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Chabrolle-Cerretini Anne-Marie (dir.), Paradigmes et concepts pour une histoire de la linguistique romane, Limoges : Lambert-Lucas, 2017
Zantedeschi Francesca. Chabrolle-Cerretini Anne-Marie (dir.), Paradigmes et concepts pour une histoire de la linguistique romane, Limoges : Lambert-Lucas, 2017. In: Histoire Épistémologie Langage, tome 40, fascicule 2, 2018. La tradition linguistique arabe et l'apport des grammairiens arabo-andalous. pp. 165-167
Quando il 14C è dirimente: il caso della Tomba 4 all’interno della chiesa di Sant’Ambrogio in Montecorvino Rovella (SA).
La chiesa altomedievale di Sant’Ambrogio di Montecorvino Rovella (Salerno) è oggetto sin dal 2016-2017 di un progetto di ricerca internazionale a carattere multidisciplinare, coordinato da Francesca Dell’Acqua e Chiara Lambert per l’Università degli Studi di Salerno e dal dott. Daniel Reynolds per l’Università di Birmingham. Gli studi, motivati in primo luogo dall’intento di chiarire il significato e la cronologia dei dipinti murali superstiti sulla muratura dell’abside – una Vergine Theotokos in trono con il Cristo bambino in braccio, attorniata dai santi Ambrogio, Simpliciano, Gervasio e Protasio –, finora ascritti al IX-X secolo, hanno indotto anche alla revisione sistematica e alla riapertura di scavi condotti negli anni ’90 del XX secolo. Nell’ambito di tale intervento conoscitivo globale, il contributo intende illustrare un’esperienza in cui l’apporto delle scienze chimico-fisiche, associato all’analisi paleopatologica, è risultato dirimente ai fini di un corretto inquadramento di una azione antropica (la Tomba 4, interna all’edificio di culto) che le evidenze sul terreno inducevano, erroneamente, a datare come coeva all’impianto originario del monumento.
Gli esiti delle analisi radiocarboniche, molto difformi dalle aspettative, hanno suggerito una nuova pista di indagine di carattere storico-archivistico, con sviluppi rivelatasi di notevole interesse, che hanno permesso di restituire una corretta datazione e persino un nome all’inumata della tomba esaminata.Since 2016-2017 the early medieval church of S. Ambrogio in Montecorvino Rovella has been the subject of an international
multidisciplinary research project, coordinated by Francesca Dell’Acqua and Chiara Lambert for the University of Salerno and Dr. Daniel Reynolds for the University of Birmingham. The studies, motivated primarily by the intent to clarify the meaning and the
chronology of the surviving wall paintings on the apse – a Virgin Theotokos enthroned with Christ child in her arms, surrounded by
the saints Ambrose, Simplicianus, Gervasio and Protasio –, hitherto ascribed to the 9th-10th century, have led also to the systematic review and reopening of excavations conducted in the 1990s. As part of this global knowledge intervention, the contribution intends to illustrate an experience in which the contribution of the chemical-physical sciences, associated with the paleopathological analysis, was decisive for the correct classification of an anthropic action (the Tomb 4, inside the building); the evidence on the ground, in fact, led, erroneously, to date it as coeval with the construction of the monument. The results of the radiocarbon analyses, very different from expectations, suggested a new path of historical-archival investigation, with developments that proved to be of considerable importance
"The love that made hell, paradise." Ouida re-writing the Paolo and Francesca theme in Held in Bondage
The bestselling Victorian author Ouida reveals in her novels, and, in particular, Held in Bondage, an extraordinary knowledge od Dante, by using characters and themes from the Commedia. The Paolo and Francesca theme actually constitutes part of the plot of the novel and is to be found in many of her other works, short stories and non-fiction writing
HERStory Makers 2023: Francesca Fotheringham
Francesca Fotheringham is a postdoctoral research associate at the University of Edinburgh studying educational psychology with a focus on neurodiversity. She took part in HERStory Makers 2023.What is HERStory Makers?HERStory Makers is a social media competition for female-identifying early career researchers to share their research, their career journeys, and to inspire the next generation. Winners are selected by public vote. HERStory Makers is also part of EXPLORATHON, Scotland's contribution to European Researchers' Night.In 2022-23, EXPLORATHON Francescasupported by the Engineering & Physical Sciences Research Council [grant number EP/X020762/1].Author contributions to contentFrancesca conceived, planned, and recorded the video content. Kirsty Ross edited the video content to insert HERStory Maker credits, added subtitles, and reduce video length to below Twitter/X limit of 2 mins and 20 secs.</p
Una pieve della Langobardia minor e il trionfo dell’Iconofilia? La Vergine come gnomon
La pieve di Sant’Ambrogio nelle campagne dell’attuale paese di Montecorvino Rovella, a circa 30 Km da Salerno, eretta nei pressi di una cella del monastero di San Vincenzo al Volturno, conserva nella zona absidale i resti di un programma pittorico che può ben dirsi il riflesso di complesse congiunture politiche alla metà del IX s.
Maria compare a Sant’Ambrogio affiancata dal vescovo di Milano e padre della Chiesa Ambrogio, dal suo successore sulla cattedra milanese Simpliciano, dai protomartiri milanesi Gervasio e Protasio, le cui spoglie Ambrogio rinvenì e inumò nella Basilica Martyrum il 19 Giugno del 386. Forse non è una coincidenza che la finestra absidale, dal taglio leggermente asimmetrico, incornici il primo raggio di sole proprio nei giorni che vedono ricorrere la festività di Gervasio e Protasio, e la nascita del Battista il 24 Giugno, avendo quest’ultima sostituito nella mentalità cristiana la celebrazione del Solstizio d’Estate il 21 Giugno, utilizzato come riferimento astronomico al fine di orientare le chiese, sia in Oriente che in Occidente.
Ma perche' dei santi milanesi a non troppi kilometri dalla capitale longobarda di Salerno
Arechi II: la promozione artistica come tratto ‘eroico’?
Arechi II è celebrato già da fonti a lui coeve o di poco posteriori come un valente guerriero, che ri-fonda una città, che si mette a capo di un popolo opponendosi in modo eroico alla potenza schiacciante di Carlo Magno, che agisce anche quale illuminato patrono delle arti. Compiendo determinati atti egli si mostra consapevole del proprio ruolo 'semieroico' di capo di una nazione allo sbando
Medicina illuminata. La Biblioteca Lancisiana di Roma
L'articolo presenta i codici miniati della Biblioteca Lancisiana di Roma. La prima parte, del coautore, è dedicata alla Biblioteca. La seconda parte, di F. Manzari, tratta dei manoscritti miniati, costituiti da due codici con le opere di Avicenna e dal Liber fraternitatis della Confraternita dell'Ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma.The article introduces the illuminated manuscripts of the Biblioteca Lancisiana in Rome. The first part of the article, by the co-author, is dedicated to the Library. The second part, by Francesca Manzari, illustrates the manuscipts; these are two manuscripts with the works of Avicenna and the Liber fraternitatis of the Confraternity of the Hospital of Santo Spirito in Sassia in Rome
Carlomagno, la conversione dei Sassoni e il Westwerk di Corvey
Circa sessant’anni fa alcune pitture murali raffiguranti Odisseo che combatte contro Scilla e altri temi legati al mare furono scoperti sui muri interni del piano superiore del Westwerk carolingio di Corvey sul Weser (Renania Settentrionale-Vestfalia), eretto e decorato tra l’873-85. Hilde Claussen, incaricata di studiare le pitture e gli stucchi emersi dalle indagini archeologiche ivi condotte, ha dedicato nel corso di svariate decadi alcuni saggi a queste pitture, e in particolare alla scena di Odisseo, puntando giustamente alle radici patristiche di tale immagine in un contesto monastico. Il soggetto è stato ridiscusso dall’archeologo George M. A. Hanfmann nella Festschrift in onore dell’eminente storico dell’arte Ernst Kitzinger, pubblicata da Dumbarton Oaks nel 1987, e di recente nel volume che ha pubblicato definitivamente le scoperte archeologiche fatte nel monastero tedesco.
I Padri della Chiesa, commentando il Vangelo, avevano elaborato la metafora nella quale la vita umana è rappresentata dal navigare in un mare di pericoli ma anche di attrattive. Tale metafora venne ripresa soltanto da alcuni autori altomedievali, tra i quali gli influenti abati Ambrogio Autperto (+784) di San Vincenzo al Volturno, Rabano Mauro (+856) di Fulda e Pascasio Radberto (+865) di Corbie, abbazia madre di Corvey. L’età di Carlomagno e dei suoi successori fu teatro di un intenso dibattito sulle immagini sacre, la cui ragione d’essere – venne stabilito – era nell’avere una funzione edificante. E’ opportuno pertanto contestualizzare le pitture di Corvey in tale cornice teoretica. Allo stesso tempo, un’altra metafora di matrice patristica, l’amor saeculi (ossia un insano, ma tipicamente umano attaccamento al mondo), aspramente criticata da Autperto, deve essere chiamata in questione alla luce degli sviluppi politico-culturali carolingi nel corso del IX s.
Questo intervento, oltre a offrire uno spunto ulteriore in merito all’origine non solo testuale ma anche iconografica della scena di Odisseo, desidera aprirsi all’interpretazione del significato complessivo del ciclo pittorico, che originariamente ornava il piano superiore di Westwerk, destinato ad accogliere l’imperatore e i suoi legati
A DH-Leavened Musicological Toolbox
Graduate-level training in music research methodologies tends to ignore digital humanities work and overlook the use of digital tools created in support of new forms of reading. Training instead focuses on source material in the student’s area of interest. This material includes secondary and primary (archival) resources, as well as information resources, such as: monuments of music and critical editions; indexes; bibliographies and thematic catalogs; dictionaries and encyclopedias; digital libraries of scores or editions; and databases of period-specific newspapers or journals. Graduate students taking research methods courses already have a toolbox built from their experiences as musicians and students of music, including the ability to read and interpret music notation, to understand theoretical and analytical concepts in music, as well as a command of music history, including the canon of musical works.
Digital humanities has become a major area of academic endeavor at the “interface of technological development, epistemological change and methodological concerns." An important characteristic of digital humanities research has been its interdisciplinarity. We argue that graduate training in musicology needs to include coverage of methodologies applied by digital humanists in support of new forms of reading, not only to broaden the canon of research topics in musicology, but also to build common ground with researchers of other disciplines. We propose that librarians are well positioned to provide this expertise and training
A Twitter Case Study for Assessing Digital Sound
Academic and cultural heritage institutions around the world have made measurable strides in the development of digital sound archives oriented towards research and access, but their impact on scholarship and society has been little studied. Traditionally, impact has been measured by citations; yet these are problematic metrics for non-traditional outputs like sound recordings. Social media data provide a promising avenue of investigation for measuring scholarly as well as societal impact. Twitter in particular has been shown to provide a high number of references for cultural and research outputs in all disciplines. This study analyzes Twitter references pertaining to the collections of five digital sound archives: British Library Sounds, Europeana Sounds, the Internet Archive Audio Archive, PennSound and UbuWeb. Using text analysis methods to identify high frequency events and trends, and labeling them with a rubric designed for measuring the impact of digital heritage resources, this study provides preliminary insights on user values as they relate to digital sound collections. Despite the limitations of using social media data, the evidence gathered in this case study characterizes aspects of the use of digital sound collections, and may point to future priorities for the digital preservation of sound.Peer reviewe
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