1,721,039 research outputs found

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used

    Differenti asimmetrie espressivo-facciali nell’esibizione del sorriso nei neonati a termine e pretermine a 40 settimane di età postconcezionale

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    Introduzione Sulla base di numerosi studi longitudinali pubblicati negli ultimi anni, la nascita prematura può essere considerata oggi uno tra i possibili fattori di rischio per i disturbi di natura affettiva sia in età scolare sia nell’età adulta. Alcune differenze tra bambini nati a termine e pretermine sono state messe in evidenza molto precocemente, indagando, in particolare, le modalità comunicative e l’espressività emozionale nel contesto dell’interazione madre-bambino. I pretermine sono stati descritti come meno espressivi, in particolare attraverso il canale comunicativo facciale, e quindi più difficilmente interpretabili nel corso del primo anno di vita (Goldberg, Brachfeld, & Di Vitto, 1980; McGehee & Eckerman, 1983). Inoltre, i nati pretermine durante l’interazione madre-bambino mostrano, perlomeno tra i 4 e i 10 mesi, un minor numero di emozioni positive (Crnic, Ragozin, Greenberg, Robinson, & Basham, 1983) e un maggior numero di emozioni negative rispetto ai nati a termine (Crnic et al., 1983; Field, 1982; Malatesta, Culver, Tesman, & Shepard, 1989) oltre ad essere spesso caratterizzati da un temperamento difficile (Crnic et al 83; Goldberg, 1978; Goldberg, et al., 1980; Ungerer & Sigman, 1983). Queste differenze possono essere consistenti nel corso del primo anno di vita e scomparire poco dopo, ma possono persistere ed essere rilevabili anche in età scolare (Fava Vizziello, Bottos, & Zorzi, 1992; Hansen, Dinesen, Hoff, & Greisen, 2002; Tideman, Nilsson, Smith, & Stjernqvist, 2002). L’obiettivo della presente ricerca è stato indagare se le differenze nell’espressività emozionale dei nati a termine e pretermine registrate nel corso del primo anno di vita siano già rilevabili nel periodo neonatale. Ci siamo chiesti, in particolare, se esistono già delle differenze qualitative e/o quantitative nelle manifestazioni precoci del sorriso, mettendo a confronto due gruppi di neonati della stessa età postconcezionale (40 settimane): il primo nato a termine, il secondo pretermine. Il gruppo di neonati pretermine era composto da bambini sani, e di peso appropriato alla nascita per l’età gestazionale (AGA). Metodo Per la rilevazione e la codifica analitica del sorriso abbiamo fatto riferimento alla metodologia costruita su base anatomica più diffusa e utilizzata per descrivere il comportamento facciale, il FACS di Ekman e Friesen (1978), seguendo, in particolare, le indicazioni del Baby-FACS (Oster e Rosenstein, in corso di stampa) circa il riconoscimento delle azioni facciali nelle prime fasi dello sviluppo. Particolare attenzione è stata dedicata al confronto tra i due gruppi di neonati relativamente alla manifestazione di asimmetrie espressivo-facciali nell’esibizione del sorriso. La prematurità, infatti, è una condizione significativamente associata a deviazioni rispetto alle normali lateralizzazioni corporee e cerebrali. Risultati Non sono emerse differenze significative tra i due gruppi esaminati per quanto riguarda la frequenza di comparsa al minuto e la durata media del sorriso semplice e del sorriso di Duchenne. Nonostante questo le analisi hanno messo in evidenza differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda la presenza di asimmetrie facciali. In particolare, i pretermine hanno mostrato in modo significativo la tendenza a contrarre più rapidamente e con maggiore intensità l’emifaccia sinistra piuttosto che la destra. Al contrario le azioni facciali asimmetriche in favore del lato sinistro sono state osservate molto raramente nei neonati a termine, i quali, coerentemente con i dati presenti in letteratura, hanno mostrato un lieve tendenza nella direzione opposta, cioè in favore del lato destro del volto. Questa diversa lateralizzazione delle azioni facciali consente di ipotizzare, già a 40 settimane postconcezionali, delle differenze nello sviluppo delle strutture e delle vie nervose che controllano l’esibizione del sorriso nei due gruppi esaminat

    Analisi delle espressioni di sorriso e distress in un gruppo di grandi pretermine

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    Introduzione Da un’analisi della letteratura emerge che il neonato sano e a termine manifesta in modo completo e maturo, cioè attraverso un’intensa contrazione muscolare di tipo bilaterale, sia il sorriso di Duchenne (Messinger, Dondi, Nelson-Goens, Beghi, Fogel, & Simion, 2002), sia il distress (Izard, Hembree, Dougherty, & Spizzirri, 1983; Izard, Hembree, & Huebner, 1987), e che già nel neonato pretermine, a partire dalle 32/33 settimane di età post-concezionale, è possibile osservare episodicamente il sorriso (Dondi, Costabile, Rabissoni, Gianfranchi, Lombardi, & Corchia, 2004), e il distress (Grunau, Oberlander, Holstil, & Whitfield, 1998). L’obiettivo della ricerca è stato quello di spingerci ancora oltre, indagando la presenza di queste due importanti manifestazioni espressive in un gruppo di grandi pretermine (definiti dall’OMS very low birth weight infant, VLBWI), cioè bambini di peso inferiore ai 1500 grammi. Considerata l’immaturità dei soggetti, ci siamo chiesti non solo se a questa età così precoce fosse già possibile osservare il sorriso (in particolare il sorriso di Duchenne) e l’espressione facciale di distress, ma anche se le espressioni indagate si differenziassero tra loro sia qualitativamente che quantitativamente. La scelta di studiare queste espressioni facciali in neonati così immaturi è scaturita da due principali ragioni: in primo luogo dalla mancanza in letteratura di ricerche che testimoniano la presenza di sorriso e distress in fasi così precoci dello sviluppo; in secondo luogo dalla necessità di iniziare a descrivere in modo sistematico le traiettorie evolutive tipiche e atipiche che specificano queste due espressioni fondamentali. E’ stato infatti dimostrato che i pretermine manifestano dei ritardi e delle differenze rispetto ai nati a termine, sia nel corso del primo anno di vita (Van Beek, Hopkins, & Hoeksma, 1994; Segal & Oster, 1995), sia in età scolare (Fava Vizziello, Zorzi, & Bottos, 1992). Metodo Il comportamento facciale di 9 neonati sani e di peso appropriato per l’età gestazionale (Appropriate for Gestational Age, AGA; Lubchenco, 1976), videoripresi pochi giorni dopo il parto a circa 30 settimane di età post-concezionale, è stato analizzato mediante il Baby FACS di Oster (in corso di stampa) e il MAX di Izard (1979). Si tratta di metodologie costruite su base anatomica per la microanalisi del comportamento facciale, espressamente messe a punto per l’analisi del volto del bambino. Risultati I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che sia il sorriso sia il distress vengono esibiti spontaneamente e in una forma matura già a 30 settimane di età post-concezionale da più della metà del campione. La frequenza di comparsa delle azioni facciali unilaterali è stata tuttavia maggiore nel caso del sorriso rispetto al distress, quasi totalmente bilaterale; il distress presentava inoltre una durata media significativamente maggiore rispetto al sorriso. Questi dati confermano la presenza delle due espressioni in fasi così precoci dello sviluppo, e suggeriscono l’ipotesi che esse seguano, fin dall’inizio, traiettorie evolutive indipendenti
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