1,358,200 research outputs found
Provincia Sardinia et Corsica
A. Ibba ha firmato i § 3, 5-6, (pp. 314-316), dove ha tracciato una sintetica panoramica sulla diffusione delle tribù romane in Sardegna e sui particolari casi di Turris Libisonis e Sulci: a Turris la tribù Collina si giustifica con una fondazione voluta da Cesare, a Sulci la varietà delle tribù attestate si spiega con l'essere il centro un probabile municipio latin
Notulae su alcune tribù in Sardegna
A. Ibba ha curato i §§ 2-3 (pp. 83-85), il primo dedicato a Cornus, centro per il quale rimane sconosciuta la tribù alla quale in prevalenza erano iscritti i suoi abitanti (il tribulo della Quirina qui attestato era più verosimilmente originario di Karales); il secondo a L. Valerius Potitus, tribulo della Oufentina entrato tuttavia a far parte della nobilitas sulcitana forse in virtù del particolare statuto di Sulci, municipio latin
Presentazione del volume di S. Aounallah, Pagus, castellum et civitas. Étude d’épigraphie et d’histoire sur le village et la cité en Afrique romaine
Egnatuleius Anastasius: un nuovo praefectus vigilum da Dorgali
Nel sito di Siddai (comune di Dorgali, provincia di Nuoro, Sardegna), frequentato nel corso di tutta l’età romana, è stato rinvenuto un disco di bronzo con iscrizione menzionante Egnatuleius Anastasius, prefetto dei vigili probabilmente in età costantiniana. Il documento era verosimilmente pertinente a un edificio funzionale la raccolta dei prodotti annonari o a una piccola “stazione” dei vigili, per l’ispezione dei magazzini rurali nell’area di Dorgali
La s.r.l. unipersonale
Il lavoro esamina analiticamente la disciplina della s.r.l. unipersonale, soffermandosi in particolare sul regime dei conferimenti, della pubblicità e della responsabilità
La storia delle donne nella rete genealogica e patrimoniale della Marmilla e del Parte Montis
Il contributo esplora la storia della Marmilla e del Parte Montis seguendo i percorsi femminili di trasmissione patrimoniale. La storia si intreccia con quella delle famiglie che hanno esercitato fino al XIX secolo i diritti feudali sulle ville del territorio: la necessità di mantenere la continuità dinastica fa emergere il protagonismo femminile nei legami matrimoniali. Su questo paradigma, anche le donne che non appartengono al ceto feudale individuano strategie successorie volte a preservare il prestigio e la ricchezza famigliare. Le distinzioni di ceto e di condizione sociale influenzano in maniera molto forte le possibilità per le donne di poter essere libere nella gestione del proprio patrimonio
L'epigrafe in mostra: brevi note di un umanista spagnolo nella Càller del XVI secolo
L'analisi del Caralis panegyricus dell'umanista spagnolo Rodrigo Baeza, che insegnò grammatica a Càller dal 1551 almeno sino al 1561 permette di ricostruire sia il panorama culturale nella capitale del Regno di Sardegna sia di identificare alcuni dei documenti epigrafici allora visibili, reimpiegati negli edifici della città spagnola o in situ o esposti in alcuni spazi pubblici. Attraverso questa che è la più antica ed ampia descrizione di Càller nel XVI secolo è possibile ricostruire sia gli itinerari seguiti dal Baeza, nei lavori preparatori al panegyricus (effettivamente pronunciato nell'inaugurazione dell'anno accademico 1551), sia il testo di alcune iscrizioni purtroppo perdute e in seguito mal interpretate. Maria Teresa Laneri ha firmato le pp. 307-314, Antonio Ibba ha firmato le pp. 315-33
A Curated Solidity Smart Contracts Repository of Metrics and Vulnerabilities
<p>SmarthER provides the dataset related to the full-paper accepted to PROMISE 2024 (<a href="https://promiseconf.github.io/2024/index.html" rel="nofollow">https://promiseconf.github.io/2024/index.html</a>) <strong>"A Curated Solidity Smart Contracts Repository of Metrics and Vulnerability"</strong>.</p>
<p>Authored by: Giacomo Ibba, Sabrina Aufiero, Rumyana Neykova, Silvia Bartolucci, Roberto Tonelli, Marco Ortu, Giuseppe Destefanis</p>
<p>This repository aims to collect a significant sample of smart contracts with associated vulnerability reports, and traditional software metrics extracted from each smart contract. The repository contains:</p>
<ul>
<li>Smart contracts source code.</li>
<li>The vulnerability report was built with Slither for each contract.</li>
<li>Traditional software metrics extracted from each contract.</li>
</ul>
Società a responsabilità limitata e crisi di impresa, in Ibba-Marasà, Trattato delle s.r.l.,
il saggio tratta la relazione tra regole societarie e regole fallimentari, con attenzione anche al codice della crisi di impresa.
Sul piano del sistema, invero, poteva rilevarsi già anni orsono l’interferenza tra il diritto societario e il diritto della crisi 2. La necessità, anche essa sistematica, di individuare regole specifiche, o di fonte legale o di fonte interpretativa, per la società in crisi derivava dalla ovvia constatazione che il diritto dell’impresa in crisi (o fallimentare, secondo la sua tradizionale definizione) regola le obbligazioni del debitore che non può farvi fronte ed è quindi principalmente ed essenzialmente una disciplina delle obbligazioni e dell’adempimento rispetto ad un patrimonio staticamente inteso, in quanto destinato alla liquidazione 3.
Ciò che è evoluto è la accettazione definitiva della prospettiva che la miglior soddisfazione dei creditori avviene (o si presume possa avvenire) non solo attraverso la ripartizione della perdita in modo redistributivo tra il ceto creditorio, ma attraverso la distribuzione del plusvalore che deriva dall’organizzazione in funzionamento, e quindi tenendo presente la prospettiva dell’attività che genera maggiori risorse rispetto a quella dei beni da liquidare.
Si ha quindi sia una particolare “declinazione dei principi e delle regole societarie di amministrazione e controllo nelle situazioni di crisi” 4, sia la formazione di un diritto societario concorsuale, cioè l’insieme di disposizioni contenute nella legge fallimentare che modificano le regole del diritto societario.
Tali nuove regole di diritto societario si sono rese necessarie in quanto si è assistito alla produzione normativa di regole per l’impresa in crisi (eppure non ancora dichiarata insolvente). La società è tipicamente quel debitore titolare dell’impresa in crisi, che ha a disposizione risorse per la predisposizione di piani e attestazioni per accedere agli strumenti di recupero dell’impresa che si rivolgono all’attività (e non al rapporto obbligatorio). Ci si riferisce al piano attestato ex art. 67, comma 3, lett. d), l. fall. “idoneo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria”; al concordato preventivo; al concordato “con riserva”; al concordato con continuità aziendale, tramite i) la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore; ii) la cessione dell’azienda in esercizio; iii) il conferimento dell’azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione; agli accordi di ristrutturazione dei debiti, all’accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione di moratoria “qualificata” pari almeno al 50% dell’indebitamento complessivo.
Il c.d. diritto societario della crisi è in altri termini una specifica disciplina della società nella particolare situazione (economica) che diviene fattispecie di accesso, una volta rilevata e integrata da passaggi formali (ad es. la presentazione della domanda di concordato), alla disciplina. La società è infatti debitore tipico coinvolto nella crisi (come nella individuazione di doveri degli amministratori nell’area del tramonto della attività; nella sterilizzazione della regola sul capitale ex art. 182-sexies l. fall.; nella competenza gestoria del salvataggio tramite concordato)
- …
