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Venezia e l'Europa. Fonti storiche. Valeggio sul Mincio 1630, Lazzaretto di Venezia, Paravia e le Pasque Veronesi, Giacomo Parma
V E N E Z I A E L’ E U R O P A
PARTE III
GLI STRUMENTI
Antologia di fonti storiche
Sezione A. VALEGGIO SUL MINCIO: UNA MACCHIA NELL'ONORE MILITARE DELLA SERENISSIMA
Prima parte: SAGGIO INTRODUTTIVO
cap. 1° La guerra di successione di Mantova (1629-1631)
cap. 2° I protagonisti al servizio della Serenissima
2.1. Girolamo Trevisan: provveditore in campo
2.2. Alvise Mocenigo
2.3. Zaccaria Sagredo: Provveditore Generale delle Armi
cap. 3° La decapitazione dei vertici militari veneziani
3.1. Francesco Basadonna: inquisitor in campo
3.2. La sentenza del Senato veneziano
cap. 4° Protagonisti del dopo 29 maggio 1630
4.1. Francesco Erizzo, comandante supremo
4.2. Le sentenze di Francesco Erizzo
4.3. Francesco Erizzo: tutti i soldati della Serenissima
4.4. Antonio Capello: commissario in Terraferma
4.5. Alvise Zorzi, provveditore generale in Terraferma
4.6. Marcantonio Busenello, residente in Mantova
Seconda parte: ANTOLOGIA DI FONTI STORICHE
1. «Narrazione di Lodovico Vimercati sopra la ritirata di Valezzo. 20 agosto 1630».
2. «Copia de Capitoli prodotti dal Sig. Zaccaria Sagredo, Provveditore, in sua difesa, sopra quali doveranno esser esaminati li testimoni».
3. «Risposta sopra la scrittura fatta dal Sig. Vimercati nella ritirata di Valezzo».
4. «Discorso sopra la condotta della Republica di Venezia nella guerra di Mantova».
5. «Scrittura del marchese Pallavicino intorno a Verona e varij luoghi circonvicini».
«Relatione seconda di quanto è seguito tra gl'Imperiali, et le genti della Republica di Venetia con la presa di 20 insegne».
«Relatione terza d'altri felici successi dell'arme imperiali contra Venetiani con il numero delli principali officiali morti et pregioni».
Sezione B. IL LAZZARETTO DI VENEZIA
B.1. Lazzaretto Vecchio
B.2. Lazzaretto Nuovo
Sezione C. I PARAVIA E LE PASQUE VERONESI
Sezione D. GIACOMO PARMA
D.1. Nota introduttiva
D.2. Cronologia della prima campagna d'Italia
D.3. La relazione di Giacomo Parm
Padre Luigi Maria da Verona al secolo Domenico Frangini
Il padre cappuccino, fra Luigi Maria da Verona, al secolo Domenico Frangini, veniva fucilato dai francesi l’8 giugno 1797
Calibrazione numerica e validazione sperimentale del metodo Direct Current Potential Drop per la misura non distruttiva della dimensione di cricca in prove sperimentali di meccanica della frattura a fatica
In questo lavoro è stato applicato il metodo Direct Current Potential Drop (DCPD) per monitorare la propagazione di cricche in provini cilindrici di acciaio al carbonio indeboliti da una pre-cricca laterale semi-ellittica. Le prestazioni della misura DCPD sono state valutate per diverse configurazioni delle sonde di corrente e di potenziale in termini di misurabilità, sensibilità e riproducibilità. La valutazione è stata condotta effettuando delle analisi elettriche agli elementi finiti. In un secondo momento, sono state condotte delle prove sperimentali a fatica per verificare il grado di accuratezza dei risultati numerici rispetto a quelli sperimentali. A tal fine, è stato progettato e testato un dispositivo che alloggia le sonde di corrente e potenziale dell'apparecchiatura DCPD con un sistema di fissaggio clip-on-specimens
Verhandlungen mit Schiller. Historische Reflexion und literarische Verarbeitung des Dreißigjährigen Kriegs im ausgehenden 18. Jahrhundert
The thesis presents an analysis of Friedrich Schiller’s works on the Thirty Years’ War: the historiographical treatise Geschichte des dreyßigjährigen Kriegs (1790-1792) and the dramatic trilogy Wallenstein (1800). The research has not only been conducted in relation to other significant works of the author, but also to other literary texts of the late 18th century which revolve around the same topic and which have mostly remained unexplored by critics. The corpus includes works by Benedikte Naubert, Gerhard Anton von Halem, A.G.F. Rebmann, Johann Nepomuk Komareck and Niklas Vogt. The selected texts differ consistently from one another in terms of genre, theme and literary quality. However, each of these documents has much to convey about aesthetical, historical, political and philosophical issues that are central to the culture of the late 18th century. The aim of this research is to contextualise these texts within their Entstehungshorizont, to analyse the discourses they engage in and to explain the reasons for the growing interest of the time for the Thirty Years’ War, thus shedding new light on Schiller’s works
Recensione di Daniele Vecchiato: Versi per dopodomani. Percorsi di lettura nell’opera di Durs Grünbein
Daniele Vecchiato offers a clear excursus on the reception of Durs Grünbein. This is the first study in Italy about this famous contemporary author that was also influenced greatly by Italian culture and literature
ANALISI NUMERICHE PER LA CALIBRAZIONE DEL METODO “DIRECT CURRENT POTENTIAL DROP” (DCPD) APPLICATO IN PROVE A FATICA DI COMPONENTI CRICCATI
La curva R è un diagramma che descrive la dipendenza del fattore di intensificazione delle tensioni di soglia dalla dimensione della cricca. I test per ricavare la curva R necessitano della misura sperimentale della velocità di propagazione della cricca in condizioni di soglia e per questo motivo la loro esecuzione richiede molto tempo. Per effettuare queste misure esistono molti metodi tra cui il “Direct Current Potential Drop” (DCPD), il quale, con un’opportuna curva di calibrazione, consente di correlare la resistenza elettrica del provino alla dimensione della cricca. In questo lavoro, è stato individuato un modo per aumentare la sensibilità del metodo DCPD al fine contenere i tempi delle prove sperimentali. In particolare, facendo riferimento a provini cilindrici di acciaio con una pre-cricca laterale semi-ellittica, è stata analizzata l’influenza sulla curva di calibrazione di parametri quali la forma della cricca, la posizione dei pin di I/O di corrente e di misura della differenza di potenziale elettrico. Per ultimo, è stato proposto un setup a due canali e tre pin per eliminare l’effetto della temperatura sulla misura
Il 1848 a Castelnuovo del Garda e Salisburgo
Si pubblicano le relazioni lette, la prima l’11 aprile 1998 in occasione del 150° anniversario della distruzione di Castelnuovo del Garda, la seconda l’8 giugno 1998 nella Chiesa Parrocchiale di S. Maria Nascente nel corso di una Messa, celebrata dal parroco Don Gabriele Zanetti, nel 150° nella morte di Don Antonio Oliosi
Don Luigi Bosio a Belfiore d'Adige
Curato e parroco di campagna, poi canonico della cattedrale di Verona, don Luigi Bosio non fu uno scrittore di libri e nemmeno un predicatore travolgente dall’oratoria affascinante come è nella più quotata tradizione dei retori ecclesiastici o laici. Non era un trascinatore di folle dal pulpito. Pronunciate con un filo di voce, le sue omelie erano prevalentemente un colloquio tra lui e il mistero liturgico celebrato. Eppure le sue parole, talvolta appena percettibili, scendevano nel cuore delle anime in virtù dell’azione dello Spirito Santo che in esse opera. Volle, però, arrivare nel cuore dei suoi parrocchiani anche attraverso la carta stampata. Se non fu autore di alcun libro, fin da subito, come parroco a Belfiore d’Adige, decise di far giungere la sua voce a tutti i fedeli attraverso un bollettino mensile. Si servì inizialmente di quello diocesano - «Pace a questa famiglia» - che metteva un paio di facciate a disposizione delle singole parrocchie della diocesi. Poi dette vita a un bollettino proprio, di cui variò la denominazione nel tempo, chiamandolo successivamente «Parrocchia della Natività», «Cittadella Cristiana», «Jerusalem Nova».
La fase diocesana del processo di beatificazione, aperta l’1 dicembre 2008 e chiusa il 29 gennaio 2012, ha offerto l’occasione per un recupero di quanto affidato da don Luigi Bosio ai suoi bollettini. Ne è uscita un’opera editoriale di mille pagine, voluta dal vescovo mons. Giuseppe Zenti e coordinata da mons. Tiziano Bonomi, nella quale l’autore cui la diocesi si è affidata, il prof. Francesco Vecchiato, ordinario di Storia Contemporanea nella Facoltà di Lingue dell’Università di Verona, ha trascritto tutti i testi vergati da don Bosio e da lui distribuiti in un trentennio di bollettini. La riedizione dei testi bosiani si completa con un profilo biografico, nel quale si richiamano i momenti salienti della vita di don Bosio dalla nascita nel 1909 alla morte del 1994, e con una terza parte nella quale si propone una rilettura tematica dei contenuti dei bollettini. I temi salienti sono nei titoli della terza parte del volume: 1. I bollettini della parrocchia di Belfiore; 2. Uno sguardo d’insieme; 3. L’ansia di santità; 4. L’Eucarestia; 5. L’amore per il papa; 6. L’amore per i vescovi; 7. Comunità liturgica; 8. La famiglia parrocchiale e la sacralità della domenica; 9. Il mistico; 10. Misticismo monastico; 11. “Cara Madonna”; 12. Poeta; 13. “La chiesa in canto”; 14. Bambini, giovani, donne, matrimonio; 15. La natura; 16. L’edilizia sacra; 17. Un modello di pastoralità: il cardinale Giuseppe Siri; 18. La contestazione; 19. Chiesa del silenzio e comunismo.
Nella seconda parte del volume, intitolata «Una Parola lunga trent’anni», dopo la trascrizione dei testi bosiani abbiamo dodici appendici, che rappresentano specifici approfondimenti del contesto in cui ha operato don Luigi Bosio, ma che vogliono illustrare anche situazioni o personalità a lui legate. Incontriamo così pagine dedicate al suo capolavoro, la nuova chiesa parrocchiale di Belfiore, e agli artisti che vi hanno operato. Tra questi i due forse più famosi sono Nereo Costantini, autore della Giulietta che milioni di turisti ammirano ogni anno nella Casa di Giulietta di via Cappello, e Raffaele Bonente, la cui opera più popolare è la colossale Via Crucis, che da Spiazzi scende al santuario della Madonna della Corona. Nell’appendice si è data voce a persone molto vicine a don Bosio, come Vittorio Casato, ma anche a chi ha fatto sanguinare il suo cuore sacerdotale come l’irriducibile gruppo di parrocchiani, che caduto il regime nel 1945, con un voltafaccia tipicamente italiano è passato dall’entusiasmo per il fascismo a quello per il comunismo. La “piccola Russia”, come era chiamata Belfiore, è rimasta compatta sulle sue posizioni, nonostante l’impegno di don Luigi Bosio sui bollettini e nelle prediche dal pulpito per far aprire gli occhi sulla brutale realtà del comunismo italiano e sulla tragedia della “chiesa del silenzio”, che egli documenta quasi mensilmente, e cui dedica ininterrotte preghiere per la conversione di chi tanto male semina nel mondo.
Nella prima parte del volume, intitolata «Un profilo biografico», troviamo anche la testimonianza di persone che hanno conosciuto personalmente don Bosio. Tra loro vi è chi lo ha conosciuto da bambina o da bambino, quando negli anni Trenta egli era curato a Legnago, come è stato per Lucia Bruschetta o don Luigi Piovan. Non manca la testimonianza di alcune delle tante anime che lo ebbero come guida spirituale. Tra costoro spiccano le monache di clausura. Alcune di loro frequentarono don Luigi Bosio e coltivarono la loro vocazione religioso-monastica durante gli anni universitari, come studentesse della facoltà di Lingue di Verona, nella quale poi si laurearono
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