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    Il futuro della ricerca: misurare l’impatto della conservazione del patrimonio culturale e della sua rappresentazione

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    Il patrimonio culturale, in quanto portatore di valori sia tangibili che intangibili, sia misurabili che non misurabili, è sempre stato considerato come un campo di ricerca interdisciplinare, in cui i saperi antichi vengono messi in relazione con le tecnologie più avanzate. Si è configurato nel tempo, anche per questa sua caratteristica, come un ambito di interesse per le discipline del Disegno, naturalmente predisposte a un approccio multilivello e pluridisciplinare. Attraverso diverse metodologie di ricerca quali-quantitative, lo studio si propone di indagare la complementarità delle discipline della conservazione e del restauro con le tematiche tipiche del settore disciplinare ICAR/17, al fine di ipotizzare un nuovo ambito di approfondimento scientifico condiviso, anche in riferimento alla declaratoria di settore, che ipotizza per il Disegno nuove prospettive di ricerca rispetto alla conservazione e al restauro di beni culturali. Prendendo spunto dal nuovo Dottorato Nazionale in Heritage Science, si è voluto indagare la pertinenza delle ricerche proposte in tale ambito, nella doppia accezione rappresentativa e conservativa, per valutarlo come eventuale luogo ideale per concretizzare il dibattito intorno al tema della scienza del patrimonio, in cui i contenuti relativi alla conservazione si interpolano con quelli propri della rappresentazione. Nell’ottica di “misurare” il futuro della ricerca e aprire un nuovo fronte di indagine per il settore ICAR/17, in base ai dati collezionati, viene da chiedersi in che modo la disciplina del Disegno possa intercettare gli sviluppi della ricerca intorno al tema della conservazione, impiegando gli strumenti propri delle tecniche di rappresentazione contemporanea per approfondire la conoscenza e dare forma e misura al tema del Patrimonio Culturale

    Complessità spaziali. Genesi, rappresentazione e immersività di spazi astratti e multiscalari

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    L’architetto ha un compito difficile. Realizzare spazi in cui l’uomo possa sostare e vivere, che siano funzionali e accoglienti allo stesso tempo, è un’operazione complessa. All’architetto è richiesto di comprendere il genius loci e far sì che l’opera progettata diventi parte integrante del luogo. Ma ci sono attimi sublimi in cui l’architetto è egli stesso artefice di un nuovo genius loci, creando spazi capaci di suscitare determinate emozioni ricercate e volute. Emblema di questa poetica è Piranesi, le cui Carceri d’invenzione contengono un universo immaginifico, vivo e spaventoso. In esse si rinuncia alla rappresentazione classica dell’arte tendendo all’esasperazione dei contrasti, ma anche dei sentimenti. Nelle carceri ci si perde in una vertigine di spazi interconnessi e di piani prospettici, dove l’uomo si annulla e la dismisura, o la non misura, regna sovrana. In modo analogo anche Escher in molte sue opere gioca sul disorientamento spaziale, nel suo caso però incastrando molteplici piani prospettici attraverso l’uso magistrale delle regole geometrico-prospettiche. Saper infondere determinate caratteristiche a un ambiente affinché esso generi emozioni per chi lo vive è un processo complesso che spesso si serve di regole che Franco Purini è riuscito a semplificare e comunicare in disegni eccelsi. Gli spazi astratti e multiscalari progettati e presentati in questo paper richiamano tali citazioni e sono il contrappasso reale di astrazioni emotive di giovani architetti

    La mappa del distretto di NánYáng 南陽 con i luoghi sedi missionarie

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    Utile ai fini dello studio delle presenze architettoniche occidentali nell’area geografica del centro della Cina, corrispondente all’attuale Provincia dello HéNán 河南 (Honan), è l’osservazione, analisi e comparazione delle mappe geografiche realizzate, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, sotto l’in-fluenza dei cartografi occidentali. Le rappresentazioni cartografiche di questo periodo sono redatte con commenti in lingua cinese per quelle da utilizzarsi in loco, mentre annotate in lingua occidentale e con traslitterazioni molto varie della toponomastica, per quelle inviate in occidente ai fini della comunicazione delle informazioni. Rarissimo è il caso della doppia lingua sino-occidentale. Le grafie utilizzate denotano le diverse scuole cui fanno riferimento i vari autori

    BIM come misura: svelare l’architettura perduta di Sant’Agostino

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    Questo studio esplora l’uso della metodologia Building Information Modeling (BIM) nella ricostruzione digitale del patrimonio culturale demolito, con un focus particolare sulla configurazione medievale della Chiesa di Sant’Agostino a Padova. Attraverso l’analisi di questo caso specifico, il lavoro descrive la centralità della misura non solo in quanto strumento di rilievo digitale e di modellazione parametrica per la documentazione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico perduto. Il progetto della chiesa di Sant’Agostino dimostra come una procedura consolidata come lo Scan-to-BIM possa essere applicata anche in edifici demoliti sfruttando fonti storiche frammentarie, il rilievo di parti di edificio eventualmente ancora esistenti e dello spazio urbano consentendo comunque una rappresentazione dettagliata e accurata della geometria e dei materiali. Nel mantenere una valutazio-ne accurata delle dimensioni e delle proporzioni nell’uso della modellazione digitale, per garantire che la ricostruzione rispetti l’autenticità e l’integrità del patrimonio culturale perduto. Inoltre, si evidenzia come sia necessario dotarsi di uno strumento come il CDE che va oltre il modello informativo per poter garantire la coerenza tra le fonti scritte e il modello wok in progress con i suoi dati geometrici. Questo approccio non solo permette di superare le barriere imposte dalla perdita fisica dei monu-menti storici, ma apre anche nuove prospettive per comprendere le dinamiche evolutive del patrimo-nio culturale nel tempo

    La bellezza della misura. Controllo, disegno, progetto a Milano da Bramante a Leonardo

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    La misura, intesa come valutazione quantitativa di un fenomeno, è sempre stata un elemento significativo di indagine e conoscenza. In Architettura la si riconduce al Rilievo, considerato il più potente strumento di indagine, e al dimensionamento del progetto. Questo definisce e caratterizza lo spazio artificiale esprimendo le dimensioni attraverso numeri che controllano la costruzione. Nell’architettura classica la misura significava proporzione e il progetto è un programma numerico che definisce le parti nel tutto, dove il numero è legato all’unità del sistema metrico vigente. Il tardo Quattrocento milanese offre due capolavori esemplari di come numero e misura caratterizzano il progetto anche nella creazione di spazi capaci di generare uno spazio visivo che espande la realtà fisica della costruzione. Le due interpretazioni sperimentali della prospettiva a scala architettonica adottate da Bramante e Leonardo nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro e nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, rivelano un programma progettuale nel quale la geometria dello spazio (numero e misura) è la chiave dell’artificio che genera uno spazio virtuale diverso da quello reale in una sorta di anticipazione analogica della realtà aumentata. La prospettiva, che è misura dello spazio, crea interni virtuali nel quale l’armonia dei numeri che controllano il programma progettuale diventa concinnitas

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    AI-Enhanced Facade Design: Exploring the Synergy of Generative Models and Architectural Creativity

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    The intersection of artificial intelligence (AI) and architectural design unfolds a transformative potential for traditional design processes. The role of AI can be divided into three different areas: generating initial layouts, optimising form during initial design phases, and improving energy efficiency and sustainability. Generative models can propose innovative layouts and optimise designs for aesthetics, functionality, and structural integrity. Artificial intelligence also helps reduce energy consumption by optimising building designs and integrating sustainable materials. The study involved some of the 100 design school students who Stable Diffusion to generate facades and furniture. The students who used AI methods improved their grades on average than their colleagues who used traditional methods. Future research aims to improve the role of AI in design optimisation and sustainability and to develop workflows to integrate AI-generated projects into BIM-compatible models. This study highlights the potential of AI in revolutionising architectural design with practical and innovative solutions that meet industry standards

    Misura/Dismisura. La costruzione del centro nei film di Alfred Hitchcock. Measure/Out of measure. The construction of the center in Alfred Hitchcock’s films

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    Alfred Hitchcock was among the first directors to apply a storytelling mode to his films based on the use of overabundant visual-perceptual elements to arouse curiosity and expectation in the viewer where, scenes constructed according to the canons of a ‘balanced’ context are succeeded by scenes that generate in the viewer a feeling of empathetic and visual tension. Because of the broad thematic landscape introduced by the director, his films have been the subject of countless critical readings conducted in a variety of fields, including, stylistic, socio-psychological, philosophical, semiotic, and gestaltic. Some authors, on the other hand, have focused on the analysis of scene construction through the unusual use of filming and editing techniques as well as the skillful use of lighting, color, and sound contexts. In the area of visual-perceptual communication, this contribution dwells on the design for the construction of the most engaging scenes in his films, which frequently implies a ‘hidden’ language that, as with the ‘secret geometries of painters,’ guides the viewer to the most important clues. On these premises and through the methodology of graphic analysis, the purpose of this contribution is to ‘discover’ the geometries underlying the construction of the scenes in his films, aimed at arousing visual suspense. Specifically, the writer’s interpretive key will be concerned with the static and dynamic setting of the ‘center’ of the scenes, the ‘place’ where Hitchcock would place unusual and diverse elements of ‘out of measure’.Alfred Hitchcock è stato fra i primi registi ad applicare una modalità di narrazione dei suoi film basata sull’uso di elementi visivo-percettivi sovrabbondanti per suscitare nell’osservatore curiosità e attesa laddove, a scene costruite secondo i canoni di un contesto ‘in equilibrio’, succedono scene che generano nell’osservatore una sensazione di tensione empatica e visiva. Per l’ampio panorama tematico introdotto dal regista, i suoi film sono stati oggetto di innumerevoli letture critiche condotte in svariati ambiti, fra cui, stilistico, sociopsicologico, filosofico, semiotico, gestaltico. Alcuni autori si sono invece soffermati sull’analisi della costruzione della scena mediante l’uso insolito di tecniche di ripresa e di montaggio così come l’uso sapiente di luci, colori e contesti sonori. Nell’ambito della comunicazione visivo-percettiva questo contributo si sofferma sul progetto per la costruzione delle scene più coinvolgenti dei suoi film che sottende frequentemente un linguaggio ‘nascosto’ che, come per le ‘geometrie segrete dei pittori’, guida lo spettatore verso gli indizi più importanti. Su queste premesse e attraverso la metodologia dell’analisi grafica, la finalità di questo contributo è quella di ‘scoprire’ le geometrie sottese alla costruzione delle scene dei suoi film, finalizzate a suscitare suspense visiva. Nello specifico, la chiave di lettura interpretativa di chi scrive riguarderà l’impostazione statica e dinamica del ‘centro’ delle scene, il ‘luogo’ in cui Hitchcock collocherà insoliti e diversificati elementi di dismisura
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