892 research outputs found

    Documento-monumento: della duplice natura delle fonti epigrafiche in esempi della Langobardia minor

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    Il contributo tratta della duplice natura - testuale e materiale - delle fonti epigrafiche, con particolare riferimento ad alcuni documenti di età longobarda presenti nell'Italia meridionale

    Il mito della classicità nei carmina epigrafici per i principi longobardi

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    Il contributo analizza alcuni epitaffi principeschi longobardi, evidenziandone i 'loci' da Virgilio e da altri Autori Classici. Ne emerge una profonda conoscenza degli Auctores da parte di Paolo Diacono e dei suoi epigoni ed un uso consapevole dei valori della Classicità per esaltare i sovrani longobardi

    I frammenti dell'arredo liturgico altomedievale dell'Abbazia di Sesto al Reghena

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    Il contributo presenta i risultati dello studio del materiale scultoreo altomedievale dell'Abbazia di Sesto al Reghena, catalogato e studiato dopo la pulitura e le analisi petrografiche; il lavoro ha permesso di identificare due gruppi distinti di manufatti, il primo ascrivibile alla prima fase di vita del monastero, in età longobarda, il secondo di età carolingia

    Bonito (AV). Manufatti e attestazioni toponomastiche di una presenza longobarda a controllo delle valli dell’Ufita e del Calore.

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    Il contributo analizza le dinamiche insediative di un piccolo borgo dell’alta Irpinia – l'attuale comune di Bonito (AV) -, nel territorio prossimo alla città romana di Aeclanum, alla luce delle testimonianze storiche, archeologiche, toponomastiche. In una lettura integrata e multidisciplinare delle fonti, si evidenziano in particolare le tracce materiali di una cinta muraria ed alcuni manufatti di sicura attribuzione ad età altomedievale che, uniti alle sopravvivenze toponomastiche ed agiotoponomastiche, orientano verso l’identificazione nel sito di una precoce presenza longobarda, probabile posto di guardia a controllo delle valli dell’Ufita e del Calore

    Osservazioni epigrafiche sulla lapide di un Paschasius, abbas del VI secolo, pervenuta nel territorio di Cava de' Tirreni dalla Puglia garganica.

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    The contribution illustrates the metric epigraph of the abbot Paschasius, deceased in the year 554, preserved in the parish church of S. Maria of Vetranto, near the abbey of Cava de’ Tirreni (Salerno-Southern Italy). In association with the text, engraved with care, there is a funerary and christological iconography: a great central cross and two candelabra, today lost. One Vita written during the 11th-12th century, has allowed a modern hagiograph to identify the dead person remembered by inscription as an abbot, defined ‘saint’ and ‘confessor’, who lived in Garganic Puglia.La contribution illustre l’épigraphe métrique d’un abbé Paschasius, décédé en 554, conservée dans l’église paroissiale de S. Maria de Vetranto, localité voisine à l’abbaye de la Très Sainte Trinité de Cava dei Tirreni (Salerne-Italie). Le texte, gravé avec soin, est associé à un apparat iconographique funéraire et christologique: une grande croix centrale et deux candélabres latéraux, aujourd’hui perdus. Une Vita, rédigée aux XIe-XIIe siècles, a permis à un hagiographe moderne d’identifier le personnage rappelé dans l’inscription lapidaire avec un abbé, défini ‘saint’ et ‘confesseur’, vécu dans la Pouille garganique

    Epigrafia, Archeologia e Scienze geomineralogiche: acquisizioni recenti e nuovi progetti multidisciplinari per lo studio della Campania tardoantica e medievale.

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    Il contributo illustra un progetto di sperimentazione per uno studio geologico ed archeometrico delle epigrafi del territorio avellinese. Scopo della ricerca è verificare la persistenza o meno di canali di acquisizione di marmi dall'Oriente greco, oppure l'adozione della pratica del reimpiego o, ancora, l'utilizzo di pietre da taglio locali per la realizzazione di prodotti epigrafici in età tardoantic

    La cristianizzazione della Campania: il contributo dell'epigrafia

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    Il contributo censisce ed analizza per la prima volta con sistematicità il patrimonio epigrafico tardoantico dell’attuale regione Campania. Da una disamina dell’edito e da una verifica per quanto possibile autoptica del materiale superstite, talora dislocato in collezioni private o disperso in chiese di difficile accessibilità, si perviene ad un primo ‘catalogo’ di una produzione numericamente e qualitativamente significativa. Emergono, per antichità, consistenza e caratteri originali – ma con significative differenze di cui si cerca di dare spiegazione alla luce degli eventi storici noti e delle più recenti risultanze archeologiche - gli esemplari delle diocesi di Abellinum, Aeclanum, Beneventum, Nuceria, Salernum. Le attestazioni dell’avvenuta cristianizzazione, rappresentate da numerose iscrizioni con menzione esplicita di membri del clero o di collaboratori alla vita ecclesiale, risultano non precoci ma capillari e spesso di alto livello formale. Nel contributo si analizzano anche le particolarità del formulario, che una volta codificatosi a livello generale in tutto l’Orbis romanus christianus, conosce talora tipizzazioni locali di grande interesse. Il contributo presenta anche alcuni materiali inediti ed un gruppo di iscrizioni già date per perdute e recuperate dall’A. nel corso delle più recenti ricerche, finalizzate alla creazione di due distinti corpora (Inscriptiones Christianae Italiae, septimo saeculo antiquiores – Salernum; Inscriptiones Medii Aevi Italiae (saecula VI- XII) – Campania)
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