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Musica docta
Rivista annuale online open access di Pedagogia musicale e Didattica della musica. Publbica in cinque lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco), conabstract in inglese (per gli articoli in italiano) o in italiano (per gli articoli in altrelingue). Articoli; percorsi didattici; commenti e interventi; recensioni
Schuberts "Forelle". Eine didaktische Annäherung an den musikalischen Sinn
Analisi del testo e della musica del Lied "Die Forelle" (D 550) e del quarto movimento del quintetto per pianoforte e archi (D 667) di Franz Schubert, nella prospettiva di una didattica dell'ascolto che punti alla comprensione critica ed estetica dell'opera d'arte musicale. Per la stesura dell'articolo sono state svolte ricerche di prima mano nella Arbeitsstelle della Neue-Schubert-Ausgabe (Tübingen)
Il melodramma a scuola. Storia, forme, didattica
Questo e-book raccoglie nove contributi riguardanti la didattica del melodramma: si tratta di otto percorsi didattici incentrati su opere che vanno da Mozart a Puccini, oltre a un saggio che delinea in sintesi le potenzialità educative dell’opera lirica. Agli insegnanti ogni percorso offre, almeno implicitamente, un ampio spettro di obiettivi formativi ai quali l’argomento trattato si presta, oltre a suggerimenti circa le metodologie di cui essi possono valersi nell’organizzare il proprio insegnamento, unitamente agli eventuali sviluppi in ottica interdisciplinare
L’Opera a Scuola: forme, storia, didattica
Presentazione, in lingua italiana e in inglese, di una serie di percorsi didattici incentrati sul melodramma dal Seicento all'Ottocento, elaborati da musicologi esperti di Drammaturgia musicale e versati nel contempo alla Pedagogia e didattica della musica. I percorsi didattici sono rivolti a docenti delle Scuole secondarie che intendano approfondire argomenti di carattere musicologico non soltanto nell'ambito specifico dell'insegnamento musicale, ma anche in altre discipline scolastiche
La musica sacra: prospettive pedagogico-didattiche del PIMS
Il contributo è stato concepito come introduzione ed enunciazione di tesi di dibattito in una tavola rotonda coordinata dall'autrice sul tema "La musica sacra: prospettive pedagogico-didattiche del PIMS"; vi hanno partecipato i seguenti autori: Paolo Cecchi (pp. 1385-1388), Maria Luisi (pp. 1389-1395), Mauro Pisini (pp. 1397-1402), Daniele Sabaino (pp. 1403-1408), Raffaele Pozzi (pp. 1409-1413), Walter Marzilli (pp. 1415-1422), Silvano Presciuttini (pp. 1423-1425), Nicola Tangari (pp. 1427-1429)
Il Saggiatore musicale
Il Saggiatore musicale
Rivista semestrale di musicologia
fondata da
Lorenzo Bianconi, Renato Di Benedetto, F. Alberto Gallo,
Roberto Leydi e Antonio Serravezza
«Il Saggiatore musicale» prende in prestito il titolo dal discorso di Galileo sulle comete, ossia dalla più bell’opera polemica che abbia avuto l’Italia, a detta dell’Algarotti. Un altro simbolo siderale, tra il mistico e il meccanico, figura in copertina: è la stella a tintinnaboli, la rota aurea che rigirava e squillava in fronte all’organo del duomo di Fulda, effigiata nella Musurgia del Kircher. Due insegne suggestive, e di non poca pretesa.
La rivista ha in realtà questa ambizione dichiarata, di alimentare la corrente (o diremo il rigagnolo?) della musicologia "critica", della musicologia cioè che, qualunque oggetto vada saggiando e soppesando, s’interroga sui fini, dubita delle opinioni, discute le teorie, compara i metodi, verifica le esperienze, pondera i risultati, escogita i linguaggi atti a rappresentarli, e daccapo ritorna a ragionar del come e del perché d’ogni ricerca. Come tale, essa si applica a qualsiasi tipo e genere di musica – alta e bassa, vecchia e nuova, bella e brutta, pratica e speculativa, concreta e metaforica – e ad un ventaglio amplissimo di temi e d’indirizzi, dall’erudizione alla storiografia, dalla filologia all’ermeneutica, dalla storia materiale alle tradizioni orali, dall’analisi alla teoria, dalla filosofia alla sociologia eccetera. Abbiamo in mente lettori – musicologi per mestiere o per diletto – che non si contentino di conoscere e sapere, ma puntino a capire e a distinguere; che siano curiosi d’ogni fenomeno purché rilevante per pregi intrinseci, o per i rapporti che intrattiene con altri fenomeni, o per l’interesse della discussione suscitata. Lettori che possan dire di cuore: «Il gusto del mio studiare è l’intendere, non il trovare»; e che però non disdegnino i ritrovati, se accrescono la comprensione.
Dirlo sembra banale: ma non è. Oggi più che mai par che prevalga la musicologia dei molti convegni, dei molti cataloghi, delle molte bibliografie, dei molti facsimili: cose utilissime tutte, ma già insufficienti in passato a fondare la ragion d’essere della disciplina, e tanto meno bastanti ad additarle un traguardo per l’avvenire. È una musicologia dedita all’accumulo dei dati e delle notizie, sollecita più del dettaglio che dei quadri d’insieme; una musicologia più populistica che democratica, visto che aprendo tanti cantieri dà a molti un poco di lavoro sùbito, ma incoraggia l’accordo supino piuttosto che lo schietto contraddittorio; una musicologia che dall’angoscia dell’ignoranza – in sé sacrosanta – trova scampo nello smercio rapido dell’indigesta vendemmia d’ogni ricerca, nell’infatuazione per l’inedito purchessia, nella filologia d’assalto, nella celebrazione di solennità, giubilei e centenari, e però rinvia sine die l’esercizio critico e si sottrae in perpetuo al dovere della sintesi e alla facoltà di sceverare ciò che nella congerie dei dati appare significativo da ciò che lo è di meno o non lo è affatto. Da questa musicologia, la nostra rivista prende le distanze.
In un dominio, quello intellettuale, dove non si dà potere costituito, «Il Saggiatore musicale» aspira a conseguire un’autorevolezza fondata sul criterio primario dell’interesse e della qualità: interesse dei temi trattati, senza preclusioni di campo; qualità, concettuale e letteraria, della trattazione. All’accertamento di tali requisiti il «Saggiatore musicale» provvede mediante il controllo e la discussione: tutti i dattiloscritti vengono esaminati e criticati da almeno due membri del comitato direttivo ed un lettore esterno appositamente interpellato; se discordi, i pareri vengono a loro volta discussi. La pluralità degli orientamenti in seno al comitato direttivo assicura la dialettica, la procedura del dibattimento collauda il consenso, la schiera dei consulenti arricchisce quella ed amplifica questo
Musica e cultura a scuola. Il laboratorio tra scienza e didattica
L'iniziativa è consistita in un corso di ricerca-formazione, a rilevanza regionale, per 120 insegnanti della Regione Puglia (formazione dei formatori), sia di educazione musicale sia di altre discipline, nelle scuole di ogni ordine e grado, e ha coinvolto anche una quota di docenti di Conservatorio.
Il corso ha compreso percorsi didattici incentrati sulla didattica dell'ascolto per la comprensione musicale, affidati a docenti universitari e di Conservatorio, e laboratori musicali affidati a docenti della scuola o di Conservatorio alla presenza di un "discussant", per una verifica sul piano metodologico-disciplinare.
Il corso ha costituito la seconda edizione rispetto all'analoga iniziativa svoltasi nel 2004.
Notizie sono anche sul sito dell'Associazione culturale "Il Saggiatore musicale": www.saggiatoremusicale.it/saggem/attivita/risconoscimenti_scintifici.ph
Das Haus des Müllers. Zur Interpretation von Franz Schuberts Liedzyklus ‘Die schöne Müllerin’
Il saggio affronta l'analisi e l'interpretazione del ciclo schubertiano ‘Die schöne Müllerin’ con strumenti interdisciplinari: storia della recezione, analisi musicale, psicologia della musica, psicopatologia fenomenologica
Presentazione
Presentazione della miscellanea di studi sui due storici dell'arte, benemeriti nella storia sia dell'Istituto di Storia dell'arte sia del Dipartimento delle Arti visive di UniBo, recentemente aggregatosi col Dipartimento di Musica e Spettacolo nel neo-costuito Dipartimento delle Arti
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