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L'"OTTOCENTO" TEDESCO DI ANTONIO LABRIOLA
Sommario
L’ampia e approfondita conoscenza che Antonio Labriola aveva della filosofia e più in generale della cultura tedesca nel diciannovesimo secolo viene ricostruita e valutata in questo saggio per comprendere il peculiare modo in cui Labriola ha interpretato il materialismo storico. Attraverso la ricostruzione dei complessi rapporti del filosofo italiano con il pensiero di Herbart, Lotze, Wilhelm von Humboldt, Lazarus, Steinthal, Droysen, Böckh, Bernheim, Theodor Lipps, Paul Drobisch – ricostruzione basata sui testi di Labriola ma anche sul suo ricco epistolario – vengono messi i luce i nessi teorici che lo hanno condotto alle posizioni espresse nei diversi saggi sul materialismo storico; in particolare, viene affrontato in tutto il pensiero di Labriola lo sviluppo dei concetti di storia e di leggi storiche. E’ stato così possibile inserire il pensiero di Labriola nel contesto della filosofia europea del diciannovesimo secolo e cioè nel dibattito metodologico su scienze della natura e scienze dello spirito e della cultura, nel dibattito sulle implicazioni filosofiche della teoria darwiniana dell’evoluzione, nella genesi dello storicismo. Risulta così con chiarezza come il modo in cui Antonio Labriola ha elaborato originalmente il rapporto tra storicismo e materialismo storico costituisca uno degli aspetti più significativi della storia della filosofia italiana.
Abstract
The research reconstructs and considers the wide and profound knowledge of german philosophy and generally german culture of the nineteenth century of which Antonio Labriola has been in possession, for comprehending his peculiar interpretation of the historical materialism. By means of the reconstruction of the complex relations of the Italian philosopher with the way of thinking of Herbart, Lotze, Wilhelm von Humboldt, Lazarus, Steinthal, Droysen, Böckh, Bernheim, Theodor Lipps, Paul, Drobisch – a reconstruction based both on the texts and the rich collection of letters of Labriola – , the theoretical connections are highlighted on which his essays on historical materialism are founded. Particularly the research is dealing with the development of the concepts of history and of historical laws in all the course of Labriola’s thought. It was also possible to insert Labriola’s thought in the context of the European philosophy of the nineteenth century, namely in the methodological debate on the distinction between natural sciences and cultural sciences, in the debate on the philosophical implications of the Darwin’s theory of the evolution, in the origins of the historicism. It appears so clearly that Antonio Labriola has developed in a novel way the relations between historicism and historical materialism and that his thought represents an important stage in the Italian history of philosophy
Labriola e "l'idealismo"
Ricerca sulla valenza e il significato del termine 'idealismo' negli scritti di Labriola, nell'intero arco della sua produzione intellettual
Psicologia e filosofia della storia: continuità e differenze. Una riflessione sul rapporto tra Labriola e Hegel
Lo studio della psicologia costituisce una delle chiavi d'accesso all'interpretazione dell'agire umano. In questo senso Labriola cerca e trova nella filosofia dello spirito soggettivo di Hegel un approccio alla psicologia di stampo filosofico
Discorrendo di Antonio Labriola e Luigi Credaro
Il saggio prende le mosse dall’approvazione, il 27 maggio 1902, da parte del Consiglio della Facoltà di Filosofia e Lettere della “Sapienza” di Roma, della domanda di trasferimento alla cattedra di Pedagogia presentata da Luigi Credaro, allora ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Pavia, decisione nella quale recitò un ruolo determinante l’Ordine del giorno presentato da Antonio Labriola, nel quale il filosofo cassinate, titolare dal 1874 nell’Ateneo capitolino della disciplina su cui verteva l’istanza del Valtellinese, esprimeva parere favorevole alla richiesta del collega lombardo, previa accettazione della domanda di trasferimento alla cattedra di Filosofia teoretica della Facoltà filosofico-letteraria romana, che egli a sua volta, da tempo, aveva presentato al Ministero della P. I.. L’autore si domanda se nella circostanza si sia realizzata qualcosa di più di una semplice coincidenza di interessi fra Labriola, che per l’aggravarsi del cancro alla laringe che lo avrebbe poi condotto alla morte desiderava dedicarsi a un insegnamento meno impegnativo, sotto il profilo del numero di studenti frequentanti, rispetto a quello che aveva ricoperto per quasi 30 anni, e Credaro, giunto con la pubblicazione di La Pedagogia di G. F. Herbart (1900), la fondazione e l’elezione alla Presidenza dell’Unione Magistrale Nazionale (1901), ecc., alla piena maturità intellettuale e a un punto di svolta della sua carriera politica e scientifica, nella quale il passaggio alla “Sapienza” quasi si imponeva per collocarne e consacrarne definitivamente la figura e l’azione su una dimensione compiutamente nazionale (come in effetti poi si verificò). Contraddicendo numerosi interpreti che sostengono, ma senza suffragare in alcun modo tale affermazione, che il trasferimento di Credaro alla “Sapienza” si realizzò per una ben precisa “volontà” di Labriola, quasi che questi chiamasse a sé il Valtellinese, avendolo prescelto come suo successore, l’autore documenta come il Cassinate conoscesse poco o punto la produzione scientifica del collega lombardo, al quale peraltro ancora nel 1895 erroneamente attribuiva un orientamento spiritualistico; mentre sull’altro versante, nelle pur numerose occasioni in cui si era occupato di Herbart e di herbartiani, Credaro aveva del tutto ignorato l’opera di Labriola, addirittura collocato, nel suo saggio Philosophie in Italien, nella autorevolissima sede del Grundriss der Geschichte der Philosophie curato da Friedrich Ueberweg, fra i Positivisten (e per di più in una posizione del tutto marginale). Pertanto, per l’autore del contributo “l’incontro” del 27 maggio 1902 non fu in alcun modo programmato, secondo una qualche “strategia” politico-accademica, e non ebbe, in pratica, precedenti; piuttosto, come testimoniano la lettera e la breve nota autografa, vergata sul proprio biglietto da visita, inviate da Labriola a Credaro sul declinare del novembre 1902, individuate dall’estensore del contribuito nel Fondo intitolato allo studioso e uomo politico valtellinese conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, che documentano un consistente scambio di pubblicazioni fra i due studiosi, quella riunione del Consiglio di Facoltà va considerata l’inizio di una effettiva reciproca conoscenza, subito improntata a reciproca stima, e di un percorso in una qualche misura condiviso. Fu un tratto breve, quanto a durata temporale, per la scomparsa di Labriola, sopraggiunta nel febbraio 1904, ma nell’ipotesi dell’autore, accennata a conclusione del lavoro, probabilmente non senza una significativa incidenza, nel breve e soprattutto nel lungo periodo, sull’interpretazione di Herbart e sulla definizione della teoresi educativa e della “enciclopedia pedagogica” di Luigi Credaro.On May 27, 1902 the Council of the Arts and Philosophy Faculty of "La Sapienza" university in Rome accepted Luigi Credaro's application to the Chair of Pedagogy and his subsequent transfer from the University of Pavia where he was professor of History of Philosophy. A significant help towards the acceptance of the application was provided by the Agenda of the council meeting suggested by Antonio Labriola, Chair of Moral Philosophy since 1874. Labriola's health was deteriorating and the Council also accepted his transfer to Theoretical Philosophy which was a far less taxing course as regards the number of attending students; conversely for Credaro, the transfer to the greatest Italian University represented, together with the publishing of La Pedagogia di G. F. Herbart (1900), the full recognition and acceptance of his scientific and academic figure. This paper delves into the relationships between the two scholars, starting from this very episode and concludes that this was merely a coincidence of interests: several researchers have argued that Credaro's transfer had happened because Labriola had "wanted it" but the author demonstrates that before this event Labriola knew very little of Credaro's works and that Credaro, in turn, basically ignored Labriola's works, even those of his Herbart studies period. Therefore, it was only thanks to the arrival of Credaro in Rome that a relationship of personal and intellectual exchange (documented, as the essay points out, also by the analysis of two handwritten messages that Labriola sent to Credaro in November 1902, and which are presently stored in the Central State Archive in Rome) developed: their exchanges were short-lived and ended with Labriola's death in February 1904 and despite that they had a significant impact, especially on the long run, on the interpretation of Herbart's works and on Credaro's educational theoresis
Spaventa, Labriola e il problema della mediazione
Il contributo ricostruisce il nesso Labriola-Spaventa
Metodologia sperimentale e ricerca educativa: intuizioni negli "Scritti pedagogici" di Antonio Labriola
Questo contributo vuol evidenziare il fatto che negli Scritti pedagogici di Antonio Labriola, pur non tecnicamente sperimentali, vi siano tuttavia presenti elementi disciplinari che vanno nella direzione di uno sperimentalismo educativo. E ciò, in particolare: 1. dal punto di vista della verifica critico-metodologica delle variabili; 2. nel quadro di un’analisi dei mutamenti dell’esistente pedagogico oggetto di studio, nonché della elaborazione razionale e dell’ampliamento della conoscenza dei termini del problema educativo (nei suoi aspetti). Di qui, nel contributo in questione, la sottolineatura dell’importanza secondo Labriola del profilo culturale e di determinati atteggiamenti professionali propri del maestro; e, dunque, del ruolo che assumono nei confronti dell’educando la “razionalità”, il “metodo”, gli “strumenti”, la “verifica dei cambiamenti”, l’“interesse” e la “motivazione”, la “sperimentazione”, la “critica”
Per una teoria del mercato – Labriola, Croce, Gramsci
Il volume affronta il problema del mercato nelle posizioni di Labriola, Croce e Gramsci
Morfologia, specialismo e teoria del mercato in A. Labriola
L'articolo affronta il nesso tra saperi speciali e concezione del tempo storico in Labriola rapportandoli alla questioni di una teoria del mercat
Felix Jacoby, Herodotus, § 26, in "Pauly-Wissowa, RealEncyclopaedie", Suppl. B, II, 1913
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