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    Aspetti ultramicroscopici della parete delle cisti radicolari

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    Al fine di valutare l'eventuale presenza d'irritanti microscopici, è stata condotta un'analisi morfologica al SEM ed al TEM delle componenti tissutali e cellulari costituenti la parete di 22 cisti radicolari. In 8 dei campioni analizzati, la presenza di colonie microbiche proliferanti tra le giunzioni dell'epitelio interno ha dimostrato lo stimolo infiammatorio che sostiene la lesione endodontica nel tempo. L'allontanamento della noxa patogena canalare determinerebbe la remissione delle reazioni di difesa immunitaria dell'ospite che rinforzano e sostengono la capsula fibrosa della cisti, consentendo una regressione del processo infiammatorio e l'ordinata riorganizzazione dei tessuti periradicolari

    Qualità adesive di un self-etching primer. Studio in vivo

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    Lo scopo di questo lavoro condotto in vivo con l'ausilio della microscopia elettronica a scansione ed a trasmissione è valutare il tipo di interdiffusione resina/dentina prodotto da un sistema adesivo che pretratta il fondo cavitario con un self-etching primer. Con entrambe le metodiche d'indagine, si è osservato il progressivo instaurarsi di un'hybrid layer formato attraverso la successiva e complementare percolazione delle resine del primer e del liner del sistema vagliato. Il rinforzo resinoso continuo ed omogeneo, che dall'area d'interdiffusione si estende a tutte le componenti del tubulo dentinale, consente di rilevare capacità di sigillo cavitario che sembrano morfologicamente idonee ad opporsi all'attacco degli acidi orali

    Strumentazione endodontica: verifica al SEM di tre tecniche.

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    Gli Autori hanno comparato al S.E.M. il quadro di detersione canalare ottenuto con tre differenti tecniche manuali di strumentazione endodontica: - la tecnica a Step Back - la tecnica Seriata - la Canal Master Instrumentation technique. Le tre diverse metodiche di preparazione canalare sono state vagliate in associazione a due prototipi di irrigazione endodontica: - NaClO 2,5% - NaClO 2,5% -EDTA 10% -NaClO2,5% I risultati alla scansione hanno dimostrato un miglior quadro di detersione canalare con l'utilizzo della Canal Master Instumentation technique rispetto alla tecnica Step Back ed alla tecnica Seriata

    Correlazioni anatomopatologiche ed ultramicroscopiche nella fistola mucosa endodontica

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    Gli Autori hanno condotto uno studio ultramicroscopico al TEM ed al SEM, sui tessuti del parodonto marginale interessati da processi fistolosi da eziologia endodontica. Sui margini dell'orifizio mucoso è stata dimostrata la presenza di uno stimolo irritativo supplementare a quello endodontico. Tale fatto è stato correlato con la localizzazione di microrganismi batterici nell'area gengivale fistolizzata; nei sottostanti strati epiteliali e connettivali sono state evidenziate alterazioni istologiche morfologicamente simili a quelle già descritte nella gengivite cronica. Questi fenomeni microscopici possono spiegare l'eventuale ritardo con cui può determinarsi il processo di guarigione clinica della fistola. Solo dopo l'iniziale ripristino del trofismo parodontale profondo, il parodonto superficiale può rispondere appieno alle infezioni secondarie del margine fistolizzato operando così la chiusura della lesione

    Studio clinico e ultrastrutturale delle cisti radicolari

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    Scopo della ricerca è stata un'analisi dei segni clinici e radiografici, e degli aspetti ultrastrutturali al microscopio elettronico a scansione (S.E.M.) e a trasmissione (T.E.M.) di 22 cisti radicolari odontogene. Sono stati selezionati 80 soggetti che presentavano i segni, radiografici ed eventualualmente clinici, di una sofferenza periapicale cronica. Sono stati raccolti i dati anamnestici e la storia clinica dei denti interessati dalla patologia ed attraverso l'apicectomia degli stessi, sono stati collezionati 80 campioni di tessuto infiammatorio per l'analisi istologica. Tale indagine ha consentito la diagnosi di cisti radicolare nel 27,5% dei preparati che successivamente sono stati osservati al SEM ed al TEM. Dai risultati ottenuti è possibile affermare che l’ampiezza della lesione nell’osso, ed anche l’eventuale riassorbimento della radice, non si dimostrano in rapporto con la sintomatologia clinica riferita dal paziente, in cui i sintomi acuti possono essere ricollegati ad una sovrainfezione microbica o ad una temporanea caduta delle difese immunitarie. L'intensa proliferazione dei fibroblasti, e l'elevato numero di vasi neoformati, osservati nelle sezioni tissutali hanno proposto quadri microscopici difficilmente distinguibili dai fenomeni di rigenerazione tissutale. Conseguentemente, nella parete cistica sono presenti tutti gli elementi di una restitutio ad integrum ma le potenzialità riparative sono fruste non potendosi esprimersi appieno, sino alla guarigione della lesione, se non viene eliminato l'agente patogeno canalare che le ha determinate

    Ascesso oro-cutaneo odontogeno nel paziente pediatrico

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    Nell’ambito di uno studio sulle condizioni orali in corso sulla popolazione scolare della provincia di Sassari, sono stati analizzati 21 pazienti di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, che presentavano un ascesso cutaneo odontogeno. In 18 pazienti è stato eseguito l’immediato drenaggio della raccolta purulenta e contemporaneamente, si è provveduto alla cura del processo infettivo dentario. Nei casi in cui l’ascesso cutaneo non ha presentato le caratteristiche idonee al drenaggio artificiale, è stata invece prescritta una terapia medica con antibiotici ed antinfiammatori. Un analogo protocollo terapeutico è stato comunque adottato ancora, per tutti quei pazienti che hanno presentato un trisma masticatorio con possibilità di evoluzione verso le forme cosidette “serrate”. Per quanto riguarda la terapia dell’elemento dentario infetto, in 6 dei 21 pazienti si è resa necessaria l’avulsione del dente, mentre nei rimanenti 15 è stata eseguita la terapia endodontica, utilizzando nella fase di chiusura del canale radicolare un cemento a base di resina epossica (AH26®"De Trey Dentsply). I segni clinici e radiologici di guarigione, ottenuti attraverso le soluzioni terapeutiche adottate, confermano che l’endodonzia ortograda, quando possibile ad effettuarsi, sia la scelta più idonea, sopratutto in età pediatrica, alla risoluzione della patologia trattata

    Insuccesso endodontico: osservazione radiologica del periapice e considerazioni cliniche su 110 casi.

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    Nell'ambito di un programma di ricerche sulla patologia del periapice, in corso presso l'Istituto di Clinica Odontoiatrica dell'Università di Sassari, è stato condotto uno studio che comparasse i dati radiografici ed i segni e/o sintomi clinici di 110 pazienti con mancata guarigione periapicale. I pazienti sono stati selezionati attraverso controlli radiografici e clinici di terapie canalari di vecchia data e da casi provenienti dal Reparto di Endodonzia dell'Istituto. E' stata redatta una cartella endodontica annotando l'elemento dentario trattato, l'epoca della terapia, standardizzata in un range di tempo compreso tra i 6 mesi ed i 10 anni addietro l'osservazione, i risultati dell'indagine radiografica periapicale ed il quadro clinico riassuntivo dei segni e sintomi di patologia. Nei 110 soggetti con insuccesso endodontico, l'intensità dell'espressione antigenica contrapposta alla resistenza dell'ospite ha consentito di individuare 4 aspetti radiografici ed altrettante possibilità cliniche della patologia. 1° gruppo: radiotrasparenza dell'apice ed evidenze sintomatiche; 2° gruppo:radiotrasparenza dell'apice ed assenza di sintomatologia; 3° gruppo radiopacità dell'apice ed assenza di segni o sintomi di disfunzione d'organo; 4° gruppo: lieve incremento dello spazio periodontale ed evidenze sintomatiche. La mancanza di manifestazioni ecclatanti di patologia non esclude il persistere dell'infezione periapicale, in quanto è la dinamica delle interazioni tra la difesa dell'ospite e le associazioni patogene che regolano la cronicità e l'acuzie di questa malattia. Al fine di stabilire l'evoluzione di una cura canalare sono quindi i ripetuti controlli a distanza che consentono di far diagnosi di successo od insuccesso endodontico
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