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    Pluralismo versus Xenofobia

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    Questo è un libro di Odo Marquard: il filosofo tedesco della Sképsis. Il significato del libro è racchiuso nel suo titolo: Il manifesto pluralista? – dove la domanda sul Pluralismus rinvia ermeneuticamente a una molteplicità di opposizioni. Curato da Giancarla Sola, il testo si articola infatti su dieci concetti opposti all’idea stessa di “pluralismo”. Così prende corpo il pensiero di altrettanti autori che, a muovere dal testo di Marquard, scandagliano i fondali filosofici e politici, sociali e storici, etici e pedagogici di quei concetti: Occidentalismo (M. Gennari), Individualismo (G. Sola), Fondamentalismo (P. Levrero), Totalitarismo (E.V. Tizzi), Fanatismo (L. Michielon), Dogmatismo (S. Trifilio), Terrorismo (F. Cambi), Razzismo (E. Madrussan), Intolleranza (F. Camera), Xenofobia (A. Kaiser). Il libro si rivolge al lettore, che nella copertina ha già còlto visivamente il senso antinomico di quel versus: un termine con cui rendere esplicite le posizioni di contrasto, di confronto e dibattito tra chi sostiene il diritto alla pluralità (delle idee, dei linguaggi, degli stili, dei modi d’essere e di vivere) e chi lo nega in nome dei suoi contrari. È lecito pensare che a Odo Marquard questi sviluppi della sua idea di pluralismo non sarebbero dispiaciuti

    Protognathodus (Conodonta) and its potential as a tool for defining the Devonian/Carboniferous Boundary

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    The current definition of the Devonian/Carboniferous boundary is the first occurrence of the conodont Siphonodella sulcata. Due to difficulties in identification of the early siphonodellids, such as S. praesulcata and S. sulcata, investigation of Protognathodus which enters in the latest Devonian and extends into the Mississippian, was undertaken to determine use as a better indicator of the base of the Carboniferous. During the D/C boundary interval, Protognathus is represented by four species: Pr. meischneri, Pr. collinsoni, Pr. kockeli and Pr. kuehni. Although Pr. kockeli can be abundant in boundary interval sections, none of the four Protognathodus species has a high potential as a tool for redefining the D/C boundary, based on regional variation in first occurrence data, restricted stratigraphic ranges and global distribution, poorly understood facies occurrences, as well as general rarity of the taxa

    Si vous avez du cœur : satyre chantée par Mme Kaiser [Augustine Kaiser (1845-1909)] [illustration Barbizet]

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    Si vous avez du cœur : satyre chantée par Mme Kaiser [Augustine Kaiser (1845-1909)] à l’Eldorado ; illustration Barbizet ; paroles de M.H. Gaboriau [Hippolyte Gaboriau] ; musique de Frédéric Barbier ; (tampon couverture) E. Baron éditeur : [intérieur : mention artiste et lieu identique ; E. Collet éditeur, 35 rue du Caire, Paris [Eugène-Louis Pomier dit Eugène Collet (1834-19.. éditeur) - source Devriès et Lesure] ; cotage EC24 ; P. Bertrand gravure ; L. Salmé imprimerie 20 rue de la Poterie] ; verso vierge ; incipit “Vous qui riez tout haut des choses les plus pures”. Datation par cotage et adresse de l’éditeur (Devriès et Lesure) : 1869 ; un exemplaire de ce titre (mêmes auteurs) est conservé à la BNF, édité par Feuchot, et daté de 1876

    Methods in taxonomy and biostratigraphy, and some note on chronostratigraphy: the Devonian–Carboniferous Boundary.

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    The Devonian–Carboniferous Boundary (DCB) was defined in the section La Serre trench E’ (Montagne Noire, France) at the base of bed 89. The criterion chosen for its definition was entry of the conodont Siphonodella sulcata. The GSSP was accepted and ratified by the International Union of Geological Sciences (IUGS) in 1990 (PAPROTH et al. 1991). Difficulties soon arose in precise biostratigraphic correlation of the Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) caused by problems in recognizing the First Appearance Datum of its marker, and, specifically, in discriminating Si. sulcata from its presumed ancestor Si. praesulcata. At the September 2007 Subcommission on Devonian Stratigraphy (SDS) meeting in Eureka, Nevada, on the base on new and recent studies on the La Serre fauna (KAISER 2005, later extended in KAISER 2009) it was proposed that the time had come for a task force to re-evaluate and possible redefine the boundary

    Il pensiero pedagogico di Epitteto

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    Vissuto anche a Roma come schiavo tra I e II secolo d.C., Epitteto da Ieropoli è originale interprete della cultura greco-romana. La pedagogia emergente dal suo pensiero filosofico si sviluppa a livello ontologico (l'essenza umana si forma per il tramite di scelte morali, tra resilienza e ricerca di serenità d'animo), gnoseologico (la conoscenza si snoda fra logica ed etica) e antropologico (il bisogno umano di educazione si coniuga all'esigenza di dare forma alla propria umanità). Il messaggio pedagogico di Epitteto attraversa i millenni, rinvenendo nella dignità l'epicentro universale dell'essere umani, filosofi ed educatori nel medesimo tempo. L'originalità dell'humanitas pedagogica epittetiana emerge, in particolare, nelle Diatribe, ove si tratteggiano non solo le qualità di colui che sa pensare e riflettere (il filosofo), ma anche il profilo deontologico di chi educa e insegna, chiamato alla consapevolezza che l'uomo si forma attraverso l'azione e la relazione educativa

    Educazione (II. Storia dell’educazione)

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    Nell’ambito della voce Educazione, nell’Enciclopedia Filosofica di Gallarate, si profila una parte cospicua dedicata alla storia dell’educazione propria del mondo occidentale. Poiché l’educazione comincia il suo sviluppo storico nel momento in cui la relazione tra due uomini genera formazione in entrambi, risulta impossibile stabilire quand’essa, nel corso dei millenni, abbia avuto inizio. Tuttavia, nella trasmissione orale delle consuetudini o nell’apprendistato di abilità, così come nella definizione di miti, riti e tabù della società arcaica si può già rintracciare la presenza di processi educativi. Un primigenio ed originale contributo alla storia dell’educazione proviene dalle culture mesopotamiche ed egizia, seguite dalla greca. È questa civiltà a porre le fondamenta della cultura pedagogica occidentale. Ad essa attingerà quella latina, pur elaborando idee e pratiche educative latrici di originalità. La nascita del cristianesimo segna poi, in maniera indelebile, lo sviluppo dell’educazione attraverso l’efficacia della parola orale, dell’iconografia, della letteratura scritta. Ogni secolo che si sussegue si fa portatore di innovative concezioni dell’educazione, che si dinamicizzano insieme alle differenti forme d’organizzazione che assume la società. Il monachesimo, l’universitas studiorum, i nuovi ordini religiosi segnano, ad esempio, passaggi fondamentali nella gestione dell’educazione scolastica. La chiamata dello Stato a garantire l’istruzione pubblica si accompagnerà a progetti educativi che interesseranno gradualmente tutti i cittadini. Il Novecento si chiuderà con l’apoteosi delle pratiche istruttive, dei tempi dell’apprendimento e dello specialismo, a danno di un’educazione umanamente formativa

    Alle origini della conoscenza

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    Ogni essere vivente possiede una facoltà conoscitiva. L'uomo le attribuisce differenti funzioni, usando plurime modalità per attestarle nonché usufruirne. Il conoscere rintraccia il proprio autore nel soggetto che, attraverso l'unicità del suo essere spirituale, legge e interpreta la cromatica realtà della vita e del mondo. Identificandolo come un processo dinamico, il conoscere non può non essere “agito” da parte del singolo, pena il depauperamento del processo stesso e il suo svilimento a mera ricezione passiva. Ovvero, la conoscenza chiama il soggetto ad esserne attore: a prendere parte alla sua costruzione e a farsi coinvolgere attivamente nelle sue possibili, ulteriori elaborazioni. La conoscenza non si ferma all'apprendimento, non si sazia nel ricevere una informazione o una nozione, né si placa alla presenza di un sapere già acquisito. La conoscenza si ramifica fino a quando e fin dove l'uomo desidera. È l'uomo il soggetto della conoscenza; gli oggetti della medesima vengono da lui selezionati, prescelti, ma anche a lui imposti dalle istituzioni familiari e scolastiche o dalle istanze sociali e culturali del suo mondo vitale. Con questo, non si vuole affermare, idealisticamente, che il mondo è solamente prodotto dalla mente umana. Si desidera, invece, sottolineare come sia il soggetto a selezionare liberamente quanto il mondo gli offre, scegliendo di conseguirne o meno una conoscenza tale da formare il proprio essere. Per tracciare le origini della conoscenza si deve risalire alle origini dell’uomo. La Genesi si profila quale incontestabile testo di riferimento. I frutti dell’Albero della conoscenza rappresentano la differenza che gli uomini sperimentano tra Dio e loro stessi: scegliendo di nutrirsi di quei frutti, l’uomo comincia a soffrire, a causa della superbia mostrata nel voler conoscere quanto Dio gli aveva proibito; allo stesso tempo, l’uomo potrebbe raggiungere la felicità eterna, vincolandola però all’adozione della parola di Dio e rinunciando a conoscere. Quindi, la conoscenza comporta la scelta tra bene e male. Questa originale connotazione etica, tuttavia, sembra svanire nel corso del tempo. Differenti studi evidenziano il ruolo della natura biologica, che fornisce all’uomo la possibilità e la facoltà di acquisire il mondo dei significati della conoscenza. Ciononostante, uno spontaneo bisogno di conoscenza spinge gli uomini verso differenti processi gnoseologici che non si radicano solo nella natura organica, bensì nell’essere spirituale in formazione di ciascun uomo

    Harmonia mundi. Una visione pedagogica del cosmo?

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    Due forme di espressione della tradizione tipiche del mondo occidentale, forme tra le più antiche, sono costituite dal mito e dalla filosofia. Entrambe portano con sé l’idea di “armonia”, ora personificandola in una dea ora sostanziandola con un concetto che attraversa i secoli nelle sue molteplici interpretazioni del mondo, cosmologiche e musicali. L’educazione dell’uomo transita anche attraverso l’harmonia mundi, un’idea che chiama a sé teologie e antropologie inusitate. Interpreti dell’idea di harmonia mundi si alternano nei secoli. Tuttavia, Pitagora, per le origini, e Leibniz, per gli sviluppi successivi, sembrano rappresentare più efficacemente di altri gli snodi concettuali e problematici che quell’idea ha convogliato in sé, rendendo l’umanità partecipe di cosmogonie fantastiche e coinvolgenti visioni del mondo. L’universo e l’uomo si stagliano nelle loro peculiarità che s’incontrano, s’intrecciano e si affiancano, tese verso un ordine che tutto potrebbe conglobare, ma che invece si spegne alle soglie della modernità

    Ordering of organic molecules on templated surfaces

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    This thesis describes the controlled growth of molecular nanostructures using modified metallic and semiconductor surfaces. The Ag/Si(lll)-(root3 x root3),the Sn/Cu(100) surface alloy system and the Bi/Si(100) nanolines and (2xn) surfaces were all investigated as suitable substrates for the controlled growth of pentacene, (C22H14) or trimesic acid, (C6H3(COOH)3) organic molecules. The following techniques were used in this study; Scanning Tunnelling Microscopy (STM), Low Energy Electron Diffraction (LEED), Normal Incident X-Ray Standing Waves (NIXSW) and Temperature Programmed Desorption (TPD). The room temperature growth and ordering of trimesic acid on the AgfSi(ll1)-(root3 x root3) surface was investigated. An oblique unit cell was determined and a model proposed for the highly ordered close-packed domains. The discovery of a new submonolayer phase on Sn/Cu(100) and the re-examined known phase are discussed. New models for these reconstructions are proposed. Adsorption of trimesic acid at room temperature on the clean substrate the lowest Sn coverage phase were studied. Two new Sn coverage dependent structures were discovered and bonding schemes in upright and flat orientations are discussed. BifSi(100)-(2xn) surface was exploited as a template for the ordered growth of pentacene, which exhibited orientation specific adsorption. The Bi/Si(100)-(2xn) single domain surface created on vicinal silicon was used to test the suitable of Daresbury 4.2 beamline for NIXSW Imaging experiments and the quality of the results are discussed
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