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    “Urbino per Bene”: un progetto partecipato e sostenibile per la salvaguardia e conservazione del centro storico

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    The "Urbino per Bene" project was born with the aim to raise awareness among tourists and citizens to have a respectful and attentive attitude towards the historical, artistic and architectural heritage of the historic center of the small city of Marche Region. Based on the principle of doing “maintenance and not restoring”, best behavioral practices have been drafted and disseminated to citizens and tourists to increase their awareness of being in a context of exceptional beauty and importance to which conservation they are all called to contribute. The project and its implementation is an example of effective collaboration both between the various public institutions (Municipality, University, Ministry of Cultural Heritage) and between these and private citizens or/and associations. A sustainable model has been developed to rationalize public spending in the field of culture. Next to the training and information activities, on the basis of a conservative project, all the necessary interventions to eliminate the damage caused by acts of vandalism and negligence have been implemented

    La documentazione prima del restauro:una problematica aperta

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    La documentazione, in termini generali, nasce dalla necessità di raggruppare le informazioni raccolte in un determinato ambito affinché esse possano essere disponibili nell’immediato e in futuro. Nell’acquisire delle informazioni vengono attuati, infatti, diversi processi dallo studio, all’analisi e alla rielaborazione delle informazioni stesse che ampliano e trasformano la concezione comune del termine, quale mera registrazione di un fenomeno. In questa accezione la documentazione diventa quindi un’operazione “dinamica” in quanto base di successive considerazioni sull’oggetto analizzato. La documentazione di un’opera prima del restauro può essere sintetizzata in tre momenti sequenziali: · documentazione preliminare, per identificare il problema e indirizzare le fasi successive; · documentazione sistematica ed esaustiva, per fornire contemporaneamente una visione d’insieme e di dettaglio sull’opera; · documentazione supplementare, associata alle indagini e/o ad alcune verifiche da svilupparsi nel temp

    La “bottega” di Federico Barocci. Gli strumenti digitali per studiare il disegno e l’opera

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    La “bottega” di Federico Barocci viene analizzata attraverso tecniche digitali applicate ad alcuni dipinti dell’autore con il supporto degli studi storico-artistici che ne definiscono le modalità operative adottate. Fotografie rettificate, fotomosaici, disegni ad alta risoluzione sono serviti per verificare l’accuratezza geometrica di alcuni processi. Successivamente, la documentazione grafica ottenuta, attraverso alcuni passaggi automatici, ha permesso di sperimentare una metodologia di verifica di analogie tecniche utilizzate dal pittore, di particolari gruppi compostivi ricorrenti in alcuni dipinti analizzati e descritti negli apparati storico-artistici

    Le scienze della rappresentazione all’interno delle esperienze della scuola di conservazione e restauro in nord Africa e nell’area mediorientale

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    Il progetto TEMPUS INFOBC - L’INNOVATION DANS LA FORMATION POUR LES BIENS CULTURELS: un nouveau curriculum euro-méditerranéen pour la préservation de biens culturels – INFOBC finanziato dall’Unione Europea ha portato per la prima volta la formazione in conservazione restauro all’interno del sistema formativo della Tunisia con una Licence Appliquée en Conservation et Restauration des biens culturels di tre anni che sarà completata con altri 2 anni di Master attraverso un trasferimento di conoscenze, metodologie e tecnologie tra le università e le istituzioni europee e quelle tunisine.Questo modello formativo è stato avviato anche in Libano attraverso un progetto di cooperazione finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca italiano e l’Università USEK. L’obiettivo generale è quello di avviare la formazione in conservazione e restauro dei beni culturali in questi paesi secondo i parametri indicati dalle istituzioni europee ECCO-ENCORE per rendere questi diplomi equiparabili alla formazione europea. Il progetto in Tunisia si è sviluppato con l’avvio di un primo ciclo di istruzione triennale per un numero programmato di studenti da 10 a 15 in ogni sede, secondo profili formativi professionalizzanti diversificati nelle diverse Università in base alle caratteristiche dei beni presenti nel territorio. Questi percorsi formativi per studenti sono stati sviluppati in parallelo con la formazione di nuove competenze per i docenti e per il personale tecnico coinvolti. Il progetto ha previsto l’installazione in ogni sede di veri propri laboratori di restauro e una formazione specifica nel settore e stage in Spagna e in Italia per gli studenti durante il percorso formativo. Oltre all’Università di Urbino – che ha svolto il ruolo di capofila – nel progetto sono state coinvolte altre undici istituzioni: due italiane l’Unione delle Università del Mediterraneo di Roma - UNIMED e l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con il Laboratorio Multimediale MELA; una spagnola l’Università di Barcellona; una francese l’ Ecole Nationale Supérieure d’Arts et Métiers Paris Tech ENSAM-ARTS; sei Università statali tunisine: l’ Université de Tunis, l’Université de la Manouba e l’Université Zitouna a Tunisi, l’Université de Sousse e l’Université de Sfax nel centro del Paese e l’Université de Gabés a sud e, infine, il Ministère de l’Enseignement Supérieur et de la Recherche Scientifique della Tunisia. Il progetto in Libano è attualmente nella fase di formazione dei docenti e aprirà il primo corso in area medio-orientale nell’a.a. 2018-2019 completando già una grande esperienza nel settore della conservazione dei documenti, manoscritti e patrimonio librario e archivistico e formando nuovi restauratori in altre tipologie di beni culturali, come il lapideo, i dipinti, le pitture murali parte fondamentale del patrimonio libanese. In particolare, è l'occasione per una riflessione sulle discipline della rappresentazione all'interno dei nuovi percorsi di studio e della formazione già presenti nelle facoltà di architettura e negli istituti di belle arti che collaborano a questi progetti

    La “bottega” di Federico Barocci. Gli strumenti digitali per studiare il disegno e l’opera

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    La “bottega” di Federico Barocci viene analizzata attraverso tecniche digitali applicate ad alcuni dipinti dell’autore con il supporto degli studi storico-artistici che ne definiscono le modalità operative adottate. Fotografie rettificate, fotomosaici, disegni ad alta risoluzione sono serviti per verificare l’accuratezza geometrica di alcuni processi. Successivamente, la documentazione grafica ottenuta, attraverso alcuni passaggi automatici, ha permesso di sperimentare una metodologia di verifica di analogie tecniche utilizzate dal pittore, di particolari gruppi compostivi ricorrenti in alcuni dipinti analizzati e descritti negli apparati storico-artistici

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    The Experience of the International Master

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    Nell’anno accademico 2009-2010 si è svolto a Urbino, presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie il Master di I livello “Strumenti e metodi per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali – Operatore per la conservazione dei beni archeologici e architettonici” promosso dall’Università “Carlo Bo” di Urbino – sotto la Direzione della prof.ssa Laura Baratin - con la collaborazione di UniAdrion (Virtual University of the Adriatic-Ionian Basin), della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dell’Università di Mostar Džemal Bijedić e dell’Università di Sarajevo (Bosnia Erzegovina), della Facoltà di Ingegneria Civile dell’Università di Tirana (Albania), e della Facoltà di Scienze Tecnologiche di Novi Sad (Serbia). Il Master ha avuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la collaborazione nell’ambito delle diverse attività dell’UNESCO, dell’ICCROM e dell’ENEA. Il Master si è avvalso del contributo del Ministero Italiano dell’Università e Ricerca , di UniNet (network universitario dell’Iniziativa Centro Europea) e di alcune società private: ABC General Engineering s.r.l. di Firenze, CEFME di Roma, Aluminji di Sarajevo, VirtualGeo s.r.l. di Sacile (PN), Leica Geosystems s.r.l. di Milano. L’ attività didattica del Master si è sviluppata lungo l’arco di due anni in Italia, nelle sedi di Urbino e Roma, e nei Paesi Balcanici nelle sedi di Tirana, NoviSad e Mostar. Il Master ha voluto conferire una preparazione specifica rivolta alla gestione ed alla valorizzazione del patrimonio culturale, anche rispetto alle esigenze emergenti dal vasto campo delle istituzioni pubbliche e private che operano nel settore con una particolare attenzione alle realtà europea e dei diversi paesi coinvolti. Si vuole, infatti, stabilire una rete educativa basata sull’interazione e lo scambio tra studenti e docenti provenienti dall’Italia e da paesi del sud-est Europa. I beni culturali costituiscono un bene inestimabile che va opportunamente tutelato e che può rappresentare un’opportunità strategica in termini di sviluppo economico e occupazionale, soprattutto per quella crescita economica di tipo sostenibile che l’Unione Europea ha indicato tra i suoi obbiettivi prioritari. In tale prospettiva il Master si è proposto di formare specialisti in grado di rispondere alle nuove esigenze culturali ed ai nuovi contesti economici, fornendo competenze specifiche. Il percorso d’istruzione, mirato ai beni architettonici ed archeologici, si è articolato su quattro aree tematiche: • culturale, che riguardava le discipline legate alla teoria e storia del restauro, in generale alla storia dell’architettura e all’archeologia e alla storia delle tecniche costruttive; • tecnica, che riguardava gli strumenti e i metodi di rilievo e di analisi dei diversi tipi di materiali, degli elementi costitutivi dei beni, il loro degrado e le metodologie dell’intervento di restauro e della loro gestione anche con strumenti informatici; • scientifico-progettuale, che riguardava gli elementi di chimica e fisica dell’ambiente dei beni culturali, la diagnostica e le discipline legate al progetto di intervento • economico-antropologica, che riguardava le discipline legate alla gestione e la valorizzazione economica del patrimonio all’interno del contesto di una comunità e del suo sviluppo economico sostenibile. Il Master si è basto su 200 ore di lezione frontale, 300 ore di didattica on-line, 750 di studio individuale e stage finalizzati a progetti di interesse locale, per complessive 1.500 ore, corrispondenti ad un totale di 60 CFU (Crediti Formativi Universitari). I partecipanti sono stati in totale 18 provenienti dall’Albania, dalla Bosnia Erzegovina, dalla Serbia, dalla Macedonia e dall’Italia. I progetti di restauro sviluppati dagli studenti hanno interessato per l’Albania la Piazza St. Mother Teresa e il First Parlament a Tirana; per la Bosnia Eerzegovina la Fortezza di Pocitelj, per la Macedonia la Basilica episcopale nell’antica città di Stobi, per l’Italia San Pietro in Valle a Fano e per la Serbia il Castello Dunjerski in Celarevo
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