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    L'Africa romana: ai confini dell'impero: contatti, scambi, conflitti: atti del 15. Convegno di studio: Tozeur 11-15 dicembre 2002

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    Questa XV edizione dell’Africa romana, pubblicata per iniziativa del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Sassari e dell’Institut National du Patrimoine della Tunisia, contiene i testi delle oltre cento comunicazioni presentate a Tozeur (Tunisia) tra l’11 e il 15 dicembre 2002, in occasione del Convegno internazionale promosso sotto gli auspici dell’Association Internationale d’Épigraphie Grecque et Latine, dedicato al tema «Ai confini dell’Impero: contatti, scambi, conflitti», cui hanno partecipato oltre 250 studiosi, provenienti da 12 paesi europei ed extra-europei. Delineati gli aspetti generali (con attenzione specifica per temi quali il deserto, illimes, le fortificazioni, le popolazioni, il nomadismo, l’interazione pacifica o conflittuale tra uomo e paesaggio lungo le frontiere, le identità culturali, le relazioni economiche e sociali tra soldati e civili, gli scambi dell’Impero con i popoli collocati oltre le frontiere), una sessione del convegno è stata dedicata alle relazioni tra Nord Africa e le altre province e una alle nuove scoperte epigrafiche

    Il culto della Gens Septimia a Bulla Regia: Settimio Severo e Caracalla in tre basi inedite degli Agrii, dei Domitii e dei Lollii

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    Gli autori pubblicano tre inedite basi dedicate a Bulla Regia (Africa Proconsularis) da esponenti dell'ordine equestre a Settimio Severo e a Caracalla. Si soffermano quindi sulle manifestazioni del culto imperiale in Proconsolare e sulle modalità usate dall'élite locale per evidenziare la propria adesione al programma dell'imperatore. Segue un'ampia analisi sull'onomastica dei tre dedicanti appartenenti ai Lollii, agli Agrii e ai Domiti

    Catalogue des bêtes, Carthage, colline de Byrsa. Musée national du Bardo

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    Il grande mosaico policromo con animali selvaggi proviene dalla cosiddetta “Casa degli animali dell’anfiteatro” a Cartagine. L’opera fu prodotta da un’officina operante probabilmente a Cartagine negli anni immediatamente successivi la metà del III secolo d.C., identificabile in quella del “maestro Philetus”, [Phi]leti (?) m[agistri ----]. Il proprietario della casa intese così perpetuare fra i suoi ospiti il ricordo di un grandioso spettacolo di caccia (venatio) da lui finanziato e realmente svoltosi nel vicino anfiteatro di Cartagine
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