1,721,066 research outputs found

    Insediamenti antiurbani

    No full text
    Analisi degli insediamenti sulla via Portuense Trullo, Corviale e Parco Leonard

    Da Orte a Marmore controcorrente. Patrimonio industriale e paesaggio

    No full text
    Un report di una ricognizione fatta da due ricercatori nel paesaggio del territorio industriale del Nera da Orte a Marmore, in vari momenti dell’anno, con differenti colori, luci, climi, fasi della vegetazione e delle vite degli abitanti. Tre layer concettuali, indipendenti ma collegati tra loro: un sopralluogo territoriale, più aderente a ciò cui tendevano le indagini cartografiche e storiche, nonché alle idee di un preliminare progetto a scala vasta; una deriva più libera, incentrata sui fenomeni del paesaggio e dell’architettura più evidenti e rappresentativi, incubatori di possibili idee puntuali di trasformazione; un lavoro di rifinitura, svolto per completare il ragionamento rispetto ai risultati dei primi due viaggi, con tappe mirate in alcuni luoghi, ripresi in precise condizioni di luce, di clima e di frequentazione

    #CURACITTÀ ROMA La Sapienza della cura urbana

    No full text
    Negli ultimi anni il divario tra città vivibili, sane e sostenibili e città poco curate e insalubri si è fatto più ampio. La recente pandemia del Covid-19 ha mostrato quanto l’ambiente costruito incida sulla nostra salute: la densità abitativa, l’inquinamento, la collocazione dei servizi, la mobilità, la presenza di aree verdi sono tutti aspetti che hanno ricadute sul nostro modo di vivere e sul benessere psico-fisico. Roma, tra le grandi città europee, stenta ad adeguarsi a nuovi stili di vita e a un progetto di sostenibilità. L’insufficienza dei mezzi pubblici, la scarsità delle reti ciclabili, il degrado delle strade pervase dalle auto, il decadimento di molti spazi aperti specie nelle aree più distanti dal centro città, è sotto gli occhi di tutti. Nonostante la capitale possieda incredibili risorse, potenzialmente capaci di renderla più bella e adatta alle sfide di questo secolo, esse sono mal adoperate e poco valorizzate, basti pensare al grande sistema di spazi verdi, spesso in stato di abbandono. La città è inoltre ricca di risorse culturali, non solo musei, teatri e monumenti, ma anche luoghi d’istruzione: biblioteche, accademie, istituzioni scientifiche e culturali, scuole e in particolare tre grandi atenei pubblici. Questo volume presenta idee per un uso diverso delle risorse, da valorizzare per la Roma futura. Le università sono un importante sostegno per lo sviluppo economico e fisico della città, e interessano una vasta popolazione. Per queste ragioni sono spesso, in tutto il mondo, motori di rigenerazione urbana, capaci di rivitalizzare interi quartieri. La Sapienza, con oltre 100.000 studenti, è la più grande università di Roma e d’Europa e la riqualificazione degli spazi aperti che interessano le varie sedi, e che qui proponiamo, può generare azioni sistemiche di valorizzazione del tessuto urbano a servizio dell’intera città. Ragionando sulle relazioni tra trama edilizia, strade vitali e infrastrutture verdi, vengono proposte alcune risposte progettuali concrete e facilmente realizzabili per “curare Roma” e incoraggiare nuovi stili di vita, più sostenibili e capaci di restituire qualità urbana alla città

    Diritto alla Città: Territori, Spazi, Flussi.

    No full text
    Il convegno intende riunire architetti, urbanisti, sociologi, filosofi in un confronto sulle nuove condizioni, fisiche e sociali, dei territori urbani e sulle problematiche del progetto e del governo della città a partire dalle possibilità di uso da parte dei cittadini e della produzione dello spazio secondo le attese della collettività. Organizzato in tre sessioni tematiche – territori, spazi, flussi –, il convegno prende le mosse dalla consapevolezza dell’avvenuta trasformazione della città che, così come l’abbiamo conosciuta, è giunta alla fine di un ciclo. Le configurazioni che si sono andate delineando al suo posto, in larga misura prodotte da un inarrestabile processo di urbanizzazione e da massicci flussi migratori, la stanno ridefinendo come un complesso sistema territoriale di segregazioni spaziali chiamate a seconda dei casi periferie, “banlieues”, “bidonvilles”, “slums”, “favelas”, ma anche “gated communities” a cui si sono aggiunti i nuovi luoghi dell’apartheid urbano come i centri di identificazione ed espulsione per richiedenti asilo, che pongono la questione del “capitale spaziale” (Bernardo Secchi) come uno dei temi centrali del conflitto urbano contemporaneo. Ne sono una riprova le ricorrenti esplosioni di violenza, come quelle del 2005 a Parigi o del 2011 a Londra, che hanno mostrato come, sia pure nella forma spontanea delle “jacqueries urbane”, la situazione della città contemporanea non sia per nulla pacificata, e come siano tuttora fortemente presenti le discriminazioni spaziali tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Tra i fattori segreganti, le condizioni della mobilità urbana rivestono un ruolo strategico. Reti del trasporto pubblico spesso insufficienti e male organizzate contribuiscono a complicare la vita quotidiana e a limitare l’utilizzo della città. La raggiungibilità fisica dei luoghi è diventata una discriminante della qualità dell’abitare, sempre più appannaggio di pochi privilegiati. Significativo il caso di Parigi che, nonostante un trasporto pubblico esteso ed efficiente, soffre di un modello radiocentrico inadeguato alle necessità di una mobilità trasversale in grado di collegare direttamente le “banlieues” senza l’obbligo di passare per i nodi centrali dell’interscambio. Analogamente, Roma – dove pure le periferie sono ancora largamente monoculturali e perciò non esplosive – lamenta un congenito ritardo della rete del trasporto pubblico, insufficiente a collegare i quartieri e i centri intorno alla capitale. Del resto, intorno al tema della mobilità urbana, nel 2014, in Brasile, il movimento Passe Livre ha posto in maniera organizzata la rivendicazione alla gratuità del trasporto pubblico, sollevando la questione proprio in termini di diritto alla città. È la prova che il tema della qualità della vita urbana è oggi lo sfondo di qualsiasi discorso di cambiamento, nei paesi del nord come del sud del mondo

    Cinque temi del modernocontemporaneo. Memoria, natura, energia, comunicazione, catastrofe

    No full text
    Dall’inizio del Novecento innovazioni tecnologiche e condizioni storico-culturali hanno aperto la strada a molteplici sperimentazioni architettoniche e a nuovi indirizzi teorici. Il dibattito disciplinare si è ulteriormente frammentato e articolato a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, quando la pluralità di mezzi di comunicazione a disposizione ha reso ancora più complesse le interferenze tra società, arti e tecniche. Per capire oggi le teorie dell’architettura contemporanea e il pensiero sotteso al lavoro del progettista occorre confrontarsi con materiali molto eterogeni: non solo le opere, i progetti e i manuali come accadeva in passato, ma soprattutto le mostre, le pubblicazioni sulle riviste e sui libri, i film, le fotografie, i modelli e internet. L’ampia ed eterogenea disponibilità di documentazione sull’architettura racconta anche del mutato modo di fare “teoria” e “storia”. Lo scenario di riferimento di questo libro sono quindi le idee che interessano l’architettura del Novecento e del nuovo millennio, qui esaminate attraverso cinque temi: Memoria, Natura, Energia, Comunicazione e Catastrofe . Sono parole che si relazionano a forme del pensiero, a pratiche del progetto e a modi di intervenire sugli edifici e sul territorio e servono a ricostruire storie e geografie del modernocontemporaneo

    Roma-mediterranea. Rome-mediterranean city

    No full text
    Se è vero che è preferibile parlare di "Mediterraneo delle città" (Prezioso 2000) piuttosto che di città del mediterraneo, possiamo considerare Roma come il centro ideale e simbolico del Mediterraneo, “mare solido” dei flussi contemporanei. Un Mediterraneo che non è più quello mitico delle civiltà antiche e delle città ippodamee, ma quello reale delle migrazioni e dei conflitti tra modi di abitare che appartengono a tradizioni, culture e visioni del mondo altre. È su questi presupposti che si fonda l’ipotesi che Roma, per posizione geografica, storia e antropologia, possa costituire nella contemporaneità, un paradigma positivo di ibridazione e coesistenza. Se "contemporaneo" è ciò che comprende, tutti insieme, gli strati e il senso della storia, laddove moderno è ciò che ha fatto tabula rasa del passato, la mediterraneità è una chiave di lettura del presente, e di un’architettura della città, che non è solo quella trasparente dei centri commerciali, delle biblioteche, dei musei ma anche quella opaca dei muri che racchiudono bolle di urbanità dove a prevalere è una regola del territorio e un senso dello spazio, che poco hanno a che fare con quel sistema di invarianti, proprie della linea vincente della modernità. Roma dunque può essere intesa come un paradigma della contemporaneità. Letta fuori dai cliché della città dei Cesari e dell’archeologia, attraverso le sue “ecologie” potenziali – Tevere, Mura Aureliane e consolari, parco dell’Appia, mercati e luoghi dello scambio –, Roma è coesistenza di modelli urbani e modi dell’abitare differenti, manifestazione delle differenti “velocità” dello sviluppo urbano ed espressione delle infinite strategie di sopravvivenza che hanno garantito l’adeguamento “spontaneo” ai nuovi bisogni contemporanei in modi non sempre ortodossi, ma talvolta più efficaci di quelli progettati.Although it is better to speak about "Mediterranean of the Cities” (Prezioso 2000) rather than of Mediterranean Cities, Rome is entitled to be indicated as the ideal and symbolic center of the Mediterranean "solid sea" of migration flows. Today, the Mediterranean is no longer the mythical sea of ancient civilizations and ippodamee cities, but the real area of migration and conflicts between ways of living belonging to different traditions, world cultures and visions. On this basis, it is argued that Rome can constitute in the contemporary world, a positive paradigm of hybridisation and coexistence, thanks to geographic location, history and anthropology. If "Contemporary "is what includes, all together, the layers and the sense of history - while modern on the contrary has made a “tabula rasa” of the past -, the Mediterranean character is a key to understand not only the present, but specifically the architecture of the city with transparent shopping centers, libraries, museums, as well as opaque walls enclosing bubbles of urbanity with a predominance of local rules, and an idea of space, which have little to do with the system of invariants of the winning line of modernity. So, Rome can be understood as paradigm of the Mediterranean character. Seen out from the clichés of the city of the Caesars and archeology, through its potential "ecologies" – Tiber, Aurelian Walls, Roman roads, Appian park, markets and places of exchange – Rome represents the coexistence of different urban models and ways of living, manifestation of different "speeds" of urban development and expression of the infinite survival strategies which have ensured the spontaneous "adaptation" to the new contemporary needs, in ways which are not always orthodox, but sometimes more effective than those planned

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    No full text
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    No full text
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    No full text
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
    corecore