet in Plautus and Terence allow us to hypothesize an ‘evolutionary’ continuum in a diachronic perspective, which involves a grammaticalization process from the original impersonal verb to the epistemic modal adverb, and then to the discursive-pragmatic marker
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