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    Blut und Männlichkeit. La metafora del sangue nella cultura tedesca

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    Da uno a infinito. Un'introduzione

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    Politica e magistratura nella biografia di Carlo Lozzi, magistrato postunitario

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    Il saggio si concentra sulla figura del magistrato Carlo Lozzi, quale tipico rappresentante della prima generazione di magistrati all’indomani dell’unità d’Italia. Dopo aver tratteggiato la situazione del sistema giudiziario in quel periodo, ci si sofferma sulla vicenda professionale del giudice Carlo Lozzi tentando così di comprendere le concrete modalità di svolgimento della carriera e del lavoro giudiziario dei magistrati della sua epoca. Lozzi fu anche protagonista di un grave conflitto con la politica che provocò il suo allontanamento dal corpo giudiziario, nell’ambito però del rispetto di alcune regole formali. The essay focuses on the figure of Carlo Lozzi as a typical representative of a magistrate of the first generation of judges in the aftermath of the unification of Italy. After describing the situation of the judiciary at that time, I focus on the professional career of Lozzi so trying to understand how judicial power worked in practice in his era. He was also involved in a serious conflict with the politics that led to his dismissal from the judiciary, however, in respect of some formal rules

    Antigone e le altre. Figure mitiche al femminile nei saggi di Margarete Susman

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    In Margarete Susman’s theoretical and political essays and studies, classical and mythological figures such as Antigone, Pythia, Diotima and Undine become symbols for women’s situation as well as the broader cultural, political and social sphere. The connection between these mythological themes and the intimate, spiritual and intellectual evolution of the author herself signals the originality of her work in women’s studies in general, in women’s literature theory and in mythological studies. This article aims to illustrate the symbolic reading of female mythical figures in Margarete Susman’s writings, also focusing on the connection between mythos and the cultural importance of the maternal function. The icons of the feminine are also objects of Margarete Susman’s writing, addressing questions about the connection of religious attitudes and socio-cultural determined thought

    Der Mythos Rom am Beispiel von Ingeborg Bachmann

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    Nel saggio si descrive ruolo del mito di Roma nell'opera di Ingeborg Bachmann

    Prefazione

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    La Prefazione propone una presentazione delle principali caratteristiche e dell'articolazione degli studi raccolti insieme nel volume dedicato a omaggiare la carriera accademica di Maria Elena Ruggerini

    Margarete Susman e i saggi sul femminile

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    Margarete Susman (1872-1966), figura di rilievo della cultura di lingua tedesca, \ue8 stata saggista, Kulturtheoretikerin, filosofa, poetessa e pittrice. La sua vasta produzione – pressoch\ue9 sconosciuta in Italia – affronta diverse tematiche: dalla critica letteraria al dialogo interreligioso, dallo studio del Romanticismo ai ritratti di grandi personalit\ue0 del passato e del suo tempo. Questo libro indaga il ‘femminile’ in Susman sotto due punti di vista: da una prospettiva formale, descrive il percorso di una scrittrice che, dai primi anni del Novecento, si muove tra la poesia e il saggio, passando per il confronto con la cultura epistolare; da una prospettiva tematica, prende in esame i saggi in cui Susman si occupa della differenza sessuale e del rapporto tra il ‘maschile’ e il ‘femminile’

    Le miniature romane di Marie Luise Kaschnitz

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    Taking Marie Luise Kaschnitz’s predilection for the short form as a starting point (Das dicke Kind, 1952) the paper aims at analyzing, with particular attention to the formal dimension, some extracts from Engelsbrücke. Römische Betrachtungen (1955), which, due to their brevity and their formal characteristics resemble more the flash fiction style than the classical travel descriptions. From the mixture of fiction and topographic description a form is delineated, which can easily defined “miniature” and shows the talent of Kaschnitz both in her lyrical and narrative approach. A partir de la predilección de Marie Luise Kaschnitz por el relato breve (Das dicke Kind, 1952), este trabajo se propone llevar a cabo un análisis formal de algunos pasos de la colección de reflexiones romanas que la escritora titula Engelsbrücke. Römische Betrachtungen (1955). En sus "miradas sobre Roma", Kaschnitz junta la topografía de Roma con unas imágenes narrativas que, por su brevedad e intensidad, remiten al relato breve. De la fusión entre narración e imagen topográfica nacen unas inéditas formas breves en prosa que definiremos "miniaturas" en las cuales Kaschnitz demuestra su habilidad de narradora y poeta.Partendo dalla predilezione di Marie Luise Kaschnitz per il racconto breve (Das dicke Kind, 1952), il contributo si propone di analizzare, su un piano formale, alcuni estratti dalla raccolta di riflessioni romane che la scrittrice intitola Engelsbrücke. Römische Betrachtungen (1955). Nei suoi “sguardi su Roma” Kaschnitz unisce la topografia di Roma a delle immagini narrative che, per brevità e intensità, rimandano al racconto breve piuttosto che alla narrativa di viaggio. Dalla fusione tra narrazione e immagine topografica nascono delle brevi forme prosastiche inedite, che definiremo “miniature”, nelle quali Kaschnitz mostra la propria abilità di narratrice e di poetessa.   &nbsp
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