1,721,198 research outputs found

    IL GOVERNO DELLA REGOLAZIONE

    No full text
    Il saggio introduce la nozione di “governo della regolazione”, esaminandone i concetti costitutivi e passando in rassegna le evoluzioni che il governo della regolazione, e in genere le iniziative volte a migliorare la qualità della regolazione, hanno conosciuto in alcuni paesi che possono essere considerati leader nel campo. In particolare, viene esaminato il ruolo della cultura giuridica nelle diverse politiche pubbliche. In tal senso, si discute il contributo alle politiche pubbliche sia della cultura giuridica sia delle culture non giuridiche, cioè di altri saperi specialistici che in uno sforzo come quello del miglioramento della qualità alla regolazione e del governo della regolazione medesima svolgono, o dovrebbero svolgere, o ci si potrebbe aspettare che svolgano un ruolo cruciale, oggi sempre più importante anche a fronte di quello svolto dal sapere giuridico, che in tema di regolazione si atteggiava come il detentore di una posizione di monopolio. Nel proporre il tema, l'idea di fondo è che le politiche pubbliche vanno studiate con la metodologia e lo spirito critico dello scienziato sociale e che la sociologia del diritto assume un compito importante in questa sfida. Assai spesso la sociologia del diritto non si è misurata con una sfida siffatta, visto che in molti casi i contributi sociologico-giuridici sono andati verso altre direzioni. Il testo tratta il modo in cui il tema della regolazione e del suo miglioramento è stato affrontato da parte sia delle istituzioni pubbliche sia di gruppi e organizzazioni specifiche, considerando la regulatory review avviata dall'OCSE. Si delineano dunque le somiglianze e le differenze tra il regulatory management e la regulatory governance, alla luce anche della nozione stessa di regolazione. Viene poi discusso il tema della consultazione, necessaria per rilevare le esigenze di regolazione e realizzare un regulatory management appropriato

    Persone di successo, successo dei programmi

    No full text
    The author distinguishes between the success of a person and the success of a program. The latter has to do with the accomplishment of intended results. The former is usually related to fame or at least social recognition, frequently high earnings and status symbols. Another notion of personal success has to do with self-realization instead

    Prefazione a Valentina Punzo, Scelta razionale e sociologia del crimine

    No full text
    This preface illustrates the relevance of a the rational choice approach in the sociology of crime, provided that the most important and innovative developments (from Simon to cognitive psychology, to simulation) are taken into account, as it is done by the author

    Estorsori, estorti, collusi, controllo mafioso dell’economia: una nuova tassonomia e una proposta di politica del diritto

    No full text
    The author proposes a new taxonomy concerning the possible attitudes of entrepreneurs towards mafia-type organizations. He also proposes a new criminal provision, to be included in the Italian criminal code: the use of mafia-type intimidation by contiguous entrepreneurs in order to reduce competition

    Gratitudine, persone, modernità

    No full text
    The concept of gratitude is discussed with regard to some relevant social roles (parents and sons, mentors, teachers, doctors and so on). Most of the times gratitude is meant as a based on personal relations. However, in modern society we find relevant cases of impersonal gratitude. Gratitude is associated with wellbeing. On the contrary, a diffuse opinion is that people who owe it are in an uncomfortable state of mind

    Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie

    No full text
    Dalla ‘Ndrangheta - superpotenza mondiale - al nuovo fenomeno di Mafia capitale: una mappa delle organizzazioni criminali e un’agenda per contrastarle Tutt’altro che unitario, l’universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla ‘Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato anche all’antimafia. Esistono un’antimafia istituzionale, un’antimafia sociale e da qualche tempo anche un’«antimafia inautentica», o fasulla, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia. Una realtà complessa, che l’autore esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le diverse dinamiche organizzative

    Occupabilità, orientamento, università, futuro del lavoro

    No full text
    Nonostante il declino demografico e il numero relativamente basso dei laureati, in Italia molti di questi ultimi non trovano un’occupazione coerente con i rispettivi percorsi universitari. Ciò è più frequente in alcuni settori. Nondimeno, numerose imprese italiane hanno difficoltà quando cercano certi tipi di lavoratori della conoscenza. Questo disallineamento è in gran parte dovuto alle caratteristiche peculiari dell’economia italiana, che presenta soprattutto imprese medie, piccole o micro. Tuttavia, anche l’offerta formativa universitaria ha alcune responsabilità. Data la presenza di un’asimmetria informativa - un ben noto difetto del mercato -, sia l’orientamento pre-universitario degli studenti di scuola superiore, sia l’orientamento professionale per i laureati dovrebbero essere regolati da un apposito organismo pubblico indipendente. Tali attività potrebbero peraltro diventare sempre più strategiche, dato il bisogno crescente di profili occupazionali innovativi, a condizione che le università siano in grado di fronteggiare le sfide che vengono dalle trasformazioni della produzione e del lavoro.Notwithstanding the demographic decline and the relatively low number of graduates, in Italy many people with university degrees do not find a job which is congruent with their credentials. This happens more frequently in certain fields. Such a mismatch is mostly due to the peculiar features of the Italian economy, based on micro, small- or medium-sized businesses that often do not employ graduates. Nevertheless, several Italian firms looking for certain knowledge workers have trouble finding them. Therefore, also the supply of university courses bears some responsibility. Given the presence of information asymmetry – a well-known market failure – both educational orientation for high-school students and career counseling for graduates should be specifically regulated by an independent public body. Such activities could become increasingly strategic in the face of a growing need for innovative job profiles, if universities will be able to meet the challenges stemming from the transformations of production and work

    Agenzie di sviluppo e politica industriale: le prospettive dell’Agenzia nazionale per la coesione territoriale

    No full text
    Global competition among countries makes the role of industrial policy increasingly salient. Such a policy should identify areas with high production potential; it should select, attract, support (without distorting competition) the most innovative and promising economic agents, choose and implement the fastest and most effective ways of intervention. The institutional framework is crucial. Especially if the policy operates during a downturn phase and/or in areas which are lagging behind, the most appropriate solution is the creation of independent agencies. Such agencies should be provided with long and specific mandates, properly isolated from the political-electoral cycle and local pressures, formed by specialists, endowed with adequate powers and funds, and evaluated according to the ability to achieve their targets. The article focuses in particular on the Irish experience and the excellent results achieved there by Ida-Ireland, even during the recent economic crisis. The establishment in Italy of the National Agency for territorial cohesion (NATC) in 2013 could become a turning point, after the failure of the previous approach based on «endogenous development ». But this may be so only on condition that the NATC be profoundly reconsidered and reformed, by assigning to it a responsibility for industrial policy and the tasks of direct intervention which are typical of the Celtic model
    corecore