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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    NON SPRECARE LA CRISI. L’ENSEMBLIER, PROFILO EMERGENTE DELLA RIGENERAZIONE URBANA

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    E’ convinzione diffusa che la mutazione recente di culture e stili di vita delle comunità urbane contemporanee sta operando una traslazione di coordinate sempre più decisa della città verso la dimensione del management. La partita del nuovo “prodotto città” si va giocando sempre più sul tavolo dei modelli organizzativi di coordinamento e gestione dell’intero ciclo di piani, programmi e progetti , governando con un ampio ventaglio di strumenti, profili e nuove competenze la complessità delle traiettorie d’interazione tra i diversi portatori d’interesse orbitanti sugli scenari di trasformazione dello spazio urbano. I soggetti ispiratori dei progetti e le pubbliche amministrazioni (talvolta coincidenti ma spesso distinti) sono ormai coscienti che obiettivi di fondo delle politiche di rigenerazione urbana quali valorizzazione del capitale sociale, rilancio dello sviluppo locale, qualità dello spazio pubblico, efficienza dei servizi, messa in valore del patrimonio identitario degli insediamenti hanno maggiori probabilità di essere conseguiti attraverso l’attenzione alla dimensione gestionale della costruzione della città, curando con grande attenzione gli aspetti di coordinamento delle estese e articolate forme di conoscenza e di expertise necessarie al management dello spazio urbano “in divenire”. Nel solco delle forme evolutive di pilotaggio del ciclo del progetto si staglia la dialettica tra l’iperspecializzazione delle competenze e la domanda di profili in grado di orchestrare la “felice collisione” di forme di saperi e posizioni culturali tanto eterogenee. Da qui la necessità di “mettere a sistema”, ricompattare organicamente le diverse sfaccettature delle componenti coinvolte nella “maitrise d’ouvrage” del prodotto città. L’ensemblier, la nuova figura cardine del management integrato dell’intero ciclo del programma/progetto urbano contemporaneo, intende rispondere a tali esigenze proponendosi come forma evolutiva e più matura dell’originario project manager. Le sue attribuzioni riguardano non solo la possibilità di integrare le tradizionali conoscenze di settore, ma soprattutto la capacità di dar vita e gestire autorevolmente la cabina di regia di operazioni urbanistiche complesse mitigando la dimensione verticale delle competenze e ricomponendo verso obiettivi cooperativi comuni l’articolata panoplia di interessi altrimenti destinati al conflitto. Ma può esistere concretamente un tale profilo in un’epoca superspecializzata come quella attuale ? Non siamo più all’epoca della flessibilità progettuale ed esecutiva dei capimastri, costruttori delle cattedrali medioevali , o della geniale versatilità degli artisti del Rinascimento e del Barocco. L’ensemblier che la cultura transalpina sta mettendo a fuoco come declinazione evoluta del tradizionale amenageur , appare in realtà una figura ideale, difficilmente identificabile in una singola personalità, più credibile come costruzione d’equipe, una task force di competenze multiple organicamente coordinata e pronta a gestire le fasi dei programmi di rigenerazione o dei progetti urbani facendo fronte a criticità fisiologiche, cambiamenti di strategia, fasi d’incertezza. D’altra parte l’idea della dimensione coordinata è connaturata al concetto di governo della città; più ancora della tradizionale disciplina del fare urbanistica sottende fisiologicamente competenze plurime (giuridica, sociale, economica, ambientale, geografica, morfologico-spaziale, ....) Anzi, oggi è ormai maturo lo sguardo al ruolo della civitas, nelle sue articolate componenti, come soggetto, o meglio come insieme di soggetti concorrenti ai processi di assunzione delle decisioni e di costruzione della città. Nei casi di democrazia deliberativa particolarmente virtuosi i gruppi d’interesse civico possono arrivare a cooperare alla definizione degli assi strategici di trasformazione insediativa o delle linee guida delle politiche urbane. Urban Center: luogo di convergenza e confronto di saperi e competenze per il pilotaggio di programmi e progetti Da qui l’idea - e i concreti riscontri che in Francia e in altri paesi sono già verificabili - che l’ensemblier possa essere incarnato da un gruppo di esperti portatori di articolate competenze e saperi legati non soltanto ai tradizionali attori privilegiati del rapporto pubblico-privato (pubbliche amministrazioni e promoters) ma anche ai diversi stakeholders minori, portatori di interessi diffusi e recessivi che tuttavia sono ricchi di conoscenze spesso trascurate dai registri tradizionali dei modelli di diagnostica, ideazione e implementazione dei progetti. Nel contesto delle politiche di rinnovo urbano, tra le competenze da rafforzare per la costruzione del nuovo profilo dell’ensemblier , la cultura francese colloca in posizione strategica la dimensione informativo-comunicativa e concertativa dei progetti con, sullo sfondo, la questione della democrazia deliberativa. Sulla scia della maturazione delle politiche di partecipazione e di coinvolgimento di un vasto parterre di attori rappresentativi delle comunità secondo i modelli consolidati negli USA già nella prima parte del secolo scorso, anche in Europa - come è noto - il fenomeno degli Urban Center ha conosciuto una stagione di grande sviluppo negli ultimi decenni. Forme interpretative e stili di attivazione di tali strutture sono legate alla cultura giuridica e di governo della cosa pubblica. In Italia a una prima fase nella quale il modello più diffuso ha visto il protagonismo della pubblica amministrazione come soggetto ispiratore e detentore dei canali informativo-comunicativi attivati negli Urban Center negli ultimi tempi si fa strada una forma di ibridazione del privato (Fondazioni bancarie, Camere di Commercio, Società di utilities...). Nell’ottica della maturazione dei principi di allargamento della democrazia partecipative e deliberativa, perché non pensare dunque agli Urban Center come luoghi di confluenza dei portati culturali e delle diverse competenze in gioco nei programmi di trasformazione urbana, spazi elettivi per coagulare le diverse forme di saperi e conoscenze utili alla stabilizzazione e concreta attuazione del ciclo del progetto ? Avventura Urbana, Urban Center Metropolitano di Torino, Urban Center di Bologna presentano con stili diversi forme d’interpretazione attiva dell’accumulazione di saperi e competenze finalizzate all’accompagnamento dei progetti in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. Si presenta dunque di estremo interesse il confronto dialettico delle articolate declinazioni sul tema, alla luce della vivacità e della concretezza delle politiche di rigenerazione in atto in quelle realtà urbane

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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