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Conclusioni
Il breve saggio conclusivo fornisce le ragioni del numero monografico di "Schede Umanistiche" dedicato alle scritture femminili ("Dai margini al centro: indagine storico-culturale e di genere fra Quattro e Cinquecento sulle scritture femminili"). In particolare, si ripercorre il dibattito critico internazionale e si delineano le prospettive di ricerca sul tema
Alle origini di un modello biografico. Note su Paolo Giovio e Giorgio Vasari
Il saggio analizza le scritture biografiche di Paolo Giovio e Giorgio Vasari, come modello di riferimento nel Cinquecento, e dal punto di vista di un Dizionario biografico moderno. Dopo aver ricostruito i legami fra i due scrittori, il saggio prende in esame le biografie degli artisti per mettere in luce il meccanismo stratificato dell’aneddotica, rapida e incisiva nello storico lombardo, che si trasforma in competenza anche tecnica nelle Vite vasariane. In tal modo prende forma il paradigma biografico che approda, con consapevolezza storiografica diversa, alla scientificità delle “voci” nelle raccolte moderne
«Un poco di perfetto balsamo per un suo estremo bisogno». Vittoria Colonna e la bellezza femminile
Il 4 dicembre 1531 Paolo Giovio scrive a Federico Gonzaga, duca di Mantova, per chiedere
un perfetto balsamo per conto di Vittoria Colonna. Nel Dialogus de viris et foeminis aetate nostra
florentibus, Giovio riprende il dettaglio del balsamo e tratteggia la figura della Marchesa di Pescara
secondo un duplice piano : è l’eleganza sensuale e raffinata di balsami e profumi ma anche il rigore
spirituale, e quasi “virile”, di una vita ascetica. In tal modo Giovio costruisce un ritratto memorabile
della Marchesa per raccontare il declino di un’epoca dopo il sacco di Roma e la dimensione etica
personale di una figura centrale del Rinasciment
Introduzione
L'Introduzione di Elide casali traccia le coordinate cronologiche (età moderna, l"'età dei maghi" secondo la definizione di Paolo Rossi), spaziali (Romagna) e culturali (scienza e letteratura) cui si riferiscono i saggi elaborati da una serie di collaboratori ( F. Bacchelli, G. Cerasoli, L. Michelacci, F. Gatta, A. Natale, M. Carreras, G. Ernst, E. Zinato, G. Olmi, M. Prandi) su una serie di testi e fonti presenti nelle Raccolte Piancastelli conservate presso la Biblioteca Comunale"A. Saffi" di Forlì"
Numero Monografico "Dai margini al centro: indagine storico-culturale e di genere fra Quattro e Cinquecento sulle scritture femminili" Schede Umanistiche
Il volume è il risultato di una call internazionale sulle scritture di donne fra Umanesimo e tardo Rinascimento (numero monografico speciale di «Schede Umanistiche» XXXI 2017). Il numero si è proposto due scopi primari: 1) svolgere una ricognizione sulle opere italiane, manoscritte o a stampa, fra letteratura e altri generi (dunque guardando all’orizzonte complessivo dei generi di scrittura inclusa quella destinata alla rappresentazione teatrale) firmate da donne fra il XV e XVI secolo; 2) Definire, attraverso le scritture o le rappresentazioni iconografiche, il ruolo politico e sociale delle donne nell’arco temporale prestabilito con particolare attenzione ai ruoli che la donna ha assunto in campo politico, religioso, filosofico e iconografico. Il risultato è una indagine, secondo prospettive diverse, sulle scritture femminili da parte di studiosi e studiose che afferiscono a Istituzioni italiane e straniere
Un modello per Pirandello: Capuana e gli spiriti
Il saggio analizza l’influenza di Capuana sull’opera di Luigi Pirandello. Dalle riflessioni sullo spiritismo, e dalle esperienze mediatiche: di scrittura automatica, Capuana elabora la teoria dell’allucinazione artistica e proclama il principio di un’arte che crea personaggi vivi, capaci di agire nella realtà come esseri autonomi. Tra il 1904 e il 1915, il giovane Pirandello raccoglierà alcuni spunti di quelle riflessioni, com’è evidente ne Il Fu Mattia Pascal, per la scena della seduta spiritica, e soprattutto nel racconto Personaggi e poi in Sei personaggi in cerca d’autore. Il mistero della percezione sensibile è il nodo comune dei due scrittori siciliani che, alle soglie del Novecento, sembrano passarsi il testimone sulle domande relative al principio della duplicità dell’essere
Promotional reflexivity : irony, de-fetishisation and moralization in the bodyshop promotional rhetoric
"Credeva fermamente che un nero istruito fosse un nero pericoloso". Leggere Du Bois al tempo di Maroni.
I fenomeni migratori dell'attualità, che creano tensioni interculturali, ripetono nelle società odierne le logiche separative della "linea del colore", strumento euristico elaborato negli USA del primo Novecento da Du Bois.
Per la prima volta si tenta nel saggio l'applicazione dei critreri d'analisi della società razzializzata statunitense, elaborati dal grande studioso afro-americano, ad una lettura delle trame e delle figurazioni narrative realizzate da autori migranti in lingua italiana, con particolare attenzione ai testi prodotti da figure di seconda generazione
Translation Studies and Poscolonial Studies
Il contributo analizza l'uso e la rilevanza del termine "traduzione" nell'attuale congiuntura globale, con particolare attenzione al discorso postcoloniale. In esso il focus è orientato alla connesione tra traduzione, cultura e identità, nel tentativo di superare una concezione statica dell'identità e del suo legame con la nazione, per promuovere la creazione di sfere pubbliche diasporiche nelle quali il soggeto è già da sempre in traduzione. In questo quadro la letteratura assme un ruolo centrale e fondativo di identità ibride e meticce, senza però occultare, bensì problematizzando, le zone di intraducibilità, che, se misconosciute danno origine ad una violenza semica ed epistemica
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