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Quodlibet. Il problema della presupposizione nell'ontologia politica di Giorgio Agamben
La riflessione di Giorgio Agamben si è imposta ormai da tempo, nel panorama della filosofia europea, come una delle più penetranti prospettive ontologico-politiche della contemporaneità. Questo testo ne sintetizza con rigore analitico le trame concettuali e il tessuto teoretico, ricostruendone storia, presupposti e simmetrie tematiche con altri grandi maestri del Novecento filosofico, da Heidegger a Benjamin a Deleuze
Attraversare il limite. Per un pensiero della soglia
Il presente lavoro può essere inserito nel trentennale dibattito filosofico sulla globalizzazione sorto in seguito alla dissoluzione dell’URSS. Nel solco di diversi studi pubblicati negli ultimi anni, primo fra i quali Border as Method di Sandro Mezzadra e Brett Neilson, la tesi che si è cercato di sviluppare è che il processo di globalizzazione, avviato con la scoperta delle Americhe e giunto a una decisiva accelerazione con la caduta del Muro di Berlino, non abbia coinciso con un’eliminazione dei limiti quanto, piuttosto, con la loro proliferazione e moltiplicazione, in una parola, con la loro disseminazione. Con i processi globali, i confini sarebbero diventati virtuali, estendendosi su ogni luogo e trasformandolo in un limite in potenza, ossia o nella sede di un attraversamento (autostrade, strade a scorrimento veloce, aeroporti, ferrovie ad alta velocità) o nella sede di un confinamento (Centri di Identificazione ed Espulsione, zone d’attesa, aree turistiche, sobborghi). In tal modo, i luoghi assumerebbero in ogni loro porzione le stesse caratteristiche dei non-luoghi descritti da Marc Augé, decretando una topografia nella quale è impossibile distinguere la realtà della circolazione, del transito e della dislocazione, da quella della sosta, della stanzialità e della localizzazione.
Rispetto alla ricerca di Mezzadra e Neilson, tuttavia, la tesi è stata sviluppata in una prospettiva eminentemente filosofica, attraverso una ricostruzione genealogica della nozione di limite: la storia della filosofia occidentale, nelle sue molteplici e particolari traiettorie, può essere considerata alla luce del complesso rapporto che ha intrattenuto con la questione del limite. Espressioni quali filosofia del limite, concetto limite, situazione limite sono tutt'altro che estranee al lessico filosofico: la determinazione dell'essere rispetto al nulla, delle strutture fondamentali dell'essere umano nel confronto con la sua finitezza, delle categorie logiche e della loro efficacia sul reale, del rapporto tra teoria e prassi, del dominio della conoscenza e dell'esperienza, ha spesso coinciso con un'operazione topologica di separazione e articolazione, spartizione e localizzazione, conseguita nei termini di “dentro” e “fuori”, “interno” ed “esterno”, “inclusione” ed “esclusione”. Ciò nonostante, sembra mancare una trattazione filosofica del limite in quanto tale, in qualità di concetto. Al suo posto, si affermerebbe ovunque una trattazione scientifica del limite, ovvero una trattazione del limite come funtivo, come elemento di una funzione o di una proposizione all'interno di un sistema discorsivo, orientata unicamente alla sua attualizzazione, in altre parole come un dispositivo. A tal riguardo, è possibile constatare l'utilizzo di due diverse modalità del limite: il limite statico e il limite dinamico. Se il limite statico (rappresentabile nella forma o/o) può essere considerato come il segno di una radicale incapacità di raggiungere il “fuori”, intendendo quest'ultimo negativamente rispetto al “dentro”, attraverso una privazione, come il “non-dentro” in cui si perde ogni determinazione, diversamente, il limite dinamico o dialettico (rappresentabile nella forma non-più/non-ancora) si arrischia nel tentativo di cogliere il “non-dentro” all'interno di un continuum temporale, negando e trasgredendo le condizioni della sua esteriorità. Nel primo caso, il limite si configura come l'impensata e intransitabile linea del non, il punto zero che distingue e congiunge, opponendoli, “dentro” e “fuori”; nel secondo caso, come lo iato ineliminabile, lo spazio indefinito e vuoto, l'intervallo sospeso e inafferrabile della doppia negazione in cui la transitorietà diventa permanente, come il non luogo che si apre tra il non-più del “dentro” e il non-ancora del “fuori”.
A partire da questa analisi, si intende avviare un ripensamento concettuale della nozione di limite muovendo da quella sorta di ossessione per i limiti e i confini che ha animato la mentalità italica e, precipuamente, latina. Ci si concentrerà sull’etimologia incerta della parola limes sottolineandone la derivazione dalla limitatio, una pratica giuridico-sacrale di provenienza etrusca, nonché sulla sua parentela con le espressioni finis e terminus. Da queste delucidazioni terminologiche, si procederà con l’approfondimento del culto del dio Terminus e delle feste a lui dedicate, i Terminalia, per soffermarsi sull’esame della leggenda della fondazione di Roma e dell’uccisione di Remo, mettendola in tensione, da un lato, con la sacratio e, dall’altro, con il bellum civile. Nel fare ciò, la bifrontalità della figura del limite presso i romani si verrà a esplicare attraverso il particolare rapporto tra la sanctitas a cui sono sottoposte le mura e lo ius proprio delle porte, che viene a manifestarsi nella funzione della serratura e alla porosità che le compete. Solo alla luce di questo chiarimento del significato dei termini limes, finis e terminus si prenderà in considerazione il processo che, tra il Medioevo e l’epoca Moderna, li ha portati ad assumere un significato sempre più astratto, culminato nel criticismo di Immanuel Kant. È solo con la piena modernità, infatti, che il limite assume la centralità che le è propria all’interno dell’autocomprensione dell’esperienza occidentale del mondo, rivelandosi in qualità di principale operatore del dispositivo topologico, da un lato, attraverso la ragione cartografica che presiederà alla spartizione del globo e alla costituzione degli Stati-nazione; dall’altro, con il criticismo e la sua eredità. Ci si concentrerà, in particolare, su tre diverse tematizzazioni del limite, nella convinzione che il loro studio possa restituire la complessità teoretica del dispositivo topologico: quella indicata da Immanuel Kant; quella sviluppata dall’idealismo di G.W. Friedrich Hegel, successivamente recuperata da Karl Marx nel concetto di mercato mondiale; infine, quella proposta dall’esistenzialismo di Karl Jaspers e che ha avuto un’influenza decisiva sull’ontologia fondamentale di Martin Heidegger.
La paziente ricostruzione delle modalità del limite in quanto dispositivo topologico che agisce attraverso la produzione (analitica e dialettica) di un vuoto di determinazioni, apre la strada alla possibilità di un ripensamento e di una riconcettualizzazione, in vista delle quali sarà opportuno individuare delle strategie alternative alla violazione o, meglio, alla trasgressione di origine remoriana. In particolare, ci si concentrerà sulla nozione di soglia o limen, irriducibile a quella di limite e che sembra venirsi a configurare come una sospensione della limitazione. La strategia che si viene gradualmente ad affermare è quella dell’“assalto al limite”, tratteggiata da Franz Kafka nei suoi diari e nelle sue opere, rielaborazione di uno slancio filosofico e poetico debitore della riflessione di Friedrich Hölderlin, prima, e della scrittura di Robert Walser, poi. Per comprendere, approfondire e sviluppare questa particolare strategia si procederà con lo studio dell’interpretazione offerta, rispettivamente, da Walter Benjamin e Gilles Deleuze, per i quali il concetto di soglia (Schwelle; seuil) acquista esplicitamente un ruolo decisivo. A partire dalle influenze kantiane, platoniche, hölderliniane e kafkiane, presenti nei due autori, la soglia, né dentro né fuori, sembrerebbe essere ancora una volta ciò che risulta, ciò che resta, dall’interruzione della funzione del limite: una zona sia dentro sia fuori, una sorta di illimite spaziale e materiale capace di suggerire una diversa concezione dell’infinito – non dissimile da quella proposta da Giordano Bruno – e una diversa teoria dello spazio. In questo senso, restituire il limite alla filosofia, costruire le condizioni che ne rendano possibile una conoscenza e un'esperienza che non si riduca semplicemente alla sua attualizzazione, significa trasformare il limes in limen, in soglia, situandosi ai margini, alla periferia, revocando la tradizionale separazione e articolazione tra “interno” ed “esterno”. Né “dentro” né “fuori”, la soglia si afferma così come un tertium datur, come una zona di passaggio o di fuga, come una zona di indiscernibilità, transitoria e transitabile, in cui i due elementi, incontrandosi, si de-identificano e si neutralizzano reciprocamente, scoprendosi già sempre coinvolti in un movimento comune, in un divenire-altro, in un campo di instabili tensioni vettoriali e di vibrazioni oscillatorie. In questione è la particolare esperienza dell'esteriorità pura, dell'esser-dentro un fuori, sia dentro sia fuori, che, similmente all'anello di Möbious, nell'iridarsi dei limiti, rivela instancabilmente in ogni superficie interna una superficie esterna e viceversa. Non si tratta di un intervallo indeterminato ma di uno spazio di migrazione concettuale e di tessitura di affetti, linee, concetti, singolarità, flussi, rizomi, vibrazioni. Di un varco capace di indicare un altro modo di abitare
Pólemos. Materiali di filosofia e critica sociale. N.S. (2016). Vol. 2: Che cos'è la teologia politica?
La nuova serie della rivista monografica «Pólemos» continua a proporre la complessità delle più rilevanti linee del pensiero filosofico-politico occidentale, interrogandone la presenza all’interno del dibattito critico contemporaneo. Questo numero offre uno sguardo sulla riflessione contemporanea dedicata al tema della teologia politica, avvalendosi di importanti contributi, tra cui saggi di approfondimento e di critica, conversazioni con rinomati studiosi e recensioni che intendono allargare l’orizzonte dell’indagine sul tema.The journal "Pólemos. Materials of philosophy and social criticism" fosters discussions and analysis on contemporary issues as well as the historical heritage of philosophical tradition. Each issue includes unpublished contributions, translations of original texts and new editions of relevant philosophical essays. The 2016 issue on Political Theology brings together renowned scholars and young researchers, providing an original outlook at the intersection of Political Theory, Economic Theology, Theory of State and Society, and Biopolitics
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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