310,639 research outputs found

    Lo stage e il ruolo del tutor nel nuovo curricolo

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    Un percorso di riprogettazione del curricolo dei corsi dell’Obbligo Formativo non può non coinvolgere in modo attivo il tutor: figura chiave che differenzia e connota i percorsi svolti negli enti di FP. Il ruolo del tutor, nato dalla necessità di dare risposta a situazioni di disagio sociale presenti nei contesti della Formazione, si è via via strutturato come fulcro delle dinamiche d’aula, del setting pedagogico e dell’organizzazione didattica nei corsi di obbligo formativo. Il tutor ricopre un ruolo fondamentale nell’accompagnare gli allievi lungo il percorso formativo, costituisce il fulcro del collegio docenti e, allo stesso tempo, cura i rapporti con le famiglie e i servizi sociali. Se si analizzano le funzioni svolte dal tutor emerge un quadro complesso di attività e relazioni che concorrono a fare di questa figura un punto di riferimento per gli aspetti didattici e organizzativi dei corsi di FP. In continuità con la molteplicità di ruoli che il tutor ricopre questo lavoro di riprogettazione dei corsi di OF ne ha previsto il coinvolgimento in relazione a più funzioni e compiti che egli svolge: • come figura che gestisce e promuove la collegialità e il rapporto con i docenti; • come moltiplicatore delle risorse didattiche nei confronti dei colleghi (in particolare nell’area tecnico professionale); • come figura di coordinamento didattico per i progetti individualizzati • come colui che cura la gestione dello stage e l’accompagnamento dell’allievo in questa importante esperienza formativ

    Laboratori per il sostegno e l’innovazione della didattica on line e mista

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    ll DPCM contro la diffusione dell’infezione COVID-19 ha introdotto misure specifiche di contenimento che hanno inciso profondamente sulle attività didattiche, portando allo svolgimento delle lezioni a distanza. In questo contesto, la didattica online si è rivelata uno strumento indispensabile nella fase emergenziale per assicurare un servizio essenziale per l’Università di Bologna. L’Ateneo - valorizzando il modello della “Formative Educational Evaluation” (Kellaghan e Stufflebeam, 2003; Bondioli, Ferrari, 2004) che contraddistingue la metodologia di base per le proprie strategie di innovazione didattica (Luppi, Benini 2017, Luppi 2018, Balzaretti, Vannini, 2018; Balzaretti, Guglielmi, Luppi, Vannini, 2018).- ha quindi realizzato un’indagine, finalizzata a raccogliere le esperienze dei docenti dell’Università di Bologna per sostenere l’erogazione on line dei propri insegnamenti. L’indagine, condotta attraverso questionario, ha coinvolto 593 docenti di tutte le Aree Scientifico Disciplinari, con le finalità di far emergere lo stato dell’arte e favorire la condivisione di buone pratiche e idee per il sostegno e l’innovazione delle metodologie di insegnamento I dati quantitativi e qualitativi hanno orientato l’ideazione e realizzazione di un ciclo di laboratori formativi finalizzati a sostenere i docenti nell’innovazione della didattica in situazione emergenziale, favorire una prima riflessione per sperimentare e diffondere strategie e metodologie di didattica online, dare vita ad una rete di condivisione delle esperienze nonché effettuare un’analisi del fabbisogno per progettare il successivo piano formativo. In particolare, gli incontri hanno avuto l’obiettivo di contribuire alla condivisione delle esperienze di didattica on line e all’ideazione di nuovi scenari di conduzione applicabili alle aule gestite nella modalità mista sincrona che caratterizzerà la didattica di Unibo nell’a.a. 2020-21: con parte degli studenti in aula e parte collegati da remoto. Sono stati proposti 10 laboratori, suddivisi per ambito disciplinare (5 erogati in due edizioni) condotti da due docenti, di cui un “disciplinarista”. La prima parte degli incontri è stata dedicata alla presentazione e disamina degli esiti dell’indagine delle esperienze di didattica on line, la seconda parte, invece, è stata centrata sulla disamina di un caso di studio volto a presentare ed elaborare nuove strategie per la didattica nel modello misto sincrono. La conduzione era volta a fare emergere punti di forza, difficoltà e soluzioni per sostenere l’erogazione della didattica on line e/o mista. Gli esiti dei laboratori, trasversalmente alle cinque Aree Scientifico Disciplinari, hanno fatto emergere numerosi contributi utili alla progettazione di interventi di supporto all’innovazione didattica nelle prossime fasi della gestione dell’emergenza sanitaria. Nel complesso, lo scambio fra i docenti coinvolti ha permesso di condividere e far emergere perplessità e opportunità connesse alla didattica a distanza. Da un lato, è stato rilevato il timore che la didattica a distanza (anche quando si ritornerà ad un quadro di normalità) possa, in una qualche misura, disincentivare gli studenti a frequentare le lezioni in presenza. Dall’altro, invece, questa modalità è stata interpretata come un’opportunità di innovazione didattica da implementare, in ogni caso, con cautela e all’interno di un disegno progettuale fortemente orientato alla qualità del processo didattico e al raggiungimento di elevati obiettivi di apprendimento nonché come leva per “l’inclusione e diritto allo studio”

    Sviluppare competenze di base nell'area tecnico-professionale

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    Questo lavoro di ricerca-formazione centrato sulla progettazione di strategie didattiche finalizzate a sviluppare insieme competenze di base e competenze tecnico- professionali nasce dalla volontà di valorizzare il carattere professionalizzante dei percorsi di obbligo formativo e sottolineare la necessità di percepire le competenze legate alle discipline dei linguaggi, della matematica, delle scienze, della storia, della geografia, non come contenuti isolati e isolabili dal curricolo di questi corsi, ma come saperi che si intrecciano nella costruzione dell’ampio complesso di competenze che va a formare il bagaglio di sapere, saper fare e saper essere che si vogliono trasmettere agli allievi di questi corsi. Sappiamo, infatti, che ogni ruolo professionale è il risultato di un complesso sistema di conoscenze, competenze e abilità facenti riferimento a più campi di sapere teorico e esperienziale. Per quanto possiamo classificare o suddividere i campi del sapere, dobbiamo riconoscere che, nella maggior parte delle attività che svolgiamo difficilmente utilizziamo isolatamente le conoscenze relative ad una sola disciplina nell’eseguire compiti o risolvere problemi, integriamo concetti e acquisizioni provenienti da ambiti diversi. L’esercizio delle professioni a cui i percorsi di OF formano richiede l’acquisizione di competenze tecnico professionali, di competenze di base e della capacità di integrare le prime con le seconde. Il rapporto fra queste competenze non deve essere concepito in termini di gerarchia, si tratta, piuttosto, di un intreccio che vede le prime funzionali alle seconde e viceversa

    Ricerca e politiche della formazione, a cura di Michele Corsi e Vincenzo Sarracino

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    Recensione del volume “Ricerca pedagogica e politiche della formazione” che raccoglie una parte delle relazioni e dei materiali di studio presentati al Seminario Nazionale della SIPED (Società Italiana di Pedagogia) tenutosi a Caserta nell’ottobre 2009. I saggi raccolti nel volume entrano nel merito del dibattito sulla ricerca pedagogica e delle scienze dell’educazione analizzandone le ricadute o le mancate ricadute a livello politico e interrogandosi, quindi, sul rapporto fra pedagogia e politica. La tematica viene analizzata secondo una molteplicità di approcci e di sguardi che restituiscono la ricchezza del dibattito riuscendo a mantenere una coralità di fondo

    La didattica universitaria in modalità mista sincrona durante la pandemia: esiti di un percorso di valutazione formativa = University teaching and learning in blended synchronous mode during the pandemic: results of a formative educational evaluation process

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    In questo contributo vengono presentati alcuni dati che l’Università di Bologna ha raccolto nell’ambito delle azioni intraprese per sostenere la qualità e l’innovazione della didattica durante l’emergenza pandemica. La rilevazione si colloca all’interno di un più ampio progetto per l’Innovazione didattica messo in atto dall’Ateneo bolognese, che si ispira alla Formative Educational Evaluation (Kellaghan e Stufflebeam, 2003; Bondioli, Ferrari, 2004). Si tratta di un percorso caratterizzato da azioni circolari di valutazione, analisi, riflessione, formazione e riprogettazione, basato sulla ricerca e, in particolare, sulla valutazione intesa in senso formativo. In questo contributo vengono presentati e discussi gli esiti di un questionario somministrato agli studenti a poche settimane dall’avvio della didattica in modalità mista sincrona, all’inizio dell’anno accademico 2020-21, che si pone in continuità con un’analoga rilevazione effettuata poco dopo lo scoppio della pandemia e il trasferimento online di tutta l’offerta didattica dell’Università (Luppi, Freo, Ricci, Gueglio, 2020). Gli esiti del questionario hanno permesso di offrire un feedback ai docenti e di orientare i percorsi formativi dedicati al sostegno delle pratiche di innovazione didattica durante la situazione emergenziale

    Biografie linguistiche. Esempi di linguistica applicata. M2

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    Negli ultimi anni, nella linguistica applicata gli approcci autobiografici sono diventati sempre più rilevanti e numerosi, nonché differenziati per quanto riguarda la metodologia. Tutti i contributi raccolti nel volume Biografie linguistiche. Esempi di linguistica applicata hanno in comune un focus sulle biografie linguistiche secondo differenti prospettive metodologiche: un primo gruppo di articoli è incentrato sulla ricostruzione soggettiva di eventi, sia di rilevanza storico-sociale collettiva (Farina, Negri) sia individuale (Anđus), mentre altri contributi esaminano il ruolo delle biografie linguistiche nella didattica delle lingue straniere (Querci/Nissen), e affrontano l’interpretazione dei colori nella rappresentazione del repertorio linguistico (Cogorni/Thüne

    I dati sulla frequenza e gli esiti finali degli allievi

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    Il presente capitolo è dedicato alla rilevazione dei dati relativi alle frequenze e agli esiti degli allievi OFI lungo i due anni del percorso. Si tratta di informazioni interessanti che ci consentono di monitorare il progresso degli allievi sia dal punto di vista dei risultati scolastici sia della presenza in aula. Risultati insoddisfacenti e numeri elevati di assenze sono, infatti, i primi indicatori di una situazione di disagio che, se non riconosciuta e affrontata, rischia di sfociare nell’abbandono della scuola. Oltre a valutare l’andamento dell’OFI in termini di profitto questi dati consentono di riflettere sulle situazioni a rischio di abbandono, con lo scopo di prevenire la dispersione scolastica, che spesso caratterizza i percorsi dell’istruzione professionale. E’ importante che i Consigli di classe considerino i registri non solo oggetti di adempimento burocratico ma, soprattutto, strumenti che consentono di raccogliere e condividere dati e informazioni sui singoli allievi e sulla classe nel complesso. Solo un attento controllo delle assenze e del profitto degli allievi consente, infatti, di riconoscere le situazioni a rischio ed intervenire in supporto agli allievi in difficoltà affinché non si verifichino abbandoni. Al termine del monitoraggio una lettura a posteriori di assenze, ritiri, abbandoni e esiti finali ci consente di focalizzare l’attenzione sulle classi OFI nel corso del biennio, potendo cogliere e riflettere su alcuni degli aspetti più rilevanti della vita scolastica di questi allievi

    Pedagogia e terza età

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    L’ambito dell’educazione e della formazione per la terza età sta diventando sempre più ricco e diversificato. La nostra società invecchia e invecchia bene, gli anziani di oggi sono soggetti attivi che, per molti anni, vivono una condizione di “giovani anziani” svolgendo molte attività per impiegare in modo proficuo il tempo libero della pensione. Questi “nuovi discenti” e “nuovi contesti” costituiscono una sfida per le Scienze dell’Educazione e richiedono alla Pedagogia di riflettere sulle occasioni educativo-formative per la terza età, favorirle, valorizzarle, con l’obiettivo di garantire agli anziani un ruolo attivo nel panorama di una società che apprende. Come si possa garantire il diritto alla cittadinanza nella terza età attraverso l’educazione, quale modello di insegnamento e apprendimento sia più adatto, utile ed efficace per i discenti anziani, come si possano favorire, attraverso l’educazione, esperienze multigenerazionali; queste sono alcune delle questioni su cui basare una riflessione educativa per la terza età
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