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Less is more green
In un contesto che tende a considerare la sostenibilità , in modo più o meno conscio, quale semplice aggettivazione piuttosto che elemento significante del progetto, questo lavoro si prefigge lo scopo di individuare un metodo in grado di adattarsi alle problematiche introdotte dal nuovo paradigma.
La dissertazione oltre a dare una struttura teorica al rapporto tra minimo e sostenibilità, mira all'individuazione di una serie di modelli operativi e azioni progettuali tali da affrontare il problema della progettazione sostenibile nelle sue diverse declinazioni. “Less is more green”, lo slogan che dà il titolo allo studio, sintetizza una metodologia, quella del minimalismo sostenibile, nella quale il ricorso al concetto di minimo non è legato solo alla dimensione ecologica, ma ha radici più profonde che risiedono nella ricerca di significato all'interno di una complessità il cui aumento esponenziale rischia di trasformarsi da ricchezza in inutile e dannosa ridondanza. Il concetto di riferimento è quello di minimo inteso non nella sua accezione semplicistica, come mera riduzione delle caratteristiche esteriori, ma nella sua accezione più profonda come metodo che attraverso la tensione all’essenzialità permette la gestione della complessità.
In ambito progettuale questo si traduce in una“ricerca dell’essenzialità intesa come razionalizzazione del progetto, atta a ridurre ed eliminare gli elementi superflui, tanto fisico-linguistici quanto spaziali-dimensionali, rispetto alle necessità che danno efficacia all’opera”.
Un approccio al progetto che si basa sulla riduzione come tecnica e ricorre alla nozione di minimo per definire le componenti dell’essenzialità.
Si tratta di una tendenza transdisciplinare la cui ricaduta architettonica non rappresenta solo la riduzione al minimo dei tratti formali, ma il segnale di un’aspirazione profonda all’indagine sul significato delle cose
Architettura della libertà e del controllo. Un concetto carcerario basato sulle nozioni di territorialità e privacy
Dopo aver inquadrato la crisi carceraria italiana odierna, l’elaborato affronta una ricostruzione storica che, con una scrittura densa e interessanti illustrazioni, ripercorre i modelli carcerari dal carcere Mamertino a Roma fino a più recenti sviluppi. Lo scopo è creare una indispensabile cornice per un tema così rilevante. In particolare, colpisce l’esperienza di Giovanni Michelucci a Firenze e la ricerca di riformismo del sistema delle carceri proposto da Sergio Lenci a Roma che come si sa fu vittima di un attentato, solo per caso non mortale, compiuto da Prima Linea nel 1980. Nella seconda parte l’attenzione viene rivolta alle ricerche in campo neurologico e psicosociale grazie alle quali è possibile dare un’accezione concreta ai termini di “libertà” e di “controllo” in relazione ai concetti di piano percettivo e piano operativo che costituirono il paradigma di interpretazione ambientale portato in evidenza da Jakob von Uexküll. Si tratta di un approccio originale quando applicato al campo spaziale architettonico e carcerario in particolare. In questa chiave la libertà e il controllo vengono mostrate quali facce diverse della medesima medaglia, laddove il controllo è inteso in maniera costruttiva quale abilità di influenzare la probabilità di occorrenza di un potenziale risultato auspicato, cioè capacità di autodeterminazione in un ambiente. Queste osservazioni e i relativi costrutti teorici convergono a stabilire nella Terza parte otto categorie di territorialità che costituiscono diverse manifestazioni concrete di ambiti relazionali articolati lungo il gradiente di privacy, che può essere esperito all’interno di un sistema ambientale e architettonico. Questa interpretazione topologica tende al superamento delle istanze funzionalistiche che tradizionalmente definiscono la realtà carceraria, la problematica viene riportata all’interno della comprensione delle caratteristiche dei diversi spazi, che deve trovare espressione già nella conformazione architettonica del progetto delle carceri affinché si possa dimostrare effettiva. Questa parte, di estremo interesse sia scientifico che progettuale rappresenta il centro della dissertazione. Dieci casi studio di architettura carceraria contemporanea per più di un aspetto esemplari, vengono analizzati sia in funzione delle qualità compositive e materiali sia in merito alle categorie di privacy identificate in precedenza. Attraverso l’analisi di ciascuno esempio è verificata l’articolazione interna, i rapporti tra interno ed esterno, la strutturazione di spazi orientati all’attività lavorativa, alla socializzazione e agli affetti, mentre la cella viene a costituire il momento del pernottamento o del temporaneo raccoglimento personale. Dal punto di vista teorico e dei riferimenti il candidato fa tesoro di molteplici apporti come quelli computazionali-topologici della Space Syntax Analysis, sviluppati originariamente dalla Bartlett School of Architecture e qui per la prima volta utilizzati in maniera sistematica per verificare la struttura interna delle prigioni contemporanee, ma anche gli studi sul tema del controllo nel campo della progettazione residenziale svolti dal proprio tutor in “Progettare la residenza” oltre al lavoro del citato Uexküll. Il contributo di Gabriele Stancato al Corso di dottorato di ricerca come esplicitato in questa dissertazione
A unified formulation of entropy and its application
In this paper, a general formulation of entropy is proposed. It depends on two parameters and includes Shannon, Tsallis and fractional entropy, all as special cases. This measure of information is referred to as fractional Tsallis entropy and some of its properties are then studied. Furthermore, the corresponding entropy in the context of Dempster–Shafer theory of evidence is proposed and referred to as fractional version of Tsallis–Deng entropy. Finally, an application to two classification problems is presented
On the role of dependence in residual lifetimes
Consider (X,Y) describing the failure times of two non-indep. components of a system. Assuming that the first component has survived up to a given time t, X>t, we define the corresponding residual lifetime under different assumptions on the failure of the second component, having lifetime Y. In particular, we observe that the second component has not failed before a time s, (maybe different from t), thus the conditioned residual lifetime X*_t=[X-t| X>t, Y>s] is considered, or one cannot observe Y, and in this case the conditioned residual lifetime X_t=[X-t| X>t] has to be studied. This note deals with conditions on the survival copula of (X,Y) such that X*_t and X_t are comparable according to the main stochastic orders
Some improvements on generalized reversed aging intensity functions
Recently, the generalized reversed aging intensity functions have been studied in the literature revealing to be a tool to characterize distributions, under suitable conditions. In this paper, some improvements on these functions are given and the relation between two cumulative distribution functions leading to the same generalization is studied. In particular, a link with the two-parameters Weibull distributions is found and a new stochastic order is defined in terms of the generalized reversed aging intensity. This order is strictly related to the definition of extropy, that is the dual measure of entropy, and some connections with well-known stochastic orders are analyzed. Finally, the possibility of introducing the concept of generalized aging intensity is studied also in terms of cumulative distribution functions with non-positive support
On Tsallis extropy with an application to pattern recognition
Recently, a new measure of information called extropy has been introduced by Lad, Sanfilippo and Agrò as the dual version of Shannon entropy. In the literature, Tsallis introduced a measure for a discrete random variable, named Tsallis entropy, as a generalization of Boltzmann–Gibbs statistics. In this work, a new measure of discrimination, called Tsallis extropy, is introduced and some of its properties are then discussed. The relation between Tsallis extropy and entropy is given and some bounds are also presented. Finally, an application of this extropy to pattern recognition is demonstrated
On Cumulative Entropies in Terms of Moments of Order Statistics
In this paper, relations between some kinds of cumulative entropies and moments of order statistics are established. By using some characterizations and the symmetry of a non-negative and absolutely continuous random variable X, lower and upper bounds for entropies are obtained and illustrative examples are given. By the relations with the moments of order statistics, a method is shown to compute an estimate of cumulative entropies and an application to testing whether data are exponentially distributed is outlined
On weighted residual and past entropies
We consider a "length-biased" shift-dependent information measure, related to the differential entropy in which higher weight is assigned to large values of observed random variables. This allows us to introduce the notions of "weighted residual entropy" and "weighted past entropy", that are suitable to describe dynamic information of random lifetimes, in analogy with the entropies of residual and past lifetimes introduced in [9] and [6], respectively. The obtained results include their behaviors under monotonic transformations
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