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    I Longobardi: dalla caduta dell'Impero all'alba dell'Italia

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    Catalogo della grande mostra (Torino - Novalesa 28 settembre 2007 - 6 gennaio 2008) curata da Gian Pietro Brogiolo e Alexandra Chavarria, che ha avuto 80.000 visitatori. Indice del volume: 1. I Longobardi all'alba dell'Italia dalla caduta dell'Impero romano agli stati romano-barbarici, G.P. BROGIOLO – 2. Dagli imperatori ai re barbari: simboli e rappresentazione del potere, J. ARCE – 3. I Longobardi: storia di un popolo e di un regno, P. DELOGU – 4. Longobardi a Torino, G. SERGI – 5. L'aristocrazia in Occidente tra il 400 e il 700, W. LIEBESCHUETZ – 6. L'ascesa dei vescovi nella Tarda Antichità, W. LIEBESCHUETZ – 7. Sabino di Canosa, vescovo e costruttore di chiese nel VI secolo, G. VOLPE – 8. Dalle residenze tardoantiche alle capanne altomedievali: vivere in città e in campagna Ira Ve VII secolo A. CHAVARRIA ARNAU – 9. Gli insediamenti: le tecniche costruttive dalla fine 255 dell'Impero al regno longobardo, A. CAGNANA – 10. Villaggi nell'età delle migrazioni, M. VALENTI – 11. Fortificazioni e militarizzazione della società: un lungo processo, G.P. BROGIOLO – 12. Mondo funerario, L. PAROLI – 13. La scrittura esposta e la società altomedievale: verifica di una possibile relazione, F. DE RUBEIS – 14. Il Veneto tra Ostrogoti e Longobardi, E. POSSENTI – 15. Il mondo funerario: le necropoli longobarde in Lombardia, P.M. DE MARCHI – 16. Affari di famiglia in età longobarda. Aree sepolcrali e corredi nella necropoli di Santo Stefano a Cividale del Friuli, I. BARBIERA – 17. Il Piemonte tra Ostrogoti e Longobardi, L. PEJRANI BARICCO – 18. "Era già quasi re di tutta Italia": uso politico e memoria dei Longobardi dai Visconti al Settecento, M. IBSEN – 19. "Unus populus effecti sunt"? La questione longobarda dall'illuminismo al Romanticismo, M. IBSEN – 20. La falsa sepoltura di Teodolinda e Agilulfo, C. La Rocca - 21. Novalesa, abbazia dei Santi Pietro e Andrea , G. CANTINO WATAGHIN – 22. La scultura in Italia settentrionale tra VI e VIII secolo, M. IBSEN

    Sums of element orders in groups of order 2m with m odd

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    If G is a finite group, then psi(G) denotes the sum of orders of all elements of G and if k is a positive integer, then C_k denotes a cyclic group of order k. Moreover, psi(C_k) will be sometimes denoted by psi(k). In this paper we deal with groups of order n = 2m with m odd. Our main results are the following two theorems: Theorem 1. Let G be a non-cyclic group of order n = 2m, with m an odd integer. Then psi(G) is less or equal to 13/21 psi (Cn). Moreover, psi(G) = 13/21 psi (Cn) if and only if G = S_3xC_(n/6), where n = 6m_1 with (m_1, 6) = 1 and S_3 is the symmetric group on three letters. Theorem 2. Let Dn be the set of non-cyclic groups of the fixed order n = 2m, where m is an odd integer, and suppose that m = p_1^(a_1) p_2^(a_2)... p_t^(a_t), where p_i are distinct primes and a_i are positive integers for all i. If G is in Dn, then psi(G) is less or equal to (1/3 + 2l /3psi (l))psi (Cn), where l = min{p_i^(a_i) , i in {1,.., t}}. Moreover, G in D_n satisfies psi(G) = ( 1/3 + 2l3 (l) psi (Cn) if and only if G = D_2l x C_n/2l, where D_2l is the dihedral group of order 2l

    Groups with boundedly many commutator of maximal order

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    By a result of Cocke and Venkataraman we know that if G is a group with at most m elements of maximal order, then is m-bounded. In this paper we consider the following related setting. Suppose G is a group with at most m commutators whose order is maximal among all commutators. What can we say about the structure of the group G

    Parametric Comparison and Language Taxonomy

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    It is still a widely held opinion that the contribution of formal syntactic theories to modern linguistics is essentially focused on synchronic generalizations and that it does not extend to the most classical problems of the historical paradigm. Such a belief is beginning to fade away as a consequence of increased work in diachronic syntax (e.g.: Roberts 1993a, the contributions contained in Kemenade and Vincent 1997, Lightfoot 1999, Longobardi 2001b among others). In this work we will argue that the generative theory of syntactic parameters might interestingly renovate another stronghold of the historical study of language, phylogenetic taxonomy, and undermine the Humboldtian received distinction between the latter and grammatical typology

    South by Southeast

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    This article argues for the relevance of parametric syntax in the contrastive analysis and historical classification of varieties that are closely intertwined geographically, genealogically and sociolinguistically. We show that Longobardi and Guardiano’s (2009) Parametric Comparison Method, already successfully applied to the macroclassification of a number of scattered Indo-European languages (Longobardi et al 2013), can analyze microvariation equally successfully, when appropriately enhanced with few parameters specific to this kind of resolution. Just departing from the nominal syntactic database used for the core Indo-European languages and improving on it, the nominal syntax of several contemporary Romance and Greek varieties could be revealingly analyzed. On this basis, we are able to move on toward sketching a reliable picture of the history and the geocultural factors that shaped linguistic diversity in the South-Central and East Mediterranean up to the Black Sea. The whole analysis attempts to lay down some grounding problems, tools, and hypotheses for a novel quantitative framework in the study of syntactic dialectology

    Less is more green

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    In un contesto che tende a considerare la sostenibilità , in modo più o meno conscio, quale semplice aggettivazione piuttosto che elemento significante del progetto, questo lavoro si prefigge lo scopo di individuare un metodo in grado di adattarsi alle problematiche introdotte dal nuovo paradigma. La dissertazione oltre a dare una struttura teorica al rapporto tra minimo e sostenibilità, mira all'individuazione di una serie di modelli operativi e azioni progettuali tali da affrontare il problema della progettazione sostenibile nelle sue diverse declinazioni. “Less is more green”, lo slogan che dà il titolo allo studio, sintetizza una metodologia, quella del minimalismo sostenibile, nella quale il ricorso al concetto di minimo non è legato solo alla dimensione ecologica, ma ha radici più profonde che risiedono nella ricerca di significato all'interno di una complessità il cui aumento esponenziale rischia di trasformarsi da ricchezza in inutile e dannosa ridondanza. Il concetto di riferimento è quello di minimo inteso non nella sua accezione semplicistica, come mera riduzione delle caratteristiche esteriori, ma nella sua accezione più profonda come metodo che attraverso la tensione all’essenzialità permette la gestione della complessità. In ambito progettuale questo si traduce in una“ricerca dell’essenzialità intesa come razionalizzazione del progetto, atta a ridurre ed eliminare gli elementi superflui, tanto fisico-linguistici quanto spaziali-dimensionali, rispetto alle necessità che danno efficacia all’opera”. Un approccio al progetto che si basa sulla riduzione come tecnica e ricorre alla nozione di minimo per definire le componenti dell’essenzialità. Si tratta di una tendenza transdisciplinare la cui ricaduta architettonica non rappresenta solo la riduzione al minimo dei tratti formali, ma il segnale di un’aspirazione profonda all’indagine sul significato delle cose

    Architettura della libertà e del controllo. Un concetto carcerario basato sulle nozioni di territorialità e privacy

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    Dopo aver inquadrato la crisi carceraria italiana odierna, l’elaborato affronta una ricostruzione storica che, con una scrittura densa e interessanti illustrazioni, ripercorre i modelli carcerari dal carcere Mamertino a Roma fino a più recenti sviluppi. Lo scopo è creare una indispensabile cornice per un tema così rilevante. In particolare, colpisce l’esperienza di Giovanni Michelucci a Firenze e la ricerca di riformismo del sistema delle carceri proposto da Sergio Lenci a Roma che come si sa fu vittima di un attentato, solo per caso non mortale, compiuto da Prima Linea nel 1980. Nella seconda parte l’attenzione viene rivolta alle ricerche in campo neurologico e psicosociale grazie alle quali è possibile dare un’accezione concreta ai termini di “libertà” e di “controllo” in relazione ai concetti di piano percettivo e piano operativo che costituirono il paradigma di interpretazione ambientale portato in evidenza da Jakob von Uexküll. Si tratta di un approccio originale quando applicato al campo spaziale architettonico e carcerario in particolare. In questa chiave la libertà e il controllo vengono mostrate quali facce diverse della medesima medaglia, laddove il controllo è inteso in maniera costruttiva quale abilità di influenzare la probabilità di occorrenza di un potenziale risultato auspicato, cioè capacità di autodeterminazione in un ambiente. Queste osservazioni e i relativi costrutti teorici convergono a stabilire nella Terza parte otto categorie di territorialità che costituiscono diverse manifestazioni concrete di ambiti relazionali articolati lungo il gradiente di privacy, che può essere esperito all’interno di un sistema ambientale e architettonico. Questa interpretazione topologica tende al superamento delle istanze funzionalistiche che tradizionalmente definiscono la realtà carceraria, la problematica viene riportata all’interno della comprensione delle caratteristiche dei diversi spazi, che deve trovare espressione già nella conformazione architettonica del progetto delle carceri affinché si possa dimostrare effettiva. Questa parte, di estremo interesse sia scientifico che progettuale rappresenta il centro della dissertazione. Dieci casi studio di architettura carceraria contemporanea per più di un aspetto esemplari, vengono analizzati sia in funzione delle qualità compositive e materiali sia in merito alle categorie di privacy identificate in precedenza. Attraverso l’analisi di ciascuno esempio è verificata l’articolazione interna, i rapporti tra interno ed esterno, la strutturazione di spazi orientati all’attività lavorativa, alla socializzazione e agli affetti, mentre la cella viene a costituire il momento del pernottamento o del temporaneo raccoglimento personale. Dal punto di vista teorico e dei riferimenti il candidato fa tesoro di molteplici apporti come quelli computazionali-topologici della Space Syntax Analysis, sviluppati originariamente dalla Bartlett School of Architecture e qui per la prima volta utilizzati in maniera sistematica per verificare la struttura interna delle prigioni contemporanee, ma anche gli studi sul tema del controllo nel campo della progettazione residenziale svolti dal proprio tutor in “Progettare la residenza” oltre al lavoro del citato Uexküll. Il contributo di Gabriele Stancato al Corso di dottorato di ricerca come esplicitato in questa dissertazione

    SHORT RANK-METRIC CODES AND SCATTERED SUBSPACES

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    By exploiting the connection between scattered Fq-subspaces of F3q m and minimal nondegenerate 3-dimensional rank-metric codes of Fnq m, n ≥q m + 2, described in [G. N. Alfarano et al., J. Combin. Theory Ser. A, 192 (2022), 105658], we will exhibit a new class of codes with parameters [m+ 2, 3,m 2]qm/q for infinite values of q and m ≥q 5 odd. Moreover, by studying the geometric structures of these scattered subspaces, we determine the rank weight distribution of the associated codes

    A small doubling structure theorem in a Baumslag-Solitar group

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    Let G denote an arbitrary group. If X is a subset of G, we define its square X^2 by X^2 = {ab | a, b ∈ X}. This paper deals with the following type of problems. Let X be a finite subset of a group G. Determine the structure of X if the following inequality holds: |X^2| ≤ α|X| + β for some small α ≥ 1 and small |β|. Such problems are called inverse problems of small doubling type. We solve a general inverse problem of small doubling type in a monoid, which is a subset of the Baumslag–Solitar group BS(1, 2). Here the Baumslag-Solitar groups BS(m, n) are two-generated groups with one relation, which are defined as follows: BS(m, n) = , where m and n are integers
    corecore