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    Note e melodie entrano...in ospedale...e non solo

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    La musicoterapia non è da intendersi solo come momento di distrazione, in quanto può essere un alleato terapeutico, una pratica integrativa nel processo di cura e di guarigione.La musica ci aiuta a migliorare, modificare e rendere molto più salubre l’ambiente dove si cura e si lavora. Se la musica ha la capacità di ispirare il benessere psico-fisico significa che è strettamente connessa con la promozione della salute. Questo nuovo approccio è orientato a sviluppare attraverso l’equilibrio dinamico delle componenti fisiche, psichiche, sociali, culturali e spirituali tutto il potenziale umano di autorealizzazione delle persone.L’obiettivo MUSICALE vuole essere un aiuto per:•esprimere ed alleviare paure e dolore•attenuare situazioni di disagio•ridurre il tempo di inattività dovuto all’ospedalizzazione•incrementare ogni forma di comunicazione•favorire l’attività creativa•aumentare i momenti e le ore di sonno, rilassamento e decontrazione muscolare•ridurre lo stato di ansia, e sollecitare uno spostamento da uno stato di indifferenza affettiva ad uno di dinamismo emozionale•sostenere i processi di apprendimento e memorizzazione•favorire i processi di integrazione socialeIl potere terapeutico della musica è un coinvolgimento affettivo e corporeo insieme. Ascoltando la musica si possono sperimentare sentimenti già vissuti come l’amore, la sicurezza, l’esaltazione, la tristezza, la calma ottenendone una sensazione piacevole che può essere il primo passo verso un positivo cambiamento. La musicoterapia può aumentare il senso di sicurezza soggettiva ed attenuare le angosce di morte, può disciplinare il pensiero, facilitare il rilassamento e creare un clima psicologico gradevole, che allontana dalle esperienze negative e dolorose. Si ritiene che la musicoterapia di gruppo faccia leva sul potere di migliorare l’ordine nel comportamento sia individuale che collettivo, tramite un meccanismo di autocontrollo. Un altro modo di fare musicoterapia è quello di utilizzare il canto. Riconoscere una canzone implica una memoria affettiva, un ricordo del passato che può essere piacevole o irritante. La tecnica del canto viene fatta su imitazione, dopo aver ascoltato l’intonazione di alcuni intervalli, si lascia la libertà di interpretare e di giocare con il suono, inebriando la persona del piacere della melodia, che può anche coinvolgerla in un ballo.La musicoterapia nelle forme patologiche gravi, risulta invece più complessa, soprattutto quando ci si trova di fronte un paziente sofferente. In queste circostanze, la musica è un mezzo di comunicazione non verbale, che può agire anche a livelli intellettuali molto modesti o con pazienti non molto collaboranti, a causa di una condizione fisica particolarmente debilitante e dolorosa. Anche nei bambini autistici la musica sembra essere vantaggiosa, proprio perché elimina l’ansia derivante dal contatto diretto, che è spesso la causa del blocco della relazione. In questi soggetti genera una percezione gradevole che può indurre una risposta motoria anche di tipo ritmico e quindi una progressiva eliminazione dell’isolamento dall’ambiente. Un intervento di musicoterapia non consiste nella prescrizione di 10 minuti di ascolto musicale al posto di una pillola.Esso richiede, per una corretta applicazione modalità precise, quali un setting, un protocollo di lavoro, momenti di verifica e professionisti preparati.Perché un articolo di musicoterapia su una rivista infermieristica?Perché sia uno stimolo ed una sensibilizzazione più forte dei professionisti verso una assistenza infermieristica disponibile a ricercare il benessere della persona assistita, anche all’interno di percorsi alternativi

    Politiche, lavoro, territorio: ripartiamo da qui

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    L'articolo fa il punto delle più recenti trasformazioni socio-economiche, con particolare attenzione al quadro regionale, e identifica alcuni assi di lavoro che il progetto culturale ed editoriale della rivista intende privilegiar

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Bisogna difendere gli studi di genere

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    Il contributo ripercorre lo stato degli studi di genere in Italia dal punto di vista della ricerca e della didattica

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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