323,929 research outputs found

    Relations phenetique des populations iberomaurusiennes de l'Afrique du Nord avec celles de la fin du Pléistocène-début de l'Holocène en Eurasie.

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    Coppa A., Candilio F., Lucci M., Mehdi M., Oujaa A., Petrone P.P., Roudesli-Chebbi S., Vargiu R. 2009. Relations phenetique des populations iberomaurusiennes de l'Afrique du Nord avec celles de la fin du Pléistocène-début de l'Holocène en Eurasie. Société d'Anthropologie de Paris 3rd Jubilee International Congress, Paris 26 - 30 janvier 2009. Bulletins et Mémoires de la Société d’Anthropologie de Paris, n.s., t. 20, 2008

    I Gessi di Monte Mauro: temi gestionali

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    L’articolo tratteggia temi e problemi gestionali dei Gessi di Monte Mauro. L’analisi prende in rassegna i primi progetti conservazionistici inerenti l’area, per poi passare agli ultimi decenni, alla nascita del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola (2005), alla situazione odierna e infine alle prospettive future. In particolare, la ricostruzione dapprima della locale Pieve di S. Maria in Tiberiaci e poi della relativa canonica, avvenute a partire dagli anni Novanta, sono oggetto di una approfondita discussione critica

    La pianta della rocca di Monte Mauro di Giacomo Tassinari (1875). Georeferenziazione e verifica sul campo delle emergenze a quasi 150 anni di distanza

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    L’articolo riesamina una pianta della Rocca di Monte Mauro edita solo recentemente (Piastra 2010), opera del naturalista e archeologo Giacomo Tassinari (1812-1900) e datata 1875. La carta è stata georeferenziata sia su Carte Tecniche Regionali sia su ortoimmagini satellitari: ciò ha permesso da un lato il riconoscimento del suo evidente grado di approssimazione, probabilmente frutto di un rilievo non strumentale, attuato col solo ausilio di bussola e cordelle metriche; dall’altro, l’operazione ha reso possibile una serie di sopralluoghi sul terreno al fine di controllare se oggi, a quasi centocinquant’anni di distanza, alcune strutture minori mappate da Tassinari fossero tuttora esistenti o meno. Tali ricerche hanno portato in alcuni casi all’individuazione di evidenze materiali, precedentemente ignote, di seguito discusse preliminarmente

    Le attività estrattive del gesso nell’area romagnola

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    analisi storica dell'estrazione del gesso e suo impatto sull'ambiente in Romagn

    I Gessi di Tossignano. Studio multidisciplinare di un’area carsica nella Vena del Gesso romagnola

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    Volume interdisciplinare dedicato ai Gessi di Tossignano, settore occidentale della Vena del Gesso romagnol

    Communities and landscape(s) of North-eastern Apulia during the 2nd millennium BC

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    Northern Apulia is composed of a highly diversified palimpsest of landscapes, from the dynamic ecosystems of the coastal and wet areas to the uplands and rough mountain valleys. These diverse ecozones have yielded dozens of archaeological sites dating to the 2nd millennium BC: some can be characterised by but a small amount of finds, generally pottery fragments, indicating short and/or sporadic occupation of a location, others are extraordinary structures with a large number of archaeological finds (for example, at Torre Mileto or Coppa Nevigata), witnessing long-lasting occupation of the same physical place. Diverse communities interacted with one another and across various environments, producing multi-layered political relationships and human-environment interactions. This study discusses possible scenarios of human-landscape(s) interaction and political relationships between different communities throughout the 2nd millennium BC in North-eastern Apulia, by visualising and analysing a dataset composed of archaeological sites known from available literature and web sources

    Evoluzione speleogenetica del sistema carsico del Re Tiberio (Vena del Gesso Romagnola)

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    Se l’esplorazione dei fenomeni carsici profondi di Monte Tondo (Vena del Gesso Romagnola) può dirsi praticamente conclusa, poco invece è stato fatto per definirne globalmente l’evoluzione speleogenetica nel tempo. La presenza di alcuni livelli suborizzontali ben sviluppati, non solo all’interno della Grotta del Re Tiberio, ma anche in molte altre cavità facenti parte dello stesso sistema, ha permesso, per la prima volta, di tentare la correlazione di questi livelli con i terrazzi fluviali della valle del Senio (corrispondenti ai livelli di base carsici del periodo) e quindi di definire a grandi linee l’evoluzione temporale di questo carsico, che, se si tralasciano i piccoli e rari fenomeni intramessiniani, è di gran lunga con i suoi oltre 150.000 anni, la più antica cavità nei gessi dell’Emilia Romagna. Lo studio ha permesso anche di evidenziare come, nelle grotte in gesso, la velocità di adattamento delle forme carsiche ipogee alle variazioni climatiche esterne sia molto rapido e in particolare le gallerie antigravitative si possano correlare con i periodi di aggradazione dei terrazzi nel periodo immediatamente successivo ad una fase fredda, di cui quindi possono essere considerati degli indicatori
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