460 research outputs found
The development of locative relative markers: from typology to sociolinguistics (and back)
sponsorship: Guglielmo Inglese also acknowledges the support of the Research Foundation Flanders -FWO (grant n. 12T5320N) (Research Foundation Flanders -FWO|12T5320N)status: Published onlin
Cross-linguistic sample of middle marking languages
This database features the cross-linguistic sample of middle marking languages gathered during the project "Towards a diachronic typology of the middle voice" funded by the FWO (Research Foundation Flanders, grant 12T5320N) and hosted by the Department of Linguistics, KU Leuven (2020-2022).
The following papers have been based on this sample (I refer to the Appendixes to the individual papers for details on the sample composition and on the annotation):
Inglese, Guglielmo. 2021. Towards a typology of middle voice systems. Linguistic Typology aop. https://doi.org/10.1515/lingty-2020-0131
Inglese, Guglielmo. 2022. How do middle voice markers and valency reducing constructions interact? Typological tendencies and diachronic considerations. Folia Linguistica aop. https://doi.org/10.1515/flin-2022-2019
Inglese, Guglielmo. Forthcoming. The rise of middle voice systems: a study in diachronic typology. Diachronica
The Hittite middle voice
Lo scopo di questa tesi è di fornire una nuova analisi degli aspetti sintattici e semantici dei verbi di diatesi media in ittita, in prospettiva sia sincronica sia diacronica. Il lavoro prende le mosse dalla monografia sul medio in ittita di Neu (1968) e ne costituisce un aggiornamento in due aspetti fondamentali. In primo luogo, la descrizione delle funzioni del medio in ittita è basata sulla più recente letteratura tipologica sui sistemi di diatesi e sulle operazioni di cambio di valenza verbale. In secondo luogo, la datazione accurata dei testi ittiti, ancora non disponibile all’epoca di Neu, consentirà di fare luce sugli sviluppi diacronici di questa categoria verbale all’interno della storia della lingua ittita.
La tesi si articola in due sezioni principali. La prima sezione presenta in modo conciso i risultati del lavoro di analisi e consta di tre capitoli distinti. Il primo capitolo contiene una serie di premesse introduttive: accanto a una rassegna ragionata della letteratura tipologica sulla diatesi media, sulla transitivià, e sulle operazioni sulla valenza verbale (cioè passivo, anticausativo, riflessivo e reciproco), il capitolo presenta lo stato dell’arte sulla ricerca sulla diatesi media in ittita e alcune considerazioni sulla sua morfologia. Inoltre, in questo capitolo viene fornita una breve introduzione ad alcuni fenomeni della grammatica ittita necessari a comprendere l’analisi dei verbi medi, come la sintassi dei clitici soggetto e il comportamento dei participi e della particella =za.
Il secondo capitolo offre una descrizione dal punto di vista sincronico dei verbi di diatesi media. In particolare, l’attenzione si concentra su due gruppi di verbi: i media tantum, cioè quei verbi che presentano solo flessione media, e i medi oppositivi, cioè quelli che si alternano con forme attive in funzione grammaticale. I media tantum sono descritti nella loro semantica, e viene discusso come, al contrario di quanto ipotizzato dal Neu, questi verbi non siano primariamente stativi, ma piuttosto indichino eventi non controllati, sia stati sia più frequentemente cambiamenti di stato. Per quanto riguarda i verbi oppositivi, si descrive nel dettaglio di come questi possano avere funzione anticausativa, passiva, riflessiva, e reciproca. Inoltre, una sezione è dedicata all’interazione tra la diatesi media e alcuni suffissi derivazionali, come il causativo -nu- e l’imperfettivo -ske/a-.
Il terzo capitolo affronta questioni diacroniche. In una prima parte viene illustrato lo sviluppo della diatesi media nel corso della storia della lingua ittita. In particolare, si osserva come dal sistema dell’ittita arcaico, in cui la diatesi era prevalentemente distribuita su base lessicale, come dimostra la prevalenza dei media tantum, si passi nel corso del tempo a un sistema di diatesi grammaticale, in cui i verbi possono occorrere indifferentemente nelle due diatesi per indicare certe operazioni di valenza. Questo processo può essere descritto in termini di grammaticalizzazione e paradigmaticizzazione. Nella seconda parte del capitolo viene discusso il rapporto diacronico tra il gruppo dei media tantum e le funzioni oppositive e viene proposto il seguente scenario. In origine la diatesi media era confinata ai media tantum. Tra questi, quelli che indicano un cambiamento di stato spontaneo possono essere associati a verbi attivi che indicano la controparte causativa dello stesso evento: in questo modo si stabilisce un’alternanza anticausativa codificata dalla diatesi verbale. A partire dalla funzione anticausativa, le altre funzioni oppositive si sviluppano seguendo precisi percorsi di mutamento semantico. Lo scenario proposto presenta una serie di similitudini con analoghi percorsi di sviluppo della diatesi in altre lingue indoeuropee antiche, ed è compatibile con i più recenti modelli di ricostruzione della diatesi nella protolingua.
La seconda parte della tesi consiste in una descrizione dettagliata dei singoli verbi su cui si basa il lavoro di analisi sincronica e diacronica presentato nella prima parte. I verbi descritti sono 105, e per ognuno viene fornita una descrizione su più livelli che include una descrizione del significato, con particolare attenzione all’aspetto lessicale, l’etimologia, l’analisi delle strutture argomentali in cui il verbo può occorrere, il suo rapporto con la diatesi media e con la particella =za ed eventuali sviluppi diacronici degni di nota. La tesi è corredata da un’appendice che riporta tutte le occorrenze dei verbi di diatesi media analizzate con l’indicazione del testo di provenienza
Prefixed verbs with inter- in Latin
<p>Supplementary material for</p>
<p>Inglese, Guglielmo. In press. <span>Caught in between: a synchronic and diachronic account of <em>inter</em>-prefixation in Latin. To appear in Proceedings of </span>22nd International Colloquium on Latin Linguistics, Prague, 20-23 June 2023.</p>
Appendices - The Hittite Middle Voice Synchrony, Diachrony, Typology
In The Hittite Middle Voice Guglielmo Inglese offers a new treatment of the middle voice in Hittite. The book features two main parts. In the first part, the author provides an updated synchronic description of the Hittite middle based on the existing typology of voice systems and valency changing operations. Moreover, based on a careful analysis of a chronologically ordered corpus of original Hittite texts, the book offers the first ever diachronic account of the Hittite middle. As Inglese argues, the findings of this book greatly enrich our general knowledge of the diachronic typology of middle voice systems. The second part of the book features a thorough description of more than 100 Hittite verbs in original texts
Sociolinguistica e tipologia: modelli e strumenti a confronto
La variazione linguistica è oggetto d’indagine privilegiato di diverse branche della linguistica, tra cui la sociolinguistica, che si occupa principalmente
di variazione intralinguistica, e la tipologia, che studia invece la variazione
interlinguistica. Nonostante le due discipline raramente collaborino nello
studio dei fatti di variazione, esse hanno tuttavia sviluppato nel tempo una
serie di modelli teorici e strumenti metodologici affini per l’analisi della variazione. In questo lavoro, ci poniamo come obiettivo di discutere alcuni di
questi punti di contatto tra le due discipline, con lo scopo di gettare le basi
per lo sviluppo di un approccio integrato allo studio della variazione
Analyzing language variation: Where sociolinguistics and linguistic typology meet
This book offers a collection of chapters that explore the interplay between crosslinguistic
and intra-linguistic perspectives to the study of language variation.1
Variation is an inherent property of natural languages and is pervasive across
several layers: in the performance of individual speakers, within speech communities,
across languages distant in time and space. As a general definition, variation
can be understood as the co-existence of formally distinct linguistic forms
to express the same content. Nevertheless, the nature of variation itself remains
constant irrespective of its locus of manifestation. As Croft (2022: 27) observes
“the patterns of variation and change found in [. . .] a particular language are in
many cases simply instances of patterns of variation and change found across
languages”
Tipologia e sociolinguistica: verso un approccio integrato allo studio della variazione
Questo volume volume raccoglie le relazioni presentate al workshop Tipologia e sociolinguistica: verso un approccio integrato allo studio della variazione della Società di Linguistica Italiana, svoltosi on-line il 20
settembre 2020. Il tema del workshop è stato lo studio della variazione linguistica e interlinguistica, con l’obiettivo di gettare le basi per una nuova e più sistematica riflessione sulla possibile intersezione tra sociolinguistica e tipologia. Tutti i contributi sono stati sottoposti a doppia revisione anonima
Supplementary material
The dataset contains the supplementary material for the following paper:
Inglese, Guglielmo & Anne C. Wolfsguber. 2023. Intransitive verbs and reflexivity in the history of French: diachronic and typological considerations. Transaction of the Philological Society
Reciprocal constructions in Homeric Greek: A typological and corpus-based approach
Ancient Greek features a wide array of means to encode reciprocity. Even though reference grammars do mention most of these strategies, they have not been brought together and compared in a systematic way so far. In this paper, we provide a thorough corpus-based description of the three most widespread reciprocal markers in Homeric Greek: the pronoun allḗlōn, the middle voice, and the use of preverbs. Our analysis is couched within current descriptive models of reciprocal constructions developed in linguistic typology. As we argue, Homeric Greek offers a remarkably complex picture, whereby these strategies synchronically cover different semantic and syntactic sub-domains of reciprocity, and thus partly stand in complementary distribution. Already in Homer, the pronoun allḗlōn is the most productive marker of reciprocal situations, with the middle voice and preverbs playing a more limited role. By adopting a diachronic perspective, we also show that this distribution can partly be explained as the result of the different historical sources of each construction. Moreover, once properly scrutinized, the facts of Homeric Greek provide interesting cues as to the developments of reciprocal constructions in later stages of Greek
- …
