183 research outputs found
Multifactorial approach to induce E. coli diarrhoea in weaned piglets
Hydrophobic prolamins are endosperm storage proteins accounting for about 40% of the total protein in most cereal seeds. Despite the absence of a reference method, several procedures have been periodically published to quantify prolamins in cereals. The aim of this study was to compare a conventional fractionation assay (LND) vs three other methods: one based on sequential extractions (HAM) and two rapid turbidimetric procedures (L&H and DRO). Prolamins were extracted in duplicate on barley, corn and wheat samples. For the turbidimetric prolamin evaluation in barley and wheat, a universally available purified gliadin, as alternative to purified zein, was also tested as standard reference material (SRM). The extraction prolamin values were different among grain types (P<0.01) and methods (P<0.01) without interaction (P>0.05). LND agreed sufficiently well both with HAM and with L&H methods (R 2=0.664 and R 2=0.703, respectively, P<0.01). On all tested cereals, LND and L&H gave similar prolamin extraction values (P>0.05), whereas a higher prolamin quantification was obtained using HAM (P<0.05). Overall, DRO did not provide similar comparison and performance parameters with respect to other method comparisons. The effect of changing purified zein with purified gliadin was noteworthy only for L&H, both for wheat and barley samples (P<0.01). Considering the increasing attention of animal nutritionists on prolamins, our results could get useful information for routine laboratory analysis
Mycoplasma hyopneumoniae temporal trends of infection and pathological effects in wild boar populations
Mycoplasma hyopneumoniae (Mhyo) is the principal etiological agent of enzootic pneumonia (EP), one of the most economically important diseases in the pig production industry worldwide. Although swine and wild boars (Sus scrofa) share susceptibility to Mhyo infection, information regarding the dynamics of Mhyo infections and pathology in wild boars is currently limited. Therefore, the aim of this study was to determine the spatiotemporal dynamics of Mhyo infections in free-living wild boars through serological ELISA testing. Additionally, the presence of EP-like gross lesions and their association with the presence of Mhyo, based on a PCR assay, were assessed. Over a period of 5 years, antibodies against Mhyo were detected in 655 (30.0 %) of the 2,177 analyzed wild boars. A generalized temporal increase of seroprevalence coupled with an increase of mean antibody titers of seropositive individuals was found. Moreover, a similar seroprevalence between age classes associated with higher antibody titers of younger individuals indicated the wild boars were infected during the early stages of their life. Out of 99 lungs tested, 43 showed EP-like lesions and 45 were PCR positive for the presence of Mhyo DNA. The lung lesion scores were related to the sex and age of the wild boars, with young individuals having higher lung scores than others, and there was a positive association with the Mhyo PCR-positive status. The temporal increase of the Mhyo seroprevalence and infection association with EP-like lesions, when coupled with the spreading of wild boar populations, raises concerns on the epidemiological role of this species
Diagnosi di enteropatia proliferativa suina da Lawsonia intracellularis.
L'enteropatia proliferativa è una patologia enterica estremamente comune nel suino ed è causata da Lawsonia intracellularis, un batterio intracellulare obbligato. La malattia si manifesta in differenti forme cliniche, tutte caratterizzate macroscopicamente da un ispessimento della mucosa del piccolo intestino e del colon. La modificazione istologica di base è rappresentata da un processo proliferativo di cellule epiteliali immature nelle cripte dell'ileo e del colon, che porta alla formazione di cripte allungate o ramificate. Le cellule proliferate contengono grandi quantità di batterio all'interno del citoplasma. Sono state sviluppate diverse metodiche per la diagnosi della malattia, come tests sierologici e PCR. L’istologia, e in particolare l’immunoistochimica, sono le metodiche migliori per la diagnosi post mortem della malattia
Development of swine farming in Italy: Weakness and risk factors [Evoluzione del comparto suinicolo in Italia: Criticità e fattori di rischio]
In Italy pig industry is one of the most important sector in livestock husbandry, also as a consequence of the economic value of by-product production. Pig farming is mainly concentrated in Northern Regions where, over the past decade a significant increase in pig population has occurred. In the remaining Regions pig farming is less specialized and it is characterized by small-scale holdings mainly for self-consumption or for small-scale trade. The presence of different pig farming systems determine the coexistence of different: management systems, production scales, health and bio-security standards, market requirements and production costs; all these factors are considered relevant for diseases spreading. Theoretically the application of rigorous prevention measures (bio-security) may modulate the risk of disease diffusion but, data emerged during the surveillance and eradication campaigns, indicate that the bio-security measures applied are too weak to guarantee the status of the entire system. This inconvenience could be overcome throughout the assignment of different levels of risk, to be established throughout the collection of objective parameters on the holding. Trade between farms of the same level of risk and same health standard could guarantee the status of the entire sector and safeguard the economic and market requirements of the different production systems.
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Osservazioni sulla presenza e persistenza del virus della PRRS in tessuti diversi di suini nati da scrofe infettate sperimentalmente
Indagine sulla patogenicità di ceppi mobili di aeromonas spp. isolati da specie ittiche
Lo studio della patogenicità di Aeromonas spp. è caratterizzato da notevole complessità, sviluppandosi in genere su più livelli e comprendendo saggi biologici in vitro (linee cellulari) ed in vivo (modelli animali), esami molecolari ed analisi delle proprietà fenotipiche degli isolati.
Nell’ambito di una tesi di specialità (Allevamento, Igiene, Patologia delle Specie Acquatiche e Controllo dei Prodotti Derivati) sulla caratterizzazione in vitro della virulenza di questi microrganismi, sono stati esaminati 101 ceppi di Aeromonas mobili, provenienti da specie ittiche selvatiche (69), allevate (26), ed ornamentali (6). L’isolamento è avvenuto da pesci setticemici (27) e apparentemente sani (74). Per ciascuno degli isolati, identificati biochimicamente a livello di complex, sono state analizzate le proprietà citotossiche su tre diverse linee cellulari (EPC, BF2, Vero) ed una serie di caratteristiche colturali (crescita a 37°C, emolisi), biochimiche (test VP, decarbossilazione della lisina, fenomeno del suicidio) ed enzimatiche (lipasi, gelatinasi) indicate in letteratura come potenziali fattori di virulenza di Aeromonas spp. In particolare, si è indagato sulla correlazione fra questi fattori, la fenospecie dei ceppi (A. hydrophila, A. sobria, A. caviae), la provenienza (selvatica, allevata) ed il quadro clinico delle specie ittiche d’isolamento.
In generale, lo studio ha registrato alte prevalenze (54.5-99.0%) dei potenziali indicatori di patogenicità all’interno del campione testato. La produzione di lipasi (98.0%) e gelatinasi (99.0%) è stata il fattore più frequentemente riscontrato. Anche le caratteristiche colturali/biochimiche hanno mostrato un’ampia diffusione fra i ceppi esaminati, con prevalenze variabili dal 70.3% (crescita a 37°C) al 94.1% (fenomeno del suicidio: attività non suicida). L’attività citotossica ha rappresentato il fattore di virulenza meno prevalente (54.5%).
Dai risultati è emersa una correlazione della capacità di crescita a 37°C, attività emolitica e citotossica con la fenospecie dei ceppi, in particolare con i complex A. caviae (crescita a 37°C) ed A. hydrophila (attività emolitica e citotossica). Ad esclusione dell’azione decarbossilasica sulla lisina, prevalente negli isolati selvatici, nessuno dei markers di virulenza è risultato associato all’origine dei ceppi. Solamente la crescita a 37°C è stata correlata con presenza di patologia nei pesci, indicando una scarsa significatività dei fattori fenotipici analizzati nella caratterizzazione in vitro in tal senso della patogenicità di Aeromonas spp.
Dei sistemi cellulari testati, le cellule Vero si sono dimostrate le più sensibili alle citotossine prodotte da Aeromonas spp. Si ritiene comunque che l’importanza di utilizzare le cellule Vero sia legata, oltre ad una migliore visualizzazione dell’effetto citopatico, anche alla possibilità di individuare ceppi in grado di esprimere il loro potenziale patogeno nei mammiferi e nell’uomo, il quale andrebbe però confermato mediante l’impiego dei tradizionali modelli animali.
Ulteriori studi si rendono necessari per meglio definire il significato clinico dei fattori di virulenza di Aeromonas spp. nei pesci, da eseguirsi su un maggior numero di isolati ed associando l’esame dei caratteri fenotipici dei ceppi alle analisi molecolari e, soprattutto, alle prove biologiche in vivo
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