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    La documentazione fotografica del lavoro delle donne e dei fanciulli all’inizio del XX secolo

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    La consistenza e l’importanza del lavoro femminile in Italia sono state a lungo sottovalutate perché a lungo nell’immaginario collettivo l’epoca della cosiddetta “seconda rivoluzione industriale”, e in Italia quella del “decollo” industriale, databile agli anni a cavallo fra i due secoli, sono state dominate dalla figura del lavoratore maschio adulto, occupato nei settori trainanti dell’industria del tempo, ovvero la metallurgia, la meccanica e altri affini. La fonte fotografica ci permette di verificare e sottoporre a critica la rispondenza di questo immaginario alla realtà delle condizioni di lavoro dell’epoca. La mole di informazioni che emergono da questa fonte è estremamente ampia e soprattutto tale da non poter essere surrogata facilmente da altre fonti. Se ne ricava una conferma visiva ad un dato che era già noto agli studiosi, ma forse non del tutto passato nelle rappresentazioni e negli immaginari collettivi: quello cioè che riguarda la diffusione e la rilevanza del lavoro femminile, in una serie amplissima di ambiti diversi

    Welfare pubblico e privato. Donne e giovani in Europa fra Ottocento e Novecento

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    Gli studi sul Welfare in Italia fra XIX e XX secolo hanno conosciuto una forte diffusione negli ultimi decenni, anche in relazione alle tensioni e agli importanti processi di cambiamento che hanno investito le politiche di Welfare nel nostro Paese. Il saggio presenta a stampa l'introduzione al convegno Welfare Women, and Youth in Italy and Europe (XIX-XX Centuries), tenutosi a Milano nel 2014, a cura di L. Tomassini e M. Minesso; convegno che si è proposto di fare il punto sugli studi in Italia e in Europa. Il saggio prende in esame le principali tendenze a livello storiografico in Europa

    Media e storia

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    “Storia e media”: più che un titolo, un campo di interessi, a cui si riferiscono i saggi ospitati in questo numero della rivista, tutti rivolti ad indagare, sotto vari aspetti, un rapporto in rapida trasformazione, che coinvolge in maniera sempre più aperta e diretta il mestiere dello storico. L’apporto principale che lo studio dei media offre, secondo il taglio che abbiamo seguito, sta nel fatto che aiuta a concepire il sistema dei media attuale non solo come un sistema sia pur evoluto e ramificato di canali e di reti che mettono in comunicazione sorgenti di saperi determinate e stabili, ma, oltre a ciò, anche come un insieme di elementi tecnici e linguistici nuovi, che sono capaci di ridefinire rapporti e interazioni fra sistemi semantici diversi, stabilendo connessioni e percorsi inediti, modificando materiali, tempi e luoghi della comunicazione e anche della ricerca

    Introduzione

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    “Storia e media”: più che un titolo, un campo di interessi, a cui si riferiscono i saggi ospitati in questo numero della rivista, tutti rivolti ad indagare, sotto vari aspetti, un rapporto in rapida trasformazione, che coinvolge in maniera sempre più aperta e diretta il mestiere dello storico. L’apporto principale che lo studio dei media offre, secondo il taglio che abbiamo seguito, sta nel fatto che aiuta a concepire il sistema dei media attuale non solo come un sistema sia pur evoluto e ramificato di canali e di reti che mettono in comunicazione sorgenti di saperi determinate e stabili, ma, oltre a ciò, anche come un insieme di elementi tecnici e linguistici nuovi, che sono capaci di ridefinire rapporti e interazioni fra sistemi semantici diversi, stabilendo connessioni e percorsi inediti, modificando materiali, tempi e luoghi della comunicazione e anche della ricerca

    Verso la mobilitazione totale. Agricoltura, industria, approvvigionamenti 1915-1918

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    Il saggio affronta il modo in cui, alla luce dei risultati degli studi degli ultimi decenni, si possono valutare le concezioni e le culture che sostennero i sensibili cambiamenti e oscillazioni nei livelli e nelle tipologie di intervento statale che si registrarono durante il conflitto, prendendo in esame all’interno di un quadro di “economia di guerra” le forme di mobilitazione messe in opera nei principali settori interessati. Si pensi, oltre alla mobilitazione dell’apparato produttivo industriale, alla estensione e alla articolazione degli organismi di controllo sociale, di coordinamento della distribuzione di materie prime, degli approvvigionamenti alimentari; del livello assolutamente inedito e pervasivo della ingerenza dello Stato in tema di risorse agricole e di regolazione dei consumi; si pensi all’impatto della smobilitazione e della cosiddetta “restaurazione liberista” nell’immediato dopoguerra. Si pensi anche al fatto significativo che entro questi contesti di mobilitazione economica, entro queste nuovi e a volte effimeri assetti istituzionali che si formano durante il conflitto, nacquero anche alcuni dei più significativi esperimenti di mobilitazione dell’intellettualità e della scienza in Italia

    Random fatigue. A new frequency domain criterion for the damage evaluation of mechanical components

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    The evaluation of the fatigue behavior of mechanical systems and components subjected to random loads is increasingly being addressed to the frequency domain environment both in terms of dynamic analysis and in terms of results post-processing. The procedure set out in the paper (bands method) is formulated without assumptions about the shape of the Power Spectral Density (PSD) function to be analyzed, in order to obtain a criterion that can be applied to any typology of the related random process. The basic idea of the proposed approach is that each PSD function can be divided into frequency bands, for each of them a Rayleigh distribution could be associated and that the aforementioned distributions could be opportunely combined to obtain the actual damage. The method is theoretically developed and numerically validated on a particular subset of PSD functions by comparing the results obtained with those carried out by the time domain damage evaluation reference method and a frequency domain direct approach (Dirlik’s method). With regard to the time domain reference criterion the stress time histories are generated by the indirect method (a previously defined authors’ method), the cycles spectra are obtained by Rain Flow Counting, (RFC) and the damage is evaluated by Palmgren-Miner’s rule

    Le "sacre memorie" risorgimentali

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    Il culto del Risorgimento militare nella toponomastica urbana e nella "tradizione" dell'Italia unita: fonti e interpretazion

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    The oldest record of <i>Ceratophrys</i> (Anura, Ceratophryidae) from the Late Miocene of central Argentina

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    Supplemental materials are available for this article for free at www.tandfonline.com/UJVP Citation for this article: Nicoli, L., R. L. Tomassini, and C. I. Montalvo. 2017. The oldest record of Ceratophrys (Anura, Ceratophryidae) from the Late Miocene of central Argentina. Journal of Vertebrate Paleontology. DOI: 10.1080/02724634.2017.1261360.</p
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