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New cropping systems in semi-arid Mediterranean environments: potential role of medicinal and aromatic plants
The semi-arid Mediterranean environments represent somehow “fragile” ecosystems, whose correct management needs some special attention. It is crucial therefore to study and point out some innovative farming systems able to deal with an income for workers, but in the meantime environmentally friendly and requiring the minimum energetic and technical inputs. In such sense, the cultivation of some selected medicinal and aromatic plants (MAPs) could be an important strategy. In our work we made an attempt to to sketch a comprehensive evaluation of the input levels required by 23 selected herbaceous MAPs, taking into consideration the indicative average levels of the energetic (including manpower) and technological inputs required by each of them
Risposta bio-agronomica e produttiva del Coriandolo (Coriandrum sativum L.) alla fertilizzazione azotata organica e minerale: risultati di un biennio di sperimentazione
La coltivazione delle specie officinali in ambiente mediterraneo: il pirodiserbo come tecnica ecocompatibile di gestione delle infestanti
La produzione di specie officinali richiede oggi la rispondenza a requisiti di qualità sempre più precisi, considerati l’unica concreta possibilità di fronteggiare la competizione con le merci reperibili a bassissimo prezzo dai paesi extraeuropei. Per garantire questi requisiti qualitativi, l’adozione delle tecniche di produzione biologica viene sempre più considerata una necessità imprescindibile. Rispetto alla coltivazione con metodi convenzionali, la coltivazione delle officinali in biologico richiede tuttavia un livello più approfondito di conoscenze tecniche ed una maggiore cura nella tempistica e nella tecnica di esecuzione delle operazioni colturali.
Per gli operatori in biologico, la gestione delle infestanti costituisce probabilmente uno dei problemi più rilevanti: il mercato erboristico richiede esplicitamente che il prodotto sia del tutto esente da materiale estraneo, ma ottenere questo risultato senza il ricorso a presidi chimici non è cosa semplice. In taluni casi la separazione delle erbe da tutte le componenti indesiderate viene effettuata manualmente dopo la raccolta, generando un cospicuo aggravio dei costi. Tecniche alternative di controllo delle infestanti (pacciamatura, scerbatura meccanica, metodologie di semina o trapianto che conferiscano alle colture una più elevata competitività) vengono sperimentate in molti comprensori, con risultati variabili secondo le condizioni ambientali, il grado di infestazione delle colture ed il livello atteso di pulizia del prodotto. Particolarmente interessante, per la sua semplicità e versatilità di applicazione, è la tecnica del pirodiserbo, applicata utilizzando apparecchiature in grado di operare la “lessatura” dei tessuti delle infestanti e, per conseguenza, il loro disseccamento.
Il presente lavoro riferisce alcuni risultati ottenuti da una prova biennale (2003-04 e 2004-05) di valutazione dell’effetto del pirodiserbo sulle caratteristiche morfobiologiche e produttive di tre specie officinali: Coriandolo (Coriandrum sativum L.), Finocchio da seme (Foeniculum vulgare Mill.) e Psillio (Plantago psyllium L.).
La tecnica ha mostrato un livello di efficacia nei confronti delle infestanti variabile secondo l'annata e, soprattutto, la competitività della coltura; in considerazione del ridotto impiego di manodopera che richiede, è da ritenersi senza dubbio promettente
Prove di pacciamatura con materiali organici su Origano (Origanum heracleoticum L.)
La coltivazione delle piante aromatiche e medicinali, particolarmente quando condotta con i metodi dell’agricoltura biologica, si configura oggi come una possibilità di estremo interesse per il rilancio produttivo di numerose aree interne a rischio di marginalizzazione. Tuttavia, ancora numerosi sono gli aspetti da mettere a punto riguardo all’inserimento delle p.o. negli ordinamenti colturali italiani e siciliani in particolare, ed essi riguardano soprattutto interventi tecnici volti all’abbassamento del rapporto costo/ricavo. la messa a punto per queste dell’agrotecnica più opportuna, in grado contemporaneamente di:
a. consentire l’ottenimento di rese ottimali, sia sul piano della quantità che della qualità
b. permettere la massima efficienza nell’uso delle risorse produttive.
Numerosi aspetti dell’agrotecnica attendono di essere messi a punto, e tra questi la gestione delle infestanti appare di importanza prioritaria.
A tale scopo, nelle annate agrarie 2002/03 e 2003/04 è stata effettuata una prova di gestione delle infestanti mediante la distribuzione di materiale pacciamante organico.
La prova, eseguita su un campo di Origano già impiantato in agro di Sparacia (Cammarata – AG), ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia nel controllo delle infestanti di due diverse tipologie di materiale pacciamante (aghi di pino e paglia di frumento; tesi 1 e 2), confrontate con un controllo sottoposto a scerbatura manuale (tesi 3) ed un controllo non diserbato (tesi 4). A tal fine, dopo la raccolta del secondo anno (eseguita il 18 giugno 2002), i diversi materiali pacciamanti sono stati distribuiti nelle interfile, in modo che ogni tesi comprendesse almeno 7 file di piante (distanza tra le file: 0.5 m; lunghezza delle file: 15 m). Nel periodo successivo la coltura è stata monitorata settimanalmente per verificare l’accrescimento delle piantine dopo il riposo vegetativo; in due momenti successivi (fine di aprile e fine di maggio), nelle diverse tesi è stata misurata la biomassa delle infestanti, successivamente espressa in kg ha-1. Dai dati rilevati sembra possibile mettere in evidenza come il trattamento “tradizionale” (scerbatura manuale) consenta, rispetto alle due pacciamature sperimentate, un migliore controllo delle infestanti e quindi, nel complesso, migliori condizioni di crescita per le piante
La coltivazione delle specie officinali in ambiente mediterraneo: il pirodiserbo come tecnica ecocompatibile di gestione delle infestanti
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Exploitation of native Labiatae in Sicily
The family Labiatae is extremely rich in genera and species, and many of them are native to Mediterranean environments. In Sicily, a great interest is devoted since ancient times to their cultivation and use, and they are traditionally used for a great deal of purposes, from cookery to phytotherapy. When their cultivation is addressed to their traditional purposes (as spices, savory herbs or herbal medicines), the major aspects of their cropping technique are well established. However, there are two many reason why their traditional cropping technique should be deeply reviewed. First, many of their productive steps (from sowing to harvest) require a great deal of manpower, and the enhancement of production costs due to this constraint does not allow the Sicilian product to have competitive prices on global market. Second, the newest tendencies of chemical industry suggest for many native Labiatae a great deal of new fields of use, that require the cultivation to be carried on with different objectives and therefore with different methods. This paper reviews the state-of-the-art of research concerning the most interesting Labiatae native to the Sicilian environments, also underlying the constraints and challenges related to their full exploitations in such areas
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