170,169 research outputs found
Asymptotic results for the last zero crossing time of a Brownian motion with non-null drift
We consider the last zero crossing time of a Brownian motion, with drift ,
in the time interval . We prove the large deviation principle of
as tends to infinity. Moreover, motivated by the results on moderate deviations in the literature,
we also prove a class of large deviation principles for the same random variables with different
scalings, which are governed by the same rate function. Finally we compare some aspects of the
classical moderate deviation results, and the results in this paper
Some families of random fields related to multiparameter Lévy processes
Let R+N=[0,∞)N. We here make new contributions concerning a class of random fields (Xt)[email protected]@232cad15Rjavax.xml.bind.JAXBElement@72133445javax.xml.bind.JAXBElement@3aa07657 which are known as multiparameter Lévy processes. Related multiparameter semigroups of operators and their generators are represented as pseudo-differential operators. We also provide a Phillips formula concerning the composition of (Xt)[email protected]@7e3b1b80Rjavax.xml.bind.JAXBElement@15e1a91ejavax.xml.bind.JAXBElement@2c4a673b by means of subordinator fields. We finally define the composition of (Xt)[email protected]@78ac3586Rjavax.xml.bind.JAXBElement@609dcad4javax.xml.bind.JAXBElement@1f911a43 by means of the so-called inverse random fields, which gives rise to interesting long-range dependence properties. As a byproduct of our analysis, we present a model of anomalous diffusion in an anisotropic medium which extends the one treated in Beghin et al. (Stoch Proc Appl 130:6364–6387, 2020), by improving some of its shortcomings
Protéger la transmission dans la famille: le cas du placement familial
L’expérience du placement peut laisser penser qu’il interrompt la transmission. Au contraire, il permet de protéger cette transmission dans des situations où le lien était mis en danger. La qualité de la communication est un des prédicateurs du bien être de l’enfant. Son désir d’inclusion n’a quant à lui aucune influence. Le plus important semble toujours être le respect de la famille naturelle et de ses origines par la famille d’accueil
Searching for the Least Invasive Management of Pelvi-Ureteric Junction Obstruction in Children: A Critical Literature Review of Comparative Outcomes
Introduction: To review the published evidence on the minimally invasive pyeloplasty techniques available currently with particular emphasis on the comparative data about the various minimally invasive alternatives to treat pelvi-ureteric junction obstruction and gauge if one should be favored under certain circumstances. Materials and Methods: Non-systematic review of literature on open and minimally invasive pyeloplasty including various kinds of laparoscopic procedures, the robotic-assisted laparoscopic pyeloplasty, and endourological procedures. Results: Any particular minimally invasive pyeloplasty procedure seems feasible in experienced hands, irrespective of age including infants. Comparative data suggest that the robotic-assisted procedure has gained wider acceptance mainly because it is ergonomically more suited to surgeon well-being and facilitates advanced skills with dexterity thanks to 7 degrees of freedom. However, costs remain the major drawback of robotic surgery. In young children and infants, instead, open surgery can be performed via a relatively small incision and quicker time frame. Conclusions: The best approach for pyeloplasty is still a matter of debate. The robotic approach has gained increasing acceptance over the last years with major advantages of the surgeon well-being and ergonomics and the ease of suturing. Evidence, however, may favor the use of open surgery in infancy
Elastic drifted Brownian motions and non-local boundary conditions
We provide a deep connection between elastic drifted Brownian motions and inverses to tempered subordinators. Based on this connection, we establish a link between multiplicative functionals and dynamical boundary conditions given in terms of non-local equations in time. Indeed, we show that the multiplicative functional associated to the elastic Brownian motion with drift is equivalent to a functional associated with non-local boundary conditions of tempered type. By exploiting such connections we write some functionals of the drifted Brownian motion in terms of a simple (positive and non-decreasing) process, the inverse of a tempered subordinator. In our view, such a representation is useful in many applications and brings new light on dynamic boundary value problems.(c) 2023 Elsevier B.V. All rights reserved
La prospettiva psicologica: Identità, Generatività, Soddisfazione
Il contributo si colloca all'interno del volume "Generare relazioni di comunità nell’era del digitale: la sfida delle parrocchie italiane prima e dopo la pandemia" che presenta i dati di una ricerca dal titolo “Le relazioni sociali al tempo dei personal media nella realtà ecclesiale italiana. Soggetti, reti e opportunità di intervento pastorale, comunitario, educativo”. Il capitolo approfondisce dal punto di vista psicologico tre costrutti centrali all'interno della ricerca: Identità, Generatività, Soddisfazione, connettendoli a diverse domande di ricerca. In particolare ci si chiede quanto le nuove tecnologie siano riconosciute come opportunità o come ostacoli per generare o ri-generare i legami comunitari e quanto il senso di appartenenza e l’identità sociale siano in qualche modo favorite o ostacolate dalle connessioni che l’utilizzo delle nuove tecnologie permettono di sviluppare
Prendersi cura dei legami familiari per promuovere la tutela dei minori
In questo contributo intendiamo proporre alcuni spunti di riflessione e di intervento sul tema della creazione di una rinnovata
cultura della tutela dei minori, a partire da una specifica prospettiva
relazionale-simbolica dei legami familiari e sociali che orienta la nostra attività di studio e di ricerca, ma anche di lavoro con le famiglie.
Questa prospettiva si è sviluppata e consolidata in anni di studio
interdisciplinare e di incontro con le famiglie presso il Centro di
Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore di Milano
Young adults’ individuation with mother and father as a function of dysfunctional family patterns, gender and parental divorce
This study analyzes young adults’ individuation with mother (IM) and father (IF) as a function of dysfunctional family patterns (DFPs)—caught between, parental pressure, unfair caregiving, and feeling deprived—as well as gender and parental divorce. It examines if parental divorce is associated with the presence of DFP in the young adults’ family of origin and if the presence of DFP explains the association between parental divorce and lower levels of connectedness between offspring and fathers. A sample of 501 Spanish young adults (20–31 years old) answered the Spanish version of the YAGISS questionnaire (Pérez-Testor et al., 2008). Results showed that each DFP was associated with individuation in a different way. Parental divorce predicts the presence of all DFP and only parental pressure and feeling deprived explain the association between parental divorce and connectedness with father. Results varied as a function of the gender of parents and offspring. Implications for practice are discussed
Relazionalità e relazioni
La persona è frutto di relazioni interpersonali, intergenerazionali e sociali; le sue diverse posizioni identitarie sono frutto del suo “essere in relazione”, come figlio, coniuge, genitore, membro di una comunità professionale. L’uomo è l’essere relazionale per eccellenza e la capacità di relazione è l’abilità che ne definisce l’umanità. La relazionalità dell’umano ne rivela anche la sua fondante natura storica e intergenerazionale, rimandando a un legame che precede e dà significato all’interazione: la storia comune e i legami, fondati sul passato e proiettati nel futuro.
Anche la promozione e la cura della salute devono tenere conto di questa complessità e dell’identità relazionale della persona. La medicina personalizzata comporta una svolta antropologica: prendersi cura della persona significa tener conto dell’intreccio di legami che l’incontro di persone sulla scena della cura comporta, prima di tutto la relazione medico-paziente, ma anche tra medico e caregiver / famiglia del paziente e tra medico e i suoi contesti relazionali.
Il benessere di tutte le persone in gioco è legato alla consapevolezza che esse sono tutte soggetti relazionali: star bene e far star bene comporta la presa in carico del benessere delle relazioni sia del curato che del curante. Solo il riconoscimento della comune umanità e fragilità favorirà la responsabilità reciproca, superando dinamiche disfunzionali tra medico e paziente. Rispondere ai bisogni della persona significa accoglierla e curarla nella sua identità relazionale e complessa, inserendola nei suoi contesti e nelle sue appartenenze.
La presa in carico personalizzata richiede competenze che si esercitano nelle interazioni quotidiane e nello scambio: la competenza comunicativa, la gestione del conflitto, l’attivazione di risposte di coping. Personalizzare la cura significa lavorare sulle competenze interattive per arrivare al cuore identitario delle relazioni, laddove la persona è più fragile e il contatto con la sofferenza può avere un effetto difensivo disumanizzante nell’operatore sanitario.
I risultati delle ricerche evidenziano come il processo di cura sia un dialogo tra due mondi relazionali, socialmente e culturalmente situati, in cui ciascun soggetto (operatore sanitario, paziente o caregiver) è portatore al contempo di risorse e di bisogni. Occorre dunque prevedere interventi a sostegno di tutti i soggetti coinvolti e della rete alla quale appartengono.
Con un bagaglio quasi ventennale di percorsi di enrichment familiare, un’équipe del centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica sta implementando i percorsi di enrichment nei contesti di cura: una forma di intervento breve, con una modalità di lavoro semi-strutturata, per promuovere nei caregiver familiari e nel personale sanitario maggiore benessere ed empowerment, nuove competenze relazionali e professionali e di facilitare un nuovo modo di considerare il proprio ruolo nel processo di cura. Questi percorsi mirano a pro-muovere il “saper fare” e il “saper essere”, migliorando le capacità relazionali e professionali, per potenziare e arricchire le competenze, e proponendo un lavoro di riconoscimento identitario della persona e dei suoi bisogni più profondi, al di là del ruolo di cura assunto
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