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    I droni nel diritto della navigazione. Verso l’integrazione degli Unmanned Aircraft System nello spazio aereo non segregato

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    L’affermazione del ricorso ai droni aeronautici sia in campo civile, sia in campo militare e le prospettive di ulteriore estensione del loro impiego inducono ad interrogarsi sull’adeguatezza dell’odierno quadro giuridico e sull’attualità di alcune soluzioni che sembravano ormai consolidate. I sistemi aerei senza equipaggio (Unmanned Aircraft System – UAS) sono da considerarsi aeromobili, sia sotto il profilo tecnico che giuridico. È ormai riconosciuto il ruolo centrale dell’operatore, responsabile dell’esercizio della piattaforma aeronautica, che può essere in parte assimilato all’esercente, pur con le specificità legate alle peculiari caratteristiche tecniche e operative degli UAS rispetto a quelle degli aeromobili convenzionali. L’assenza di un pilota a bordo dell’aeromobile ha portato all’adozione di un approccio operation centric, performance and risk-based nella regolamentazione della safety e della security della navigazione aerea senza equipaggio. Infine, la realizzazione dell’ecosistema di Mobilità Aerea Avanzata – o Innovativa – e l’introduzione di nuovi servizi di trasporto tramite droni e velivoli a decollo e atterraggio verticale (VTOL) si fondano sull’attuazione dello U-Space e sull’integrazione dei vertiporti, le nuove infrastrutture dedicate
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