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L'esperienza theatrical: il film visto al cinema
Il saggio esplora il rapporto che la Generazione Zeta ha con la sala cinematografica: il moviegoing, i criteri di scelta dell'esercizio, i fattori della sala prediletti e quelli che ne scoraggiano la frequentazione, i sentimenti e le sensazioni che la visione filmica in sala provoca nei giovani spettator
Il cinema e (per) la scuola
Dentro l'orizzone dei rapporti tra cinema e scuola si sovrappongono temi e problemi diversi: da quelli più specifici della formazione prossionale a quelli dell'utilizzo dell'audiovisivo nella didattica, fino alle dimensioni più ampie e generali della media literacy. Il saggio analizza il rapporto tra scuola italiana (e specificamente l'università) ed utilizzo dello strumento audiovisivo, anche alla luce della recente nascita del Piano Nazionale Cinema per la Scuola, una serie di bandi emanati dal MiBACT e dal MIUR per la creazione di progetti nelle scuole che prevedano l'utilizzo del cinema
La dimensione sociale e relazionale dell'esperienza del film
All'interno di uno scenario ormai in costante e rapida trasformazione rispetto all'offerta e ai consumi mediali, il cinema continua a giocare un ruolo assai importante nella creazione di una cultura mediale condivisa a livello sociale. Il saggio indaga il ruolo che il film gioca all'interno della generazione Zeta nella costruzione del proprio universo relazionale
I South worker: lavorare dal Sud al tempo del Covid-19
Relegato fino poco tempo fa a un ambito sperimentale, il lavoro da remoto ha avuto un’improvvisa e massiccia diffusione a seguito della pandemia per contrastare l’aumento dei contagi da Covid-19 e permettere il proseguimento dell’attività economica. L’impatto della diffusione dello smart working sul mercato del lavoro, seppur con caratteristiche del tutto emergenziali, è stato dirompente e ha consentito modalità di svolgimento della prestazione lavorativa un tempo inimmaginabili. Per la prima volta la rottura dell’unità di spazio, tempo e azione apre prospettive nuove: il lavoro può essere svolto anche lontano dalla sede del datore di lavoro. È qui che si innesta il fenomeno del South working come prospettiva dalla quale valutare le implicazioni di quello che è probabilmente l’effetto più importante e duraturo della pandemia dal punto di vista socio-spaziale: la diffusione del lavoro a distanza. Per decenni sempre più giovani sono emigrati dalle aree marginalizzate, dal Sud e dalle aree interne, in cerca di opportunità di studio o di lavoro nei grandi centri urbani del Centro-nord, ma oggi la componente digitale e tecnologica permette un approccio diverso al lavoro a distanza. Lavorare in maniera «agile» produce effetti positivi per tutte le parti coinvolte: aumenta la produttività di lavoratori e aziende, favorisce una più alta qualità della vita percepita e costituisce un’occasione di rilancio per i territori. I contributi di questo volume sono frutto di un’elaborazione critica iniziata durante la prima fase della pandemia e alimentata in seguito da incontri con lavoratori, istituzioni, imprese, organizzazioni pubbliche e private. Tutti questi attori hanno arricchito il dibattito allo scopo di ripensare il futuro del lavoro da remoto, mettendo al centro le persone, i territori, le aziende e ridisegnando una geografia diffusa del lavoro che sia non solo agile ma soprattutto coesa
Dove si incontrano le differenze: i "Nativi cosmopoliti"
Il contributo restituisce i risultati di una ricerca qualitativa realizzata dall'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo sui giovani italiani e con background migratorio che sono diventati cittadini italiani, in particolare le loro opinioni sugli immigrati. I giovani sono una generazione di "Nativi cosmopoliti"
Centro Giovanile Stoà. Uno spazio di dialogo e ricerca
Il contributi intende presentare una delle 7 esperienze di vita comune per i giovani della diocesi di Milano. Nel capitolo vengono illustrate le origini di Stoà, gli aspetti organizzativi e pratici della vita comune, le ricadute sulle biografie individuali dei partecipanti nonché il legame tra il Centro e il territorio
Nota metodologica
Il contributo restituisce in maniera dettagliata le tecniche di ricerca utilizzate per l'indagine e alcune riflessioni metodologiche sui diversi step dello studio
Il tempo prima della migrazione
Il capitolo restituisce le storie di vita di giovani donne rifugiate arrivate in Italia con i corridoi umanitari, soffermandosi sul periodo precedente alla migrazione forzat
I corridoi umanitari: un’alleanza ecumenica fende i muri d’Europa
All’origine della realizzazione dei corridoi umanitari vi è un’alleanza ecumenica che interpreta il dialogo tra le confessioni cristiane come ‘ecumenismo vissuto’ al servizio dei poveri e che è nato dall’impegno comune tra la Comunità di Sant’Egidio con la Tavola Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.
Il saggio ricostruisce l'alleanza tra cristiani delle diverse confessioni per attuare questa opzione, prevista dalla normativa europea e, dunque, incidere nella storia. Tale "diaconia ecunenica dell'accoglienza" vive dunque un ecumenismo vissuto nella pratica al servizio comune con i poveri, in questo caso i profughi e i richiedenti asilo.At the origin of the creation of the humanitarian corridors lies an ecumenical alliance that understands dialogue among Christian denominations as a form of “lived ecumenism” in the service of the poor. This alliance emerged from the joint commitment of the Community of Sant’Egidio, the Waldensian Board, and the Federation of Protestant Churches in Italy.
The article reconstructs the alliance among Christians from different denominations to implement this initiative—an option envisaged by European regulations—and thus to shape history through concrete action. This “ecumenical diaconia of welcome” expresses an ecumenism lived out in practice through shared service to the poor, in this case to refugees and asylum seekers
Introduzione
Il contributo presenta lo studio qualitativo sulle esperienze di vita comune dei giovani in Lombardia, realizzato dall'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo
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