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    Deliberare: una declinazione innovativa del verbo 'partecipare'

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    La democrazia rappresentativa, vista in prospettiva storica, costituisce una straordinaria innovazione nei modi in cui le società umane si governano. Tuttavia oggi è chiaro come questa ‘vecchia signora’ con due secoli di storia alle spalle sia in affanno, un po’ ovunque. Se le élites politiche portano certamente la loro parte di responsabilità dell’attuale crisi, a ben guardare vi sono fattori strutturali della società contemporanea che inceppano i meccanismi decisionali della ‘democrazia dei moderni’ fondata sulla rappresentanza. Le possibili risposte vanno in direzioni diametralmente opposte: da una parte la ricetta è un assetto post-democratico (ovvero ‘meno democrazia’). Se invece teniamo ai beni valoriali che i regimi democratici offrono ai propri membri, la risposta è all’opposto ‘più democrazia’ (come sosteneva fra gli altri J. Dewey già un secolo fa). In altre parole si tratta ‘semplicemente’ di prendere la democrazia sul serio restituendo al demos un po’ del suo kratos, potere, coinvolgendo i cittadini nei processi attraverso cui si assumono le decisioni pubbliche. Tuttavia, la partecipazione secondo le modalità con cui viene generalmente declinata sia dalle istituzioni che dai movimenti sociali presenta gravi limiti che ne inficiano la credibilità e l’utilità nel contesto attuale. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo è andata emergendo, sia nella teoria politica che nella prassi istituzionale e sociale, una modalità diversa e innovativa di coinvolgere in maniera rilevante e fisiologica (piuttosto che episodica) i cittadini nella cosa pubblica: la partecipazione deliberativa. L'articolo discute questa forma di partecipazione, frutto della confluenza di una pluralità di riflessioni, pratiche e culture politiche diverse, in particolare quelle più propriamente di democrazia deliberativa del mondo anglosassone e del Nord Europa, e di ‘democrazia partecipativa’ dell’America Latina; oggi la partecipazione deliberativa sta proliferando ed evolvendo rapidamente in molti paesi del mondo

    Come decidere le grandi riforme: il caso irlandese

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    L'articolo esamina e descrive il processo di riforma costituzionale in atto in Irlanda, che ha portato già a diversi referendum, fra cui l'introduzione del matrimonio omosessuale

    Innovative Public Participation: The Role of PPPs and Institutions in Italy

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    Innovative approaches aimed at engaging citizens in public policy-making through informed discussion forums are spreading in many countries. These processes are often designed and managed by public participation professionals (PPPs). Designing such processes is both a delicate and arelevant activity as itaffects not only the quality of the processes and their legitimacy, but also their capacity to actually exert an impact on decision making. The present chapter offers an overview of the public participation field in a national context—Italy—that is particularly interestingnot only because PPPs have been increasing in numbers over the last decade, but also because two Italian regions (Tuscany and Emilia-Romagna) have institutionalized public participation through ad hoc laws to foster, fund and regulate the public participation field. The chapter addresses two main questions. The first concerns the black box of facilitation: which criteria, standards, approaches and methods do Italian PPPs use? The second addresses the factors that affectPPPs’ work: how do political, social and institutional factors affect PPPs’ work? The findings are based on semi-structured interviews conducted with PPPs who designed and managed participatory processes

    APP 2013-14 - Governar e l'ambiente

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    Promuovere la democrazia partecipativa: il ruolo dell'Autorità regionale per la partecipazione

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    Nella promozione della partecipazione dei cittadini la Toscana si é spinta più lontana di quanto abbiano fatto altri governi locali e regionali, non solo in Italia. La lr 69/07 della Toscana rappresenta infatti una normativa innovativa e ambiziosa che promuove pro-attivamente il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, e più in generale la produzione di capitale sociale e di senso civico grazie alla creazione di una 'struttura di opportunità' (Kitschelt 1986). La Toscana quindi può essere vista come un ‘laboratorio’ in cui l’approccio deliberativo viene messo alla prova, e applicato in una varietà di contesti e a una varietà di tematiche e questioni. L’attuazione della politica di promozione della partecipazione é affidata a una figura ormai piuttosto ‘usuale’ a livello statale, ma assai meno a quello regionale, ovvero a una Autorità indipendente (la dizione esatta è ‘Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione’ - qui di seguito ARP). Vale la pena di osservare a questo proposito come altre Regioni europee, quali la Catalunya, che pure hanno avviato politiche con intenti similari (tipicamente senza apposite normative), hanno preferito affidarne l’attuazione direttamente ai propri apparati amministrativi, che dipendono dalle maggioranze politiche al governo. La soluzione Toscana solleva quindi due quesiti: perché una figura indipendente? e inoltre: in che misura è effettivamente ‘indipendente’

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Democrazia deliberativa

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    Il discorso della protesta

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    I comitati di cittadini, come documentano anche i risultati della ricerca presentati in questo volume, rappresentano un fenomeno politico e sociale ben vivo in Italia da almeno un decennio me quindi già di per sé rilevante di interesse. Tuttavia la loro rilevanza specificamente per le politiche pubbliche va collegata alla reale influenza (nel senso più ampio del termine) che sono in grado di esercitare. I comitati di cittadini, almeno inizialmente, intraprendono la loro azione nel tentativo di ottenere risposte (non solo simboliche) di policy alle questioni che sollevano attraverso la protesta. Lo studio dei processi di policy ha prestato crescente interesse al ruolo svolto dalle idee nella spiegazione degli esiti di tali processi. In questa prospettiva, le idee non si sostituiscono, è bene chiarirlo, alla considerazione né dei fattori strutturali, né degli interessi degli attori, ma li integrano consegnandoci spiegazioni più accurate. Le idee peraltro sono astrazioni e non esercitano la loro influenza in quanto tali, ma attraverso attori coinvolti nei processi di policy se ne sono portatori.La presente riflessione parte dunque dall’assunto che le ‘idee contano’; del resto, hanno un ruolo centrale in relazione proprio ai movimenti sociali, che svolgono un’azione di diffusione e trasmissione di idee; tale azione è rivolta in prima istanza all’opinione pubblica, che si vuole mobilitare o di cui comunque si cerca di ottenere l’appoggio, ma può anche contribuire a modificare la cultura collettiva e di specifici attori nel corso del tempo. Il punto è capire, con specifico riferimento ai comitati di cittadini, in che modo questo avviene; il che costituisce l'oggetto del capitolo, che trae spunto da un'analisi del 'discorso pubblico' dei conmitati di cittadini di Firenze e Palermo

    APP Parte II (Dente) Capp. 7-8

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