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    Ancient construction sites in Hierapolis in Phrygia. New data on strategies, materials and techniques

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    As part of the marmora Phrygiae Project, a specific line of enquiry was the reconstruction of the technical and socioeconomic aspects of the building sites of Hierapolis. an integrated approach, encompassing architectural, art-historical and archaeometric aspects, was applied to the public monuments, to highlight the procedures employed in the construction process, the strategy for selection and procurement of the materials, the management of the workforce, and the specific roles of figures operating in the construction. This objective was achieved thanks to the research into the city’s ancient architecture carried out in the last decade, and the recent archaeometric investigations aimed at characterising the marbles and mortars. The paper presents some of the results of this research into the “archaeology of construction”, focusing on the supply and management of building materials. Their use in the imperial era building sites, restoration and reuse, assembly systems and revetment techniques are discussed

    Dionysos Tapınağı’nın inşa tekniği üzerine

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    Dionysos Tapınağı’nın mimari araştırması, MÖ 3. yüzyılın sonlarında başlayan ve cephe arşitravlarındaki ithaf yazıtına göre Hadrianus döneminde tamamlanan yapıda kullanılan antik inşa uygulamalarının detaylı bir analizini kapsamaktadır. 2017 yılında başlayan ve hâlâ devam eden çalışma kapsamında tapınak alanına dağılmış binlerce mimari blok incelenmektedir

    ARCHITETTURA DORICA A HIERAPOLIS DI FRIGIA

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    Obiettivo del lavoro è lo studio sistematico di tre complessi monumentali della città di Hierapolis di Frigia (Pamukkale, Denizli, Turchia) caratterizzati dall'adozione dell'ordine dorico, ossia il portico del terrazzo inferiore del Santuario di Apollo, la Stoà di Marmo e le facciate della Via di Frontino. La ricerca, fondata sull'osservazione analitica dei blocchi architettonici, ha mirato a restituire, in prima istanza, l'immagine complessiva dei singoli edifici, con ricostruzioni grafiche delle planimetrie e dei prospetti, ma anche a comprendere la “vita” del monumento, ossia la sua destinazione d'uso ed il suo significato pratico ed ideologico all'interno dell'ambito cittadino. Ampio spazio è riservato inoltre allo studio degli aspetti tecnici e formali, che permettono di fare luce sull'attività delle botteghe locali coinvolte nella lavorazione del marmo e del travertino, con attenzione alle loro relazioni con gli altri centri dell'alta valle del Meandro. L'esame degli edifici ierapolitani si accompagna all'analisi dei modelli architettonici sviluppati nel corso dell'età ellenistica in Asia Minore, al fine di valutare correttamente il ruolo del contesto locale nell'elaborazione di nuovi tipi architettonici. L'inquadramento cronologico dei vari complessi, condotto tramite l'esame dei caratteri formali, dei dati epigrafici e stratigrafici, consente di ampliare la conoscenza della storia urbanistica della città di Hierapolis nel corso del I sec. d.C.Purpose of the present work is the systematic analysis of three monuments of the ancient city of Hierapolis in Phrygia (Pamukkale, Denizli, Turkey), which are distinguished by the Doric order: the porticus of the lower terrace of the Apollo Sanctuary, the Marble Stoà and the façades of the Frontinus Street. The research is based on the analytic examination of the architectonical blocks and, in the first place, aims at gaining the ancient image of the buildings developing graphic reconstructions of their plans and fronts, but also wants to define the “life” of the monuments, their practical and ideological meaning in the urban context. Special attention is given to the study of the technical and morphological aspects, to understand the relationships of the local workshops with those of the other cities of the Meander valley. The analysis of the Doric buildings of Hierapolis goes together with the study of the architectural patterns developed during the Hellenistic age in Asia Minor, to achieve the correct view of the local context in the creation of new architectonical types. The chronological definition of the buildings, by means of the analysis of stylistic features, epigraphical and stratigraphical data, allows us to define with more details the urbanistic history of Hierapolis during the Ist century A.D

    The Construction Site of the Temple of Dionysus

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    The architectural study of the temple of Dionysos foresees a detailed reconstruction of the ancient building site, which began in the late 3rd cent. BC and ended under the Hadrian’s reign as attested by the dedicatory inscription. A targeted research, started in 2017 and still ongoing, is investigating thousands of blocks scattered in the temple area

    Non finito interfase o intrafase? Il contributo dell’Agorà Nord di Hierapolis di Frigia alla ricostruzione delle procedure e dell’organizzazione del cantiere antico

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    L’articolo affronta il tema del non finito nell’architettura antica attraverso il caso studio dell’Agorà Nord di Hierapolis di Frigia. Lo studio del non finito permette di indagare numerosi aspetti tecnici e logistici del cantiere antico, ad esempio i criteri che determinano la priorità di lavorazione dei diversi blocchi e l’organizzazione dei gruppi di lavoro e la loro diversa specializzazione

    Palinodia ierapolitana. Revisione cronologica di alcuni monumenti dell’area centrale della città frigia

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    Il contributo presenta alcuni monumenti dell’area centrale di Hierapolis editi in anni recenti, di cui si ridiscute la cronologia alla luce di nuovi dati emersi dallo scavo e dallo studio della decorazione architettonica della città

    Hierapolis di Frigia V. Le attività delle campagne di scavo e restauro 2004-2006

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    Il quinto volume della serie “Hierapolis di Frigia” presenta i risultati delle attività di scavo e restauro condotte dalla Missione Archeologica Italiana nel periodo 2004-2006. Il triennio è stato caratterizzato dello sviluppo di collaborazioni internazionali e dall’ampliamento delle ricerche, che hanno interessato varie zone dell’abitato di età romana (in particolare l’area del Teatro, il Santuario di Apollo, l’insula 104), della città bizantina (la Cattedrale, l’area del Martyrion e della collina di San Filippo), la Necropoli Nord, e si sono estese al territorio intorno a Hierapolis, con risultati molto importanti per la comprensione delle interazioni tra la città e la sua chora. Il volume rende conto delle ricerche multidisciplinari condotte nei diversi ambiti, dalle indagini archeometriche agli studi specifici sull’epigrafia, la numismatica, la produzione ceramica e scultorea di Hierapolis, illustra edifici finora inediti (Dodekatheon) e i risultati degli importanti progetti di conservazione del patrimonio monumentale della città avviati nel triennio 2004-2006

    La casa di Publio Cornelio Scipione Africano

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    L'articolo espone i risultati degli studi effettuati sui ritrovamenti degli scavi Fabbrini-Carettoni (1960-1964) condotti sotto la Basilica Iulia al Foro Romano relativi all'individuazione e ricostruzione di un impianto residenziale databile alla prima metà del IV sec. a.C. e riconducibile alle proprietà citate dalle fonti antiche di Scipione detto l'Africano

    Nuovi dati sulle architetture di età ellenistica dell’area del Ploutonion

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    Lo scavo nell’area del Ploutonion ha riportato alla luce numerosi blocchi architettonici in travertino riferibili a diversi edifici di età ellenistica, reimpiegati in strutture di epoca sia imperiale sia bizantina o dispersi in superficie. Sebbene si tratti di materiali eterogenei, spesso rilavorati allo scopo del reimpiego, essi costituiscono un’importante testimonianza dell’architettura monumentale della Hierapolis ellenistica, finora essenzialmente sconosciuta, ad eccezione della prima fase del Tempio A nel Santuario di Apollo di cui tuttavia non si conservano elementi dell’alzato. Almeno un gruppo di materiali (gruppo 3) va attribuito con certezza allo stesso Ploutonion, mentre non si può escludere che gli altri siano relativi anche ad edifici dell’area limitrofa

    Il restauro del Teatro di Hierapolis sotto Costanzo II

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    Negli ultimi anni, le ricerche di architettura antica a Hierapolis si sono focalizzate sul tema delle dinamiche dei cantieri, sulla tecnologia della costruzione, l’organizzazione della manodopera e le ricadute socio-economiche dell’edilizia pubblica. In questa prospettiva, il Teatro offre un eccezionale potenziale informativo, sia per lo stato di conservazione delle strutture che per il notevole grado di approfondimento degli studi: grazie alle pluriennali ricerche della MAIER, dai primi contributi di Daria De Bernardi Ferrero alle recenti indagini di Giorgio Sobrà e Filippo Masino , infatti, la completa ricomposizione dei tre ordini della frons scaenae severiana costituisce una solida base di partenza per approfondimenti tematici. D’altra parte, l’edizione recente delle iscrizioni di dedica del Teatro da parte di Tullia Ritti ha rappresentato lo stimolo per esaminare in maniera comparata documenti epigrafici e materiali architettonici. È emersa immediatamente l’incredibile opportunità conoscitiva offerta dall’analisi del cantiere del restauro del Teatro avvenuto sotto Costanzo II, descritto nel testo inciso sul fregio-architrave del secondo ordine della frontescena, che Ritti ha puntualmente ricomposto e commentato nei suoi aspetti storici e amministrativi. Il lavoro che si presenta, propedeutico ad una successiva stima dei tempi e dei costi dell’impresa, vuole offrire una prima proposta di riconoscimento dell’entità della ricostruzione, una ipotesi sulle condizioni che determinarono l’urgenza dei lavori, ed una valutazione della razionalità delle procedure di cantiere
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